mercoledì 12 dicembre 2018

Mezzanotte e dintorni


Non si parla ad avvenimenti drammatici in corso, ma io ne parlo a bassa voce, sotto voce, piano piano, poco poco, così come piace a noi marzulliani della terza ora, stream of consciousness sulla tazza del bidet, durante un riscaldamento cutaneo delle raffreddate palle. E dico: puntuale, come un peto sordo nell'acqua, ecco il radicalizzato che spara e ammazza a fagiolo, a fungo, giustappunto dentro ai mercatini di Natale di Strasburgo, «primo bersaglio dell'estremismo islamico in Europa», perché Parigi è in Francia, vero, Londra in Inghilterra, Berlino in Germania. Io la so la geografia.
Comunque - e diffido chiunque mi accusi, anche velatamente, di complottismo cosmico blondettiano - il punto è che, per il potere, un nemico servo sciocco più tempestivo e regolare di un terrorista islamico se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

sabato 8 dicembre 2018

La trappola di Natale

La favola di Natale 2018 arriva dal Canada ed ha per protagonista Adrian Pearce: un cittadino di Edmonton, in Alberta, che si è conquistato un posto in prima pagina sui media locali quando, giovedì scorso, ha deciso finalmente di scartare il regalo di Natale ricevuto dalla sua prima fidanzatina, Vicki Allen, ben 48 anni fa. I due, poco prima del 25 dicembre 1971, litigarono furiosamente: lei fu sorpresa in un negozio a baciare un altro ragazzo, proprio mentre acquistava quel dono; lui saltò su tutte le furie, la scaricò e gettò il pacco in un angolo, giurando a se stesso che non l’avrebbe mai aperto. Già questo episodio incuriosì radio, tv e giornali d’oltreoceano e gli articoli comparsi sullo strano caso furono spalmati dagli utenti su tutti i social [...]

[...] La situazione, insomma, stava iniziando a degenerare e creare un certo disagio e imbarazzo in famiglia. Anche la ex, altrettanto comprensibilmente, ha confessato alla stampa di aver vissuto con una certa apprensione la carrambata con il primo amore e l’attuale moglie, a quasi mezzo secolo di distanza. [...]


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La favola di Natale 2018 arriva dal Canada ed ha per protagonista Meng Wanzhou, una cittadina cinese, figlia del fondatore della Huawei e manager di punta della società, che si è conquistata un posto in prima pagina sui media locali e globali quando, giovedì scorso, è stata arrestata dalle autorità canadesi su richiesta della magistratura statunitense, con l'accusa di aver violato le sanzioni nei confronti dell'Iran. La Cina è saltata su tutte le furie, minacciando ritorsioni nel caso in cui la manager non fosse rilasciata.. Questo episodio ha incuriosito radio, tv e giornali d’oltreoceano e gli articoli comparsi sullo strano caso sono spalmati dagli utenti su tutti i social [...]


[...] La situazione, insomma, sta iniziando a degenerare e creare un certo disagio e imbarazzo tra le due nazioni. Anche l'Europa, altrettanto comprensibilmente, ha confessato alla stampa di vivere con una certa apprensione la prospettiva di una guerra commerciale quasi a mezzo secolo di distanza. [...]

giovedì 6 dicembre 2018

Polvere comica

Sbocca la luce tra fessure di pietra
e si vede il trasporto di te sui raggi
pieni di polvere comica - manca una s
perché siamo attori terrestri
non certo figli di stelle distratte
che spargono semi a caso, diretti
chissà dove e perché, attecchiti
proprio qui a fare dei vivi
dei morti stecchiti, non ci sarà dato
sapere. Pazienza. Viviamo come
siamo capaci, senza carapace,
dritti levati a contemplare il nome
che abbiamo saputo dare alle cose,
comprese quelle che non esistono
stazionate alte nei cieli, per non
vederle meglio, ma anche quelle
che imprigionano nei rapporti
di produzione, carcere invisibile,
auto da fé del merito. Bravi tutti:
è il giudizio universale, il premio,
il corrispettivo salariale per la
spremitura dei giorni che passano
così, dimenticabili, scartabili
come la pietra che i costruttori
hanno disprezzata, testata d'angolo,
luce che filtra tra le sue fessure
i raggi pieni di polvere comica.

martedì 4 dicembre 2018

Il silenzio degli indecenti

Se la dichiarazione dell'avvocato Verzini sarà confermata dalla signora Karima El Mahroug, il Guinness dei primati dovrà annoverare il nuovo record di silenzio da ingoio.

lunedì 3 dicembre 2018

Vecchi Argomenti



Anni fa, per dare un respiro cosmopolita alla mia ristretta aria di intellettuale di provincia, oltre a Playboy, Le Ore e Alan Ford (riviste fornite regolarmente dall'edicola locale), mi abbonai ad alcune riviste culturali, tra queste la celebre Nuovi Argomenti diretta da Moravia, Sciascia e Siciliano.
Il numero di Ottobre-Dicembre 1988 (di cui ho fotografato copertina e sommario) mi è capitato fra le mani proprio oggi, mentre rovistavo dentro alcune scatole in cantina. Era meglio un Sassicaia, convengo, ma che volete, seppure alcuni scritti sappiano di tappo, altri sono ancora piacevolmente gustabili.
Tra questi, segnalo un racconto breve di Alain Elkann, già marito di Margherita Agnelli e padre dell'attuale presidente della FCA, John Elkann, dal titolo indicativo: La Opel bianca.

Ma, forse, il più gustoso scritto ce lo regala Arbasino che nelle sue Interferenze. Postilla 1988 a "In questo Stato" (1978), racconta:

«Credo che, almeno come me, almeno Umberto Agnelli, Beniamino Andreatta, Aldo Aniasi, Carlo Caracciolo, Guido Carli, Fabiano Fabiani, Luciano Lama, Giorgio Napolitano, Umberto Nordio, Piero Ottone, Giuseppe Petrilli, Italo Pietra, Elio Quercioli, Stefano Rodotà, Sergio Romano, Eugenio Scalfari, Luigi Spaventa, Paolo Sylos Labini, e parecchi altri (magari, nel contempo, deceduti), abbiano rammentato con vivezza e nitore la mattina della “conclusione Moro”; e come giunse la notizia.
Si era a un “seminario riservato” con “colazione di lavoro” presso Mondadori, a Roma, circa l'opera del caro e vecchio Raymond Aron su L'Europa oggi: ostacoli e speranze. Vi erano numerosi parlamentari, direttori, editori, editorialisti, economisti, sindacalisti, diplomatici, "grandi commis". A proposito del notorio sequestro, i titoli dei quotidiani dicevano, per lo più: "Messaggi rassicuranti alla famiglia?", "Timori, ma qualche speranza", "Qualcosa si potrebbe fare".
Si discorreva, eminentemente, dell'Europa decadente, cioè ravvisata in crisi di decrescenza [!] bizantina, con svalorizzazione di ogni aspettativa su diplomi e su lauree, sproporzione tra offerte intellettuali e domande di mercato, recenti revisioni comuniste di vecchi pregiudizi ideologici sulle prospettive di qualche "serpente" politico, oltre che monetario. Si chiacchierò di "ottimismo della volontà", fra gli attendenti delle berline blindate. Ma mentre si taglia uno sformato di carciofi, e le prime forchette stanno per affondarsi nelle crespelle agli spinaci, entrano alcuni ceffi stravolti, e dopo un attimo le berline degli onorevoli più autorevoli si dirigono verso il cadavere in macchina in via Caetani.
Il caro, intelligentissimo e very very dry Raymond Aron, molto vecchio, molto calvo, molto piccolo, improvvisamente abbandonato da tutti si aggirava qualche istante dopo col suo nasone da tapiro e i pantaloni un po' scesi, cercando di capire l'Europa gambizzata vista dall'Italia (dal momento che anche questo era il suo mestiere di politologo), e senza acchiappare nulla, senza sapere neanche ove posare il piatto di crespelle, e la forchettina a mezz'aria. Senza neanche il conforto romano di una "sora" affettuosa che gli dicesse: "A Raimò, e magnate le crespelle, che ssò bbone!" [...]».

Inoltre, un reportage. Restauro e progresso: il caso della città di Sana'a, nella cui introduzione si legge:
«Oggi Sana'a è al centro di un enorme sforzo progettuale da parte del Governo italiano, coordinato dal Gruppo Iri-Italsat ed affidato, per la sua realizzazione, allo Studio Quaroni di Roma».
Segue, infatti, anche un intervento dell'allora presidente dell'Iri, Romano Prodi.

Quali rapporti invece ha oggi il Governo italiano con lo Yemen se non quello di restare in silenzio, come il resto dell'Occidente, dinnanzi ai bombardamenti criminali inflitti dall'Arabia Saudita?

Infine... molto altro da ri-leggere, magari con più gusto adesso, come per esempio il grande Guido Almansi in Enciclopedismo e paranoia.

sabato 1 dicembre 2018

Sarebbe stato eccezionale

- Pronto, Dio?
- Sì, ma non compro niente.
- No, non chiamo da un call-center, bensì per farTi una domanda
- Dimmi.
- Sei stato Tu a scuotere Buenos Aires?
- No. Se io fossi e potessi comandare a mio piacimento i movimenti della crosta terrestre, la scossa l'avrei indirizzata in un punto più preciso.
- Amen.