domenica 22 luglio 2012

«Quanto è bello il mio nome»

da la Lettura, Corriere della sera di oggi.
«Quando sento che Mohamed è il nome proprio più frequente nella regione parigina mi allarmo...»
dichiara Alain Finkielkraut, senza precisare che, se ciò accade, è solo per il fatto che nella regione parigina è la comunità musulmana a essere più prolifica di altre, ivi compresa la laica francese. 
Ma il problema non è tanto quanti cittadini francesi si chiamano e chiameranno Mohamed, ma quanti di essi si emanciperanno dalla loro fede, così come tanti Jean, Pierre, Mathieu, Joseph, Daniel, Paul, e persino Alain si sono, col tempo (secoli), emancipati. Certo l'Islam è una religione tenace che nell'Occidente gioca un ruolo di outsider dell'establishment politico e religioso, e per questo, forse, ha tanta presa nelle menti dei giovani che sono in cerca di ideali precisi che spingono all'azione. E allora vedi che le ragioni di fondo che perpetuano il conflitto stanno altrove? Le banlieu piene di Mohamed che s'incazzano accadono perché chiude la Peugeot e sono senza uno straccio di futuro, e non perché la patria degli illuministi ha svelato gli inganni della religione, di qualsiasi religione.

2 commenti:

alex grossini ha detto...

giusto per fare il pignolo: una patria degli illuministi, non la. inghilterra, scozia, e germania condividono i meriti. lo stesso voltaire scrive che gli inglesi sono parecchio più avanti. e ha ragione.
(en passant, l'unico francese che riconosco illuminista è montesquieu)
(quindi, per essere ancora più pignolo, direi che la patria dell'illuminismo è l'inghilterra :D )

Luca Massaro ha detto...

Accolgo con favore la tua puntualizzazione che non trovo affatto pignola, semmai "pedante", ma io amo la pedanteria quando mi insegna e mi corregge.