sabato 20 agosto 2011

Comme disent les indiens

Ieri, passando dai Jardin des Tuileries, ho incontrato Nelson e gli ho chiesto se, dopo tanto navigare, non avesse avuto bisogno di un po' di riposo da terra ferma, da distese di alberi, palazzi, cani che sorseggiano acqua d'Evian.

- No, non ho questo bisogno. Preferisco la lontananza. E ti dirò: più che le navi, vorrei ci fossero astronavi adatte a chi sa navigare solo col pensiero. Questo mondo è troppo pieno di umani che non sanno di esserlo, o che pensano che esserlo sia sufficiente per potere tutto. Tu non puoi niente, soprattutto se il cervello è occupato a sopravvivere con un sovraccarico di facezie. Usa i sensi, tutti. Annusati, senti se il sudore è acido o sa di buono, come il mirto o la lavanda. E libera le ascelle verso il cielo. Descrivi il tuo non fare, confondilo col disfacimento che accade a causa di. Ma soprattutto: respira profondamente due o tre volte al giorno per ricordarti che sei aria.

Grazie. Sono giorni che dormo male per il caldo e altre noie. Incontrati stamani a colazione è stato bello, caro Nelson. Ho bisogno che qualcuno viva bene per me cose che non posso, dato che io ho il volere basso, come la pressione.

Foto di Nelson Faria

2 commenti:

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Sei un esteta delle gambe lunghe femminili? :-)

Luca Massaro ha detto...

Of course! :-)