sabato 29 giugno 2013

Acconciare il pelo


Tramite Federica Sgaggio, ho scoperto un articolo di Ernestache invito a leggere, insieme ai commenti dei lettori, molto interessanti.
Io estraggo:
«Le tre magistrate che hanno letto la sentenza del processo Ruby esibivano ognuna un'acconciatura improponibile. Due di loro avevano i capelli scarmigliati e arruffati alla moda del '68, senza l'ombra di un colore o di una piega ed anche l'altra dava l'impressione di non aver visto un parrucchiere da anni. D'accordo l'aula di tribunale e il gravoso impegno lavorativo, ma quel look era quasi una divisa politica come usava negli anni della contestazione, per distinguersi dalle bambole cotonate dell'odiata borghesia. Almeno la Boccassini, pur nell'immagine inelegante, mostra un tocco di civetteria nella tintura che la qualifica come “Ilda la rossa”»
Si attaccano anche ai capelli, pur di trovare il pelo (non nell'uovo).
Non c'è da stupirsi: chi fonda il valore di una persona sull'apparenza, cerca di inquadrarla e definirla secondo i canoni estetici che le varie epoche propongono. Così facendo, il giudizio, oltre ad essere parziale e affrettato, penalizza l'immaginazione costringendola dentro dei banali stereotipi della persecuzione. È una pratica, questa, da merdine secche, già avvezze nell'esercizio dello sputtanamento fuori luogo che autosputtana e autoimmerda chi lo pratica (ricordo qui il servizio sul giudice Mesiano).  Io, per esempio, forse esagerando - prendendo spunto dalla permalosità dell'onorevole Ravetto nei riguardi di quanto Aldo Busi le ha, ieri sera in tv, rinfacciato -, immagino le tre magistrate senza mutande, con un bel butt plug inserito da qualche parte, sì da trattenere il godimento celato del giudizio.

Note
*Gallina Nella Gabbia?
**Aldo Busi: «Io mi meraviglio del discorso dell'onorevole [Ravetto]. Sembra quasi invidiosa della Gentili [Veronica, attrice, anch'ella ospite della trasmissione] che non ha mai calato le mutande perché dice: “Ma come, io è una vita che vado in giro senza e nessuno mi ha mai chiesto di cavarle». Al che, l'onorevole Ravetto si alza puntando il dito verso Aldo Busi e lo minaccia con un «Lei è querelato», dipoi allarga le braccia e fa “ciao ciao” con le mani al pubblico, come fosse una diva, dicendo altresì: «Io vi saluto». Molto elegante, non c'è che dire, col suo tailleurino fucsia. Chissà se aveva le mutande in tinta. Io immagino di sì.

2 commenti:

Balqis De Cesare ha detto...

Ernesta ha scritto due articoli solamente, il primo civetta, per farla passare come esperta di questioni femminili.
Secondo me è Giulianone o Selma, o anche il cagnolino che hanno

Luca Massaro ha detto...

La tua ultima supposizione è sublime. Comunque complimenti per le informazioni redazionali...