mercoledì 28 agosto 2019

Sonetto d'amore perduto


Avevo della voce il timbro giusto
per dire più di quanto avrei voluto
se avessi dovuto pagare anche un tributo
per l'amore consumato assai con gusto.

Ma me ne stetti invece zitto e muto
ché amore mi aveva reso il cuore frusto
e ogni parola divenne fonte di disgusto
e l’animo mi stava in piedi con lo sputo.

Perché tu sparisti amore dalla mia faccia
come se qualcuno t’avesse sotterrata
senza che potessi darti un ultimo saluto?

Più tardi seppi che uno sconosciuto
ti portò lontano, in una città desolata,
tu al lavoro e lui a fare il magnaccia.

2 commenti:

Olympe de Gouges ha detto...

bukowskiana

Marino Voglio ha detto...

macchestoriatriste.