martedì 20 dicembre 2011

Tanto verde

Quando oggi parlavo di paradiso (vedi post sotto) non intendevo mica certi livelli di piacere a Gustavia con milf quarantatreenni, certe perversioni di plutocrati patetici, certi conati di vomito come quelli di un tal Tom Golisano marito della Seles. Mi bastava pensare che, per un attimo soltanto, l'esercizio del piacere non sia vòlto soltanto al mio perimetro di senziente, ma esteso, sì: un piacere esteso, nel senso che il mio godere sia di godimento anche per coloro che in questo momento hanno altro da pensare che godere, per esempio: sono in fabbrica a fare il turno 22 di sera 6 del mattino, con poca pausa e il sonno delle tre di notte che viene e non se ne vuole andare, i sogni che pressano le mente e un tetta improvvisa si palesa tra i neon e il nero del soffitto, il cielo diventa biancolatte e finalmente si può suggere.
Quando si parla di moltitudine di - normalmente o drammaticamente - poveri da una parte e una cospicua minoranza di gaudenti dall'altra, che non si rendono conto, quest'ultimi, dell'abisso che intercorre tra i due modi di vivere, in fondo è questo che si cerca, che - anche se è magra consolazione - non venga dato consenso e sorriso ai luridi sfruttapopolo, è questo che voglio dire, nemmeno fossimo nel novero dei servitori lautamente pagati con quella faccia da direttori del Giornale o di Libero e dio mi fulmini se un giorno ce l'avessi di merda uguale a quella loro. Ma anche i cani intelligenti del potere, gli onesti funzionari dal colletto bianco che tanto la sanno cantare, penso ai Mentana e ai Floris solo come esempio e per capirci, prendiamo i migliori, quando li senti parlare il loro dire somiglia più a un piccolo bau bau che ad un bell'azzannamento del potere, loro che avrebbero visibilità e anche gli ossi a disposizione per spesso mordere. Noi che anche a volere ci troveremmo di fronte scorte e controscorte - mi piacerebbe fare le scuole serali a quelli della scorta, corsi yoga di preparazione allo schiaffo improvviso.

Via, è l'ora in cui qualcuno sognerebbe di avere un letto e invece dorme chissà su quale vagone freddo e fermo ad un binario morto. Potrebbe Emergency, così tanto cara all'alta borghesia italica per spurgare i loro sensi di colpa di ricchi benestanti, affittare un treno merci lungo un chilometro, affittare le linee morte delle ferrovie e andare in giro di continuo in questa Italia fredda che non capisce, che non vuol capire, o che si limita, come me, a sputare i propri pensieri dopo aver fatto gargarismi con il collutorio dell'indignazione? Potrebbe, sì, ma forse aspetta la guerra.

1 commento:

iipermnestra ha detto...

Forse aspetta una guerra di coscienze, quella che rende ogni uomo un cittadino attivo.

Emergency ha al suo attivo 2 poliambulatori in Italia, a Palermo e a Marghera ed un ambulatorio mobile che ha già visitato il Nord e il Sud ed è alla continua ricerca di autorizzazioni da parte delle ASL per diffondere la sua attività là dove non sono garantite le cure mediche e l'accesso ad esse.

Dovrebbe sorprendere che Emergency lavori in Italia e invece no.
L'Associazione Italiana nata per la cura delle vittime delle mine antiuomo, della guerra e della povertà fa Politica con le sue azioni ed è la più bella e io abbia mai condiviso.

Trovo privo di senso l'invito/critica ad Emergency.