mercoledì 1 giugno 2016

Vaccini anti influenzabili



A margine del pippone che Luca Sofri ha postato sui possibili effetti mimetici che le serie televisive - nel caso specifico: Gomorra - possono provocare nel pubblico più sprovveduto («i soggetti più influenzabili [dai protagonisti di Gomorra] sono i più giovani»), domando se, per caso, vi sia qualcheduno tra gli influenzabili che, prima di provare ad arruolarsi nella criminalità organizzata, si chieda: ma tutta quella droga venduta, messa in circolo capillarmente nel corpo della società, chi la compra? Da chi sono composte quelle “piazze” (mercati), più o meno redditizie, che permettono alla merce di contrabbando di trasformarsi alchemicamente in denaro? In buona sostanza: ogni aspirante droghiere, è abbastanza arguto da fare un'indagine di mercato per conoscere, in linea di massima, le potenzialità della sua futura professione? 
Sarà perché sono un'ingenua anima pia di campagna, ma io, a parte il cosiddetto mercato dei giovani “bene” (Roma bene, Milano bene, Napoli bene, eccetera), non vedo proprio chi altri al momento possa spendere molti quattrini per drogarsi. Anche perché poi, a quanto mi risulta, la fiction non mostra alcun interesse per gli acquirenti e quindi per i diretti finanziatori del mercato narcotici, quindi non si capisce chi compri la roba, non si vedono code come alla cassa dei supermercati...

(Se non ricordo male, nella prima serie, in una breve sequenza, c'è un momento in cui si assiste sì allo smercio, al passaggio della dose di droga dalle mani del clan malavitoso a quelle del compratore, che esiste e basta, ma resta invisibile e indispensabile: come l'ossigeno).

Vero che per la criminalità organizzata la voce droga è un solo un capitolo dell'enorme giro d'affari da essa gestito, composto anche dal gioco d'azzardo, dalla prostituzione, dallo smaltimento di rifiuti tossici, dalla sofisticazione alimentare, dall'estorsione, eccetera.

Nondimeno, in Gomorra, la droga è la merce principalmente trafficata. Orbene, c'è stata mai qualche indagine seria che abbia fatto un calcolo abbastanza attendibile a quanto ammonti il giro d'affari in tale settore sì da rendere verosimile l'enorme quota milionaria che le Sante Alleanze camorriste si spartiscono per, di poi, comprarsi lussuosi appartamenti, auto fuoriserie, pantere nere di vario tipo? 

Dato che sono i benefici (la ricchezza) dell'azione criminale ad essere sognati dai giovani influenzabili, mi pare probabile che i possibili emulatori, anche quelli più suggestionabili, un minimo di domande sulla scaturigine della ricchezza se le pongano, in quanto non è soltanto con il controllo prepotente e capillare del territorio, con gli spari in faccia, le bastonate tra capo e collo, le minacce e le violenze di ogni tipo, che i soldi - e quindi il potere - arrivano.

Infine: è ovvio che, in Gomorra, i modelli da emulare siano i boss. Bene, è plausibile i soggetti influenzabili non si siano accorti che ad ogni capo corrispondono un centinaio di gregari?

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p.s.
Sofri cita anche la serie televisiva Transparent. Dopo aver visto la prima puntata, m'è presa voglia di diventare prima un transessuale e poi una lesbica.

5 commenti:

S. ha detto...

Sofri non ha tutti i torti, tant'è che l seconda serie di Gomorra è stata girata in altri comuni, e non nella famosa Scampia, come la prima, e sono stati proprio gli abitanti del luogo a non volerli, perché hanno " visto" l'emulazione dei loro figli, nonché le insegnanti dei presidi di quelle zone, registravano l' escalation di violenza.
Saviano non è un saggio educatore.Gran parte dei Napoletani non è dalla parte di Saviano, che è uno scrittore e tale dovrebbe restare.Non fa antimafia, non è neanche napoletano ma di casale e conosce realtà di quelle zone.Aver trasferito le sue conoscenze di certe dinamiche
(forse era uno di quei consumatori delle famose piazze di spaccio?) non lo rendono " l' esperto guerrigliero al servizio dello stato" quelli sono altri di cui nessuno parla.Si domanda Sofri, se ha reso un servizio ed a chi? si lo ha reso, alla camorra.Oggi se entri in un locale del centro di molte metropoli, molto alla page, li trovi in tutta la loro pacchiana manifestazione, non si sentono più inadeguati,sporchi ed ignoranti, sono stati legittimati, possono manifestarsi liberamente...
dunque?

Luca Massaro ha detto...

Tu sai cose che io non so e che non posso certo contestatare, non abitando né frequentando metropoli (né - dioliberi - locali à la page).
Gomorra, la serie, è una fiction distopica. Ho visto volentieri la prima, questa seconda solo una puntata ieri sera - che non mi è piaciuta granché (quella del Principe che alla fine è ucciso da Savastano). In tutta la puntata non si è vista un'auto della polizia, niente, solo un acquario di pescecani, dal più piccolo al più grosso.

Gigi Manca ha detto...

Dai che transparent è bella

S. ha detto...

ho visto giusto qualche puntata della prima serie, ma preferisco altro, che la grande bruttezza...
mentre ho guardato con piacere la parodia dei the jackal, esilarante.Se fossi un direttore di rete, contestualmente manderei in onda anche la
parodia, per dare davvero il senso di quanto inutile spreco di energie, per avere soldi e potere (de che?) di questi personaggi, e poi vivere
come topi.

Luca Massaro ha detto...

@ Gigi

Non lo discuto (infatti, la prima puntata mi è piaciuta, e il mio riferimento è - appunto - alla deliziosa, anche se prevedibile, scena finale).