lunedì 13 giugno 2016

La fedeltà delle fave

Lo scorso gennaio, in lacrime, il Presidente Obama dichiarò:
«Gli Stati Uniti  non sono l'unico Paese con problemi di violenza dovuti alle armi da fuoco, ma sono l'unico Paese avanzato della Terra che assiste ad eventi così violenti con così tanta frequenza. Ogni anno più di 30mila americani sono uccisi dalle armi da fuoco e centinaia di migliaia di americani hanno perso sorelle e fratelli, seppellito i propri figli». 
Dai dati del 2013 - quelli più recenti che si hanno a disposizione - si rileva che, dei trentamila (33.169 per la precisione) americani uccisi da armi da fuoco, si hanno:
«11.203 omicidi,  21.175 suicidi, 505 incidenti e 281 decessi con motivazioni ancora incerte. Una cifra che è pari a un terzo dei soldati americani morti durante l’intero conflitto in Vietnam.»
Dunque, mi pare evidente che al sedicente (di più noi dicente) Stato Islamico, anziché accollarsi la responsabilità di una menoma percentuale delle morti di infedeli americani dovute a qualche “lupo solitario”, convenga asserire, a posteriori a fortiori, che tutte le morti da arma da fuoco (e io, fossi loro, ci metterei pure quelle dovute alle alluvioni, agli incidenti stradali e al colesterolo alto¹), sono state e saranno compiute dai combattenti islamici fedeli al Califfato (anche e soprattutto i suicidi dovrebbero essere considerati: «Perché ti sei ammazzato?». «Avevo giurato fedeltà all'IS». «Bravo». «Grazie».)
Una fava (vigliacca e assassina) da sola non basta per prendere tutti i piccioni. 

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¹ «Il mese scorso Abu Muhammad al Adnani, portavoce dello Stato Islamico, ha esortato i seguaci dell’organizzazione a compiere attacchi all’estero durante il mese del Ramadan, dicendo che "l’azione più piccola che fate nel cuore della loro terra ci è più cara della nostra azione più grande, ed è più efficace e dannosa nei loro confronti". Nel settembre del 2014 Adnani aveva detto che non era necessario chiedere il permesso allo Stato Islamico per compiere attacchi in suo nome, che potevano essere fatti anche senza armi da fuoco, con pietre, coltelli o automobili.» 
Non si capisce perché Adnani non abbia chiamato causa i grassi animali e vegetali più gli zuccheri.

3 commenti:

Marino Voglio ha detto...

i grassi e gli zuccheri so' efficaci ma un po' lenti e troppo discreti.

Dante Fitti ha detto...

Nel match USA/ISIS non si vogliono conteggiare a favore dello Stato Islamico i 49 punti di Orlando perchè il concorrente afgano non era in regola con l'iscrizione a qualche gruppo terroristico? E' una bella pensata, complimenti Yankees. In effetti il terrorismo si vince censurandolo (ma è difficile) oppure disconoscendone le motivazioni (imputandolo a malati mentali, a disadattati, a sociopatici,a violenti, impotenti, ...).

Luca Massaro ha detto...

Gentile Fitti, io penso che - anche qualora fosse stato davvero l'Isis il mandante della strage di Orlando (io ne dubito fortemente) - sarebbe bene non lasciarglielo credere, perché così si dà meno credito all'entità terroristica-religiosa che, nata sulle rovine irachene prodotte dagli USA stessi, in questo momento conosce - pare, e speriamo sia così - un momento di crisi militare notevole grazie all'efficace intervento russo a sostegno di Assad.