domenica 28 agosto 2016

Sconsolate lettere

È un po' di tempo che la letteratura non bussa alla porta delle cronache per dire: «Guardate, ho scritto un racconto, un romanzo, un poema, un qualcosa che merita di salire agli onori delle cronache». 
Chissà perché. Bisognerebbe domandarlo all'interessata.

«Mi scusi, signora Letteratura, come mai se ne sta qui da sola, tutta triste, seduta all'angolo?».
«La realtà, quella troia, occupa tutto lo spazio. Sempre sulla scena, si fa possedere da chi vuole. Soprattutto: dà meglio di me l'impressione di essere posseduta, di essere nelle mani di chi la vive. Ma non è così: la realtà è più falsa di me».
«Ma non era suo compito raccontarla, la Realtà?».
«Una volta, forse. Adesso fa tutto da sola, in diretta. Se ne frega di ogni mediazione: scavalca la rappresentazione e s'incarna negli occhi dello spettatore che non può non ingozzarsene e farne indigestione. Tra la realtà e lo spettatore non c'è più alcun filtro, più alcuna separazione».
«Dunque, se ho ben capito, non è per l'assenza di canali espressivi adeguati che lei si lamenta, bensì della mancata capacità ricettiva dei potenziali fruitori della sua produzione».
«Proprio così: sono così immersi nel presente, così sincronizzati, che ogni tentativo di astrazione e di prospettiva diacronica vengono rigettati in partenza. In queste condizioni, bussare alle porte delle cronache è impossibile. È un po' come andare alla festa o a alla tragedia di qualcuno senza invitato».
«Eppure Francesco Merlo, Concita De Gregorio...»
«Ha intenzione di farmi diventare maleducata?»
«Giammai, signora, mi perdoni».
«Si figuri, per così poco. Sappia comunque che a me piace essere maleducata, soprattutto quando pessimi pornografi sviliscono uno dei “miei” generi preferiti».

...

sabato 27 agosto 2016

Il lecca FCA

(ANSA) - ROMA, 27 AGO - "Non possiamo demandare al funzionamento dei mercati la creazione di una società equa" perché "non hanno coscienza, non hanno morale, non sanno distinguere tra ciò che è giusto e ciò che non lo è''. Lo ha detto l'ad della Fca Sergio Marchionne ai vincitori di un premio Luiss sulla finanza aggiungendo che ''l'efficienza non è e non può essere l'unico elemento che regola la vita. C'è un limite oltre il quale il profitto diventa avidità e chi opera nel libero mercato ha il dover di fare i conti con la propria coscienza''.

Stamani, di buon ora, saranno state forse le sette, mi è squillato il telefono: era Sergio. 
«Massaro devo ringraziarla per il post di ieri: mi ha aperto un mondo. Finalmente ho capito che non ero io ad agire, ma il capitale, quello stronzo. Va fermato, prima che sia troppo tardi»

Tutto assonnato gli ho risposto, 
«Grazie al cazzo, Sergio. Adesso che i capitali della società che dirigi sono assicurati all'estero, non puoi venire a fare il gesuita in Italia. Vai a farlo a Londra o ad Amsterdam o a Detroit...»

Ha riattaccato.

Comunque, per quel che vale, segniamocela tale dichiarazione, potrà forse tornare buona appena un venticello di crisi del settore provocherà cassa integrazione e licenziamenti nelle fabbriche FCA ancor presenti in Italia.

A parte, ma mica poi tanto: mi domando come alla Luiss (università privata promossa dalla Confindustria ndb) riescano a conciliare parole come quelle odierne di Marchionne e quelle rilasciate da un altro manager nostrano, Francesco Starace: si prega di ascoltarlo attentamente, quattro minuti, dal 42'00" al 46'00" circa.



venerdì 26 agosto 2016

Esperimenti mentali

La questione delle macchine (di Tom Standage, The Economist, pubblicato in traduzione da Internazionale la settimana scorsa) è un interessante articolo dedicato all'intelligenza artificiale, dove si racconta lo stato dell'arte della robotica, quali sono le prospettive per il futuro, con particolare attenzione ai timori e alle speranze che tale settore di ricerca infonde.

Una delle preoccupazioni di carattere etico che mi hanno incuriosito - e che riporto - è proposta da un filosofo di Oxford, Nick Bostrom. Si tratta di un esperimento mentale:
«Immaginate un'intelligenza artificiale programmata per fabbricare graffette che decide di produrne il maggior numero possibile, dice Bostrom. Dedica tutte le sue energie alla fabbricazione e resiste a ogni tentativo di distrarla dal compito. Alla fine “comincerà a trasformare la Terra e porzioni sempre più grandi dello spazio in fabbriche di graffette”. Quest'ipotesi apparentemente demenziale serve a dimostrare che le intelligenze artificiali non devono necessariamente avere motivazioni o psicologie simili a quelle umane».
Dopo l'esperimento mentale suggerisco al filosofo e ai suoi allievi di fare un esperimento corporale prendendo spunto dal corpo sociale:

Immaginate un'intelligenza economica programmata per fabbricare merci (quali che siano, dalle graffette alle mine antiuomo) dalle quali ottenere un sovrappiù di denaro in rapporto a quello che è stato investito per produrle. Essa, intelligenza economica, dedica tutte le sue energie alla fabbricazione e resiste a ogni tentativo di distrarla dal compito. Alla fine comincerà a trasformare la Terra e porzioni sempre più grandi dello spazio in fabbriche per la produzione di merci. Questa non è un'ipotesi: è la realtà. Una realtà piuttosto demenziale che dimostra che la specie umana è già in ostaggio di un sistema economico e produttivo che ritiene naturale e imprescindibile. Ma non è così.

È specificità del capitalismo far sì che la produzione sia destinata ad unico scopo: avere valore di scambio, in modo tale da far accrescere il capitale iniziale con il quale la merce è stata progettata, costruita e messa sul mercato. Se la merce non troverà il suo realizzo, allora resterà cosa morta, pronta a marcire nel magazzino mondo, inutilizzata, arrugginita, in breve: scartata, piuttosto che a dar corso al semplice valore d'uso, a gratis.
È il capitale stesso il già operante soggetto automatico programmato il cui movente, assurdo e irrazionale, «costituisce una minaccia esistenziale per l'umanità»; ne sia prova che la quasi totalità dell'agire umano è mercificato, costretto in un rapporto di assillante ricerca di denaro o per moltiplicarlo o per sopravvivere. Eccolo, la vera Intelligenza artificiale che ci guida e determina, ci agisce, dalla culla alla tomba: One dollar, il dio nel quale noi confidiamo.

mercoledì 24 agosto 2016

Nostalgia Pangea

Almeno si potesse sapere, meglio ancora vedere, rappresentato su youtube, qual è il destino geologico della penisola, se l'accostamento coi Balcani, o lo accartocciamento contro le Alpi, oppure ancora uno smembramento tale da farci diventare un arcipelago come il Giappone - qualcosa dovrà pur accadere, data la deriva. È che la misura del tempo non rende merito alla nostra impazienza, e i tetti crollano addosso ai mortali, mica agli dèi. 

martedì 23 agosto 2016

Tra mano e pietra

Tra mano e pietra c'è un rapporto basato sulla voglia di lapidarti ogni volta che dici o scrivi qualcosa che fa l'effetto delle unghie spezzate sull'ardesia. Ma forse sono solo io a rabbrividire. Mi guardo intorno e mi sa che è proprio così. Sono così tanti ad applaudirti ad approvare i tuoi discorsi vuoti, le battutine orribili, l'intelligenza adattiva alle mode del momento.

Sarà meglio che smetta di leggerti, di pestare le tue stronzatine, altrimenti mi seppellisco vivo con il cumulo di pietre che mi sono cadute di mano ogni volta che ho avuto la patetica intenzione di scagliartene una.

Patetica perché, diversamente dalla piccola folla di linciatori della prostituta, ho lasciato cadere a terra le pietre senza che nessuno mi persuadesse, guardando in terra e scrivendo sulla sabbia. 

Chiunque è senza peccato scagli agli: allontanano le streghe.

La salvezza viene dalle pietre cadute, dai giudizi lasciati sospesi, dagli sguardi rivolti altrove. Su quella nuvola rosa cenere, per esempio. 

lunedì 22 agosto 2016

Proiettati verso il futuro

Concorsi Pubblici
Peccato che sia a tempo determinato.

Vi invito caldamente alla lettura della versione pdf del bando, nel quale è specificato il soggetto e il tipo di opera d'arte che l'artista vincitore del concorso dovrà realizzare.

Per esempio:
«Opera n. 1 - Scultura zona esterna ingresso di rappresentanza; scultura di grandi dimensioni dedicata al comandante di stazione ideale, proiettato verso il futuro, il quale - in forza di un rigoroso impegno quotidiano - riesce ad imporre il rispetto della legge, la tutela dei cittadini ed il contrasto ad ogni forma di criminalità. Costo Complessivo dell'opera d'arte: € 200.000,00= al netto di IVA al 10% e comprensiva di qualsiasi onere previdenziale. Nel suddetto importo è compresa la fornitura e l'installazione completa diretta e collaudata dell'opera comprensiva dello specifico impianto di illuminazione notturna. Termine per la consegna dell'opera da parte del vincitore del concorso: entro 6 (sei) mesi decorrenti dalla data di comunicazione al vincitore dell'esito del concorso.»

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Ringrazio Alex per la segnalazione.

domenica 21 agosto 2016

Spigolature

Camminando sul bordo del lago o nei centri e nelle vie commerciali delle cittadine in cui trascorro i presenti giorni di vacanza, incontro sovente molte donne musulmane, di ceto sociale medio alto, credo, dato che sono questi luoghi di villeggiatura che ospitano tradizionalmente un turismo facoltoso (io sono un turista con molte meno facoltà).
Dal mio campione osservato, nessuna di queste indossa il burqa, un esiguo numero il niqab, quasi tutte lo hijab e lo chador (abiti, questi ultimi, che - se non erro - coprono i capelli ma lasciano il volto scoperto).

Considerazioni: preferisco le rare latinas dog sitter.

Suggestioni: negozio di abbigliamento, reparto donne. Stanco del passeggio nel saliscendi della capitale olimpica permanente, mi seggo in una stretta panca adibita alla prova scarpe mentre attendo che coloro che accompagno abbiano trovato o no quello che cercavano. Nel mentre, mi siede accanto una donna col niqab (vestito tutto nero, con la sola apertura a fessura per gli occhi) e la cosa che più mi imbarazza è il pensiero che se invece di una panca fosse stata un'altalena a bilico, io sarei volato in alto come gli acrobati del circo (con assai minor destrezza ricaduto).

Dubbi: le donne musulmane che entrano nei negozi di abiti occidentali e fanno acquisti, quando e dove indossano tali capi?

Dicerie popolari raccolte, con probabile fondo di verità: pare che quando donne musulmane facoltose entrano nelle orologerie e gioiellerie di lusso, i commessi chiudano i locali al pubblico. Non ho capito bene se perché le clienti non vogliono essere disturbate nella scelta degli articoli o se perché con quello che poi di norma acquisteranno, il negozio avrà già guadagnato ampiamente la giornata.


venerdì 19 agosto 2016

Possiamo attendere

«Possiamo attendere altri dieci anni in una situazione di instabilità governativa, confusione legislativa e mancanza di certezze per il mondo produttivo italiano?»

Tra le domande retoriche che Luciano Violante pone a conforto delle ragioni del Sì al prossimo Referendum riguardante le riforme costituzionali, questa è, secondo me, la più persuasiva a sostegno delle ragioni del No, giacché l'instabilità governativa non ha mai privato di certezze il mondo produttivo italiano. 

Ai “bei tempi” democristiani e pentapartitici in cui la valorizzazione del capitale non era inceppata, al mondo produttivo dell'instabilità politica dei governi balneari non fregava un cazzo. Ma guai a ricordarlo, vero egregio docente e politico italiano da non so quante mila euro mensili di stipendio sul groppone¹, perché se uno lo facesse, poi, gli verrebbe il dubbio che i ritornelli renziani e centrosinistrici sul «ricominciare a crescere», su «l'Italia riparte», siano pure parole al vento, perché il problema non è come comandare - con o senza bicameralismo - ma come e chi fottere - e per ora, del mondo produttivo, avete saputo solo fottere una parte sola: quella del lavoro. E ancora non vi siete accorti che niente riuscirà a sfamare la Bestia?

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¹Uh, quanto è populista parlare di soldi. Ma come mai non provano a convincermi riducendosi lo stipendio a duemila euro netti al mese? Duemila euro netti: so’ largo di maniche.

giovedì 18 agosto 2016

I meriti eccezionali

«Gli imprenditori hanno meriti eccezionali ma non dovrebbero sfuggire, come classe dirigente, a qualche serena autocritica. Non sembrano così impegnati nel ridurre i sussidi pubblici alle imprese che distorcono la concorrenza. Non suscita alcun sincero dibattito la scelta di chi trasferisce sede legale e fiscale all’estero pur continuando a sventolare la propria italianità. Non vi è, tranne rari casi, una discussione meno rituale sul modello industriale del futuro.» F. de Bortoli, 18 agosto 2016.

Premessa «per evitare possibili malintesi. Non dipingo affatto in luce rosea le figure del capitalista e dei proprietario fondiario. Ma qui si tratta delle persone soltanto in quanto sono la personificazione di categorie economiche, incarnazione di determinati rapporti e di determinati interessi di classi. Il mio punto di vista, che concepisce lo sviluppo della formazione economica della società come processo di storia naturale, può meno che mai rendere il singolo responsabile di rapporti dei quali esso rimane socialmente creatura, per quanto soggettivamente possa elevarsi al di sopra di essi.» K. Marx, Prefazione alla prima edizione del Capitale

Com'è che io, da quando ho letto questa frase di Marx, non riesco più del tutto a dire stronzo in faccia al singolo capitalista ma più volentieri lo dico a chi ne tesse le lodi e lo invita a critiche costruttive là dove tutto è da decostruire?
E poi ancora con questa storia di chiamarli imprenditori:  i capitalisti non intraprendono un cazzo nulla, non fanno altro che seguire le “necessità” del capitale, essendone anche loro, seppur da un lato del privilegio, schiavi del movimento che esso genera, che è quello di accrescere se stesso, pena il suo fallimento. Infatti, la tiratina d'orecchie data a coloro che hanno trasferito «sede legale e fiscale all'estero pur continuando a sventolare la propria italianità», a chi è data? A degli imprenditori? Sono almeno quattro generazioni che gli Agnelli non intraprendono una sega nulla, che hanno preso molto più che dato all'Italia. Piuttosto prenditori, quindi, altro che chiacchiere sui meriti eccezionali. Chi si sbatte le palle alla catena di montaggio o in ufficio con turni di 7/8 ore al giorno per 40/42 ore settimanali, questi sono meriti straordinari, egregio keynesiano liberaldemocratico che, per ottenere «serene autocritiche», ti prodighi in morsettini e leccatine (anal rimming?) per vedere se da quelle vacche dell'intrapresa si possa nuovamente mungere il buon latte che fu.

mercoledì 17 agosto 2016

Spengo dopo il tg

Quando sono in vacanza, in ispecie quando sono in vacanza all'estero, a sera, dopo cena, dove il luogo lo consente, faccio qualcosa che di solito non faccio mai quando sono a casa, in Italia, soprattutto quando non sono in ferie: guardo il telegiornale italiano della Rai, stasera il tg2, conduceva la pacata e sempre bella Maria Concetta Mattei, e quando la sua voce rilassante ha lanciato il servizio sulle prossime manovre del Governo, curato e letto da non so più quale "cronista" vincitore di concorso, ho ascoltato con attenzione quello che veniva detto, ch'è risultato essere nient'altro che un dettato redatto in toto dagli addetti stampa di Palazzo Chigi: sarà fatto questo e quello, soprattutto si darà l'avvio a opere pubbliche in grado di aiutare la ripresa (tunnel del Brennero, variante Jonica) - e mentre la voce chioccia elencava i provvedimenti che saranno presi, nel video scorrevano immagini di repertorio di trivelle che perforano gallerie, camion betoniere, rulli compattatori, finitrici e compattatrici stradali, macchinari per la segnaletica...
In tutto ciò, non il volto di un operaio al lavoro (per sapere per quanti mesi sarà assunto, con quale stipendio, per quante ore settimanali); e neanche il nome dei titolari delle imprese che si sono aggiudicate l'asta (a quale prezzo, con quale previsione di guadagno).
Mi chiedo: che differenza passa tra questo tipo di servizi e i comunicati del telegiornale nordcoreano sulle prodezze del caro leader Guida Suprema? 
Mi rispondo: che i secondi sono molto più curati e cinematografici.

lunedì 15 agosto 2016

Così com'è non deve restare

Torino, 1962

A sessant'anni e un giorno dalla morte di Bertolt Brecht, dal suo Breviario di estetica teatrale, estraggo due paragrafi:

18
«In realtà, i rapporti degli uomini fra di loro sono oggi più impenetrabili che mai. La comune gigantesca impresa in cui si sono impegnati sembra dividerli sempre più; l'aumento della produzione provoca l'aumento della miseria, e solo pochi uomini traggono un utile dallo sfruttamento della natura: come? Sfruttando altri uomini. Quello che potrebbe essere il progresso di tutti è fatto vantaggio di pochi, e una parte sempre maggiore della produzione è adibita a creare mezzi di distruzione per terribili guerre [...]».

46
«È godimento peculiare alla nostra era, che ha realizzato tante e tanto diverse trasformazioni della natura, quello di concepire ogni cosa in modo da poterla trasformare. Nell'uomo c'è molto, noi diciamo: dunque si potrà far molto dell'uomo. Così com'è non deve restare; non basta considerarlo così com'è, bisogna vederlo anche come potrebbe essere. Non bisogna partirsi da lui, ma partire verso di lui. Vale a dire che non basta che io mi metta nel suo posto: devo mettermi di fronte a lui, in rappresentanza di noi tutti. Ecco perché il teatro deve straniare ciò che mostra».

domenica 14 agosto 2016

L'uomo è un nulla

La prese sottogamba. Le sfiorò un polpaccio e gli sembrò identico al Tibet del suo mappamondo in rilievo. Richiuse gli occhi e provò a far scorrere sulle palpebre la sensazione di dormirle a fianco in una tenda sotto il tetto del mondo, alla ricerca del tepore perduto, del sudore sognato. Riaprì gli occhi e l'agosto che aveva davanti gli presentò il conto, le guance madide, una goccia salina che scendeva lenta sullo sterno, tanta sete. Le lasciò la gamba, anzi: lei si distaccò e bofonchiò di smettere di toccarla ché le faceva aumentare la sensazione di caldo. Le lenzuola scesero in fondo al letto. Si alzò per orinare e aprire la finestra, chissà in quale ordine. Bevve un bicchier d'acqua gassata, si sedette sul divano e, con un occhio chiuso e uno aperto, aprì la Gerusalemme a caso e lesse:

Chi è l'uomo? E a che può servire?
Qual è il suo bene e qual è il suo male?
Quanto al numero dei giorni dell'uomo,
cento anni sono già molti.
Come una goccia d'acqua nel mare e un grano di sabbia
così questi pochi anni in un giorno dell'eternità.
Siracide, 18, 7-9

sabato 13 agosto 2016

Il clima geopolitico mondiale

"Signor sindaco - scrive in una lettera l'Anpi - per la prima volta nelle ricorrenze della giornata della Liberazione di Firenze dall'occupazione tedesca (11 agosto 1944, ndr), nessun rappresentante dell'Anpi, erede dei partigiani che combatterono per la cacciata dell'esercito nemico, lasciando sul terreno, secondo le cronache, 205 morti e 435 feriti, è stato invitato a prendere la parola in ricordo di quella giornata, che meritò alla città la prima medaglia d'oro della storia repubblicana da parte del capo del Governo Ferruccio Parri. Riteniamo incomprensibile e grave tale scelta in primo luogo verso le partigiane ed i partigiani che hanno combattuto per la città di Firenze".
A replicare è Cristina Giachi, vicesindaco di Palazzo Vecchio: "Nessuna dimenticanza e nessuna volontà di escludere, il Comune di Firenze è orgoglioso e fiero della propria storia antifascista e della medaglia d'oro conquistata durante la Resistenza". Quest'anno, ricorda Giachi, "il clima geopolitico mondiale e i recenti accadimenti terroristici hanno suggerito al sindaco di affrontare i temi della libertà religiosa e della convivenza civile tra popoli, collegandoli alla Liberazione".

Dato che più e più volte i rappresentanti dell'Anpi hanno dichiarato che voteranno No al prossimo referendum sulle riforme costituzionali¹; e, inoltre, dato che forse avrebbero ricordato ad alta voce ai fiorentini tale intendimento, allora il sindaco Nardella ha deciso di non dargli voce e parlare  di altre cose, tra le quali di «libertà religiosa», in particolare della sua professione di fede. Indovinate quale.
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¹«È un obbrobrio dal punto di vista della democrazia ed è scritta male tecnicamente. Cos'altro possiamo fare se non dire no?». Il numero uno dell'associazione dei partigiani, Carlo Smuraglia, ha poi aggiunto: «Tolgono potere di rappresentanza ed esercizio alla sovranità. Siamo obbligati a impegnarci perché la Costituzione non venga stravolta».