sabato 19 settembre 2015

Ispezioni

La sera, sul volto, succedono linee
del tempo e danno alla faccia
una forma che rende
l'immagine esatta di quanto
la vita ci prende
e quanto ci dà – a volte
non resta che alzare le braccia
altre volte le stesse far scendere
giù sotto la faccia
per rendere grazie a quello
che avanza
dal petto alla pancia
alla scorza d'arancia
di quello che pende
a grande distanza
come fosse una faccia
rivolta all'insù.

La tua testa di cazzo capisce
lo strazio e la gioia
di esser presente –
e come del resto sia tutto
conseguente
tra pianto e sorriso e l'indifferente
scorrere vita verso
il niente.
Riempirlo di cose non serve a –
basta con questa rima che annoia.
Basta con questi pensieri
che prendono forma di versi
per facilitare il compito
il ritrovamento in se stessi
il rifare il punto della
situazione.
Soprattutto per scendere
in sé e dare ai lombi
due mani di ragione.

1 commento:

Olympe de Gouges ha detto...

in gran spolvero, eh