mercoledì 13 giugno 2012

Il melo di Adamo


«Se fossimo decaduti da un'innocenza completa, totale, insomma vera, la rimpiangeremmo con una tale veemenza che nulla potrebbe avere la meglio sul nostro desiderio di recuperarla; ma il veleno era già in noi all'inizio, un male ancora indistinto che si sarebbe poi definito impadronendosi di noi e ci avrebbe segnati, caratterizzati per sempre.»

E. M. Cioran, La chute dans le temps, Gallimard, Paris 1964, ed. it. La caduta nel tempo, Adelphi, Milano 1995 (traduzione di Tea Turolla)

Oggi pomeriggio ho telefonato a una mia amica. Quando le telefono lei sa benissimo perché le telefono. Pochi convenevoli, va dritta al punto. 

- Allora, come vanno le cose?
- Male, c'ho il veleno in circolo.
- Desideri troppo, come sempre. Il desiderio va somministrato a piccole dosi.
- Eppure avevo imparato, mi sembrava di sapermi regolare.
- Non si è mai abbastanza prudenti.
- E ora che faccio? Hai un antidoto, tesoro?
- No, lo sai benissimo che non esistono antidoti. L'unica soluzione è il tempo. E i chilometri.
- Dio, sei una fissata della relatività.
- Sì, essere relativi è l'unico metodo per sconfiggere la malattia degli assoluti.
- Sei fantastica, lo sapevi?
- Sì, lo sapevo.
- Vorrei abbracciarti.
- Lo stai facendo. Alla prossima.

4 commenti:

melusina ha detto...

Maledetto senso pratico delle donne, sempre così apodittico. Dicono sia per il mantenimento della stirpe.
Lettura consigliata: L'infinito nel palmo della mano, di Gioconda Belli.
Buona giornata.

alex ha detto...

ma nessuno che pensi alla battuta "il melo di adamo, le pere di eva"?

Luca Massaro ha detto...

@ Melusina.
Grazie del consiglio. Ho visto che è disponibile anche per Kindle, quindi... :-)

Luca Massaro ha detto...

@ Alex
Secondo me Adamo morse quelle.