giovedì 10 luglio 2014

Masse ripetenti


«Il vantaggio di una situazione rivoluzionaria consiste appunto nel fatto che le masse imparano rapidamente». 
Lev Trotskij, “La rivoluzione spagnola e i compiti dei comunisti”, in Scritti 1929-1936, Einaudi, Torino 1962

Caro Leone, le masse non imparano rapidamente, le masse sono capaci soltanto di cambiare rapidamente dio e uomo della provvidenza. Le masse si fidano sempre di quello che viene urlato ai microfoni e ripetuto a iosa nella sequela delle edizioni tele-giornalistiche quotidiane.
La cosa migliore per le masse sarebbe imparare a non essere tali, soprattutto durante una situazione rivoluzionaria, ma aspetta un attimo, Leone, che vado a chiedere a Elias e s'intavola una discussione.

5 commenti:

Fahrenheit451 ha detto...

Giustissima osservazione.
Le masse non imparano affatto, semplicemente perchè l'imparare implica il possedere qualità intellettive anche minime che una massa per definizione non possiede; la massa non ragiona autonomamente, adotta un ragionamento già elaborato altrove; la massa non pensa, crede; la massa non impara, obbedisce.
Ed è per questo che, fisiologicamente,ha bisogno di dei e uomini della provvidenza, che fungano da cervello in un essere di cui la massa stessa è il corpo.
E se la massa dovesse davvero imparare a non avere alcune delle caratteristiche distintive, e che l'hanno sempre resa così ambita e corteggiata da aspiranti dei, semplicemente scomparirebbe insieme a loro, inutili entrambi.
Imho naturalmente.
Chissà che ne penserebbe Elias..;)

romeo sciommeri ha detto...

Tanti e tanti anni fa, leggevo i ricordi di Leone, e un episodio mi toccò. Lui e Lenin s'incontrano in un vecchio aristocratico palazzo durante la rivoluzione per accordarsi sulla strategia di guerra da seguire, e parlando e camminando per corridoi e saloni si trovano davanti da una statuetta di Amore e Psiche. La guardano e si mettono a ridere facendo battute di scherno - sul rappresentato, non sul rappresentante.
A Elias chiedi anche cosa ne pensa di questo episodio, per favore, che mi interessa.

Luca Massaro ha detto...

Sono lusingato dai vostri preziosi commenti.
Elias mi ha detto che per un paio di giorni è impegnato, di ripassare la prossima settimana a trovarlo, ché è in ferie ;-)

Anonimo ha detto...

Il buon Leone Bronstein, che fu alla testa della rivoluzione che ha cambiato il secolo, che vinse una guerra civile difficilissima, come comandante dell'Armata Rossa (nel frattempo nel treno, dipinto dai costruttivisti scrisse bei saggi sulla nuova letteratura sovietica)aggiunge in molteplici scritti, che per essere veramente rivoluzionaria, una situazione prevede l'esistenza di un Partito che tale rivoluzione voglia farla. E con un "un moderno principe" magari imparerebbero sì velocemente. Ma ora anche le "avanguardie" necessitano di reimparare... chissà che direbbe Elias, ma anche Gyorgy!

Fraterni saluti da Mordecaj

Luca Massaro ha detto...

caro Mordecaj, ricambio fraternamente i saluti.

E approvo un incontro anche con Gyorgy. ;-)