giovedì 9 febbraio 2012

Una pubblicità da cospiratore

Ho comprato un libro su Amazon.
Ho comprato un libro su Amazon di un'amica che ho su facebook.
Questa amica, Daniela Ranieri, che non è un'amica, ma una - come si può dire? - conoscente, simpatizzante reciprocamente, motteggiante? Sì, motteggiante, nel senso che (nel senso che? quando uno comincia a dire «nel senso che» di solito non ha molto da dire) ogni tanto leggo un suo status che m'ispira un commento - e magari a lei piace, e lei clicca su "mi piace" e io vedo che le è piaciuto, così uno capisce che ha delle affinità di spirito, affinità elettive, magari anche perché, da quel pochissimo che posso conoscere di lei, ella mi sembra una donna molto in gamba, e allora?
Allora ho comprato un suo libro. Il suo primo romanzo.
Ho scoperto che ha scritto un libro perché sono suo follower anche su Twitter e su Friendfeed (non ci vado mai su questi ultimi due socialnetwork, solo una volta ogni spuntar di luna e quando spuntò l'ultima volta vidi che lei aveva messo la copertina del suo libro e lì per lì pensavo fosse uno scherzo).
Ma insomma, ho visto il libro e soprattutto il titolo. Ho comprato il libro perché, oltre ad averlo scritto una persona che mi sembra di conoscere (anche se la conosco, e poco, solo “virtualmente”) - ho comprato il libro, dicevo, perché ha un bellissimo titolo, un titolo che subito mi ha attratto: Tutto cospira a tacere di noi.
E siccome io, quando sento, vedo, leggo di prime persone personali, singolari o plurali, subito mi identifico (sono un pessimo lettore), allora ho detto, massì, lo compro. E l'ho comprato appena uscito, il 26 gennaio scorso.
Soltanto è arrivato dopo più di dieci giorni (cosa insolita per Amazon: mi hanno scritto: “causa neve”) 
Ho letto le prime pagine. Sono un po' "faticose" ma in senso buono (credo), ovvero meritano una rilettura; cioè, non consentono di entrare subito nell'autostrada narrativa, ma sono come quelle vie traverse che uno percorre un po' a caso prima di trovare la tangenziale che ti porta, appunto, al casello del plot.
Ah, io non scrivo recensioni, affatto. Non sono capace e non mi piace. Impressioni sì, se il libro me ne darà.
Intanto colgo questo brano, così per chiudere questo post senza capo né coda.
«Io non mi ricordo niente della mia vita finora. E non perché favorisca un sentimento rivolto alle destinazioni piuttosto che alle origini, alle vocazioni invece che alle sorti, cioè non sono di quelli che preferiscono il futuro al passato, no. Nella moltitudine variopinta della merda di tutta un'esistenza umana, io scelgo di isolare alcuni blocchi, alcune striature, e porgerle agli occhi e al naso di chi sa intendere. A volte il tempo produce dei mutamenti, ma io non sono come voi, che vi accorgete degli effetti solo dopo che si sono verificati. Io sono in grado di misurare il cambiamento mentre si produce, lo sento liberare la sua puzza organica intanto che si evolve nel brodo del presente. Per me il divenire non possiede nessun candore, è solo uno stucchevole avanzare della degenerazione di tutte le cose»
Daniela Ranieri, Tutto cospira a tacere di noi, Ponte alle Grazie, Milano 2012


1 commento:

Irene Angelino ha detto...

(...) "ma io non sono come voi, che vi accorgete degli effetti solo dopo che si sono verificati. Io sono in grado di misurare il cambiamento mentre si produce, lo sento liberare la sua puzza organica intanto che si evolve nel brodo del presente."

Racconta cosa scegli di fare, mi piacerebbe saperlo.
Interrogo l'autrice ovviamente e non te Lucas.