lunedì 29 dicembre 2014

Sempre allegri bisogna stare

«Se oggi, negli Stati Uniti o nell'Europa occidentale, i relativamente poveri possono avere un'automobile o un frigorifero, fare un viaggio in aereo, avere una radio, al prezzo di una moderata quota del loro reddito, ciò è dovuto al fatto che nel passato altri, con redditi più alti, potevano comprare ciò che allora era un lusso. Il cammino del progresso è molto facilitato dall'essere già stato percorso prima. È dovuto agli esploratori che hanno scoperto che la strada si può costruire per i meno fortunati e i meno energici. Quel che oggi può sembrare una stravaganza o anche uno spreco perché è patrimonio di pochi e nemmeno sognato dalle masse, è il prezzo della sperimentazione di un nuovo sistema di vita che, alla fine, sarà accessibile ai più. La gamma delle cose che si tenteranno e quindi si svilupperanno, il patrimonio di esperienza che diventerà accessibile a tutti è molto ampliato dalla sperequazione nella distribuzione degli attuali benefici; e la velocità del progresso sarà di gran lunga aumentata se i primi passi saranno fatti molto prima che la maggioranza possa usufruirne. In realtà molti dei miglioramenti non avrebbero mai potuto diventare una possibilità per tutti se non fossero stati già da molto tempo accessibili a pochi. Se tutti dovessero aspettare le cose migliori fino a quando si renda possibile fornirle a tutti, in molti casi quel giorno non sorgerebbe mai. Oggi persino i più poveri devono il loro relativo benessere alle sperequazioni passate.»
Friedrich A. Hayek, La società libera, Vallecchi, Firenze 1969 (ed. originale, The Constitution of Liberty, Chicago, 1960)


Sono allegro stasera, sì. Allegro perché, quando aggiungo un tassello di senso alla vita, dico: - Eureka, finalmente so chi dobbiamo ringraziare, so per cosa siamo qui al mondo; e non importa che non siamo arditi esploratori o stravaganti sperimentatori (che non siamo abili capitalisti, o fortunati redditieri o testedicazzo affama popoli). L'importante è che abbiamo capito quale posizione occupare per ingrassare l'ingranaggio che muove il sistema. E saper aspettare è il vero comandamento: mai lamentarsi se qualcuno ce lo mette in culo di traverso senza il nostro consenso né tantomeno il nostro gradimento, dacché un domani avremo il medesimo tornaconto, una simile emancipazione, lo stesso riscatto. Non perché, vicendevolmente, lo metteremo anche noi nel culo ai fottimondo, no, no. I filantropi, di necessità, devono loro sacrificarsi per sperimentare nuovi stati di benessere; per tal motivo, continueranno a fotterci, magari con più garbo e attenzione, in maniera politicamente più corretta, secondo quanto l'epoca impone, usando, per esempio, lo stesso lubrificante sintetico che serve a tenere ben unti e fluidi i capelli di Marchionne. L'importante è che tutto cambi, che il mondo migliori e progredisca senza fine; nondimeno, allo stesso tempo, occorre che i rapporti sociali restino immutati. Il leone resti leone, e il vitello vitello. Dormiranno insieme, ok, ma solo e sempre uno, oltre a dormire poco, sarà carne da macello.

4 commenti:

Olympe de Gouges ha detto...

applausi

Lisa Miller ha detto...

Per tutto il resto c'è Mastercard, comunque.

UnUomo.InCammino ha detto...

Questo vale più di un compendio di psicosociologia. :)

Luca Massaro ha detto...

@
Grazie (buon)Uomo, gradevolissima e spumeggiante segnalazione.

O.T.
E grazie per tutti gli altri commenti.