venerdì 23 febbraio 2018

Sforza Italia

"Se il presidente Mattarella dovesse dare l'incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perché il Pd sostenga il M5s nella formazione del governo". M. Emiliano.
Per cinque anni Pd a guida del governo e lui dirigente e mai fatto lo sforzo di tentare, seriamente, di allearsi coi cinquestelle, anziché governare con Berlusconi e le sue scorie. Io boh davvero.
Nell'impasse generale della politica (italiana e non solo), nella disciolta legislatura, ditemi vi prego dove si è manifestata discontinuità con i precedenti governi di centrodestra e unità nazionale?

E le faccio una domanda diretta, Michele Emiliano. Nella sostanza, qual è la differenza tra lei e, per esempio, un Maroni, peli pubici a parte?

Sommate i vostri anni di politica, di mestiere, di marchette (per la pensione) e fate due conti.
Tornano, vero?


giovedì 22 febbraio 2018

Il vaso

Potrà forse discutere con chi lo ha plasmato
un vaso fra altri vasi di argilla?
Dirà forse la creta al vasaio: «Che fai?»
oppure: «La tua opera non ha manichi»?
Chi oserà dire a un padre: «Che cosa generi?»
o a una donna: «Che cosa partorisci?».
Isaia, 45, 9.

Buonasera Dio
Buonasera Vaso.
In che senso "vaso"?
Da notte.
Non capisco.
Pace. Cerca di seguirmi...
Ti followo già.
Sì, a parte: se tu, uomo, sei un vaso, un contenitore, io, Dio, che cosa sarò?
Il contenuto.
Ecco, bravo: vedi che sei intelligente?
Ne dubito.
Faresti meglio a dubitare di qualcos'altro, di me, per esempio.
Lo faccio.
E come lo fai?
Guardo dentro me stesso, dentro il vaso.
E che cosa vedi?
Il vuoto.
Touché.

lunedì 19 febbraio 2018

Mancanza di attenzione

«Non mi era mai capitato di sentire una impresa che dice che deve licenziare adesso perché altrimenti ha problemi con la borsa. Dimostrando così una totale mancanza di attenzione verso le persone e la responsabilità sociale dell’impresa che raramente mi è capitato di riscontrare».
Povero Carlo, non gli era mai capitato di riscontrare una siffatta «mancanza di attenzione verso le persone e la responsabilità sociale dell'impresa».
Responsabilità sociale sino a che punto? Che vuoi che gliene importi ai manager dell'Embraco del tessuto sociale di Riva di Chieri... Sono o no i padroni? La proprietà privata dei mezzi produzione è sacra e garantita dalla Costituzione? E allora, che diamine, hanno o no il diritto, i padroni, di rifiutare l'elemosina di Stato diretta, in parte, anche verso i lavoratori che sarebbero stati in prelavaggio un paio d'anni e poi, zacchete, nel silenzio più generale, nella centrifuga e poi nello scarico del precariato? 
Produrre lavatrici... oramai sono capaci tutti, persino in Slovacchia. Quindi meglio produrle là dove si riesce a sfruttare con maggior profitto la forza lavoro, tanto poi i negozi di elettronica e i supermercati ci penseranno loro a venderle sottocosto, anche se le lavatrici, ahimè, non hanno più il mercato di una volta. E pensare che, oggidì, le lavatrici costano, all'incirca, tanto quanto uno smartfono di fascia media, senza però avere il vantaggio di essere sostituite con la stessa frequenza con la quale siamo disposti a cambiare cellulare.
Ad esempio: io ho una Whirpool da vent'anni che, sebbene mostri i segni del tempo con certe crepe sul cruscotto e un rumore della centrifuga ragguardevole, ancora funziona egregiamente; mentre, dal 1998 a ora, ho avuto: un Motorola, tre Nokia, un Samsung e l'attuale One Plus e manco uno di questi fatto in Italia... Sta' a vedere che alla fine sarò accusato io di mancanza di attenzione verso le persone e la responsabilità sociale dell'impresa.

domenica 18 febbraio 2018

Ricchezza e bruttezza


«Everyone is always saying these days that it’s easier to imagine the end of the world than the end of capitalism. Everyone is always saying it, in my view, because it’s obviously true. The perception, paranoid or otherwise, that billionaires are preparing for a coming civilisational collapse seems a literal manifestation of this axiom. Those who are saved, in the end, will be those who can afford the premium of salvation. And New Zealand, the furthest place from anywhere, is in this narrative a kind of new Ararat: a place of shelter from the coming flood.» Mark O'Connell

I nuovi figli di puttana del capitale si stanno preparando all'apocalisse da tempo e alcuni di loro pare abbiano scelto la Nuova Zelanda come luogo rifugio, per ragioni che l'articolo spiega.
Almeno i vecchi si facevano il bunker in patria - ricordiamo, per esempio, il gran buco che Berlusconi si fece costruire in Costa Smeralda (chissà quali stallieri ci manda al momento a tenerlo in ordine).

Ciò che mi incuriosisce dei comportamenti individuali delle personificazioni del capitale è che, a patto che non abbiano fatto qualcosa di riprovevole, ad esempio aver chiesto un pompino in cambio di un posto alla Regione Lombardia [ah, no: in questo caso non è stata notificata alcuna molestia] o di una parte in un film che non ricorda più nessuno, essi non avranno niente da temere riguardo alla loro ricchezza accumulata, dacché essa risulterà sempre legittima e politicamente corretta.

Quello che voglio dire è che l'opinione pubblica (un soggetto sociale assai manipolabile dai media) tollera molto bene un sistema economico che, sebbene provochi crisi sociali, disastri ambientali, sperequazioni, guerre, dissidi regionali, competizioni internazionali, disoccupazione ed emigrazione di massa, eccetera, consente ad alcuni (pochi) individui (selezionati dal ceto o dalla loro indiscutibile capacità imprenditoriale e maneggiona) di possedere fortune che, al confronto, il povero Re Sole era uno con le pezze ai piedi.

Insomma, la ricchezza spropositata è vista di buon occhio, o meglio: le si fa l'occhiolino come a una dea e magari ci si inchina davanti, speranzosi di ottenere i favori o gli avanzi. Per questo, essere in classifica nel Bloomberg Billionaires Index è, appunto, una conquista di cui vantarsi, un onore al merito, il riconoscimento di un valore assoluto. 

E se invece l'opinione pubblica iniziasse a considerare tali personificazioni del capitale come un male di cui liberarsi, come una vergogna assoluta, al pari degli avvelenatori delle acque, degli stupratori seriali e dei pedofili? 
Attenzione: non voglio fare un'inutile predica francescana, che fa piangere i ricchi un secondo e poi tutto torna come prima. No. Io vorrei semplicemente che si cominciasse a mutare atteggiamento nei confronti di questi signori (e signore al seguito, sono quasi tutti maschi, converrete), tanto quanto l'abbiamo mutato nei confronti dei produttori (o registi) cinematografici che chiedevano pegno, o di coloro che considerano l'omosessualità una malattia o una cosa di cui vergognarsi.

Qualcuno obietterà: eh, ma alcuni di loro sono davvero brave persone, dei filantropi certificati, i quali fanno beneficenza e vogliono veramente che il mondo progredisca verso un futuro migliore (grazie al cazzo).
Nondimeno, tra coloro che obiettano, nessuno che si chieda le ragioni per cui affluiscono così tanti, innumerevoli denari nelle tasche di questi nuovi re Mida. Perché lo meritano? Perché sono bravi imprenditori? Bravi strateghi? Bravi monopolisti? Bravi sfruttatori? Ehi, laggiù: c'è qualcuno che dica: perché sono bravi lavoratori? No? Ah, ecco.

P.S.
Lo so, lo so. Se mi chiamavo Luca Ferrero avevo il culo pieno di nutella e questi problemi non me li facevo.

sabato 17 febbraio 2018

Bisogna distinguere


«Politici: elezioni. Exit poli et poli reverteris: troppo facile dire: ‘Qui la politica è tutto un magna magna.’ Bisogna distinguere tra primo, secondo e frutta.»
Corrado Guzzanti, Discorso di fine millennio agli italiani di Brunello Robertetti.

O voi che avrete ancora stomaco di recarvi al seggio, mi raccomando: sappiate distinguere le pietanze. 
A proposito, dentro la metafora: a mio avviso, il menù alla carta delle prossime elezioni, prevede:

  • Cinquestelle: stasera brodino.
  • Renzi: bollito.
  • LeU: pennette strascicate.
  • Berlusconi: maiale in crosta.
  • Salvini: cinghiale, o comunque: selvaggina vagante in umido.
  • Prosciutto e Meloni.
  • Potere al popolo: animelle.
  • Bonino: digiuno.
  • Poi chi c'è? Forza Lova? Casa Eliot? Ammazzacaffé.

mercoledì 14 febbraio 2018

Le intenzioni di vuoto

Quarant'anni: la vita da precario
e per fortuna che so un po' d'inglese
così che anche questo mese
ho avuto quattro soldi di salario.

Le marchette non le metto
che mi frega: la vita è corta.
A casa, a rifarmi il letto,
c'è mia madre che ancora non è morta.

Mi spiego senza ali e cado a terra
nei giorni perso a vendere me stesso
per continuare a essere me stesso
finché non sarò messo sottoterra.

Quello che faccio non certo mi appartiene
le mani mie non sanno quel che fanno
e se lo fanno perché è quello che conviene
a chi non ha altro da dare se non il danno

d'esser nato per riprodurre una ragione
che ha il torto marcio d'esser dominante:
se non lavori non avrai il contante
e se non paghi, niente digestione.

Io quando vedo quei cinque o sei denari
pagarmi tutto il tempo consumato,
penso che neanche più i somari
vivono omai il lavoro come un fato.

Fondata sul lavoro: è una minaccia
più che una promessa di liberazione
perché quando lavoro la mia faccia
è uguale a quella di chi sta in prigione.

Vorrei scappare e cercar fortuna
in qualche luogo dove tutto questo
deve ancora cominciare: un pretesto
perché mi si spedisca sulla Luna

a sbandierare ai datori di lavoro
voi non mi date un cazzo, prendete e basta:
prendete questa vita per voi e la casta
che dice votami e vedrai quant'oro

domani se sarò eletto ti sarà dato.
Inizia e finisce qui la mia sovranità
il solo misero potere di re scornato
che per esistere deve sperar di laurà.

domenica 11 febbraio 2018

Ciaparat

Fatto salvo che, per me, faccia alle elezioni, stessa cose sarebbe pure se fossimo in [mettere nazione a caso, ad esempio: Amerika: forse che da quelle parti il voto per un candidato piuttosto che per un altro ferma il declino?], ho letto volentieri e approvo le bordate del Boldrin contro l'italianità pre-costituita, pur avendo - sia chiaro - a culo le ricette liberiste di cui l'economista fa sfoggio e con le quali pensa di medicare i fondamenti del capitalismo incurabile (ricette che, in realtà, niuna nazione al mondo applica alla lettera, facendo ognuna, per quanto può e riesce, gli interessacci propri di mercante in fiera).
Purtuttavia, alla fine del doloroso salmo, qualcosa non torna, giacché, a mio avviso, c'è una contraddizione tra titolo e desiderata¹. Vediamo (scusate la lunghezza delle citazioni, ma ctrl+c è facile).
Innanzitutto, per Boldrin
non c'è alcuna differenza fra Grasso, Renzi, BS, Salvini e Casaleggio Associati. Chiedono tutti la stessa luna nel pozzo seppur con tonalità distinte: nessuna riforma delle regole di funzionamento dell'apparato statale, aumento della spesa pubblica, aumento del controllo amministrativo e burocratico su economia e società, riduzioni fiscali ai gruppi sociali di riferimento finanziate da ulteriore debito, minor compliance con le regole comunitarie, riduzione dell'apertura commerciale con l'estero, barriere all'immigrazione, maggiori pensioni ... il tutto condito da musichette patriottiche sull'eccezionalità nazionale.
In considerazione di ciò
è meglio lasciarli vincere e vedere cosa combinano: perché, altra saggezza nazionale, conta più la pratica della grammatica. E mi spiego.
Cosa spiega Boldrin? Questo:
Se a governare dopo il 4 di marzo sarà una coalizione guidata dalla Casaleggio Associati con dentro Salvini e Meloni, alcuni di questi nodi dovranno arrivare al pettine. Come nel caso di Trump - che ha vinto esattamente sulla base degli stessi slogan e con una base sociale analoga - QUALCOSA dovranno provare a fare di quello che hanno promesso e quel qualcosa farà provare ai loro elettori le conseguenze reali delle smargiassate annunciate. Perché, vedete, anche se sono convinto che quanto costoro sostengono sia dannosa follia, è anche vero che la maggioranza dell'elettorato italiano penserà l'opposto sino a quando non ne vedrà l'effetto. 
In pratica, una prolissa ripetizione di quanto sostenne Indro Montanelli quando Berlusconi (BS), nel 1994, si candidò. Ma Boldrin prosegue, illustrando la seconda ipotesi:
Se, invece, a governare dopo il 4 marzo dovesse essere Renzi, attraverso il Gentiloni o il Tajani di turno, cosa avremmo di differente? Avremmo il meno peggio, direte voi, avremmo almeno un governo composto di arruffoni e arrampicatori sociali ma non di mascalzoni totalmente incompetenti. Vero (in parte, che gli ultimi due governi d'incompetenti totali ne han visti/e parecchi/e) ma cosa farà di differente questo governo? Praticamente nulla per la semplice ragione che Renzi ed il suo PD [...] son un GIGANTESCO EQUIVOCO. Se non lo si toglie di mezzo, questo equivoco [...] ha un solo effetto: crea le condizioni perché la folle visione della Casaleggio Associati sia condivisa dalla stragrande maggioranza degli italiani. Questo, non altro, l'effetto maggiormente pernicioso di Renzi e del suo PD: sono la benzina nel motore della Casaleggio Associati, e di Salvini. 
Orbene, secondo voi, dopo tali considerazioni, a quali conclusioni un lettore potrebbe arrivare? In altri termini, se uno non è un rincoglionito, quale altra causa, al di fuori dell'astensione, potrebbe perorare?
Questa?
Ragione per cui, miei cari, meglio che questo equivoco finisca e si vadano a vedere le carte che il neo-fascismo [M5S + Salvini] (che di questo si tratta) populistico nazionale ha in mano. In politica, come nel poker, la mano parla da sola. 
Ho detto se uno non è rincoglionito. Aggiungiamoci pure che si tratta di un liberista che parla da solo. 



__________________

¹ Il titolo del post è «Perché credo che votare il meno peggio, nel 2018, favorisca il declino». Ebbene, chi sarebbe il meno peggio da votare per Boldrin? Il peggio (quelli che lui considera neofascisti) o il meno peggio (Renzi e BS)? Dal suo auspicio finale non si capisce un cazzo. Ovvero, lui invita, neanche troppo velatamente, a votare M5S o Salvini per seppellire Renzi e BS, così sperando che, a loro posto, subentrino delle giovani leve capaci di un'autentica "rivoluzione" liberal-liberista.
Confermo il titolo.

A razzo di cane



Cypress Light starting from Cape Carnival.

[A me sarebbe garbato andarci con un Centoventisette verde cipresso, i miei vent'anni e una ragazza che tu sai].

venerdì 9 febbraio 2018

Ah, Nordamerica

Interessante (e, per me, godibilissimo) post di Renato Bruni (Erba Volant), dal titolo: Che cos'è il Kratom? Può fermare l'epidemia di oppiacei che dilaga negli Stati Uniti?

Da esso riporto un planisfero tematico in cui la superficie delle terre emerse ha una grandezza in scala basata sul consumo di oppiacei che, appunto, ogni rispettiva popolazione nazionale (o continentale) consuma.

Uno strano effetto, nevvero?
«Attualmente la popolazione nordamericana consuma quasi l'80% di tutti gli oppioidi disponibili sul mercato, peraltro impedendone la distribuzione in zone del mondo in cui il loro impiego è altamente al di sotto le necessità reali dei pazienti che ne avrebbero bisogno».

I soliti esagerati, converrete. Soprattutto per come hanno ridotto le zone di produzione.

Epperò: sorprendente Uganda! Forse è per questo che gli ugandesi sono un popolo di scarsa vocazione migratoria? 

giovedì 8 febbraio 2018

Tressette

Busso.

"Fino a quando la sicurezza resterà un'emergenza e gli italiani avranno paura, non un solo militare dovrà rimanere in caserma. Rilanceremo l'operazione 'Strade sicure'". A garantirlo è il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che parlando al Tg4 spiega anche che "abbiamo bisogno di più uomini in campo, meglio retribuiti ed equipaggiati". E assicura che il centrodestra si impegna "per la reintroduzione di poliziotto e carabiniere di quartiere".

Striscio.



Volo.

Se non ricordo male, l'Operazione Strade Sicure (belle maiuscole, mi si rizza) fu ingaggiata dai governi pidnetworkini in risposta al pericolo terroristico di matrice musulmana. Oggettivamente, sotto questo aspetto, sinora la prevenzione ha funzionato. 
In quale luogo, invece, le Strade Non Sono State Sicure?
Qualcuno li informi.


martedì 6 febbraio 2018

Buonsenso


In coda ai molti che subitamente (e acutamente) hanno segnalato l'enormità del sopraddetto, con il quale il segretario del Partito Democratico non fa altro che inseguire e avallare le posizioni reazionarie e parafasciste dei suoi avversari politici (da Salvini a Berlusconi che dal milione di posti di lavoro del tempo che fu, è passato a seicentomila immigrati da rimandare a casa), provo a dare una lettura diversa, ingenua, stolida, chiaramente opposta alle intenzioni del boccaperta che non conta mai fino a 10mila prima di parlare.

E cioè (interpreto): «l'assunzione per ogni anno di diecimila tra carabinieri e poliziotti» sarà effettuata per impedire che i pistoleri dalla potenza passino all'atto, e per contrastare tutti quei neo o postfascisti politici o fascisti semplici da stadio (derattizzare tutte le curve del calcio italiano) e da caserma (quanti ce ne sono, appunto, di simpatizzanti fascisti tra le forze dell'ordine? Non solo quelli che espongono, a loro insaputa, bandiere neonaziste in camerata), in modo che tali figuri dalle sopracciglia depilate non rappresentino più un reale pericolo per la Repubblica italiana fondata sulle ceneri della dittatura.

Ci si vede a Predappio.

domenica 4 febbraio 2018

Amazon, il braccialetto, eccetera

Passo indietro. 
Che cos'è Amazon? Una società per azioni, fondata da Jeff Bezos, nata dapprima come libreria online, che nel volgere di un ventennio si è imposta come il più grande e affermato negozio online di merci varie del mondo. Qui una breve storia, dalla quale si deduce, col senno di poi, come ha fatto ad acquisire tale posizione dominante; una storia di cui tutti coloro che bazzicano la rete sono stati - più o meno - testimoni. 

Passo fermo.
Amazon ci ha sedotto, a fortiori, proprio perché è un'azienda che tiene veramente alla soddisfazione del cliente. Avete mai provato a chattare o a colloquiare al telefono con il servizio clienti e ad avere l'impressione di essere al centro delle loro attenzioni? Io sì, e sempre ho dovuto dare 5 stelle (sic!) al feedback in cui mi si chiedeva se ero stato soddisfatto del servizio ricevuto.
Orbene, a parte la presa in giro dei prezzi gonfiati che sono magicamente scontati del 50% sì da avere, poi, un prezzo analogo a quello di altri negozi; a parte alcune perplessità su quanto realmente sia gratuita la spedizione, comprare su Amazon è facile, è piacevole (mi è sempre piaciuto acquistare per corrispondenza, ben prima di internet) e, soprattutto, è avere la garanzia di essere soddisfatti o rimborsati dell'acquisto, senza tante complicazioni. In breve: con Amazon il cliente ha sempre ragione (almeno l'impressione che ho avuto sinora).

Passo avanti.
All'interno del sistema economico e produttivo capitalistico, lo scopo primario di ogni azienda è la valorizzazione del capitale investito. Detto altrimenti: in una società per azioni, le azioni non devono limitarsi a conservare il loro valore: lo devono costantemente aumentare - e Amazon assolve benissimo questo compito. Come ci riesce? In due modi: da un lato, conquistando, mediante la fiducia e la soddisfazione di un sempre maggior numero di clienti, quote sempre più ampie di mercato; dall'altro, affinando le tecniche di gestione d'impresa (a livello produttivo, commerciale, amministrativo, finanziario e organizzativo) per spremere valore da tutti i pori, in particolare dalla pelle dei lavoratori. Già, perché, stringi stringi, spremi spremi, il vero valore si ottiene soltanto dalla compera e dallo sfruttamento della forza lavoro. E in questo Amazon ci riesce benissimo, non facendo altro che applicare una razionalità che è intrinseca al capitalismo, ossia quella di ottenere plusvalore, vale a dire pluslavoro estorto ai lavoratori. In questo consiste il peccato di Amazon: di farlo meglio di altri concorrenti, in un contesto liberale e democratico, stante il graduale e inesorabile deprezzamento della merce lavoro, fenomeno che, a un'analisi superficiale, sembra dovuto alle costrizioni della globalizzazione, ma che, in realtà, è parte strutturale della logica capitalistica.

Passo e chiudo.
E quindi, sì: facciamo - anzi: facciano pure i politici la voce grossa, il bau bau elettorale contro il padrone, ma mi raccomando: giammai rompere il guscio che copre la nocciola della questione, che è questa: l'organizzazione generale del lavoro sotto il capitalismo sarà sempre determinata dal giogo della produttività. Finché considereremo questo sistema economico come qualcosa di naturale e insuperabile dovremo sottostare a queste regole che agiscono come forze di natura, ma che natura non sono porcoddio, perché non è naturale, nel 2018, lavorare otto, dieci ore al giorno, più straordinari, non c'è nessuna legge biologica che lo impone, se non la miseriaccia infame del dover tirare a campare, con ciò inevitabilmente alimentando la crassa tracotanza, il finto genio, il dispregio e la misantropia consustanziale di quell'un per cento di Re Soli e loro agiografi e servi di corte che ne godono. 

sabato 3 febbraio 2018

Lo schifo

Tramite rimbalzi sulla rete (bidibodibu, bidibodiye) mi sono imbattuto in un'orrida vignetta satirica, di non so chi cazzo chi, pubblicata da chissà quale cesso di giornale, in cui si vedeva la caricatura della presidente della camera, Laura Boldrini, smembrata a fette, sanguinolenti, disposte sul selciato, la quale perorava qualcosa a favore degli immigrati.
Sebbene fosse ora tarda, non avevo ancora aperto giornali on line o visto/ascoltato notiziari di vario genere, mi sono facilmente immaginato tre cose: che tale vignetta indecente si riferisse a quella ragazza che, nel maceratese, è stata uccisa e fatta a pezzi, ritrovati poi dentro una valigia; che fosse stato individuato il probabile carnefice, cioè un immigrato; infine, che qualcuno avesse riso, ridesse ancora nel vedere tale vomitevole tentativo di satira e, per dimostrarlo, l'avesse appunto condivisa, in questo caso retwittata.

Pestare una merda mi avrebbe schifato di meno.

venerdì 2 febbraio 2018

Ditegli di smettere

Ansia
Il post di ieri in cui proponevo di apporre etichette sugli autoveicoli perché sono dannosi per la salute, l'ho scritto ieri e non ci ritorno. Epperò mi compiaccio che da più parti si abbiano idee del cazzo (la mia un po' più ficcante), in attesa di compiere l'unica seria azione illegale da intraprendere contro la principale sostanza cancerogena che mette a rischio la specie umana: il capitalismo.

giovedì 1 febbraio 2018

Nuoce gravemente alla salute

Anche i nuovi test delle case automobilistiche tedesche su cavie antropomorfe (anthropos compreso) dimostrerebbero che i nuovi, sofisticati motori ecologici Euro 64 a combustibile fossile degli autoveicoli sarebbero ancor più dannosi per la respirazione umana (anche rispetto ai vecchi Euro 1, 2, 3...) a causa delle emissioni inquinanti. Porca miseriaccia infame: e adesso, come la mettiamo? 
Nell'attesa che i motori elettrici diventino lo standard comune, proporrei che per tutti i veicoli a motore a combustione interna sia obbligatorio esporre, a norma di legge europea, come per le sigarette, in tutti i lati della carrozzeria, la scritta: nuoce gravemente alla salute, o anche: i figli degli automobilisti hanno più probabilità di continuare a guidare, oppure: i TurboDiesel provocano impotenza, e via discorrendo. Immagini e slogan traumatizzanti che scarichino sui conducenti, più che sul produttore, la responsabilità di accendere il motore della propria auto e dare gas.
Proposta balzana? Non lo nego. Avevo pensato anche di mettere il tubo di scappamento direttamente dentro l'abitacolo, ma non avevo voglia di ricevere una proposta di lavoro da parte del gruppo Volkswagen.