domenica 18 febbraio 2018

Ricchezza e bruttezza


«Everyone is always saying these days that it’s easier to imagine the end of the world than the end of capitalism. Everyone is always saying it, in my view, because it’s obviously true. The perception, paranoid or otherwise, that billionaires are preparing for a coming civilisational collapse seems a literal manifestation of this axiom. Those who are saved, in the end, will be those who can afford the premium of salvation. And New Zealand, the furthest place from anywhere, is in this narrative a kind of new Ararat: a place of shelter from the coming flood.» Mark O'Connell

I nuovi figli di puttana del capitale si stanno preparando all'apocalisse da tempo e alcuni di loro pare abbiano scelto la Nuova Zelanda come luogo rifugio, per ragioni che l'articolo spiega.
Almeno i vecchi si facevano il bunker in patria - ricordiamo, per esempio, il gran buco che Berlusconi si fece costruire in Costa Smeralda (chissà quali stallieri ci manda al momento a tenerlo in ordine).

Ciò che mi incuriosisce dei comportamenti individuali delle personificazioni del capitale è che, a patto che non abbiano fatto qualcosa di riprovevole, ad esempio aver chiesto un pompino in cambio di un posto alla Regione Lombardia [ah, no: in questo caso non è stata notificata alcuna molestia] o di una parte in un film che non ricorda più nessuno, essi non avranno niente da temere riguardo alla loro ricchezza accumulata, dacché essa risulterà sempre legittima e politicamente corretta.

Quello che voglio dire è che l'opinione pubblica (un soggetto sociale assai manipolabile dai media) tollera molto bene un sistema economico che, sebbene provochi crisi sociali, disastri ambientali, sperequazioni, guerre, dissidi regionali, competizioni internazionali, disoccupazione ed emigrazione di massa, eccetera, consente ad alcuni (pochi) individui (selezionati dal ceto o dalla loro indiscutibile capacità imprenditoriale e maneggiona) di possedere fortune che, al confronto, il povero Re Sole era uno con le pezze ai piedi.

Insomma, la ricchezza spropositata è vista di buon occhio, o meglio: le si fa l'occhiolino come a una dea e magari ci si inchina davanti, speranzosi di ottenere i favori o gli avanzi. Per questo, essere in classifica nel Bloomberg Billionaires Index è, appunto, una conquista di cui vantarsi, un onore al merito, il riconoscimento di un valore assoluto. 

E se invece l'opinione pubblica iniziasse a considerare tali personificazioni del capitale come un male di cui liberarsi, come una vergogna assoluta, al pari degli avvelenatori delle acque, degli stupratori seriali e dei pedofili? 
Attenzione: non voglio fare un'inutile predica francescana, che fa piangere i ricchi un secondo e poi tutto torna come prima. No. Io vorrei semplicemente che si cominciasse a mutare atteggiamento nei confronti di questi signori (e signore al seguito, sono quasi tutti maschi, converrete), tanto quanto l'abbiamo mutato nei confronti dei produttori (o registi) cinematografici che chiedevano pegno, o di coloro che considerano l'omosessualità una malattia o una cosa di cui vergognarsi.

Qualcuno obietterà: eh, ma alcuni di loro sono davvero brave persone, dei filantropi certificati, i quali fanno beneficenza e vogliono veramente che il mondo progredisca verso un futuro migliore (grazie al cazzo).
Nondimeno, tra coloro che obiettano, nessuno che si chieda le ragioni per cui affluiscono così tanti, innumerevoli denari nelle tasche di questi nuovi re Mida. Perché lo meritano? Perché sono bravi imprenditori? Bravi strateghi? Bravi monopolisti? Bravi sfruttatori? Ehi, laggiù: c'è qualcuno che dica: perché sono bravi lavoratori? No? Ah, ecco.

P.S.
Lo so, lo so. Se mi chiamavo Luca Ferrero avevo il culo pieno di nutella e questi problemi non me li facevo.

4 commenti:

Andrea Del Cont ha detto...

Arrivai qui per l'indicazione di Ricco e Spietato, riponendo non poca fiducia nel suo giudizio.
E non sbagliavo affatto: ho applaudito venti minuti davanti al PC (personal computer, non il partito).

Perché nessun 'soggetto politico' osa nemmeno più pensare una cosa del genere? Forse perché la macchina che manovra l'opinione pubblica (e che può, quindi, condurre all'elezione dei suddetti soggetti) trae carburante proprio dalla pecunia altamente accentrata?

Luca Massaro ha detto...

Gentile Andrea, grazie del suo (tuo) commento, ma la (ti) metto in guardia dal frequentare certi internauti (delocalizzati) ricchi e spietati ;-)

P.S.
Un bacino a Marino.

Myollnir ha detto...

Pensano prima di buttare a mare i Maori, o serviranno per un po' di colore locale, magari fargli una Haka prima di servirgli la colazione?

Luca Massaro ha detto...

La seconda, purché abbiano la creanza di lavarsi le ascelle