giovedì 23 gennaio 2014

Editor di testo

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«Ci siamo trovati di fronte alla netta ostilità di Berlusconi.»
Ostilità al doppio turno o ai collegi uninominali?
«A tutti e tue. Lui è convinto che al secondo turno molti dei suoi elettori non vadano a votare, per pigrizia. Io ho detto a Verdini che questo forse è vero nei Comuni, ma se si tratterà di andare a votare per Marina Berlusconi gli elettori del centrodestra ci andranno, al ballottaggio, eccome. Non so se questa è stata poi la ragione per cui alla fine Berlusconi ha accettato la richiesta di Renzi del doppio turno eventuale...»
E perché non vuole i collegi uninominali?
«Perché con la legge Mattarella lui prendeva nei collegi un milione e mezzo di voti in meno rispetto a quelli che otteneva con le liste di partito.»
La soglia che avete fissato per il premio, 35%, secondo molti è troppo bassa per giustificare il premio di maggioranza.
«Non siamo riusciti ad alzarla. Evidentemente Berlusconi spera di vincere al primo turno, evitando il ballottaggio al quale continua a guardare con un po' di diffidenza.»
[...]
Quanti partiti avremo, con lo sbarramento del 5%, nel prossimo Parlamento?
«Cinque, direi: Pd, Fi, Ncd, M5S,e Lega. Poi è probabile che Storace, La Russa e qualche altro presentino i loro simboli ma si procurino dei posti sicuri nelle liste di Berlusconi.»
[...]
... Perché [dato che Berlusconi non vuole le preferenze, non adottare] i collegi uninominali del vecchio Senato, che sarebbero perfettamente compatibili con il meccanismo adottato?
«Berlusconi non vuole saperne. Perché vuole controllare lui chi verrà eletto, mentre con i collegi proporzionali non potrebbe farlo, perché i risultati sarebbero difficilmente prevedibili.»
Saranno ammesse le preferenze multiple?
«No. E Forza italia¹ è nettamente contraria...»

Dal sopra riportato stralcio dell'intervista pubblicata oggi da Repubblica al professor Roberto Alimonte (docente universitario alla Luiss ed esperto di sistemi elettorali «il politologo che è stato accanto a Renzi nella complicata trattativa con Berlusconi»), si evince che, dopo la decadenza da senatore, Berlusconi è tornato a fare l'editore, anzi: l'editor. Dalla bozza di Renzi è uscito un romanzo berlusconiano, anche se l'autore è rimasto il neo segretario del Pd.
Cosa non si fa per farsi pubblicare. Anzi cosa si fa: schifo.
Per Renzi, a questo punto, se possibile - non lo è, ma ammettiamo per assurdo che lo sia - l'unico modo per spurgarsi dal deep-throating è fare indietro tutta e proporre, quanto prima, una legge elettorale che cozzi contro tutti i desiderata berlusconiani - e gli vada in culo a lui, a Marina, a Mediaset, a Verdini e al resto del canile, compreso al cazzoritto di Dudù.

¹ italia, in minuscolo, riflesso per chi scrive l'acronimo Fi.

3 commenti:

Gianc. ha detto...

mi viene da piangere...

Luca Massaro ha detto...

Benvenuto, Gianc.
Io oramai per il Pd piagno solo a pagamento, come una prefica. :-(

Anonimo ha detto...

E bisogna pure farsi pagare caro, perché se non non vale la pena. Oltretutto, il Renzi (con quel D'Alimonte che sembra lo scienziato pazzo dell'ennesimo film catastrofico) fa le pentole ma non i coperchi: col ri-procellum, il rischio di una ri-vittoria del vecchiaccio si fa più concreto che mai

Hans