venerdì 3 ottobre 2014

Cinica e livellatrice dalla nascita



Seguo da un po' l'artista Milo Moiré, così tanto per fare, chiaramente attratto da come si veste e da quello che copre. Tira più un foglio da cento franchi svizzeri che.
Sinceramente, lo scorrere iniziale della performance mi portava a credere a chissà quale cacata concettuale avrebbe l'artista partorito. Beh, mi sono dovuto ricredere perché ella, la Cacalova, mi ha sbalordito.

Mi sono ricordato per esempio di mia madre, quelle volte in cui mi ha detto e, oramai raramente, mi dice (scherzosamente): «Accidenti a chi t'ha cacato quel giorno». E mi sono ricordato, altresì, quando in sala parto, la rude ostetrica disse a mia moglie: «Su, spingi, spingi come quando vai in bagno a cacare» (E mi ricordo anche come, da dietro, inutilmente, movevo anch'io lo sfintere).
Ma a parte ciò: vedere the liquid born, che si spiaccica su una superficie rivestita da denaro, mostra una simbologia di un'aderenza assoluta con la mercificazione che pervade, appunto, l'esistente fin dalla nascita. A partire dalla nascita, cadiamo nel mondo delle merci, fino a diventare merce noi stessi.

«Ciò che distingue in particolare il possessore di merci dalla merce, è la circostanza che ogni altro corpo di merce appare alla merce stessa soltanto come forma fenomenica del suo proprio valore. Cinica e livellatrice dalla nascita, la merce è quindi sempre pronta a fare scambio non solo dell'anima ma anche del corpo con qualunque altra merce, sia pur questa fornita di sgradevolezze ancor più di Maritorne. Il possessore di merci integra coi suoi cinque e più sensi questa insensibilità della merce per la concretezza del corpo delle merci. La sua merce non ha per lui nessun valore d'uso immediato. Altrimenti non la porterebbe al mercato. Essa ha valore d'uso per altri. Per lui, immediatamente, essa ha soltanto il valore d'uso d'essere depositaria di valore di scambio, e così d'essere mezzo di scambio[39]. Perciò egli la vuole alienare per merci il cui valore d'uso gli procuri soddisfazione. Tutte le merci sono per i loro possessori valori non d'uso, e per i loro non-possessori valori d'uso. Quindi debbono cambiar di mano da ogni parte. Ma questo cambiamento di mano costituisce il loro scambio, e il loro scambio le riferisce l'una all'altra come valori, e le realizza come valori. Dunque, le merci debbono realizzarsi come valori, prima di potersi realizzare come valori d'uso.» [*]

P.S.
Va da sé che per 4,99 € mi sono comprato il video incensurato e vi assicuro che vale la pena, sì.
P.S."
Quella borsa colorata della Migros che Milo si mette in testa mentre fa la doccia sotto la pioggia ce l'ho uguale anch'io, ma ci vado soltanto a fare la spesa alla coop. Vestito, ahimè!

3 commenti:

romeo sciommeri ha detto...

Poi, per cosa farsene in pratica, di una ipotesi nata nell'osservazione sistematica ma impossibile da verificare o falsificare, è problema in cui ci si muove con necessaria prudenza in attesa della combinazione favorevole di circostanze per metterla almeno alla prova di una qualche utilità pratica, di cura se non di spiegazione. Dico, tra tante proposte dalla psicoanalisi, dell'ipotesi di una stretta connessione tra "fase anale" dello sviluppo e investimento di valore di scambio delle cose, il loro spenderle nel rapporto interpersonale come offerte date o ricevute, accumulabili. Fase in cui, tra l'altro, c'è la confusione tra due insiemi corporei e funzionali, due "apparati", quello alimentare e quello genitale - due mondi psichici, molto diversi tra loro: il blocco dello sviluppo alle prime fasi, orale e anale, è necessario alla società dei consumi, per dire una cosa facilmente comprensibile e accettabile come probabilmente vera da chiunque - anche se, ripeto, poi non si sa cosa farne. L'assetto mentale della fase conclusiva dello sviluppo psichico come teorizzato dalla psicoanalisi freudiana, cioè l'assetto mentale genitale, è difficilmente manovrabile, eterodiretto, dominabile - in questa condizione mentale, per dire solo qualcosa ché troppo ci sarebbe da dire, la percezione di realtà è che il bambino nasce dalla vagina, non dall'ano; l'uomo desidera la donna per la sessualità genitale, per la sua vagina, e non per dominio, quello espresso dalla penetrazione anale sia negli umani che negli animali.
La cecità depressiva dell'assetto orale bramoso, con la sua tendenza alla "introiezione" e alla "proiezione" che impediscono la conoscenza della realtà, e l'aggressività sadomasochista dell'assetto anale, con la sua tendenza all'ossessività tecnica, al dominio e all'accumulo, sono "perversioni" accuratamente coltivate da chi detiene il potere - chiesa inclusa - in società come la nostra.

giovanni ha detto...

Che, alla fine, 4 euro e 99 per vedere una fica sarebbero anche tanti, ma per un'opera d'arte sono niente.

Luca Massaro ha detto...

@ Romeo
«Perversioni accuratamente coltivate dal potere» è da incorniciare

@ Giovanni
Vero, soprattutto per entrarci dentro l'opera, con lo sguardo, beninteso.