sabato 12 novembre 2011

100 figli di puttana

Fin da piccolo ho sempre pensato che dire figlio di puttana a qualcuno fosse una cosa puerile e inutile, non perché io sia un santo o mia madre una puttana, ma per ovvie ragioni: infatti, cosa possono i figli se le loro madri sono puttane? E se puttane non lo sono, cosa si offendono a fare i figli?
Inoltre, ho sempre pensato che chiunque "spari" tale epiteto, lo faccia quando la sua intelligenza è contratta, compressa, alle corde, ovvero quando si trova senza parole per replicare al proprio contraddittorio.
(Peggio, molto peggio che dire fascista a qualcuno, dato che, almeno, il fascismo presuppone la conoscenza di tale nefasta ideologia che vede chiunque ne sia affetto l'essere vittima - sempre - della sudditanza verso un capo, verso un ordine, verso la paura consustanziale di essere comandati da un nemico e, quindi, privati di potere).

Tuttavia, so bene che nei paesi latini affetti dal cattolicesimo, per definizione la madre è sacra; per cui, in quanto madonna, la mamma non può essere puttana. Quindi colui che dice, con rabbia, hijo de puta immagina (spesso a ragione) di ferire profondamente l'animo dell'offeso (e questo, purtroppo, molte volte accade scatenando una serie di ritorsioni e vendette a non finire).
Ora, si dà il caso che ieri un senatore della Repubblica italiana abbia detto:
«Non è possibile che un parlamentare esca da qui e si ritrovi due carabinieri e un centinaio di figli di puttana che insultano».
A pronunciare tali parole è stato Giuseppe Ciarrapico, il quale si è rifugiato nel classico figli di puttana perché non poteva dire
Non è possibile che un parlamentare esca da qui e si ritrovi due carabinieri e un centinaio di ricettatori, corruttori, corrotti, bancarottieri, diffamatori a mezzo stampa
dato che, così facendo, avrebbe ricordato al mondo intero la sue tristi vicende giudiziarie.

Certo che, se ai figli di puttana fosse scappato un fascista, probabilmente Ciarrapico non si sarebbe sentito offeso.

2 commenti:

alex ha detto...

senza andare a cercare in giro per l'internet, io credo invece che dire "figlio di puttana" sia un insulto perché equivale a dire "la tua mamma è stata con così tanti uomini che non si sa chi è il tuo papà", e la cosa grave è proprio questa: non si sa chi è il tuo papà. non hai una stirpe, non sei nessuno. e lo vedrei come un portato del maschilismo tipicamente mediterraneo, perché la tua definizione passa per il cognome che ti lascia tuo padre (in spagna e portogallo ne hai due, quello di tuo padre + quello di tua madre, ma quando ti sposi e fai figli, gli passi il primo, quindi tuo figlio avrà il cognome di tuo padre e il cognome del padre della tua compagna, e così si tramandano linee maschili note). un fdp non ha un padre noto, quindi non ha un'identità all'interno della società. è un signor nessuno, un parìa.

però certo, è molto probabile che poi la santità della mamma per eccellenza (prima di quella che citi tu, la più famosa era probabilmente quella dei gracchi) abbia avuto un peso.

Luca Massaro ha detto...

Accolgo le tue puntuali precisazioni, ma ribadisco: fdp è un insulto ormai che offende più coloro che lo dicono che coloro che lo ricevono.