giovedì 4 dicembre 2014

Il mondo di mezzo

Carminati: è la teoria del mondo di mezzo compà. ....ci stanno.. come si dice.. i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo
Brugia: embè.. certo..
Carminati: e allora....e allora vuol dire che ci sta un mondo.. un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano e dici cazzo come è possibile che quello...
Guarnera: (incomprensibile)
Carminati: come è possibile che ne so che un domani io posso stare a cena con Berlusconi..
Brugia: certo... certo...
Carminati: cazzo è impossibile.. capito come idea? ... è quella che il mondo di mezzo è quello invece dove tutto si incontra. . cioè.. hai capito?... allora le persone.. le persone di un certo tipo
Guarnera: (inc.)
Carminati: di qualunque cosa... .si incontrano tutti là. . .
Brugia: di qualunque ceto. .
Carminati: bravo...si incontrano tutti là no?.. tu stai lì...ma non per una questione di ceto per una questione di merito, no? ...allora nel mezzo, anche la persona che sta nel sovramondo ha interesse che qualcuno del sottomondo gli faccia delle cose che non le può fare nessuno.
Brugia: certo...
Carminati: questa è la cosa... e tutto si mischia.
Brugia: e certo...

Il mondo di mezzo, il mondo nel mezzo, il mondo per mezzo del quale persiste e dura, granitico, il sovramondo e il mondo dei morti inteso come mondo dei morti di fame, carne umana sulla quale poggia e si erge il firmamento dei pezzi di merda. Perché non è Carminati in sé a essere il peggio del mondo, Carminati, anzi, del mondo che persiste e dura, è uno degli esemplari più evoluti, più adattati, più facilmente riproducibili.
Il mondo di mezzo come mondo dell'incontro dei due mondi: incontro presunto, dato che il contatto avviene, necessariamente, per tramite dei mediatori, dei mezzani, appunto. 

Pandaro: «O mondo, mondo, mondo! Così è trattato un povero intermediario! Ah poveri maneggioni e procaccianti! Prima, in ginocchio, chiedono l'opera vostra e poi, ecco la ricompensa! Perché sono richiesti con tanto amore i nostri buoni servigi, e ne è accolto con tanto vituperio, poi, il compimento?»
William Shakespeare, Troilo e Cressida, Atto V, Scena 10, traduzione di Cesare Vico Lodovici per Einaudi, Torino 1965

Tutto si mischia, conclude Carminati, rivelando in parte uno dei trucchi più sofisticati del perché il sovramondo perdura: perché gli dèi offrono gratis, a tutti, l'idea democratica che siamo tutti uguali, tutti popolo sovrano, un voto a testa, stessi diritti, stessi doveri, stesse opportunità, la legge è uguale per tutti, c'è chi ce la fa - e sale, c'è chi non ce la fa - e merda.
Tutti ci possiamo incontrare nel mondo di mezzo, qualunque ceto, e mescolarci. Necessità, a volte, lo impongono. L'importante, tuttavia, è ritornare poi a casa, ognuno al proprio posto, dentro la classe che gli appartiene. Gli individui possono mescolarsi. Le classi, mai.

1 commento:

dmitrigrappelli ha detto...

Ieri, Minoli, su Radio24 parlava di Banda della Magliana, anche in quel caso Stato, fascisti e mafiosi si incontravano nella terra di mezzo.
È confortante sapere che 'sto Paese non ti tradisce mai.