domenica 8 luglio 2012

Uomini senza peccato

Le circostanze hanno determinato che io sia nato qui e non in Afghanistan, altrimenti, forse, sarei stato anch'io tra coloro che hanno esultato per la fucilazione di una donna accusata di adulterio. Mi ci vedo: col turbante, un vestito semiunto, a essere contento che l'adultera sia stata giustiziata secondo il volere di Dio. Magari, dopo l'esecuzione, mi sarei messo come loro in ginocchioni, in preghiera, a indirizzare le mie lodi verso La Mecca, direzione trovata grazie a Maps, dato che a noi straccioni non manca certo lo smartfono. 

E penso che non c'è stato neanche un Cristo di talebano (non sarei certo stato io: con che coraggio? con che conoscenza?) a essersi opposto e ad aver tentato - chinando lo sguardo e scrivendo incerte parole con le dita tra la terra arida e i sassi - di persuadere i linciatori dal desistere dal loro intento persecutorio.
«Chi è senza peccato scagli la prima pietra», e sarebbe stata la formula giusta, dato che nessun'altra donna lì, nemmeno la Madonna, era presente.*

*Ritrascrivo la seguente barzelletta filosofico-religiosa:
«Gesù sta camminando per strada quando s'imbatte in una folla di persone che sta per lapidare un'adultera. Gesù dice: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. All'improvviso un sasso sibila nell'aria. Gesù si volta e dice: “Mamma?”».
T. Cathcart, D. Kein, Platone e l'ornitorinco, Rizzoli 2007

5 commenti:

giovanni ha detto...
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giovanni ha detto...

Intanto noi in adorazione del Dio del politicamente corretto ci dobbiamo astenere dal giudizio sulle altre "culture" e anche quando è palese che siano di merda se uno si permette di dirlo è un fascista o un sionista. La signora iraniana dell'ONU che qualche giorno fa ha manifestato la sua preoccupazione per la condizione della donna in Italia ha nulla da dire su quella in gran parte dei paesi islamici?

Luca Massaro ha detto...

già, non l'avevo intesa la delegata iraniana Onu (forse quest'ultima si riferiva al "femminicidio" di alcuni maschi italici toccati nell'onore o negli affetti?)
Riguardo alla tua prima considerazione, di cui colgo la sua amara ironia, dico: abbiamo il dovere di giudicare solo se riusciamo a situarci, a metterci veramente nei panni degli altri (anche dei talebani misogini e assassini) e avere il coraggio di dire: cosa avremmo fatto noi al posto loro?

basilisca ha detto...

Questa è una cosa che faccio notare sempre ai miei alunni quando presento loro il signor Hitler o il signor Stalin ecc ecc. Mi fa sorridere la loro sconcertante sicurezza nell’escludere qualsiasi possibilità di identificazione con i “carnefici”.Con i dissidenti, i perseguitati, con le vittime è scontato, ognuno si sente portato lì, verso la condivisione del dolore, della tragedia ecc. Io invece ho sempre provato ad immaginarmi dall'altra parte: avrei sposato un bell’ufficiale delle SS ??? E dico loro di non essere tanto sicuri di dove si sarebbero trovati insieme ai loro padri, alle loro madri, ai loro amici in quelle determinate circostanze. Siamo solo fortunati, dico loro (o forse in fondo è una gran sfortuna, chissà) che per ora non ci è dato di dover scegliere in maniera così radicale.

Luca Massaro ha detto...

Ti ringrazio, Basilisca, per la tua preziosa testimonianza che conforta molto il mio post.