sabato 21 maggio 2022

Mille Bolle


 Vada a scorreggiare dentro la vasca mentre fa il bagno, così esce il suo cognome.

giovedì 19 maggio 2022

Tenetela su, mi raccomando

Coop, un caldo pomeriggio di maggio. Sono quasi venti giorni che non è più obbligatorio indossare la mascherina nei supermercati ma, ciò nonostante, all'interno dei locali saremo forse un venti per cento a essere a volto scoperto (e dico forse perché ho la tendenza a contare per due ogni uomo e ogni donna che sono senza). 
Mentre giro tra gli scaffali, mi sento chiamare da una signora dal becco di pulcinella di mare. 
«Oh, maestro Luca, quanto tempo che non la vedo. Come sta?».
Sebbene la voce sia un po' distorta dal filtro effeffepidue, mi sembra di averla già sentita. Infatti.
«Sono la mamma di P. e D. che sono stati suoi alunni, si ricorda? Ho saputo che si è trasferito, non è più alla scuola di S.»
«Ah, sì, signora. Ricordo bene i suoi figli. Erano davvero bravi ragazzi, me li saluti. Sì, ho cambiato scuola. Adesso insegno ai grandi».
«Ah, peccato. I bambini, non solo i miei figli, avevano grande considerazione di lei, tanto che, quando c'era lei, erano sempre contenti di essere a scuola».
<Grazie, mi fa piacere. Mi creda: è dispiaciuto anche a me lasciare la scuola dov'ero. Ma vede, dopo lo scorso anno scolastico, il trasferimento era diventato una cosa necessaria: mi è impossibile continuare a insegnare a bambini e ragazzi a cui s'impongono delle regole assurde, insensate, contro ogni logica anche e persino sanitaria. Siamo rimasti l'unico paese al mondo in cui c'è un governo autoritario che impone di coprire naso e bocca ai propri studenti e io non voglio essere complice di questo abominio».
«Ho capito. Arrivederci».
E se ne va, senza aggiungere altro, sistemandosi, dietro le orecchie, gli elastici del proprio becco posticcio che nasconderà, sicuramente, una smorfia di disprezzo.

Io rivolgo lo sguardo agli scaffali e penso ai suoi figli, adesso grandi ma non maggiorenni, ai quali tutte le mattine ella si raccomanderà, anche con questi caldi, di tenere la mascherina sempre su, su, su...

 
P.S.
Per chi volesse farsi un'idea della condizioni tragiche in cui versa la scuola italiana, consiglio di ascoltare questo discorso di Elisabetta Frezza.



lunedì 16 maggio 2022

Ai disumani

Se voi foste abbastanza umani da capire
che siete disumani così tanto da perseverare
nel male che vi informa e nutre e che
le vostre azioni confermano senza posa,

allora cerchereste tutti i giorni
di mettere la testa dentro a un secchio
di mettervi una corda intorno al collo
di spararvi un colpo dove batte il cuore.

Siete così stronzi che la vostra digestione
non può produrre lo scarto che già siete
e perciò non vi fermate, per paura che subito
mosconi in volo si posino leggeri

sulla vostra putrefazione. Maledirvi
altro non resta, in senso proprio: dire
male di voi perché del Male siete
l'incarnazione. Solo quando sarete

sottoterra o trasformati in cenere
un po' di pace il girotondo terrestre
intorno al sole, a poco a poco,
nell'aere disammorbato dalle vostre facce

potrà riavere.

mercoledì 11 maggio 2022

Vedevo il mondo

Una volta vedevo il mondo 
un mondo che adesso sembra impossibile vedere; 
un mondo dove camminare era sicuro 
che la strada non diventasse una voragine.
Vedevo il mondo e, sebbene il dolore non mancasse, 
vedevo che la maggior parte delle facce 
si compiacevano di esistere in un'epoca in cui
si vociferava che la storia fosse finita e non avesse un seguito. 

Era caduto tutto, ogni muro - 
anche se in certi luoghi, a poco a poco, 
nuovi muri venivano innalzati. 
Ma in quel mondo le contese, 
tra gli opposti pretendenti al trono, 
non prevedevano di coinvolgere gli spalti; 
la lotta era tra maschere che, sul palcoscenico,
se le davano di santa ragione, 
facendo finta, beninteso, 
perché le bastonate di riflesso
piovevano sempre addosso a noi.

Noi che a poco a poco ci siamo trasformati
da popolo a pubblico, da spettatori 
che fiatavano sul collo ai gladiatori nell'arena
a telespettatori che al massimo ruttano
mentre i mentana, coi bigodini in testa,
fanno finta di domandare, di cercare la verità.

Dovevamo essere disabituati alla lotta, 
dovevamo essere definitivamente sedati
nel torpore del dopocena. 
E anche se sappiamo che il re è nudo
ce ne stiamo in panciolle, coi pantaloni della tuta,
a palle sciolte sul sofà.

D'altronde, ci sono i buffoni di corte ad agire per noi, 
a raccontarci storielle consolanti 
per farci ridere o per far piangere 
lacrime in diretta nel caso ci fosse
da sacrificarsi un po' e dare il nostro
contributo come richiesto dalla pubblicità.

[...]


sabato 7 maggio 2022

La cinquantunesima stella

Da quando gli americani hanno conquistato l'Italia, non l'hanno più mollata e non capisco ancora cosa aspettino, gli Stati Uniti, ad aggiungere una stella in più alla loro bandiera. Una stella mediterranea, senza tanti infingimenti. Almeno il popolo italiano potrebbe - per quel che vale (zero virgola che?) - avere la garanzia di votare ogni quattro anni, DiMartedì. E la si finisse una volta buona con questa storia di essere uno stato indipendente! Avete rotto i coglioni a forza di prenderci per il culo. E ora il non eletto, il messo lì con gli osanna del Capitale, servitù annessa applaudente, non nasconde neanche più con una finzione di andare là, oltre oceano, a prendere ordini, dispacci, comandi, sì signore, un inchino, tanto carino è questo funzionario. Era meglio quando i rapporti con l'Amministrazione yankee li teneva direttamente la mafia: almeno i mafiosi ottenevano qualcosa per il territorio, da bravi uomini d'onore. Questi facente funzione di stocazzo, mezzi uomini, piglianculo, ominicchi e quacquaracquà, che non valgono il pelo di un coglione di un lavoratore sospeso perché non ha ceduto al ricatto del certificato merda, devono decidere per un'intera popolazione come se ne avessero legittimazione morale e spirituale, e non solo la merdosa formalità del raggiro costituzionale. Fate schifo, tutti. Indegni di rappresentare quel che resta di una nazione imbambolata, di milioni di individui che ancora portano la mascherina come ebeti per rispetto. Rispetto di chi? Della merda inquinata che ci rappresenta? Ma ripigliatevi, datevi una scossa, bevete un cordiale, fatevi una pippa, ricordate che avete cantato anche voi La terra dei cachi e vergognatevi. E pentitevi. Ma soprattutto: spengete quella cazzo di televisione che vi rimbomba nel cervello falsità.

venerdì 6 maggio 2022

Trampolini

 « Le circostanze in cui è caduto il fascismo sono state poi tali da rendere completamente utopistico ogni spirito rivoluzionario. Non è possibile fare delle innovazioni radicali con la presenza delle truppe di occupazione. Il governo inglese e quello americano considerano il nostro paese come un possibile trampolino di lancio nella prossima guerra contro la Russia e hanno tutto l'interesse ad appoggiare i reazionari, loro eventuali alleati contro i comunisti. È vero. Noi abbiamo perduto la partita. Ma le carte che avevamo in mano non ci permettevamo di vincerla. »

Lettera di Ernesto Rossi a Gaetano Salvemini del 20 marzo 1946, in G. Salvemini, Lettere dall'America

mercoledì 4 maggio 2022

Polli d'allevamento

L'Italia è un paese che odio, diciamo olio, ch'è più unto e scivola meglio sui sentimenti che, auspicabilmente, dovrebbero essere il meno intensi possibile verso chi non si ama, verso chi si disprezza, verso chi non si vorrebbe aver niente a che fare e invece si ha che fare, dato che il caso ci ha piombato addosso quest'epoca e questa nazione regolata da disposizioni di legge che cozzano, ledono, rompono i coglioni al diritto di vivere la propria vita di bipede che non calpesta i piedi altrui.

Io li vedo, i miei simili, che ancora portano quello straccio pieno di microbi davanti alla bocca, impedendosi a una corretta respirazione. Li vedo - e ho pena per loro, mi mortificano, mi urtano il nervoso, li vorrei tutti mandare a fare in culo, ma non lo faccio, è un pio desiderio, Giusto. Però devo fare qualcosa. Che cosa? Cantare:

Cari, cari polli di allevamento
che odiate ormai per frustazione e non per scelta;
cari, cari polli di allevamento
con quella espressione equivoca e sempre più stravolta.
Immaginando di passarvi accanto
in una strada poco illuminata
non si sa se aspettarsi un sorriso
o un coltellata.
Dlin dlan, dlin dlon.

P.S.
Per i lavoratori costretti dai "prenditori" di lavoro a portare il cencio davanti alla bocca, sappiate: i protocolli d'intesa tra confindustria e sindacati non sono legge. Mandate a fare in culo e gli uni e, soprattutto, gli altri - i sindacani di razza padrona.

lunedì 2 maggio 2022

Mistero degli Esteri

« Superfluo, superfluo... Magnifica parola, e ben trovata. Più penetro in me stesso ed esploro con attenzione la mia vita passata, più mi convinco che questo termine risponde rigorosamente a verità. Superfluo, appunto. Termine che ad altre persone non si applicherebbe... Ci sono persone cattive, buone, intelligenti, sciocche, piacevoli e sgradevoli; ma non... superflue. Cioè, vorrei che mi si capisse: anche di costoro l’universo può fare a meno; ma l’inutilità non rappresenta la loro caratteristica principale, non è il loro tratto distintivo e, quando vi capita di parlare di costoro, ‘superfluo’ non è la prima parola che vi si arrampica sulla punta della lingua. Per quanto riguarda me, invece, altro non si può dire se non: superfluo; e fine del discorso. Una persona in sovrappiù: tutto qua. »

Ivan Sergeevič Turgenev, Diario di un uomo superfluo, (traduzione di A. Niero), Voland, Roma 2014

Domande produttive

 
« Le nuove guerre incominciano là dov'erano finite le precedenti. Anche se il punto di transizione non è perfettamente visibile, la transizione storica non solo è visibile ma si impone come risultato dei rapporti capitalistici. La sovrapproduzione di capitale, che è sempre sovrapproduzione di merci, trova nuovi sbocchi soltanto sovradimensionando il mercato. È inevitabile assistere alla risposta automatica, immediata, dell'intero ciclo di produzione, il quale comprende la guerra ».

dal Supplemento al n. 50 della rivista N+1

Per alcuni amici, chiedo: quanto incide sul pil nostrano la produzione di armi? Tale settore produttivo, che in questo periodo sta indubbiamente vivendo un momento di “vendemmia”, ha assunto un po' di disoccupati in cerca di lavoro? Se sì, con quale tipo di contratto? Indeterminato, determinato o a chiamata? Inoltre, l'organizzazione del lavoro nelle fabbriche di armi prevede quale turnazione? Quante ore al giorno fanno gli impiegati e gli operai e per quanti giorni a settimana? Gli straordinari sono graditi? Esistono i rappresentanti sindacali del settore? I lavoratori sono inquadrati come metalmeccanici? C'è uno spaccio aziendale, una mensa con le razioni K.? Avendo, la merce prodotta, delle caratteristiche particolari, occorre che la fabbrica sia sorvegliata da agenti della sicurezza che operano 24 ore su 24? Se sì, costoro hanno lavorato anche ieri, domenica primo maggio?

sabato 30 aprile 2022

Perennemente in moto

 « Nella primavera del 1950 [...] ero pronto a sistemarmi da qualche parte [tra Washington D.C. e New York, ma non in città], visto che stavano per arrivare i russi e presto la Bomba sarebbe caduta nella notte. Il popolo americano era ora sistematicamente terrorizzato dal governo. Gli scolaretti venivano istruiti su come “salvarsi” in caso di bombardamento. A scuola, avrebbero dovuto nascondersi sotto i banchi. A casa, i genitori venivano esortati a costruire dei ripari nei praticelli sul retro, oppure negli scantinati. La grande macchina americana della guerra, perennemente in moto, stava ora ronzando tranquillamente, e benché fosse ancora tempo di pace (presto avremmo avuto una vera guerra in Corea), Truman aveva istituito nuovamente la leva, cosa sconosciuta negli Stati Uniti se non in tempo di guerra. Le imposte sul reddito arrivavano al novanta per cento per sostenere i costi della difesa e mantenere l'arsenale della democrazia fornito di armi, per essere in grado di aiutare tutti quei piccoli paesi amanti della pace sparpagliati sulla terra, che loro volessero oppure no. Quando venimmo a sapere, a proposito degli accordi di Ginevra del 1954, che il popolo del Vietnam del Nord e del Sud avrebbe, con libere elezioni, votato Ho Chi Minh e per il comunismo senzadio, Kissinger disse frignando: “Non abbiamo forse il diritto di salvare un popolo da se stesso?”».

Gore Vidal, Palinsesto, “A casa sull'Hudson nella guerra fredda”, Fazi Editore, Roma 2000

venerdì 29 aprile 2022

Ho fatto una Scelba

 « Al generale Pièche, un piemontese in cui ha grande fiducia, Scelba ha dato venti giorni per preparare un rapporto completo sulla situazione dell’Arma e della polizia. Dopo aver ascoltato in silenzio la disastrosa relazione, chiede al generale che cosa pensa delle loro possibilità di reazione nel caso arrivi il peggio. Pièche (la sua risposta è nota) ribatte che non sono assolutamente in grado di fronteggiare un’offensiva e che se qualcuno tentasse un colpo sarebbe la fine. Meno noto, invece, il commento immediato di Scelba: “Infatti, – replica, – se io fossi comunista farei la rivoluzione domani”. »

Scelba

martedì 26 aprile 2022

Il penultimo capo indiano

Acquisto rubli, me ne bastano pochi, cento euro, una volta tanto voglio essere previdente nel caso debba attaccarmi alla canna del gas. 

Non avrei mai creduto che la storia in diretta mi facesse patire così tanto, che l'Italia soprattutto - lo Stato, le istituzioni, i partiti, i giornali, il mondo della cultura ufficiale - riuscisse a diventarmi così schifa e intollerabile. Io non mi sento italiano in quel senso lì, in quella appartenenza lì. Senza purtroppo e senza fortuna lo sono. Ma lo sono in quanto nativo, e basta. E cerco una riserva.

Ma come si fa, com'è possibile che il mondo delle relazioni umane, dei rapporti politici ed economici sia pressoché interamente gestito da folli testedicazzo senza un minimo di senso di umana compassione e benevolenza per i propri simili che dicono mamma, babbo, vaffanculo?

Domande inutili. Occorre disobbedire. In questo momento è l'unica azione che ritengo possibile. Il problema è che dovrebbero cominciare a disobbedire là dove la disobbedienza provocherebbe non dico un deragliamento (in questo momento non oso sperare tanto), ma almeno un rallentamento della macchina lanciata verso la catastrofe.

Domanda ingenua: perché la propaganda hollywoodiana, riguardo alla situazione di conflittualità e di rischio bellico mondiale, non produce film preventivi, ad esempio un rifacimento di The Day After? Anche se all'epoca, molti intellettuali ritennero che quel film non fosse altro che una metafora di quello che sarebbe accaduto agli Stati Uniti dinnanzi all'invasione commerciale dei prodotti made in Japan e al conflitto conseguente con la nazione del Sol Levante... E vabbè, sbagliarono paese d'Oriente, ma come sostiene Olympe de Gouges, la vera causa della crisi in corso, oltre che alla crisi sistemica del capitalismo, è dovuta a uno scontro tra imperi.

lunedì 25 aprile 2022

Letterina conculcata


mi spieghi perché coloro che inviano armi al governo banderiano ucraino – e che oggi sono venuti a portarti le ghirlande e a cantare con la banda Bella ciao – non inviano armi anche ai palestinesi e agli houthi? Perché palestinesi e houthi non trovano, ogni mattina, l’invasor, o forse perché essi non hanno intercessori presso le agenzie di rating, le quali mantengono il debito pubblico italiano un gradino sopra la discarica della spazzatura?

domenica 24 aprile 2022

Viva Wordpress

 Bloggerexit.

Anche se per un po' terrò i piedi in entrambe, ho messo piede in una nuova casa. Perché? Perché la lingua italiana ha otto articoli determinativi, e io mi sono rotto i coglioni di usarne solo uno. 

Forse il mio è un gesto romantico, di amore verso la forma blog. E di graduale dismissione di ogni altra presenza "social".

sabato 23 aprile 2022

Pregare San Giorgio

Poi scendesti dai monti a riportarmi

Questi sogni che fanno navigare avanti e indietro nel tempo e nello spazio di una vita che sembra composta dallo stesso essere che qui scrive e ricorda, appunto, come sul finire della notte, stanotte, sia ritornato per un attimo felice con colei che entrò in circolazione al posto dei globuli e del plasma, ma non delle piastrine ché infatti il cuore mi sanguina ogni volta che lei svanisce, al risveglio. Sdraiati, consolati io ad appoggiare le labbra su una coscia colorata dal sole, solleticando l'impercettibile peluria resa diafana dall'estate e dal sudore. Perché siamo sempre giovani nei sogni e disponibili a cavalcare i desideri come fossero delle furie domabili senza tema di cadere rovinosamente con il naso dentro una tazzina di caffè? 

Nonostante lo zucchero, stamani era particolarmente amaro.

E adesso via nell'umido a pregare San Giorgio.

venerdì 22 aprile 2022

Rifiutarsi alle deduzioni necessarie


Gianfranco Contini, Dove va la cultura europea?, 1946,
edizioni Quodlibet 2012


Com'è accaduto (e accade) per l'«emergenza» sars cov caz 2² 19-20-21-22...(?), anche riguardo alla crisi ucraina in corso, il mondo accademico e, più in generale, salvo rare eccezioni, quasi tutti gli intellettuali odierni muti se ne stanno sull'albero della cuccagna senza azzardare la benché critica all'andazzo politico sociale ed economico italiano ed europeo. Siamo circondati da reazionari, silenti i più, alcuni invece hanno pure la faccia a culo di brandire baionette dietro le telecamere ché dal vivo sono meno coraggiosi di essere testedicazzo quali sono.

Un allineamento alla volontà del regime del genere è impressionante: su settantamila docenti universitari, a parte un migliaio che firmarono un appello contro l'obbligatorietà del certificato verde per lavorare e studiare (appello finito nel niente, ahimè), soltanto in due (Francesco Benozzo e Paolo Villoresi) si sono rifiutati di mostrarlo e quindi soltanto costoro “hanno convertito in azione” la presa di coscienza di vivere dentro un regime autoritario e dispotico (per carità, dato che, dal primo settembre di anno scorso, ho lavorato e lavoro  mostrando l'infame tessera verde, non posso non rendere omaggio anche a quel migliaio di accademici che hanno firmato l'appello, hanno protestato e contestato la liceità di tali misure anti-democratiche, anti-costituzionali e contrarie ai principi basilari del diritto naturale).

Anche adesso, in riferimento all'invio di armi al governo ucraino deliberato dal governo e dal parlamento, tranne poche eccezioni, mutismo imperante. Nessun appello, nessun protesta, peggio: proteste al contrario. Dagli imbecilli che paragonano il governo ucraino alla resistenza partigiana, a quelli che censurano Dostoevskij e i balletti russi. Possibile che il mondo della cultura si faccia fagocitare dai Gramellini, dai Cazzullo e altre mezzeseghe di regime? Possibile che alcuno non si faccia promotore o mediatore di una protesta contro il governo e in favore della pace?

martedì 19 aprile 2022

Quando dagli altoparlanti il Drago parla di pace

Ma qualcuno che scende in piazza per protestare contro questo cazzo di governo c'è o non c'è? No, non tanto contro il greenpass, oramai lo avete digerito come un boa digerisce un'antilope (anche se avete qualche difficoltà a ricacarlo, vero, miei cari compatrioti?). Ma contro questa volontà di suicidio conclamata di adesione ai diktat della Nato, ossia alla volontà dell'amministrazione governativa degli Stati Uniti d'America di fare di tutto purché la guerra prosegua, senza dire né ahi, né bai... 
Possibile che ci si lasci precipitare nel dirupo senza provare a frenare neanche un po'? Ok, i freni sono rotti come il culo di chi ci comanda, ma vabbè, un po' d'attrito, suvvia, un po' di piedi puntati, di “No, non nel mio nome, perdio!”. Un po' di casino, insomma. Uno sciopero, due vetri rotti, qualche scuola occupata, uno schiaffo a qualche sindaco del cazzo che copre il David in piazza e fa parlare uno stronzo cocainomane in videochiamata.

Ordunque, ci si mobilita o no? O forse vige ancora quell'ordinanza della morgese che dava i daspo solo per stare seduti in piazza con due volantini? Ehi, ministro: noi coi volantini ci si fa due aeroplanini e si lanciano per l'aria, innocui e silenti aerei di pace. Non siamo piloti assassini testedicazzo come quei due piloti di caccia americani che tagliarono i fili della funivia del Cermis, ventiquattro anni fa. Giudicati in America. E assolti. E dov'erano di base? Do you remember? 

Anche il mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo... che mutismo. Ma Bono Vox è più morto di Berlusconi? Ve lo ricordate Berlusconi che fa la mitraglia? Bei tempi a parte: possibile che questo silenzio delle coscienze perduri? Possibile vi lasciate infinocchiare da guitti opinionisti prezzolati che vomitano bile e falsità a getto continuo ed arrivano persino a giustificare e a contestualizzare il concetto di nazismo?

Quando dagli altoparlanti il Drago parla di pace
i terrazzieri guardano le autostrade
e vedono
cemento fino a mezzo metro per
carri armati pesanti.
il Drago parla di pace.
Rialzando le schiene doloranti,
le mani grandi appoggiate ai cannoni,
i fonditori lo ascoltano.
I piloti dei bombardieri rallentano i motori
e ascoltano
il Drago parlare di pace.
I tagliaboschi stanno in ascolto nelle foreste silenziose
i contadini lasciano gli aratri e portano la mano all'orecchio
le donne, che recano da mangiare nei campi, si fermano.
Sul campo arato c'è un'auto con altoparlanti. Di lì
si sente il Drago esigere la pace.

N.B.
Abitando a sud dell'Alpi, mi sono permesso di sostituire l'Imbianchino con la voce: il Drago. Credo che Bertolt Brecht sarebbe d'accordo con me.

lunedì 18 aprile 2022

Il mio 5 per mille

Quello attuale non è un governo di merda, è peggio, giacché, se lo fosse, almeno concimerebbe qualcosa. Quello attuale è un governo asettico, sterile, come un laboratorio per la vivisezione.

Quest'anno, darò il mio cinque per mille alla LAV.

domenica 17 aprile 2022

Tutte fragili

« Agli uomini viene offerto un fascio di possibilità religiose. Tutte fragili. E l'uomo secolare vuole qualcosa che sia tutto suo. Ci sono varie vie. La più avvincente è il denaro. Ma anche questo non è risolutivo. Quando è molto, obbliga a disfarsene in notevole parte, generalmente per sentirsi buoni. Il denaro diventa una promozione per se stessi. Spesso è dedicato a fenomeni cosmici, come il mutamento climatico, che sopravanzano di gran lunga il possibile effetto del denaro di un singolo. Rimane solo l'impressione di essere buoni. »

Roberto Calasso, Sotto gli occhi dell'Agnello, Adelphi, Milano 2022 

venerdì 15 aprile 2022

È un problema solo mio?

“ Il problema, solo mio?, è più complicato, complicato da più gradi o
stadi di realtà; e volendo spiegarlo, io miro a qualcosa di assolutamente
reale in cui tutti gli aspetti della realtà che turbinano alla rinfusa lascino
presagire qualcosa di simile a una connessione. Perché cosa si può sapere là
dove una partecipazione è quasi sempre solo una partecipazione
(tele)visiva? Cosa si sa là dove si possiede un sapere a base di internet e
online, privo di qualsiasi sapere effettivo, che può nascere solo
dall'imparare, guardare e imparare? Cosa sa chi al posto di un fatto si trova
davanti unicamente all'immagine dello stesso, o, come nei notiziari
televisivi, a uno stenogramma dell'immagine, o, come nel mondo della rete
informatica, allo stenogramma di uno stenogramma?

Troppo rapidamente, anche in questa
guerra, erano stati stabiliti e fissati sulla carta per la cosiddetta opinione
pubblica mondiale i ruoli dell'aggressore e dell'aggredito, delle pure vittime
e dei soli malvagi.

Quale fronte di guerra offriva la «parte privilegiata»,
riguardo ad ammazzati e torturati, per raccontare e fotografare?

E in anni di resoconti di guerra,
sempre soffrendo realmente anche in seguito, e certo sempre di più,
assunsero manifestamente e docilmente gli atteggiamenti e le espressioni
sofferenti richieste per gli obiettivi e le registrazioni di fotografi e
giornalisti internazionali, istruiti, guidati, diretti da costoro. Chi mi dice che
sbaglio o che sono perfido se nella fotografia del volto di una donna che
piange a dirotto, chiusa dietro le sbarre di un campo di prigionia, non vedo
anche decisamente l'attenersi obbediente alle indicazioni del fotografo
dell'agenzia di stampa internazionale che staziona fuori dalla recinzione, e
persino nel modo in cui la donna si aggrappa alla rete un atteggiamento
suggeritole dal commerciante di immagini? Sì, può darsi che mi sbagli, il
parassita è nel mio occhio (il bambino, in primo piano nella foto, che piange
in braccio a una donna, sua madre?, e nella foto successiva è lontano in un
gruppo, tranquillo, in braccio a un'altra donna, la sua vera madre?): ma
perché non mi sono mai capitate sotto agli occhi - almeno qui, all'«Ovest» -
queste immagini così accuratamente inquadrate, studiatissime e appunto
come esibite di una vittima di guerra serba? Per quale motivo i serbi in
quelle condizioni non sono quasi mai stati mostrati in primissimo piano, e
quasi mai singolarmente, ma quasi sempre come gruppetto, e quasi sempre
sul mezzofondo o in lontananza sullo sfondo, proprio «sul punto di sparire»,
e anche quasi mai, a differenza dei loro compagni di sventura croati o
musulmani, con lo sguardo fisso e dolente verso la macchina fotografica,
ma girato da parte o puntato a terra, come consci delle loro colpe? Come
una stirpe estranea? - O come troppo orgogliosi per mettersi in posa? - O
come troppo tristi per farlo?    

Peter Handke, 
Un viaggio d'inverno ai fiumi Danubio, Sava, Morava e Drina
ovvero
Giustizia per la Serbia
Einaudi, Torino 1996

mercoledì 13 aprile 2022

Un rêve Ardant

Per circostanze poco chiare, anzi: del tutto oscure, mi trovavo in auto con quello che avrebbe dovuto essere mio suocero (ma non era), per andare a un appuntamento che ci avevano dato certi loschi figuri per risolvere non so bene quale controversia o sgarro che colui che avrebbe dovuto essere mio suocero (ma non era) avrebbe fatto a loro. Dopo aver parcheggiato la macchina, accompagnati da un anziano signore dall'aria apparentemente mite, saliamo le scale di una palazzina situata in una periferia semibuia di qualche imprecisata città. Io ero un po' diffidente a entrare in quella casa, ciò nonostante sembrava non ci fosse altra scelta se non la fuga. 

Nell'appartamento, tuttavia, niente sembrava contribuire ad aggiungere, o a togliere, preoccupazione per l'intera faccenda. Una parziale rassicurazione me la dava la presenza di un ex compagno di studi delle medie, un ragazzo simpatico che di soprannome chiamavano tutti il Lupo.

Nella casa tutti siamo restati in piedi, tranne il Lupo, che si fumava una sigaretta appena rullata, tranquillo, con il gomito e il posacenere sul tavolo. L'anziano signore, sul quale un ghigno sinistro ha preso il posto dell'aria mite, ha iniziato a farneticare qualcosa di un mancato accordo o di un danno subito da riparare. Non so perché, ma ho temuto che egli, da un momento all'altro, potesse tirare fuori un'arma, non necessariamente da fuoco, piuttosto un coltello o non so. Mi sono quindi allontanato e mi sono avvicinato al Lupo che continuava a fumare, indifferente. Un po' troppo vicino, ahimè, giacché lui, facendo finta di porgermi la mano, mi ha punto sul dorso della mia con una puntina che teneva nascosta tra indice e medio della sua non impegnata dalla sigaretta; l'ho guardato dicendo «Cazzo fai?». Lui, con aria sconsolata, ha risposto: «Mi dispiace», e forse preso da un rimorso, mi ha dato un piccolo foglietto con le scritte minuscole, ripiegato come un bugiardino, che subito ho aperto per leggere: “Veleno di geco del Madagascar”.

«Cazzo è?».

«Se non trovi un antidoto, tra dodici ore, purtroppo, morirai».

«Che cosa mi hai fatto? Perché lo hai fatto?», niente: domande inutili.

Senza attendere alcuna risposta, sono scappato via, solo, senza badare a colui che credevo fosse mio suocero, ma non era; in breve, ho raggiunto il Pronto Soccorso ma non avendo effetti visibili altri dal panico, mi hanno assegnato un codice verde e di mettermi in attesa. Attesa di che? Porca puttana, ho un veleno in corpo, che cosa devo attendere? Mi sono ricordato, allora, che vicino a dove mi trovavo abitava un pranoterapeuta, che si riteneva avesse poteri particolari: la disperazione fa credere a tutto. Così, a passo svelto ma senza correre per non aumentare il battito cardiaco più del necessario, sono andato da questo “dottore”.

In pochi minuti ho raggiunto il quartiere dove credevo abitasse; e infatti l'ho trovato seduto in un terrazzo condominiale in compagnia di altre persone, un po' distaccato mentre leggeva un libro. Da sotto il terrazzo gli ho fatto dei cenni e lui, un po' contrariato, si è alzato e mi è venuto incontro, ma la voce, la voce: non riuscivo a parlare. Allora gli ho mostrato il biglietto e la mano punta che stava diventando viola. Si è allarmato, mi ha preso per un braccio e trascinato verso il suo studio per mezzo di uno strano ascensore che saliva lentamente i piani a spirale. Lo specchio interno rifletteva le nostre figure e, d'un tratto, la sua faccia è diventata quella di Fanny Ardant che ha spalancato un sorriso prima che chiudessi gli occhi e poi li riaprissi per capire che era un sogno.

lunedì 11 aprile 2022

Quelli che portano via il gas dalle caldaie

In conclusione di un suo articolo pubblicato oggi da qualche parte (che non linko, per educazione), la giornalista Milena Gabanelli scrive:
«le sanzioni nel loro complesso stanno isolando Mosca e provocando qualche danno alla sua economia, ma ampiamente compensato dall’export di idrocarburi di cui la Ue, e in particolare Italia e Germania, ha drammaticamente bisogno. La partita cruciale alla fine può giocarla solo l’Unione Europea, decidendo se a farci più paura è la barbarie e la fine dello stato di diritto o un periodo di forte austerità. Nella risposta la soluzione».
Poi ho letto Brecht:

Quelli che portano via la carne dalle tavole...

insegnano ad accontentarsi.
Coloro ai quali il dono è destinato
esigono spirito di sacrificio.
I ben pasciuti parlano agli affamati
dei grandi tempi che verranno.
Quelli che portano all'abisso la nazione
affermano che governare è troppo difficile
per l'uomo qualsiasi.

Breviario tedesco, in Poesie e canzoni, Einaudi 1959, traduzione (credo) di Franco Fortini

domenica 10 aprile 2022

Forever young

Un sabato, un città, una piazza antistante la stazione, alcune bandiere, un convegno autorizzato sicuramente dalla questura previa richiesta, un microfono, due altoparlanti, un banchetto per raccogliere firme per una diffida contro alcuni sindaci e per una denuncia contro un dirigente scolastico che ha paragonato, in un'intervista pubblica non smentita, gli insegnanti sospesi a degli evasori fiscali. Ci sono alcuni interventi, poi parla un avvocato su un altro argomento d'attualità: come rispondere alla raccomandata che richiede, a coloro che hanno superato i 50 anni, di adempiere all'obbligo di vaccinazione anti sars cov 2. Indicazioni molto pratiche, tutte basate sul fatto che - chi vuole - può essere in grado di rispondere da solo, sempre dentro i termini della legalità. Una cinquantina di cinquantenni ascoltavano con attenzione, in piedi, in semicerchio. Nell'area vuota d'asfalto formata tra loro e l'avvocato, mentre l'avvocato parlava, ci passavano dentro giovani, poco più che adolescenti, tutti in gruppo, con aria provocatoria, imbambolati probabilmente dalle loro vasche melliflue nel corso cittadino. Uno di loro, con una leggera peluria adolescenziale sopra il labbro, per mostrarsi audace, grida “Viva Salvini”, mentre altri ragazzini del suo gruppo, più distanti, sghignazzando sotto la mascherina (che portano pure all'aperto), lo osservano compiaciuti. Qualche convenuto avrebbe desiderato prenderli a schiaffi, ma perché compromettersi per questi stronzetti?

Ignorare è la miglior soluzione, perché in questo caso uno schiaffo sarebbe stato tutto fuorché educativo, forse solo liberatorio lì per lì, ma controproducente poi. Picchiare un minore? O sarebbe stato meglio picchiare il genitore? O i suoi insegnanti? 

« Quanto è nostra responsabilità [di noi adulti] se intere generazioni di ragazze e ragazzi - sacrificati dalle scelte di Stato, criminalizzati da tutti [come untori], colpiti duro in quello che è più importante (il cameratismo, il confronto con gli altri, la libertà di muoversi, il sesso) - non hanno mostrato un minimo fremito non dico di ribellione, ma almeno di insofferenza, o di reclamazione rumorosa dei propri diritti?¹»

Che cosa abbiamo sbagliato se i giovani di oggi non si sono incazzati contro il regime e, in non pochi casi, sbeffeggiano quei pochi che lo fanno?

Senza tornare troppe decadi indietro: se vent'anni fa, o giù di lì, i giovani scendevano in piazza per protestare contro i potenti e reclamare un altro mondo ‘possibile’, perché adesso no, non ci sono o ci sono soltanto quelle poche decine di borghesucci confezionati dal regime, con le trecce e il motoscafo di Casiraghi?

Dove cazzo sono i giovani, oggi?

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¹ Andrea Miconi, Emergenza di stato, 2022

martedì 5 aprile 2022

Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti

« Che cos'è la verità, di cui il testimone testimonia? Non il dato nella sua fattualità non linguistica, in sé oscuro e impenetrabile, né il nome che meramente lo significa, altrettanto in sé chiuso a ciò che nomina. Eppure è proprio a queste due incomunicanti astrazioni che si dirigono i discorsi e le opinioni degli uomini parlanti, ogni volta dimentichi di ciò che è in questione nel loro essere parlanti. I parlanti si dividono così in ideologi, che caparbiamente ricercano i fatti, considerando puramente accessorio e, come si dice, superstrutturale, il loro essere nel linguaggio e in comunicativi, per i quali la notizia - il medio - si è interamente sostituito alla cosa. »

Giorgio Agamben, Quando la casa brucia, Giometti & Antonello, Macerata 2020

Che cosa significano, che cosa testimoniano i morti per le strade dell'Ucraina? Reclamano vendetta? Chiedono che i loro carnefici - chiunque siano - muoiano a loro volta? Sono loro che parlano o sono i parlanti che s'impossessano delle loro voci? Inoltre: i morti hanno voce solo se sono tanti e ammucchiati? Se sono isolati, nascosti, sparpagliati non hanno voce, quindi non testimoniano, non significano niente? Nell'Europa che voleva - un tempo, ora forse non più - dichiarare le proprie radici cristiane, c'è ancora chi ha la capacità di comprendere la frase evangelica «lasciate che i morti seppelliscano i morti»? Perché tutti quelli che comandano o diffondono notizie tengono fisso lo sguardo sui morti e non si preoccupano mai, o poco o comunque in terz'ordine, di trovare una soluzione perché ci non ci siano più morti ammazzati ma che la gente continui a morire tranquilla di morte ‘naturale’ magari dopo gli ottanta? Oppure: considerato che la guerra è una tecnica politica che produce una grande quantità di morti, perché non escogitare altre forme di combattimento meno pericolose?

I morti... fanno tanto comodo ai vivi. In particolare quando ancora non sono seppelliti o, al massimo, quando, in fila indiana, dentro carri funebri militari, nella notte ma con le telecamere che li riprendono, stanno per essere condotti al cimitero. Neanche più all'obitorio, ché non si avesse a scoprire di cosa e come sono morti, i morti. Tanto ci sono i vivi che lo raccontano e che li contano, i morti,  bollettini su bollettini, fingendo pietà.

sabato 2 aprile 2022

Non c'è più niente da capire

È inutile convincere gli altri a vergognarsi quando gli altri credono di avere pensieri vestiti

Un tal Lucas, Aforismi e pompini, edizioni Alterlucas 2022.

Ammesso e non concesso che lo abbia mai fatto, da un pezzo non riesco più a scrivere per spiegare. La mia vocazione anti-pedagogica è emersa, inesorabile, soprattutto da quando «non c'è più niente da capire», e quindi da spiegare. Quello che è dato in sorte vivere (la storia sociale che si compie) è chiaro davanti agli occhi di tutti, basta fare lo sforzo di tenerli aperti, ovvero di non chiuderli o mettersi davanti due bende, anzi: due mascherine effeffepiddì. 

Chi sono gli scherani, gli sciacalli e i farabutti, oramai, dovrebbe essere chiaro per tutti. Bastano un paio di kapò dipartimento per mostrare come si possa essere, non solo più realisti del reo re, piuttosto più stronzi della merda (chimica) che li nutre e sostiene.

E poi, ci sono i bravi diesse del popolino dirigenziale, finora compatti e solerti nell'eseguire le linee di comando anti-umane del governo, i quali, storcendo il muso davanti alla scelta governativa di far rientrare al lavoro docenti che, liberamente, hanno preferito non sottostare all'obbligo che li riguardava, sostengono «ah, ma è diseducativo! così si incentiva chi non rispetta le regole! [quante tegole nel capo farei loro cadere in testa]; è come con i condoni che premiano gli evasori o per chi edifica abusivamente!»... Eh, no, teste di cazzo, no: chi è stato sospeso perché non si è voluto "vaccinare" contro il sars-cov2-caz-19, 20, 21, 22 e tombola, non è un evasore o un consumatore abusivo del suolo patrio, stronzi. Non lo è perché semplicemente ha pagato subito sulla pelle (essere sospeso dal lavoro e senza stipendio) il non essersi sottomesso al Decreto Regio di uno Stato un tempo repubblicano. Non ha infranto leggi, le ha solo subite. Non ha piegato la testa, ha tenuto la faccia libera e vi guarda e non dice nulla, se non commiserare la vostra miseria umana.

Fate schifo. E se dovessi un giorno fare schifo come voi, possa averne contezza, sì da mettere la faccia dentro al cesso e tirare lo sciacquone. 

martedì 29 marzo 2022

Che cos'è la servitù

Per quanto non serva a nulla scrivere, scrivere deve servire a nulla. Soprattutto questo che non serve, non è servitore, non ha un padrone, nel senso che non è uno scrivere al servizio di Chicche e Sia. Beninteso, non perché non possa diventarlo: se, per esempio, il ministero della propaganda mi offrisse, a stretto giro di posta, degli emolumenti via paipalle, farei come quelli del Il Manifesto e scriverei credendo che scrivere serva a qualcosa, al governo per l'appunto, e infatti. E ho detto apposta Il Manifesto, “quotidiano comunista” che, nel sito online, a metà scorrimento, in bella posa, riporta i dati di oggi rilasciati dal governo. I dati di che? S'intuisce ma non si dice: sparito il soggetto, restano le cifre, i + e la %

È o non è servitù questa? Non ditemi che è servizio pubblico perché vi strappo dodicimilaottocentoventidue peli pubici.

Scrivere non serve a niente, non serve niente, se non a dare dati, con le dita, plurale di dito: il mignolo per le orecchie, il pollice per la bocca e il medio non lo so.

sabato 26 marzo 2022

Rimettete una S in fondo al PD

In un muro paesano sul quale, di solito, sono affissi annunci funebri, stamattina ho visto incollato questo manifesto:



e ho pensato al Fattore Sigma che calcola la percentuale di stupidi presenti in un sistema sociale. 
Secondo il professor Carlo M. Cipolla, che lo ha analizzato e definito, esso è «una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana». Egli distingueva anche, a questo proposito, la differenza tra banditi e stupidi. Se i primi arrecano danno alla società, per trarre essi stessi beneficio dalle loro malefatte, gli stupidi, invece, causano danni agli altri senza, al contempo, realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita. 
Nel caso della stupidità del Partito Democratico (ma anche degli altri partiti che assicurano la maggioranza al governo Draghi), il problema è che le perdite le fanno subire all'Italia e ai disgraziati cittadini che la abitano. 

Altro caso di stupidità in cui mi sono imbattuto:


O Regina della Pace, abbi pietà di noi.

mercoledì 23 marzo 2022

Uniformati in uniforme

«Il popolo inglese ritiene di esser libero: si sbaglia di molto; lo è soltanto durante l'elezione dei membri del parlamento. Appena questi sono eletti, esso è schiavo, non è nulla». 
Jean Jacques Rousseau

Ai tempi del berlusconismo, se pur di cartapesta, esisteva un blocco politico e culturale che vi si opponeva e dava l'impressione - a chi soffriva di Berlusconi il regime - di avere a disposizione, in qualche modo, una sorta di spazio in cui trovare e, per alcuni, esercitare la critica e che questa avesse legittimità e visibilità pubblica (mediatica) e in patria e all'estero (con una punta di commiserazione, perché il fenomeno Berlusconi poteva accadere solo nel nostro “disgraziato” paese). Il culmine fu la vicenda Ruby e l'avallo parlamentare che la giovine fosse la nipote di Mubarak. Dopodiché, da Monti a Draghi - pur avendo rinnovato (!) il Parlamento per ben due volte -, non si è più avuta una netta separazione tra le parti, tutto si è andato amalgamando e uniformando, a livello politico e culturale, e anche la cosa chiamata movimento di corpo cinque stelle, ad altro non è servita che a far convogliare in un contenitore-trappola quel malcontento nei confronti dei cosiddetti partiti tradizionali, per farlo fermentare e digerire dal potere e renderlo innocuo come uno stronzo che cade e fa plof dentro la tazza del cesso (attenti allo schizzo di ritorno). 

Adesso è sparita persino la cartapesta: è tutto livellato, a parte qualche ininfluente escrescenza di alcuni che in vario modo, e con scarsi risultati, tentano di opporsi. Non esiste più un giornale-partito, non esiste per la verità nemmeno un partito: là dentro i luoghi del potere si è tutto uniformato, informati come sono dalle medesime esigenze di sopravvivenza, indifferenti alla diversità di opinioni e al fatto che non rappresentano il popolo, ma se stessi e gli interessi della classe sociale dominante che non finge più di dividersi in fazioni e colori, tutto è mascherato, tutto è diventato effeffe P2.
Anche sul piano artistico: ci sono comici, satirici che sbeffeggiano il re e i principini di turno? C'è un Nanni Moretti che porta a Cannes il Caimano? No, non c'è. Nessuno osa dire qualcosa che vada contro lo schifo attuale. I signorini e le bellefiche digeriscono tutto: che stomaco che hanno. O non ce l'hanno: ingoiano e cagano direttamente i loro sorrisi in tv.

domenica 20 marzo 2022

Equinozio di primavera

Avevo tra le mani qualche cosa
non sapevo riconoscere cos'era
giravo e rigiravo quella cosa
e non sapevo che fosse primavera

È spuntata così tra le mie dita
come sole tra nuvole improvviso
che taglia le ombre - e una ferita
accarezzava di luce tutto il viso

Ho chiuso gli occhi e immagini confuse
scorrevano veloci nella mente
ma non riuscivo a dare al film un senso

Allora ho respirato in modo intenso
per godere quel momento pienamente
e coi profumi che portava il vento 
                                             [sentirmi niente.

giovedì 17 marzo 2022

Zia non è nazi

Senza entrare nello specifico del perché alla famiglia Agnelli (al gruppo GEDI, alla fcsalcazzoche) convenga imporre una linea editoriale che criminalizza Putin e fomenta l'interventismo americano, a margine vorrei chiedere se vi ricordate l'attuale direttore di Repubblica, Maurizio Molinari, quand'era corrispondente de La Stampa (e frequente ospite dei tg e talk show) da N.Y o da Tel Aviv ai tempi della Seconda Guerra del Golfo. Io me lo ricordo molto bene, con quella dizione da Panda turbodiesel in rodaggio, senza collo incarognito a esaltare le sagge strategie militari americane, a giustificarne l'intervento perché Saddam aveva il gas nervino, a gongolare insieme a tutti i foglianti (giornalisti de Il Foglio) che, da bravi atei devoti, tifavano la crociata di san Bush. Io me lo ricordo così bene che capisco anche il perché del suo curriculum.  Il problema è che, in questa contingenza di mercato editoriale drogato dai finanziamenti governativi, non conta un cazzo se Repubblica (come gli altri quotidiani) vendano poche migliaia di copie, rispetto alla tiratura di venti anni fa. Se ne fregano.
Se ne fregano se hanno ridotto il giornale che fu di Scalfari (finché fu Scalfari), Sandro Viola, Mario Pirani, il Pansa della prima ora, Giorgio Bocca, Bernardo Valli eccetera a un giornale così schifoso.
Il problema, secondo me, è capire come i media tradizionali, sebbene abbiano un calo, non solo di credibilità, ma anche e soprattutto di lettori e spettatori, abbiano ancora una così alta capacità di condizionamento dell'opinione pubblica. Come fa, per esempio, un Mentana a convincere un impiegato del catasto, un collaboratore scolastico, un imprenditore del cuoio, la casalinga di Busto Arsizio e un disoccupato di Canicattì?
Lo so, sono un ingenuo che misura con un metro sbagliato, un metal detector da "puzzetta sotto il naso" che, ahimè, riconosce il fiato di benzene lontanamente (fosse merda, non sarebbe un problema). I memi del potere hanno una incalcolabile capacità di rimbalzo nella mente del popolo. Sono sufficienti ballerine e ballerini de La 7, con monotone piroette, a informare le menti che desiderano essere infornate e cotte senza troppi sforzi e ragionamenti in più. 

lunedì 14 marzo 2022

Esame finale

Mi è giunta voce che stamani qualcuno si è buttato sotto al treno e che questo abbia provocato forti ritardi al traffico ferroviario della linea locale. Non mi è giunta voce di alcun passeggero, visibilmente irritato dei disagi provocati dal blocco dei treni e dai conseguenti ritardi, che si sia per un attimo preoccupato per chi si è fatto arrotare e perché, se avesse un nome, un indirizzo, una tessera sanitaria, un certificato verde anti covì. 
E chissà se, da qualche parte, quella persona che si è fatta arrotare dal treno - un treno merci di quelli che passano veloci dentro le stazioni senza fermarsi - avrà lasciato un biglietto con delle spiegazioni e qualche saluto, magari pure delle disposizioni per il suo corpo sfracellato, raccattato chissà come dagli addetti al recupero salme sfracellate dai treni. Chissà se le Ferrovie dello Stato hanno un reparto apposta ai recuperi di brandelli umani dispersi lungo le vie ferroviarie; e, se sì, se per entrare a occupare quei posti, gli addetti abbiano dovuto seguire il corso di specializzazione, su base semestrale, dal titolo: “Il recupero dei corpi umani arrotati dai treni: dalla scomposizione alla ricomposizione del cadavere”.  Mi pare sia tenuto alla Bicocca e alla Luiss. 
Povera persona che si è buttata sotto al treno stamani, chissà con quali pensieri nel cuore, con quale digestione di quale ultimo pasto, quale sapore in bocca e quali suoni nelle orecchie abbia avuto, quali profumi e quali carezze si sono orchestrati nella sua mente per offrirgli gli ultimi scampoli di vita. E poi il treno è passato sopra il suo corpo e lui, o lei, un attimo dopo non c'era più. 
C'è rimasto quel corpo completamente disfatto e i ritardi dei treni e gli umori della gente incazzata ché faceva tardi al lavoro, a scuola o era pronta per partire e fare una gita a cento giorni dagli esami di maturità. Chissà se lui, o lei, aveva fatto la maturità. O se era questo il suo esame finale.

I piatti tremano

Venerdì sera, più o meno verso le 20, mentre cenavo con la mia famiglia, per un attimo i piatti sono tremati al passaggio di un aereo a bassa quota. Non so dire se fosse un aereo militare e se esso trasportasse armi in Ucraina. Ma se così fosse, non esito a definire pazzo e criminale chi, nel governo, ha dato l'ordine di farlo decollare. Pazzi e criminali che sanno dove ci stanno portando.


sabato 12 marzo 2022

Economia di guera

Cari compatrioti, 

provate un attimo a pensare (lo so, anche un attimo è tanto): se invece di affannarci ad assaltare i supermercati, andassimo al municipio - ognuno nel proprio comune di appartenenza - a bussare all'ufficio del rappresentante locale delle istituzioni, a chiedere al primo cittadino, democraticamente eletto, che chiami d'urgenza il prefetto, rappresentante ufficiale del governo per ogni provincia, sì che tutti i prefetti delle province ricevessero dai sindaci italiani un messaggio da riportare al capo del governo, questo: «Noi cittadini italiani non ci vogliamo abituare a un'economia di guerra perché non vogliamo e non possiamo entrare in guerra (art. 11 della Costituzione); a tu, Draghi Mario, che invece vuoi abituarti all'economia di guerra e vorresti imporla alla nazione diciamo: ingoia una bomba a mano».

giovedì 10 marzo 2022

Strappo alla regola

La verità è come il sangue:
ci permette di vivere,
ma non dovrebbe mai venire alla luce.

Valerio Magrelli, “Un'eccezione alla regola”, in Exfanzia, Einaudi 2022

Se potessi avere una possibilità, anche minima, di potermi avvicinare alle facce di chi comanda, mi farei crescere le unghie, perché non sogno pugni o schiaffi, o fucili a pompa, no: il mio è più un desiderio di oltrepassare la barriera di cerone per mostrare al pubblico che, sotto quella pelle tirata a lucido, non c'è sangue, non c'è luce, non c'è verità.

lunedì 7 marzo 2022

Quanti pollici

«Mi sono stufato»,
disse uscito dal forno
mistificatorio della televisione
dove il cerone
non camuffa 
le dichiarazioni porno
dei parlanti che
tra una falsità e l'altra
devono dare spazio
alla pubblicità.

Allora la prese di petto
come fossero poppe rifatte
come i sedani ma meno buone
e, dopo averne afferrato
i pollici con i pollici,
la condusse sul ciglio del monte
e la gettò giù dal precipizio
proprio mentre passava
una ruota di scorta
di un suzuki euro tre.

Tornò a casa e sentì un vuoto:
lo riempì con quello che c'era
in frigo: un limone strizzato
una crosta di parmigiano
due carote senza prepuzio
e finse che tutto fosse finito
tutto fosse andato bene
ritornato al suo posto
tutto, tranne quel buco alla parete
dove si fingeva la vita.

E restò a fissare quel buco
e dentro ci respirò contando
i secondi, quattro per l'inspirazione
e sei per l'espirazione
e, in quei due secondi di vuoto,
decifrò il mito della caverna
si disse coglione
si toccò l'altro
eruppe e cantò
nel blu dipinto di blu,



mercoledì 2 marzo 2022

Laudate omnes gentes

L'unica cosa che penso 
non è unica, non ha un senso
unico, ne ha tanti, tanti
quanti sono i lumi 
dei misteri gaudiosi
in cui si contempla
l'annuncio che le anime
saranno salve, saranno
salutate a salve dai cannoni,
dai boati a vuoto, dai rintocchi
di campane a morto, da voci
tonanti e intonate che cantano
laudate Dominum.

Lasciate la terra in pace, uomini:
non sputate i vostri catarri armati,
non siate spietati, abbiate pietà:
date al vento la colpa,
il vento alle nuvole,
le nuvole alle pioggia,
la pioggia ai fiumi e ai mari
e così via: ché la colpa trasmuti
da una verginità a un'altra
e non sia ipostatizzata
come Iddio che vi guarda
e scuote la testa, sconsolato
come un padre qualunque
quando s'accorge che ha generato
una testa di cazzo.

martedì 1 marzo 2022

Agonie inutili

Non sto bene, anche se sto bene, tutto sommato; non patisco la fame, o le bombe; al momento neanche farmaci in corpo che non vorrei assumere per la patria, nemmeno le bombe vorrei per quello, purtuttavia, il Drago che ci governa impone certe cose che mi aggrinzano lo stomaco, aggravano la respirazione, e stringo i denti come quando sfrego le unghie contro l'ardesia della lavagna.
I miei genitori, miei ultimi testimoni del tempo dell'ultima guerra, sono morti e mi sento tanto orfano, sebbene sia io stesso, a mia volta, genitore. Quando, da giovane, vivevo alla televisione gli accadimenti bellici, mi sentivo in un certo senso meno insicuro, forse perché loro la guerra l'avevano vissuta. Così come l'aveva vissuta, almeno nei ricordi, chi allora ci governava. Adesso sono tutti ominicchi senza memoria, senza un minimo di senso dello Stato svincolato - anche solo per cinque minuti - dalla sua condizione di Cliente del Grande Impero.
Più che altro mi sento incapace di rappresentare la figura di qualcuno che sappia almeno trovare un appiglio, una giustificazione, una scusa per quello che sta accadendo. Forse l'unica maniera seria con la quale potrei dimostrare concretamente quello che penso, sarebbe avere per un attimo l'opportunità di prendere per il collo i becchi d'oca del governo che vanno in parlamento a conferire perché l'articolo undici della costituzione non conta una sega, tanto quanto non contano gli altri, non conta un cazzo di nulla, e chi comanda fa quello che cazzo gli pare. Oh, quanto vi vorrei sbranare...
Che agonia! Ma forse è meglio così: data l'insignificanza fottuta di essere umani, provo ad aspettare Godot a modo mio, concentrandomi pochi minuti al giorno sul filo del respiro, l'atto esistenziale primario, quello che ci inaugura al mondo, con un pianto e un lamento e la richiesta di un seno o un rifugio (non anti-atomico: quelli sono già tutti occupati) al quale ci si attacca per essere nutriti e consolati foss'anche solo per un po'. 
«Voilà l'homme tout entier, s'en prenant à sa chaussure alors que c'est son pied le coupable». 
Sameul Beckett, En attendent Godot  

 

domenica 27 febbraio 2022

Fare schifo

 «L'Istituto Scolastico Statale XYZ è vicino all’Ucraina e in particolare tutti gli studenti ucraini, in questo momento di grande crisi e di profondo dolore della popolazione ucraina. Insieme per dire NO alla guerra.» Questo il messaggio che circola in molte scuole pubbliche d'Italia. Nessuna anima bella che, con le mutande arcobaleno, pensi agli studenti russi, neanche a quelli che magari protestano nelle piazze russe contro la guerra; e nemmano agli studenti del Donbass, perseguitati dagli ucraini stessi. E figuriamoci se si ricordano degli studenti siriani, yemeniti, iracheni. E perché no, a quegli studenti italiani che hanno osato protestare contro la scuola lavoro e si sono presi in testa i manganelli della celere... 

P.S.
Riguardo a quegli studenti che non hanno il certificato verde anti corona virus 19 e per questo non possono accedere alle università o sono discriminati in altre e per altre occasioni, la scuola italiana, non essendo a loro vicina, è distante, lontana, indifferente, cazzi loro s'avessero a fare la puntura?

giovedì 24 febbraio 2022

Nobel della pece

Ci sono spiegazioni, lo so, sebbene io non abbia mai visto pieghe, piuttosto piaghe, e so che la notte ha un debito con me. Non si possono, infatti, disturbare i sogni che si vorrebbero tranquilli, o quantomeno svincolati dall'orrida realtà, cariatide e geremia e qui, purtroppo, non c'è traccia di alcun numero uno. E invece si piombano, i fantasmi, a perturbare il riflesso autonomo della respirazione notturna, la agitano e s'insinuano per cacciarmi in una semi-veglia in cui l'impotenza manifesta mi fa scoprire dal caldo, costringere ad alzarmi con solo mezza voglia di orinare e voglia di bere poca, gli occhi stanchi, il buio triste, e l'impossibilità di divagare con altri sollazzi, comprese le meditazioni della vita offesa. Niente. Oh, come vorrei saper odiare, esprimere questo sentimento naturalmente compresso in noi miti in attesa del regno dei cieli. Ahimè, maledire senza essere profeti è come sputare contro vento. Vi benedico, allora, nel nome dei signori della distruzione creatrice, soprattutto quelli finti, incravattati, funzionari d'alto loco al servizio dell'informe massa di capitale in cerca di valorizzazione, i quali richiamano le parti in lotta a ritrovare calma e moderazione, che non ricordano quanto fu bello bombardare Tripoli senza prima scrivere punte lettere ai governatori di laggiù. 

Quest'anno vincerò il nobel della pece, conferito dall'accademia del bitume.

lunedì 21 febbraio 2022

Mi devo ricordare che siamo in Italia

Primo Levi, “Un passato che credevamo non dovesse ritornare più”, in L'asimmetria e la vita, Einaudi, Torino



domenica 20 febbraio 2022

Morte a credito sociale


Louis-Ferdinand Céline, Mort à credit, 1936 (l'immagine è tratta dalla traduzione di Giorgio Caproni per Garzanti, 1964)

***

Imagine ! Pour une maladie !… Pour une compagnie qui roule sur des cent millions ! qu’a des immeubles presque partout ! C’est pas une honte ?… C’est pas effroyable ?… D’abord tiens c’est bien exact… plus qu’ils sont lourds plus qu’ils en veulent… C’est insatiable voilà tout ! C’est jamais assez !… Plus c’est l’opulence et tant plus c’est la charogne !… C’est terrible les compagnies !… Moi je vois bien dans mon petit truc… C’est des suceurs tous tant qu’ils sont !… des voraces ! des vrais pompe-moelle !… Ah ! C’est pas imaginable !… Parfaitement exact… Et puis c’est comme ça qu’on devient riche… Que comme ça !

— Oui mon oncle !…

— Celui qu’est malade peut crever !…

— Oui mon oncle !…

— C’est la vraie chanson finale, petit fias, faut apprendre tout ça !… et immédiatement ! tout de suite ! Méfie-toi des milliardaires !… Ah ! Et puis j’oubliais de te dire… Y a encore quelque chose de nouveau… du côté de leurs maladies… Ton père veut plus voir un médecin !… Même Capron qu’était pas mauvais ! et pas malhonnête, en somme… Il poussait pas à la visite… Elle non plus ta mère, elle veut plus en entendre parler… Elle se soigne complètement elle-même… Et je te garantis qu’elle boite… Je sais pas comment qu’elle s’arrange…

sabato 19 febbraio 2022

Sepolcri imbiancati

Quelli al governo sono tutti colpevoli di questa dittatura conclamata, di questa erezione del solo uomo al comando che vuole le mani libere e non si abbia ad ostacolarlo, cazzo, sennò non si va da nessuna parte. Epperò, tra i figuranti che lo sostengono, i più deplorevoli, i più schifosi sono i pddiucci e i forzacchi, partiti un tempo nemici, ma che si vogliono tanto bene adesso, i fotti popolo. 
Gentaccia che se gli dici che senso ha l'imposizione che per andare a scuola o al lavoro coi mezzi pubblici ci voglia il lasciapassare, essi rispondono: «Che vadano a piedi». Se insisti che i lavoratori non possono lavorare senza la tessera verde, essi sentenziano: «Si vaccinino». Se infine gli fai notare che tutte le limitazioni idiote e perverse che sono state instaurate non hanno alcuna valenza sanitaria, bensì un'evidente matrice politica discriminatoria, essi prima t'insultano e, poi, incazzati come belve, replicano che chi gli fa notare queste cose fa un uso distorto della storia, giacché loro "se fossero stati ai tempi del fascismo, non avrebbero indossato la camicia nera e sarebbero finiti in carcere come Gramsci o ammazzati di botte come Matteotti; loro sì che non avrebbero giurato fedeltà al regime e si sarebbero fatti sospendere dal loro incarico; loro sì che avrebbero impedito a che gli ebrei fossero deportati, sia aiutandoli, sia offrendosi al loro posto per andare nei campi di lavoro nazista... Loro, insomma, non si sarebbero certo comportati come i loro nonni in orbace... loro sì che si sarebbero dati alla macchia coi partigiani e non avrebbero certo perseguitato i dissidenti politici, né tanto meno fatto gli indifferenti dinanzi alle leggi razziali...»
Tal quali i famosi sepolcri imbiancati di evangelica memoria, ipocriti e vili.

venerdì 18 febbraio 2022

O altro

 Durante la precedente Legislatura, nel 2016, fu istituita una Commissione parlamentare:
 

La sintesi di tale relazione finale è stata l'elaborazione della cosiddetta Piramide dell'odio.



Ebbene, io invito tutte le persone che ancora hanno un barlume di umana comprensione a verificare a  che livello sia giunto l'odio politico, mediatico e popolare verso coloro che per scelta hanno deciso e decidono di non aderire alla campagna vaccinale contro il corona virus 19. 
Secondo me, attualmente, siamo al livello numero due, ammesso e non concesso che si riesca a dare un significato alle parole “o altro”.

lunedì 14 febbraio 2022

Tanto proclive

1. Dell'avviso che tutto meriti di essere estinto, di tramutarsi in un caos finale, un ribollimento magmatico analogo a un'eruzione vulcanica, lento e rumoroso, con tanti dentro a friggere senza pastella, a sciogliersi, a liquefarsi e svaporare in nuvole grigiofumo che oscurano l'orizzonte.

2. Intuisco, dietro tante maschere, rivoli di bava agli angoli delle labbra, dovuti a troppa salivazione: hanno ragione, non si devono far attendere troppo i commensali. Tranquilli, il sangue vi sarà offerto e vi sazierete trincandolo in grande quantità. Mettetevi comodi, domani s'inaugura un altro banchetto.

3. Alcuni triangoli sono chiamati ottusangoli perché hanno un angolo ottuso. Mentre gli ottusi come sono chiamati se non sono triangoli?

4. «Perché l'uomo è tanto proclive all'obbedienza e perché gli riesce tanto difficile disobbedire? Finché obbedisco al potere dello Stato, della Chiesa, dell'opinione pubblica, mi sento al sicuro e protetto. In effetti, poco importa a quale potere obbedisco, trattandosi sempre di un'istituzione o di esseri umani che fanno ricorso alla forza in una qualche forma e che fraudolentemente si proclamano onniscienti e onnipotenti. La mia obbedienza fa di me una parte del potere al quale mi inchino reverente, e pertanto io mi sento forte. Non posso commettere errori, dal momento che è esso a decidere per me; non posso essere solo, perché il potere vigila su di me; non posso incorrere in peccato, perché il potere non me lo permette, e anche se peccato commettessi, la punizione non è che il mezzo per far ritorno all'illimitato potere». 

Erich Fromm, Disobedience as a Psychological and Moral Problem, London 1963, 
(trad. it. La disobbedienza come problema psicologico e morale, Milano 1981).

sabato 12 febbraio 2022

La pietra d'inciampo

È un momentaccio. È inutile sforzarsi di pensare ad altro, ché l'altro non è pensabile quando si ha davanti un macigno, una trave davanti agli occhi. Non è (non mi è) possibile. In questo momento, temo, potrebbe pure esserci l'imminenza di una guerra tra superpotenze, anzi forse sarebbe meglio si concretizzasse questa ipotesi per sgomberare il campo dagli equivoci, per capire se ancora riusciamo a vedere, tra noi soccombenti, qualche traccia di fratellanza, di comunione, di umanità riconosciuta nel volto dell'altro, dato che, al momento, non vedo proprio come possa essere ricucita la lacerazione del tessuto sociale provocata dalla politica, dai media e da tutti voi che applaudite o quanto meno approvate, senza battere ciglio, tutti i provvedimenti dittatoriali imposti dal governo; voi tutti della loggia effeffepidue che avete applaudito all'introduzione dell'infernale Certificato Verde Anti-Che, e che vorreste di esso la perpetuazione... Voi che avete reclamato l'obbligatorietà d'inoculo di un farmaco che funzionicchia; voi che discriminate e mostrate fieri la tessera; voi che state attaccati alla flebo dei numeri e non avete il coraggio di guardare - e figuriamoci parlare - in faccia le persone, la loro sofferenza reale (penso a tutti i sospesi dal lavoro, a tutti i ragazzi costretti a farsi vaccinare senza alcuna ragione, senza alcuna ragione, senza alcuna ragione... ai bambini... e mi si stringe lo stomaco, farabutti, vigliacchi, criminali).

Non esiste uno straccio di logica in tutto ciò, uno, se non, appunto, una logica criminale di asservimento totale agli interessi del potere.


Che il potere - il concentrato di interessi politici, finanziari, industriali, burocratici e sindacali - faccia di tutto per perpetuarsi, rispettando la massima del Principe di Salina, è una triste constatazione, ma non è un alibi per i sudditi di giustificarne i mezzi (il fine è il suo perpetuarsi). Non c'è bisogno di andare indietro troppo nel tempo: da tutte le manfrine di palazzo che hanno fatto sì che l'Italia, di fatto, non abbia un governo politico da almeno un decennio, alla tragica farsa di un movimento anti-sistema che, nel giro di poche settimane di potere, è diventato una pustola strutturale al sistema stesso; dalle lacrime della Fornero, al chiudiamo tutto perché andrà tutto bene. Fino all'ammucchiata finale del governo Draghi e alla rielezione di colui che disse non s'invochi... 
Credo che la repubblica italiana stia vivendo i suoi giorni peggiori, i giorni del marcio, del deperimento e svilimento dei fondamenti che la costituiscono e della menzogna di chi vi ha giurato sopra nell'interesse esclusivo della nazione.

È tutto così avvilente, onnipervasivo che mi ritrovo a patirne persino nei sogni o quando, fingendo che questo scandalo non esista, provo a discutere con quegli amici che fanno finta di niente, abbassano la testa e io pure perché non abbiamo neanche la forza di sputarci addosso.

Ecco: io vorrei che ci sputassimo. Vorrei che venisse fuori tutto il non detto, il malinteso ontologico che sta a monte di questa finzione purtroppo assai reale, tutto lo stillicidio di discriminazioni e spinte fuori dalle zone consentite da parte delle forze del disordine che controllano... che cazzo controllano? Il diritto di vivere? Di esistere, passeggiare, entrare in un negozio o alle poste a inviare una lettera a Marsala? Il diritto minimo di vivere in pace esiste ancora? Ma come fate a stare in pace? Possibile non percepiate come questa farsa stia cementificandoci i neuroni? Ma non avete voglia di scuotere la testa follemente per impedirlo e, come le Baccanti, prendere a brani tutti i figli di puttana che ci hanno portati e costretti qui? Non avete voglia?

No. E avete ragione. Il sangue degli aguzzini non si beve.