martedì 21 giugno 2016

Un giudizio riflettente

«Domenica 19 giugno 1910, dormito, destato, dormito, destato, vita miserabile.»
Franz Kafka, Diari - 1910.

Ieri sono stato all'Ikea, all'Ikea in una domenica di giugno, diciannove giugno. Pioveva. Ho provato prima un letto, poi mi sono alzato, ho provato un altro letto e poi mi sono rialzato. Vita miserabile? Dipende. Quando nel coricarsi ed alzarsi lo sguardo è stato deviato da un polo d'attrazione, le considerazioni esistenziali hanno ceduto il passo a valutazioni estetico trascendentali. 
Dio, che culo sublime.

***
Non ho comprato alcun letto. Le solite cazzate del piano inferiore: una tazza, dei bicchieri, sacchetti e contenitori di plastica, strofinacci, scopino del cesso a un euro, un asciugamano, due sedie pieghevoli.
Made in Romania, made in Spagna, made in Cina, made in India, Made in Thailandia, Made in Polonia, Made in Italy... Made in Italy? Che segno è? Italia riparte?

***
Com'è faticoso vivere in una società dove tutto è merce, noi compresi. Eppure, siamo così addentro a questo sistema che pensare di uscirne costa, anche in termini immaginifici, una fatica maggiore. 

4 commenti:

Rachel ha detto...

Da te piove troppo. Per noi è un bene ché ci piace quello che scrivi.

Luca Massaro ha detto...

Sei un tesoro.

Anonimo ha detto...

Rifletto sul lirismo insito in quel "Dio che culo sublime", vera sintesi estrema di un frammento del pensiero maschile, che poi dà origine a capolavori, sovente mattoni inenarrabili.
In sintesi , rifletto pure io.

caino

Gigi Manca ha detto...

Però te piace Leopardi...