sabato 11 ottobre 2014

In un giorno devi dire tutto

Post edificante

«Per diventare un autore edificante devi fare come se non dovessi vivere, dunque, più a lungo del giorno presente. Mentre gli altri fanno progetti per anni, tu puoi fare un progetto solo per oggi. Ma ti assicuro, anche se un giorno è un giorno, come si dice, tu puoi farlo. Tu vivrai una lunga vita, io te lo auguro, ma se vuoi diventare uno scrittore edificante devi fare come se dovessi vivere solamente un giorno. Quello che tu scrivi non può nascere se non come da uno che in tutto vive un giorno, per dir così, o che comunque in un giorno deve dire tutto».
Manlio Sgalambro, La consolazione, Adelphi, Milano 1995

Devo essere sincero: non so a cosa serve o cosa serve questa vita esattamente, questa vita sobbalzata dentro il perimetro dei desideri determinati dal contesto storico sociale nel quale si sono evoluti e conformati, poco anelito di libertà ha avuto questa vita sì da uscirne, dal perimetro, vi resta dentro, ci sta calda, vi si crede soddisfatta perché non consumata dallo sforzo, dalla fatica, questa vita fortemente attratta dall'inerzia, per fuggire il gioco balordo della dominanza, considerato che l'agone e la lotta richiedono una volontà ferrea di prevaricazione o di adulazione e questa vita dell'una e dell'altra si sente monca (almeno spero).

È così che la vedo questa vita, a un certo punto, non so quale, uno di sicuro in cui è troppo tardi per guardare indietro e a un punto troppo inutile per guardare avanti, fare segni di avvistamento, come se questa vita avesse di per sé una meta diversa da se stessa, un oltre vita che a questa vita non garba di pensare, che lo esclude per rifiutare di aggiungere insensatezza all'insensato. 

Questa vita, amica, che i tuoi occhi, un tempo, guardavano sorridere e che oggi la ventura ha riportato per specchiarvicisi un momento nuovamente, questa vita dice che in quello sguardo c'è tutto, lo sguardo di due vite che per un attimo si sono riconosciute e hanno visto tutto il tempo e tutto lo spazio percorso e da percorrere, quell'attimo in cui la solitudine di questa vita non esiste perché essa esiste solo di riflesso e il riflesso sono gli occhi degli altri che lo rimandano, quegli occhi particolari in cui ci si sente autorizzati a vivere, e tutto il corollario che consegue e che informa questa vita.


3 commenti:

romeo sciommeri ha detto...

OT - Ma di quel pane hai mangiato solo la mollica?

Luca Massaro ha detto...

Non solo la mollica, anche la crosta scura.

Anonimo ha detto...

chi o cosa è un autore edificante? chi o cosa è manlio sgalambro? a cosa servono le due cose?
franco valdes piccolo proletario di provincia