domenica 24 agosto 2014

Capitalismo di predazione

Matteo Renzi ha dichiarato che vorrebbe togliere 
"il paese dalle mani dei soliti noti, quelli che vanno in tutti i salotti buoni a concludere gli affari di un capitalismo di relazione ormai trito e ritrito".
Ha pensato all'esproprio proletario? Dubito.
Io credo che, piuttosto, se l'attuale presidente del consiglio insiste, nei salotti buoni i soliti noti si triteranno le palle e, per lui, il prossimo secchio da vuotarsi in testa sarà pieno di altro liquame.

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Tardo pomeriggio, in fila al banco gastronomia della Coop; mentre aspettavo il mio turno per prendere un classico etto di crudo tagliato fino, ho visto un presunto capitalista che si è fatto incartare resti di prosciutto che non possono più essere tagliati a macchina e che vengono venduti a saldo. 
Per un attimo, mi sono intristito come Santa Giovanna dei Macelli a vedere quali pieghe prende a volte il plusvalore.

GIOVANNA: «E insomma come mai c'è questa malvagità nel mondo? Già, come potrebb'essere diversamente? Naturale, se per un po' di prosciutto sul pane uno deve prendere l'accetta e rompere la testa all'altro, nella speranza che gli dia quello che gli è pur necessario per mantenersi in vita, e il fratello deve lottare contro il fratello per i bisogni più elementari, come non dovrebbe allora essere soffocata nel cuore dell'uomo la sensibilità per tutto quello che è più elevato?»

Bertolt Brecht, Santa Giovanna dei Macelli, Atto V, (1953) Einaudi,Torino 1963, traduzione di Ruth Leiser e Franco Fortini

1 commento:

romeo sciommeri ha detto...

"...e il fratello deve lottare contro il fratello per i bisogni più elementari..." - speriamo che sia così, che "deve", che lo portano a farlo, che lo incastrano, che lo violentano ad esser violento, se no muore di fame sete freddo solitudine disoccupazione carcere manicomio, lui e la sua prole. Anzi, siamo sicuri, che è così, che deve: siamo pronti a metterci la mano sul fuoco, se ce ne sono rimaste dopo sì tante scommesse.