domenica 14 luglio 2019

Convertitevi, un giorno verranno i denti del giudizio


Secondo il ministro dell'istruzione israeliano «la terapia di conversione degli omosessuali può avere risultati efficaci»; e ce lo garantisce personalmente, affermando di avere «una conoscenza molto approfondita della formazione». E noi - come disse il mago Otelma - non dubitiamo affatto, giacché sfidiamo qualunque maschio - omo, bi, o etero curioso - a farsi fare un pompino da uno con un'arcata dentale come lui.


P.S.
Perdonate, ma appena l'ho visto, m'è tornata in mente una barzelletta che ci raccontavamo alle elementari:

- Dottore, mi aiuti: ho i denti gialli.
- Si metta una cravatta marrone.

Tre righe in cronaca

Cominciamo dai turchi. Gli americani - o meglio: Trump si è incazzato con Erdogan perché hanno comprato missili dai russi. Ma il presidente USA gliel'ha spiegato ai suoi compatrioti che i turchi dovranno pure piazzare, da qualche parte, l'uva sultanina, i pistacchi e le lavatrici Beko? 

Proseguiamo con gli italiani: secondi gli italiani. Secondi a nessuno, in quanto servitori. Come giustamente fa notare Alberto Negri, Salvini supera persino Arlecchino nel servirne tre insieme. Con quali contropartite d'interesse nazionale non si sa, al momento parrebbe un mero interesse particolare. Ma vedremo. Allo stato presente, dubito tuttavia che, anche qualora fosse accertato il finanziamento illecito, questo potrà incidere negativamente sul consenso elettorale della Lega.

Seguitiamo con l'Assemblea nazionale del Pd. Zingaretti: «Dobbiamo cambiare tutto per...». 
Aspetta: dove l'ho già sentita questa frase?

Concludiamo con l'Encierro di San Firmino che, quest'anno, ha visto pochi incornati a Pamplona: peccato.

giovedì 11 luglio 2019

Il dono di Chernobyl

Anni fa, credo nel 1984, dopo l'uscita nelle sale italiane di The Day After, Beniamino Placido - uno dei più acuti editorialisti di Repubblica - scrisse che il sotteso, ma sostanziale messaggio di quel film non era volto tanto a spaventare il pubblico americano per l'imminenza di una guerra nucleare, quanto ad allarmarlo per un'altra, più subdola disputa di diversa natura: la guerra commerciale e la conseguente invasione del mercato statunitense di prodotti stranieri, in particolare di merci di alto livello tecnologico (elettronica, automobili) prodotte in Giappone.

Oggi, credo nel 2019, la prima impressione che ho avuto guardando Chernobyl è stata che tale sceneggiato, più che raccontare e mostrare l'imperizia, l'ottusità e la prevaricazione del potere e della burocrazia sovietici, lasci trasparire un significato ben più profondo, legato non al fallimentare "socialismo" da caserma russo, bensì all'attuale situazione storica in cui un solo modello economico domina la riproduzione sociale dell'intera umanità. In buona sostanza, la serie tv trasmessa in Italia da Sky mostra sottotraccia che viviamo in un'epoca nella quale il disastro non è localizzato in un punto del globo che, per quanto possa essere esteso, potrà comunque essere contenuto (sebbene al prezzo di un incalcolabile numero di vite umane). No, Chernobyl è la metafora di ogni luogo della Terra schiavo della logica storicamente determinata del Capitale. Chernobyl è ovunque non si scorga la contraddizione fondamentale tra
«valore d’uso e valore di scambio, dunque nell’ambito della produzione stessa [e, quindi,] la contraddizione tra il carattere globale delle forze produttive e la persistenza di un sistema obsoleto di stati nazionali» Olympe de Gouges
Questa cecità scientifica, in breve: il rifiuto della scienza di Marx fa, secondo me, il paio con le parole conclusive che il protagonista, lo scienziato Valery Legasov, pronuncia durante il processo e al suo epilogo:


«Ci sono già stato su un terreno pericoloso, ci sono tutt’ora su un terreno pericoloso, per i nostri segreti, per le nostre menzogne. Sono esattamente ciò che ci definisce. Quando la verità ci offende, noi mentiamo e mentiamo fino a quando neanche ricordiamo che ci fosse una verità, ma c’è, è ancora là. Ogni menzogna che diciamo, contraiamo un debito con la verità. Presto o tardi quel debito va pagato. Ecco cosa fa esplodere il nocciolo di un reattore RBMK, le bugie. »

«Essere uno scienziato vuol dire essere un ingenuo. Siamo così presi dalla nostra ricerca della verità da non considerare quanto pochi siano quelli che vogliono che la scopriamo, ma la verità è sempre lì, che la vediamo o no, che scegliamo di vederla o no. Alla verità non interessano i nostri bisogni, ciò che vogliamo, non le interessano i governi, le ideologie, le religioni. Lei rimarrà lì, in attesa, tutto il tempo. E questo, alla fine, è il dono di Chernobyl. Se una volta temevo il costo della verità ora chiedo solo: qual è il costo delle bugie? » Valerij Alekseevič Legasov

martedì 9 luglio 2019

Il passaggio all'elettrico


In Norvegia sono più avanti.

Sicuramente, durante il corteo funebre a piedi, si respira meglio a stare in coda al Tesla. E tuttavia, da un punto di vista ecologico, credo che il vecchio Fiat 132 a benzina della Misericordia paesana abbia avuto, complessivamente, nel suo arco di vita (credo sia stato rottamato), un minore impatto ambientale. 

domenica 7 luglio 2019

Porto Portese

La questione migranti/migrazioni è complessa - e io non ho certo le competenze per dirimerla. Al limite, similmente a come fanno i politici, posso dare un contributo per nascondere la polvere sotto il tappeto. La polvere della questione, non i migranti, beninteso.

Per limitarci al caso italiano e alla polemica circa l'assenza di una politica comune e alla mancanza di solidarietà tra i paesi dell'Unione Europea, la mia polvere sotto il tappeto è: l'Italia ceda la sovranità nazionale di Lampedusa e acque territoriali circostanti a beneficio di tutta l'Unione. In breve: Lampedusa divenga il primo territorio sovranazionale europeo ove sventoli la sola bandiera blu con le stellette. Di più: Lampedusa diventi la capitale d'Europa, vi sia ubicato il Parlamento e la sede della Commissione. 
Premesso che, secondo me, tale cessione territoriale sarebbe vantaggiosa per l'Italia anche a titolo gratuito, lo Stato, in cambio, potrebbe ottenere - con ragione - l'abbuono di una cospicua fetta del debito pubblico, oppure la concessione dello sforamento del deficit per un determinato numero di anni.

E se l'Unione europea non fosse interessata?

Si trovi un altro Stato disposto a "comprare". Magari uno degli stessi stati europei. La Germania, per esempio, potrebbe essere una soluzione: in fondo, in pochi anni, i tedeschi sono riusciti a inglobare la Germania Est, figuriamoci se in pochi mesi...
L'Inghilterra? Già sono stronzi a Gibilterra, lasciamo perdere.
Gli Stati Uniti? Difficile accolgano la proposta: hanno già un cospicuo numero di basi americane a gratis nel nostro paese.
E perché no Israele, che di tanti territori occupati ha bisogno... Lampedusa è sufficientemente kasher?

Ultimi ripieghi: Arabia, Emirati, Qatar? O anche: se la vendessimo alla Cina? 

Sarebbe uno scandalo? Ma perché? Che cosa fece la Repubblica di Genova con la Corsica? Non ditemi: "Facile, tu abiti a più di mille km in linea d'aria, non puoi capire". E cosa c'è da capire? Io penso, invece, che se fossi lampedusano mi sentirei più rassicurato se Europa si assumesse per intero la responsabilità dell'isola e delle acque territoriali.

Mmmh... vedo troppi storcere il naso: sarà meglio che smetta di spazzare, ché questo è un tipo di polvere che sotto il tappeto non ci sta.

venerdì 5 luglio 2019

Macché satira

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Makkox - non mi piace il tratto; ma soprattutto: non mi fa ridere. Sembra satira un gradino sotto al livello del Bagaglino (con tutto il rispetto per Oreste Lionello, Pippo Franco e Martufello). E fin qui è un problema mio, me lo gestisco io, e non pretendo che mi si aiuti a risolverlo.
Però, certe volte, oltre a non farmi ridere, certe vignette hanno il difetto di farmi parteggiare (per un attimo, sia chiaro, per un attimo) per il personaggio sbeffeggiato; perché, nel caso specifico: se è vero, com'è vero, che Salvini si è adombrato per la sentenza che ha liberato la capitana Rakete, non credo affatto ch'egli si sia rattristato a vedere Sassoli incaricato presidente del parlamento europeo. Anche perché tale conquista democratica e progressista non lo tange minimamente: Salvini, infatti, sebbene fosse capolista alle scorse elezioni, difficilmente lo si vedrà occupare i banchi del parlamento europeo presieduto dal piddino. E poi, suvvia, nonostante sia alla sua terza legislatura europea (tre volte tre candidato dal pd), Sassoli sta alla politica tanto quando Gigi Marzullo sta alla cultura. Brava persona, per carità, ma era meglio se tornava a fare il giornalista per Euronews.

mercoledì 3 luglio 2019

La faccio semplice

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Nell'attesa che siano smaltiti dalle strade della città, per non aumentare il numero e l'ampiezza dei cumuli di rifiuti, quali indicazioni dare ai cittadini romani per buttare al meglio la spazzatura?

Io un'idea a bomba (o bomba o non bomba) ce l'avrei.

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Certo non tutti gli immobili saranno al pianterreno, ma qualcheduno avrà pure l'ascensore, no?

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Mi è venuta in mente questa canzone:

Ma non ho visto mai nessuno buttare lì qualcosa e andare via.

martedì 2 luglio 2019

Più bella e più superba che pria


«La concorrenza fiscale genera esternalità negative che costano a livello globale 500 miliardi di dollari l'anno, con un danno stimato per l'Italia tra i 5 e gli 8 miliardi di dollari l'anno. Una concorrenza fiscale di cui, di fatti, beneficiano le più astute multinazionali pone le imprese italiane, soprattutto quelle piccole e medie, ma anche le grandi società la cui proprietà mantiene comportamenti fiscali lodevolmente etici nei confronti dei nostro Paese, in una situazione di grave disagio competitivo. [Per cui] è indispensabile, dunque, ritrovare un approccio strategico comune a livello europeo per porre fine alle distorsioni del mercato attualmente esistenti, assicurando che l'imposta sia versata nel luogo in cui gli utili ed il valore sono generati»

Oltre al dumping fiscale, secondo Rustichelli occorre correggere

«anche le pratiche di dumping sociale e contributivo che, favorite dalle delocalizzazioni, si sostanziano nello sfruttamento delle minori tutele previste per i lavoratori nei paesi dell'Est. [Pratiche che] appaiono ancora più inaccettabili quando incoraggiate attraverso l'utilizzo di risorse pubbliche che, anziché essere rivolte a promuovere lo sviluppo dei territori, vengono strumentalmente impiegate in danno di altri Paesi; ovvero quando la decisione di un'impresa di trasferire altrove la produzione venga assunta dopo aver ricevuto aiuti pubblici per effettuare investimenti produttivi».

- Sicuramente, la Relazione Rustichelli sarà il primo dei dossier che saranno posti all'ordine del giorno dall'appena insediato Europarlamento e della prossima Commissione europea. Sono certo che i leader europei saranno capaci di trovare un accordo che impedisca il dumping fiscale e, quindi, la malsana competizione tra Stati membri. Sono convinto che, in un breve lasso di tempo, queste storture saranno raddrizzate e che il Riformismo (con la erre maiuscola) riuscirà a riformare il sistema e saranno ritrovate coesione e comunità d'intenti che daranno nuovo slancio all'Unione europea che ritornerà più bella e più superba che pria.

- Bravo.

- Grazie.