mercoledì 15 ottobre 2014

Disinibizione

Sere particolari di scrittura inibita in cui il dire si nasconde dietro parole che tentano di decifrare il perché, nonostante in concreto non abbia niente da dire, voglia scrivere qualcosa lo stesso. La scrittura come agente monomandatario dell'essere, non tanto per venderlo, quanto per esporlo, negli scaffali più in basso (o in alto) possibile, giusto perché qualcuno, passando, ci butti un occhio ché stanco di fissarlo all'altezza del mercato standardizzato occidentale.
C'è chi sgomita per essere in primo piano e avere più possibilità d'essere messo nel carrello, acquistato e consumato. Io non sgomito, sgomino me stesso, nel senso antiquato di mettere fuori, in disordine, pensieri altrimenti costretti dentro il quotidiano esercizio del vivere - allora gli apro la finestra, li faccio uscire fuori, mera ossigenazione. Così, tanto per esistere un po' di più, non tanto, ma quanto basta per dirsi (illudersi) di esserci stati nell'oggi più di quanto la vita abbia disposto nella sua pacifica e vana lotta contro il secondo principio della termodinamica.
In breve, io mi tengo in forma, informando me stesso, lastricando cioè il mio cammino di parole parole parole sulle quali poter camminare sopra, altezzoso, facendo finta di essere - allo stesso tempo - stilista e modello:

Così che quando passa questo eccesso
ci pare non avere perso nulla,
ci pare non avere perso il tempo
che la nudezza sbriciola e maciulla. (1'54" e seguenti)




Tiratemi carciofi. Anzi: cardi “dal gambo reciso”.

4 commenti:

melusina ha detto...

Beh, io sono passata, ho buttato un occhio e mi sono ritrovata.

Luca Massaro ha detto...

Mi fa piacere, cara Mel, molto piacere. :-)

romeo sciommeri ha detto...

"pacifica e vana lotta"!
questa mi piace assai - me la faccio tatuare, in un posto nascosto però: non voglio dare vantaggi al secondo principio della termodinamica.

Ma accade anche a te? che quando apri il tuo blog dopo pochi secondi arriva la voce "accidennntiaiquattrini-accideeentiallacartamoneta..." - ogni volta la cosa mi mette di buon umore, anche se vado giù a fermare il monologo, che non mi distragga

Luca Massaro ha detto...

Sì, accade. O diminuiscono il numero dei post in lettura (un mese) o aspetto novembre. Accidenti ai quattrini
;-)