venerdì 16 agosto 2013

Confessioni di un rivoluzionario in riva al mare

Connessione di fortuna, poche parole per non perdere vizio e virtù del presente esercizio bloggheristico. Non mi sono segnato niente, non ho portato quadernini, i pensieri, tutti, si sono franti - e si frangono lungo la battigia. Belle spiagge bianche, ognuna diversa. Ma vabbè. Leggo poco, nonostante il mio Kindle contenga biblioteca minima.
Ieri, i conoscenti francesi compagni d'ombrellone, mi hanno chiesto cosa leggessi e, per tagliare corto e non perdermi nell'elenco sparpagliato, mi sono limitato a dirgli questo. Per giustificarmi, mi sono dipoi perso in una critica confusa del sistema capitalistico, col mio francese incerto, ch'è tutto dire.
E la scomparsa della classe media, io, classe elementare, e i ricchi che sono sempre più ricchi, il terzo stato, la necessità di una rivoluzione globale che strappi tutti i peli dei coglioni ai satrapi zecche del globo terracqueo.
Ma quando poi, la gentile signora, con la dolcezza del francese cantato sottovoce, mi ha chiesto di Berlusconì, mi sono taciuto, contrito, tutti i miei propositi rivoluzionari d'intonare una marsigliese universale sono andati a fondo, stonati.
Meno male il mare era calmo.


4 commenti:

alex grossini ha detto...

Dovevi dire "ha il complesso di Napoleone"

Gians ha detto...

Per dire che sei in vacanza secondo me stai pensando fin troppo. Buone ferie.

Luca Massaro ha detto...

@ Alex,
ottima risposta, ma la vicina è oramai lontana... ;-)

@ Gians
Grazie caro e felice di ritrovarti.

Gians ha detto...

In verità non mi sono mai allontanato da te.