sabato 10 ottobre 2020

Cugini di campagna tutti

Ho una ricetta per cuocere a fuoco lento e una per cuocere a bagno, senza Maria Maddalena; sono convinto, tuttavia, che, se adottate, le misure (non quelle del Sistema Internazionale d'unità di misura) esse sarebbero un toccasana (sempre meglio toccare una sana) ed eviterebbero tante sanificazioni. Ad esempio: la bassa carica, io mi dico: tutti hanno il proprio caricatore, sicché, a meno di non averlo perso o lasciato a casa, basterebbe usarlo per avere una carica sufficiente e tranquillizzante gli standard normativi d'evirologia comparata, anche se gli scaricatori della Maersk non sono tanto d'accordo, quando, dimentichi della mascherina, si mettono in faccia il casco giallo o rosso per la sicurezza: «'a direttò: se ce ne dài anche di verdi, famo i semafori».

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In seconda superiore, il prof d'italiano e storia, il quale fu prodigo per la mia scarsa voglia di studiare, si mise a spiegare le differenze tra il sistema di produzione capitalistico e quello comunista. E fece un esempio: «Se nel capitalismo il valore d'uso è un effetto collaterale del valore, e dunque, anche se la società avesse bisogno di una merce questa non sarebbe prodotta se non garantisse al capitalista di fare profitti, nel comunismo tale merce sarebbe prodotta lo stesso, anche in perdita, ma non sarebbe una perdita, in quanto nel comunismo la produzione non è regolata dalle logiche del valore. Questo "astrattamente", giacché in URSS e nei paesi del socialismo reale, la cosa funziona solo per i bisogni dello Stato - e lo stato non è il popolo, bensì i funzionari di partito che lo guidano, per i quali le necessità da soddisfare, perlomeno quelle che hanno sempre la precedenza, sono quelle militari e poliziesche: "Più cannoni e meno burro" e per cena solo la lisca delle acciughe».
Ah, dimenticavo: il professore aveva una 131 Mirafiori celeste metallizzata.

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Nella Enciclica Fratelli tutti, Papa Francesco, ai punti 118, 119, 120 parla di «Riproporre la funzione sociale della proprietà». 

E giù applausi da sinistra (e fosse solo quella democristiana).

Ma hai voglia a ripetere che il mondo, il Creato, è di tutti, e che tutti debbono goderne, averne un pezzettino piccolo o grande che sia, e chi ha di più dia a chi ha di meno, e via discorrendo, perché non è giusto e su e su. Prediche inutili, quelle di Sua Santità, la quale si slarga pure a ricordare cosa disse in Sua precedente enciclica:
«la tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata», 
nella presente aggiungendo, a corollario, che 
«Il diritto alla proprietà privata si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società.»
Ma cosa si intende con funzione sociale della proprietà senza dire niente su un fatto molto semplice che, purtroppo, non sarà mai scritto in un'enciclica; ossia: proprietà privata di che? 

Secondo la dottrina cattolica, Dio ha creato il mondo per gli uomini, e la Provvidenza ha assegnato agli uni (pochi) molta proprietà, agli altri (la moltitudine) poco, quasi niente, forse solo l'aria per respirare. Ma se gli uomini seguissero i precetti divini, chi ha di più darebbe a chi ha poco o niente e tutti vivrebbero felici e contenti. Ecco qua il gioco della Creazione: medaglia d'oro al ricco generoso che fa la carità, medaglia d'argento al povero che la riceve. Ultimi i ricchi avari che tengono tutto in serbo. Non classificati, i morti di fame.

Va bene, Papa Francesco: facciamo quest'altro gioco. Siccome tu sei il rappresentante ufficiale di Dio in Terra, facciamo finta (ma mica tanto) che tutto il Creato appartenga alla Chiesa. Che cosa faresti per essere equo, giusto, solidale? Daresti ai fedeli un pezzettino ciascuno in comodato d'uso? E poi, fatta la distribuzione, contenti tutti? Sarebbe questa la funzione sociale della proprietà?

No.

La proprietà acquisisce una funzione sociale soltanto quando si riferisce alla proprietà dei mezzi di produzione. Dato che, questi mezzi di produzione, sono in mano privata (ma anche in mano statale, Cina e Russia comprese), essi avranno una sola funzione o scopo sociale: lo scopo di lucro. L'unico modo che la proprietà privata dei mezzi di produzione ha per farli fruttare è sfruttare il lavoro umano la forza lavoro.
«In questo senso, i comunisti possono riassumere le loro teorie in questa proposta: abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione».
Ma il Papa non è comunista.

Già.


2 commenti:

Olympe de Gouges ha detto...

bravo

Luca Massaro ha detto...

Detto da Lei, arrossisco.