giovedì 2 ottobre 2014

Una intelligenza tornata sulla terra


CLOV Perché questa commedia tutti i giorni?
HAMM La routine. Non si sa mai. (Pausa). Stanotte mi sono visto dentro. C'era un grosso bubù.
CLOV Ti sei visto il cuore.
HAMM No, era una cosa viva. (Pausa. Con angoscia) Clov!
CLOV (irritato) Che c'è?
HAMM Non può darsi che noi... che noi... si abbia un qualche significato?
CLOV Un significato Noi un significato! (Breve risata) Ah, questa è buona!
HAMM Io mi domando. (Pausa). Una intelligenza tornata sulla terra non sarebbe tentata di immaginarsi delle cose, a forza di osservarci? (Assumendo la voce dell'intelligenza) Ah, ecco, ho capito com'è, sì, ho capito cosa fanno! (Clov trasalisce, depone il cannocchiale e comincia a grattarsi il basso ventre con le due mani. Voce normale) E senza arrivare a tanto, noi stessi... (con emozione) … noi stessi... a tratti... (Veemente) E dire che tutto questo non sarà forse stato invano!
CLOV (con angoscia, grattandosi) Ho una pulce!
HAMM Una pulce? Ci sono ancora delle pulci?
CLOV (grattandosi) A meno che non sia una piattola.
HAMM (molto preoccupato) Ma a partire di lì l'umanità potrebbe ricostruirsi! Per amore del cielo, acchiappala!
CLOV   Vado a prendere la polvere (Esce).
HAMM   Una pulce! Ma è spaventoso! Che giornata!
CLOV (entra con in mano una scatola di cartone) Sono tornato con l'insetticida.
HAMM  Dagliene una buona dose!

Samuel Beckett, Finale di partita, Einaudi, Torino 1961 (traduzione di Carlo Fruttero).

Non so quanto sia ozioso immaginare un'intelligenza esterna alla nostra che conduca sulla nostra specie e il suo spazio di azione, un'indagine scientifica analoga a quella che gli umani svolgono da quando hanno iniziato, appunto, a conoscere il mondo fuori di sé. Un'intelligenza che, senza che noi ce ne accorgiamo, ci analizza con specifici strumenti, ci misura, ci seziona, ci cataloga e definisce. Curiosità conseguente a tale ozioso immaginare: in fondo, noi matematizziamo il mondo e anche noi stessi, in modo da formulare ipotesi che hanno lo scopo di spiegare come funziona la natura (materia ed energia) e noi stessi compresi; bene, tale eventuale intelligenza esterna quale scopo conoscitivo avrebbe nello studiare noi e il resto? In altri termini: per l'intelligenza superiore conoscerci avrebbe la stessa valenza epistemologica degli esperimenti che noi conduciamo con le cavie animali?


3 commenti:

romeo sciommeri ha detto...

Tu dici intelligenza esterna - superiore no, però c'è già un'intelligenza esterna che ci studia come fossimo cavie. Quella utilizzata per guidare le nostre scelte al supermercato ne può essere un esempio banale, così come la pubblicità con le sue strategie: la scienza dei persuasori occulti, insomma - la consideri interna? A me pare di no. E' umana? A me pare di no, nel senso che considera gli umani come polli. E le varie "intelligenze" che studiano come tenere a briglia interi paesi o aree del pianeta senza escludere dalle loro pratiche l'omicidio e le stragi? Se ci pensi in questo modo, esiste già un'intelligenza esterna all'uomo, dell'uomo stesso, che studia e manipola altri uomini così come studia e manipola le specie animali inferiori - le cavie, appunto.

Olympe de Gouges ha detto...

non però dell'uomo in astratto, se mi permetti, ma di uomini concreti guidati da determinati interessi.

Luca Massaro ha detto...

@ Romeo.
Se ho inteso bene, Olympe de Gouges ha risposto qui e con un suo magistrale post odierno, nel considerare quella particolare «intelligenza esterna all'uomo, dell'uomo stesso», sulla quale con te convergo.