sabato 13 dicembre 2014

Il giardiniere di Prada

Stamani, in palestra, ho conversato per la prima volta con un tipo che fa il buttafuori («addetto alla sicurezza dei locali notturni», ha specificato). Mi ha raccontato qualcosa su come si svolgono i sabati sera, la gente stravolta che si droga o si beve whisky e red bull insieme, gli sguardi minacciosi, i coltelli che a volte escono fuori dai pantaloni firmati. Poi non so come - e non ha importanza come - il discorso è volto sulla crisi, sulla mancanza di lavoro e di scrupoli, sul fatto che i soldi vanno sempre a finire nelle tasche di chi ha soldi, «come i pidocchi vanno a finire nelle teste di chi li ha già»proverbio di origine gitana», ha aggiunto). A seguire, per criterio di vicinanza, ha citato Prada, il Bertelli di Montevarchi in particolare, il quale viaggia in elicottero e che pur di atterrare vicino alla fabbrica, e non può, è disposto a pagare una multa di diecimila euro a botta (così mi ha riferito e io ho fatto finta di crederci, non mi sono permesso di contraddirlo su queste bazzecole).
La conversazione - che era piuttosto un monologo, dato che il loquace era lui, io mi limitavo ad annuire - sembrava destinata a sfociare nel mare delle conversazioni inutili, quando, improvvisamente, il buttafuori se ne viene fuori con questa considerazione filosofica: 
«Certo che basterebbe essere il giardiniere di Prada per essere a posto: tagliare l'erba, prendersi cura delle piante e dei fiori del suo giardino ed essere sistemato a vita, senza problemi, bisogni, rotture di coglioni. Frullino, tagliaerba, forbici, un lavoretto qui, uno là e la bella vita».
La bella vita.
Avrei voluto dirgli che Prada è quotata in borsa a Hong Kong, ma non so quanto avrebbe capito mentre, con occhi che brillavano per quel pensiero, tirava pugni e calci al grosso sacco da boxe.
Mi sono limitato a immaginare, in silenzio, che su quel sacco ci fossero le facce di Miuccia e Patrizio.

4 commenti:

Olympe de Gouges ha detto...

in fin dei conti, come sai bene, miuccia e patrizio portano una responsabilità relativa, e del resto da uno che fa il buttafuori (ogni lavoro onesto ha la sua dignità, per carità) non puoi aspettarti in generale chissà quali riflessioni, egli riflette la sua situazione personale e ne auspica un miglioramento: anche la servitù ha la sua scala gerarchica. buona domenica.

Lisa Miller ha detto...

Sul fatto che i pidocchi vadano in testa a chi li ha già, avrei qualcosa da dire ma, si sa, i proverbi - gitani o meno - hanno quel quid di saggezza popolare, tramandata di generazione in generazione, quasi intoccabile oserei dire. [i miei dubbi restano, in ogni caso]
Circa il "monologo" dell'energumeno col sogno di diventare giardiniere di Prada, ti invidio, ché sono momenti a cui è difficile non pensare: "vorrei avere anch'io una simile opportunità di arricchimento", sempre di saggezza popolare si tratta, l'unica differenza è che questa (poteva essere anche una perla partorita dall'hair stylist, dalla cassiera, dall'estetista, dal commesso, e perché no dal colletto bianco di turno, anche loro hanno questa capacità) è buttata lì, di braccio, come il verso d'una poesia.
Nasce e muore nel giro di pochi minuti, salvo che qualcuno la riporti sul proprio blog e ne faccia dono ai lettori. Allora potrebbe divenire anche leggenda metropolitana, perché no.
Insomma, 'sto buttafuori direi che ha avuto i suoi quindici minuti di notorietà. Warhol non aveva specificato che poteva essere valido anche il mondo virtuale. Ma quelli erano altri tempi.
p.s.
la prossima volta che lo vedi, informalo della manovra economima della società ad Hong Kong... magari ti racconta della vita notturna in oriente, ma vuoi mettere?! E se proprio sei fortunato, una perla filosofica a tema.
: )

Luca Massaro ha detto...

@ Olympe de Gouges
Certo cara, le facce Miuccia e Patrizio son soltanto una mera "figurazione" del sistema.
Buona domenica pure a te.

Luca Massaro ha detto...

@ Lisa Miller

Troppo buona nel ritenere questo blog capace di creare "leggende metropolitane". Magari.

Purtroppo, data la poca "mondanità" sono rare anche per me tali opportunità di conversazione poco dialogante però quando succede mi metto in ascolto.