martedì 23 gennaio 2018

Non ricordo come

Non ricordo come
sia stato possibile amarti
un certo numero di volte
che non ho registrato
su alcun taccuino
perché volevo i ricordi
finissero tutti dentro
gli spazi elettrici della mente
nei vuoti soprattutto
in modo che i neuroni
non dovessero continuamente
ricordarmi – impulso su
impulso – come
sia stato possibile amarti
come sia stato possibile amarmi
come tu mi amasti
un certo numero di volte
che non ho registrato
perché ero un bambino
perché non sapevo i ricordi
sarebbero stati soltanto
dei vuoti da riempire
con immagini e parole
non con la carne e la pelle
o le mani sui reni su e giù.

Di alcuna sostanza i ricordi
son fatti: vita prosciugata
come un’impronta sull’acqua:
non c’è e non si vede eppure
l’hai fatta, di lì è passato il passato.

Non ricordo come
ti chiamavo senza dire il tuo nome
ti stringevo senza toccarti l’addome
ti coglievo senza strapparti le chiome
ti prendevo a sassate con il cotone
e fingevo che non avrei ricordato
che avrei dimenticato tutto
quello che c’era da dimenticare
compresa quella parte di me
che non si ricorda come
sia stato possibile amarti.


2 commenti:

kristo.f ha detto...

Belli (i versi improvvisi)

Luca Massaro ha detto...

Grazie.