lunedì 25 giugno 2012

La vulva di Gesù


Et si le sang du Christ que des millions de croyants consomment chaque dimanche à la messe, était, symboliquement, le sang des règles ou d'une femme en couches? A la fin du Moyen-Age, Jésus-Christ est représenté sous les traits ambigus d'un androgyne qui offre à lécher sa blessure, ouverte comme un sexe féminin.
Pendant la messe, le prêtre invite les assistants à venir communier en mangeant une hostie qui représente la chair du Christ et en buvant du vin qui représente son sang… Selon Saint Augustin, ce sang aurait d'abord coulé lorsque Jésus se fit percer le coeur d'un coup de lance par un centurion. C'est ce sang de nature sacrée qui se trouve dans le saint Graal. C'est ce sang que les chrétiens consomment rituellement et qui a remplacé le sang des animaux sacrifiés dans les autres religions… Ceux qui en boivent célèbrent ainsi leur foi par cet acte, en tout bien tout honneur, croient-ils. Mais l'acte rituel d'anthropophagie auquel ils se livrent sans penser à mal cache de sournoises métaphores…
Il existe en effet, dans l'iconographie chrétienne, de nombreuses images associant le coup de lance à un sorte de viol, le corps pantelant du crucifié à celui d'une femme en couche et la blessure sur sa poitrine à… une vulve ensanglantée. La rigole d'hémoglobine qui coule de cette plaie vient d'ailleurs souvent se perdre entre les cuisses du Christ… Cuisses qu'il tient serrées à la manière des jeunes vierges. [traduzione sotto]

Un'ottimo articolo di Agnès Giard dà conto di alcuni aspetti fondamentali della simbologia del sangue di Cristo.
Ignoravo - mea culpa - che esistesse un'iconografia cristiana che associasse il corpo di Gesù sulla croce a quello di una partoriente e che il colpo di lancia del centurione fosse simbolo di uno stupro che apre sul costato del Cristo una ferita che ricorda una vulva sanguinante.
Forse andrebbero ricordate anche al professor D'Agostino queste cose (leggasi un magistrale Malvino): chissà, forse si rassegnerebbe ad accettare «il primato della donna sull'embrione».

*Provo a tradurre
«E se il sangue di Cristo, che milioni di credenti consumano ogni domenica alla messa, fosse, simbolicamente, sangue delle mestruazioni o di una partoriente? Alla fine del medioevo, Gesù Cristo era rappresentato  coi tratti ambigui di un androgino che offre la sua ferita da leccare, aperta come una vagina.
Durante la messa, il prete invita i concelebranti ad andare a comunicarsi mangiando un'ostia che rappresenta la carne di Cristo e bevendo il vino che rappresenta il suo sangue... Secondo sant'Agostino, tale sangue sarebbe scaturito nel momento in cui Gesù fu colpito al cuore dalla lancia del centurione. È il sangue, sacro per sua natura, che si troverebbe nel santo Graal. È il sangue che i cristiani consumano ritualmente e che ha rimpiazzato il sangue degli animali sacrificati nelle altre religioni... Coloro che lo bevono celebrano così la loro fede mediante tale atto, credendoci con profonda convinzione. Ma l'atto rituale antropologico al quale si votano senza riflettere ha della pena a nascondere delle subdole metafore.
In effetti, nell'iconografia cristiana esistono numerose immagini che associano il colpo di lancia a una specie di stupro, assomigliando il corpo appeso e ciondolante di Gesù a quello di una partoriente e la ferita sul costato a... una vulva sanguinante. Il rigolo di emoglobina che cola dalla piaga va spesso a perdersi tra le cosce del Cristo... Cosce che egli tiene serrate come una giovane vergine.»

2 commenti:

Kisciotte ha detto...

Davvero curiosa 'sta cosa della vagina... sarebbe da farla leggere anche al Congresso Usa.
(grazie anche per il link a Malvino, letto pure quello)

Luca Massaro ha detto...

prego, ma non è la risposta giusta.
Non c'è di che, va meglio?