giovedì 21 luglio 2011

21 luglio 2001

via
Ho ritrovato un quadernino dove bloggavo per me stesso alcuni anni fa.
Trovo una data: 21.VII.2001. Ricopio quanto scritto

Carlo Giuliani, 22 anni, genovese d'azione, vita persa d'uomo, distesa sull'asfalto, il sangue che scorre, sangue...
La stessa vita mia, o di Bush, di Schroeder, Chirac, Berlusconi, Blair eccetera. Stessa vita, stesso valore, stesso volere, stessa solitudine. Di tutte queste vite sommate, una vita in meno: più dolore e sgomento.

Nessuno ha torto, nessuno ha ragione.
Tutti hanno torto, tutti hanno ragione.

Due braccia alzate, un estintore, una pistola che punta l'obiettivo e spara alla testa. Di tante parti del corpo, proprio la testa doveva essere colpita, la testa coperta da un passamontagna. E se Carlo fosse stato a volto scoperto il carabiniere avrebbe mirato sempre alla testa?
Un passamontagna della disidentificazione.

Coi ‘se’... d'accordo. Ma quando una vita si scioglie sull'asfalto rovente i ‘se’ ti martellano in testa e tutti li provi per dar modo alla tua immaginazione di trovare una via di scampo, una giustificazione all'assurdo, per offrire al caso un'altra possibile combinazione.

4 commenti:

alex ha detto...

faccio una riflessione banale: se sei un aggressore, non serve giustificazione e non c'è scandalo nella reazione che ti procura un danno.

integro la riflessione banale: le violenze delle cd. forze dell'ordine si ripetono perché le cd forze dell'ordine sono il terreno di coltura ideale per istinti fascistoidi. i fascisti sono la manovalanza ideale per il lavoro sporco (lo fanno e non fanno domande), a contatto con i "cattivi", ma sono soldatacci che appena entrano nella città assediata uccidono e stuprano solo per sfogarsi.

aggiungo: molto più grave, anzi - questa sì veramente grave, fu l'irruzione nella diaz

Luca Massaro ha detto...

Ti posso chiedere, caro Alex (solo per capire che, a volte, son duro): nel quadro delle tue riflessioni, tu come cataloghi il gesto di Carlo Giuliani mentre sta lanciando l'estintore?
Concordo poi nella tua integrazione e, ancor più, nella tua aggiunta.

Simone ha detto...

In Italia e´facile chiamare fascista i politiziotii o i carabinieri....mente i veri fascisti che non vanno in giro con i manganelli per motivi di servizio , ma in giacca e cravatta e che affollano gli uffici direttivi delle forze dlel´ordine se ne stanno belli impuniti....

Carlo Giuliani non ha certo meritato di morire perche di morire non merita nessuno , ma ha vuto quelloc he ragionevolemente ci si puo´attendere se si assalta una camionetta dei caribinieri.....

alex ha detto...

la mia "posizione" è che giuliani ha aggredito, e non verbalmente. arma contro arma.

sul fatto di chiamare fascisti i poliziotti e i carabinieri, chi l'ha mai detto? io di mio ho detto solo che tra i poliziotti e i carabinieri è facile trovare dei fascisti, non che lo sono tutti o che devi esserlo per fare il poliziotto o il carabiniere. ma è indubbio che una certa tendenza fascistoide nel culto dell'ordine imposto sul terreno, non tramite le regole e le leggi ma tramite chi fa rispettare leggi e regole, cioè tramite la militarizzazione del territorio, sia una componente psicologica spiccata di una certa percentuale degli individui che poi fanno i poliziotti o i carabinieri. culto di forza, ordine, divisa. sono roba fascista. e hanno delle armi.