venerdì 22 novembre 2013

Figurati PD

Prima, un secolo fa, quando ho sentito a 8½ Roberto D'Agostino rimproverare all'onorevole Alessandra Moretti tutti i difetti del Partito Democratico, ho pensato che fosse meglio azionare la funzione muto e passare di mano il telecomando, rinforzare il fuoco della stufa e gustarsi l'ultimo sorso di sangiovese senza deglutire ulteriore acidità (D'Agostino, quasi più di Brunetta e Sallusti, mi fa venire voglia di andare alle primarie, quindi, figuriamoci).

Figuriamoci.

Che bello essere senza partito di riferimento: non ce n'è uno che muova una menoma passione in quel che resta della mia anima politica.
Zoon politikon, indietro non si torna. Lo stadio dell'evoluzione politica italiana, europa, mondiale è. È?
Non saprei dire. Sono occasioni in cui mi prende una brama di conoscenza, come un paleontologo indaga sui fossili e li cataloga a seconda delle ere di appartenenza, così mi piacerebbe vedere come, tra qualche milionata d'anni, mannò, per la storia umana bastano anche pochi decenni, insomma, vedere in che posizione evolutiva si porrà l'attuale stadio della politica italiana, europea, mondiale.

Forse perché mi piacerebbe vederli tutti seppelliti? Mummie che camminano.
Di noi anime prave, invece, che non avremo il trattamento post-mortem di conservazione nostre memorie, dei nostri atti d'impotenza politica per le civiltà a venire, non resterà - vorrei dire giustamente - traccia del nostro disagio, del nostro sgomento, della nostra rabbia.

L'azione è bloccata. Ci basta sapere di essere migliori dei mostri sul palcoscenico. Abbiamo tutta una serie di ortaggi e improperi. Meno di bombe a mano e proiettili, ché non s'avesse a farci male, non s'avesse a infanatichirci come i sunniti gli sciiti i cruditi e i maoisti del settimo giorno.

Dicevo del Partito Democratico che governa: data tutta la cronaca politica degli ultimi mesi, dal febbraio scorso, io sono talmente pentito di avergli dato il voto che non vedo l'ora di tornare a votare per non votarlo (leggi: per non votare tout court). Non mi era mai capitata così tanta voglia di rivalsa, manco fosse una fidanzata che m'avesse spezzato il core andando con un altro e avere poi una voglia matta di ritrovare una fidanzata più bella e più innamorata per dimostrare alla stronza che a rimetterci è stata lei.

Ora, ammesso che non funziona così neanche con le fidanzate, figuriamoci (ritorna il verbo del figurarsi) se funziona coi partiti politici.

Esempio: io una volta fui lasciato e stetti male e volevo rifarmi e, mi ricordo, facevo l'uni, entrai in confidenza con una compagna di corso rizzacazzi che ebbe la benevolenza di farmi compagnia in un paio di occasioni importanti, tipo uscita a teatro, al cinema, al pub, nei posti insomma dove potevo incontrare la stronza - e la incontrai, ma seppur avessi il petto e altro gonfio, il core grondava ancor dolor (nonostante gli sgonfiamenti).

E quindi, “Partito Democratico sei una puttana del cazzo, fottiti non mi avrai più”
Quanto più facile è dirlo a chi non si è mai amato: risa al posto di lacrime.

Con questo, preciso, non che altro partito con le tette e il culo di fuori mi avrà, nevvero.

Nessun commento: