giovedì 22 settembre 2022

We are the merde

Se non ricordo male, ma ricordo male senz'altro, le guerre più evidenti, che gli americani scatenarono tra la caduta del muro di Berlino e le bombe su Damasco, ebbero qualche riflesso di protesta di un certo peso mediatico avviata da rockstar che intonarono marce della pace; ci fu qualche monito papale bofonchiato durante la predica; c'erano almeno un paio di tg o giornali nazionali che riportavano e diffondevano accorati appelli, firmati da noti intellettuali, per promuovere la pace e auspicare la fine di ogni conflitto.
Adesso no. Tutti composti a fare da megafono ai ruttini inviperiti della von der Elle che indossa tailleur ucragni tagliati con l'accetta o a dare il microfono a cariatidi isteriche e democratiche belli ciao, anzi no: addio mia bella addio, tanto io non parto, non muoro, resto qua.

venerdì 16 settembre 2022

L’abisso che separa

L’abisso che separa le parole dalle cose,
il cielo dalle case, l’aria dalle maschere,
la pietra dalla statua che contiene
è tale che non so se mi conviene
saltare senza niente che sospenda
la caduta, due ali, un soffio, la mano
di colei che lontana mi saluta 
e io non riconosco perché macerata
come le ciliegie sotto spirito.

Mia nonna, bei tempi, le faceva
e me le dava di nascosto perché
davano alla testa anche a lei
soprattutto quando le mangiavamo
a digiuno. Sorrideva e l’autunno 
nella stanza se ne andava,
con il rosso delle nostre guance
che sembravano come le ciliegie
mature sugli alberi di giugno. 

Il pavimento lucidato a specchio
le sedie di legno e di tessuto
il tavolo più alto del mio mento
la tovaglia tutta fatta all'uncinetto
le tazzine in vetro, le posate d'argento
i cassetti della credenza che
il mio scetticismo non riusciva ad aprire.
Allora mi sedevo a rileggere una storia
a fumetti che non facevo mai finire.

E forse già sapevo che cosa la memoria
avrebbe trattenuto di quello che vedevo
e imparavo a nominare; c’era come un patto
tra la parola detta e il concetto della cosa
il nome della rosa, il volto della nonna
e la collana d’oro che poi ho visto al collo
di mia mamma e poi in un cassetto
che sono riuscito a aprire adesso che
ci arrivo, ma non riesco ancora a unire

l’abisso che separa le parole dalle cose...

mercoledì 14 settembre 2022

Titti



Stamani, ore 10, caffè al bar e questo schermo trasmetteva quanto sopra: nonostante lo zucchero, il caffè mi sembrava amaro. Non ho ascoltato cosa dicesse, non importa, bastava guardarla per comprendere che non serve essere maestri della scienza sacra per capire la stupidità simbolica di tale entità sub-lunare indossante un tailleur tagliato con l'accetta e dipinto a mano con una pennellessa Cinghiale. Facile anche indovinare il colore delle mutande: color merda, come la maglietta di quello scemo di guerra che tanto le è caro. Riguardo al look, imperdonabile la mancanza delle meches bluastre che avrebbero dato stile alla sua capigliatura.

***
«Autocrati stranieri prendono di mira i nostri paesi». Dato che Putin è uno ma non trino, chi sono gli altri? Gli americani?

«Produrremo vaccini in Africa». Perché, sinora che cosa avete fatto?

***
Ho chiesto al barista se avesse avuto un gatto. Più sveglio di Silvestro, sai com'è.

domenica 11 settembre 2022

Enduring Freedom

 «la libertà è alla portata di tutti, come la chitarra: ognuno suona come vuole e tutti suonano come vuole la libertà»
Giorgio Gaber, L'America


Il dizionario di Oxford, al primo significato della parola freedom, riporta:
the power or right to do or say what you want without anyone stopping you
È la definizione unica perfetta per descrivere che cosa intenda l'amministrazione governativa americana (non il popolo americano, beninteso) quando parla di libertà: il potere o il diritto di fare o dire quello che vuole senza che nessuno possa fermarla. Neanche tremila morti sacrificati per sentirsi poi autorizzati a invadere l'Afghanistan, l'Iraq, a bombardare Damasco, Tripoli (e uccidere Gheddafi), a sanzionare l'Iran, a controllare mezzo mondo tramite internet, a far arrestare Assange, a tenere a bagnomaria l'Europa, a pianificare scientemente tutto il marcio ucraino, a... - dimentico qualcosa?

Nel 2001, dieci anni dopo il crollo dell'URSS e senza alcun competitore equipollente, non potevano inventarsi un altro allunaggio, magari con una missione farlocca su Marte. Avevano bisogno di un diversivo di maggiore efficacia. Lo trovarono.

domenica 4 settembre 2022

Accanto alla voce

Nella Rivista di Psichiatria del marzo-aprile 2022, vol. 57, n. 2, pag. 101-105, c'è un articolo a firma di Giuseppe Bersani dal titolo L'altra epidemia.
Riporto il “riassunto”:
«L’articolo è una riflessione sul fenomeno psichico della negazione della realtà della pandemia di covid-19, dei dati della ricerca scientifica su di essa e delle finalità terapeutiche del vaccino e delle politiche sanitarie nazionali e internazionali, così come questo emerge nell’ambito dei cosiddetti movimenti no-vax. Vengono descritti i possibili quadri psicopatologici alla base o associati a tale fenomeno, valutate analogie e differenze di questi con quelli della nosografia psichiatrica classica, considerate ipotesi interpretative psicologiche e psichiatriche che possono in qualche misura caratterizzare una realtà vasta e complessa, nella cui conoscenza e nella cui gestione gli psichiatri potrebbero svolgere un ruolo molto più rilevante di quello attualmente svolto.»
Riassumo il riassunto: i no-vax sono degli idioti, 

E chi o cosa è un idiota secondo il Bersani? Leggiamo:
«“Idioti” sono coloro che nel contesto planetario della pandemia di covid-19 ne negano la stessa esistenza, o attribuiscono a essa un’origine intenzionale decisa da fantomatici centri di potere globale e finalizzata al controllo totale sulla popolazione mondiale, o non riconoscono efficacia o utilità della vaccinazione di massa o di altre misure rivolte al suo contenimento, o vedono in queste un ulteriore strumento di manipolazione e controllo. La gamma delle possibili teorie è, nella realtà, vastissima, ma tutte sono riconducibili a un comune denominatore ideativo che si declina nelle sue diverse forme in rapporto a suggestioni e influenze personali e ambientali: la negazione della realtà della pandemia nei termini in cui essa appare oggi presentata all’opinione pubblica dai mezzi di comunicazione sociale, la negazione della validità e dell’obiettività dei dati della ricerca scientifica su di essa, la negazione della finalità terapeutica reale delle politiche sanitarie nazionali e internazionali.»
Immagino, dunque, che il Bersani definisca “intelligenti” coloro che 
  1. non negano la pandemia, o non attribuiscono a essa una origine intenzionale decisa dal potere al fine del controllo totale della popolazione;
  2. sostengono che la vaccinazione di massa coi farmaci sperimentali sia stata utile ed efficace;
  3. ritengono che il confinamento, le mascherine, il distanziamento sociale siano misure anch'esse utili ed giovevoli;
  4. credono che i media mainstream abbiano trasmesso e pubblicato sempre notizie fondate, valide e obiettive;
  5. affermano che il protocollo paracetamolo e vigile attesa abbia avuto una grande utilità terapeutica.
Sbaglierò, ma nutro il sospetto che, di questi tempi, ci sia un considerevole numero di intelligenti che preferirebbero trasferirsi nel club degli idioti.

Comunque, nonostante il susseguirsi di tante seghe psichiatriche, la mia “idiozia” immagina che la motivazione principale per la quale il Bersani definisca i no-vax degli idioti, sia dovuta a un disturbo narcisistico della personalità, personalità che reclama, al pari di un Burioni o di un Bassetti, di sfilare sui tappetti rossi della mondanità mediatica, giacché egli, in conclusione del suo articolo, dichiara:
«Potrebbe forse concretizzarsi in un imminente futuro l’ipotesi, inizialmente impensabile ma adesso di sempre maggiore potenziale realismo, che accanto alla voce degli infettivologi, dei virologi e dei gestori della salute pubblica divenga necessario ascoltare anche quella degli psichiatri, alla fine costretti a riflettere e a prendere consapevolezza dell’esistenza e dell’urgenza di comprendere e gestire, accanto all’emergenza della pandemia di covid-19, anche quella di un’“epidemia parallela”, i cui sviluppi e le cui conseguenze sociali, culturali e mentali, potrebbero essere, se possibile, ancora più gravi e devastanti di quelli legati all’epidemia infettiva.»
Suvvia, dunque, direttori dei palinsensti tv, chiamate in studio il Giuseppe Bersani prima che la devastazione abbia inizio.

giovedì 1 settembre 2022

Puzzo Di

Più guardo il ghigno di Letta e più mi viene voglia di dargli una labbrata. 

Il cartellone elettorale, con lui da una parte, su sfondo rosso arancio che dice di scegliere il partito di cui è segretario per questa e quella ragione, in opposizione all'altra parte, su sfondo nero, che dice le sciagure occorrenti se un elettore, invece, non vota il pd, realizzato da pubblicitari astuti e consapevoli che non è tanto il messaggio da veicolare, quanto la riproduzione del meme su larga scala per imprimere - anche mediante simpatiche prese per il culo - quella faccia e quel ghigno in più menti possibili, in me produce un effetto di rabbia e antipatia istintiva che muove prima la mano della parola - e per fortuna sono soltanto un patetico schiaffeggiatore da tastiera. 

E da questa trappola è bene tolga le dita che già c'erano incastrate. Lasciamo quel ghigno ai masochisti e ai prezzolati amministratori locali, provinciali, regionali e nazionali; a tutti gli amministratori delegati di partecipate e consorzi di bonifica, bancari, sindacalisti, assicuratori e grand commis posizionati in quota e con il sostegno del più classista e vergognoso erede marcio di una tradizione che un tempo si collocava a sinistra di qualcosa che non so più bene che.

Vada a fare in culo lui e tutto il suo partito, tutti rimestando nel bottino autoprodotto dai propri bachi elettorali, saccheggiatori di un'Italia schifa e monnezzaia, gualtieresca e mocassina senza calzini così gli puzza meglio i piedi a ‘sti fascisti democratici che hanno fatto di un'emergenza farlocca il proprio baston da pollaio sul quale scacazzare il loro autoritarismo mentecatto. Sudici dentro l'essere, sempre che un essere dentro ce l'abbiano.

sabato 27 agosto 2022

Sono le otto

Sono le otto, sto
seduto sul cesso; il tempo 
è amaro. Il caffè,
invece, è troppo zuccherato: 
amore, lo sai
che di cucchiaini me ne
basta uno; come mai
insisti a mettercene tre?

Mi lavo i denti e poi mi rado 
con un rasoio a una sola lama.
Leggo: made in Egitto 
e già immagino la trama
di un giallo che conduce
dal Cairo alla Martesana.

Un ragno scende lento dal soffitto
“Vieni qua, caro, che ti faccio
uscire dalla finestra e non 
passare dallo scarico del lavandino”.
Di questi atti di pietas mi compiaccio
più di quando schiaccio
tra le mani una zanzara o un moscerino.

Quanti minuti ancora occorreranno
per capire che non c'è
più niente da capire come cantavamo
da ragazzi mentre lei
se ne andava con un altro
senza poterle dire ti amo?
Non tanti: tra poco sarà settembre
staranno immobili fino a Natale.
Rileggeremo Brecht?

Sono le otto di sera,
il cielo si è schiarito dopo 
un passaggio di nuvole balcaniche.
Poca pioggia, un po' più freddo,
i fagioli sul fuoco: sarà bello 
dal culo fare trombetta
pensando a te, Europa,
e al ghigno ferale di chi ti comanda.
Non ci sono più muri
da far cadere, basta solo alzare
gli occhi su verso il cielo di lavanda
e respirare.

mercoledì 24 agosto 2022

L'atrofia progressiva dell'esperienza

 “ La rigida esclusione dell'informazione dall'esperienza dipende anche dal fatto che essa non entra nella «tradizione». I giornali [le news in tv o sul web] appaiono in forti tirature. Nessun lettore ha più facilmente qualcosa da poter raccontare all'altro. C'è una specie di concorrenza storica fra le varie forme di comunicazione. Nel sostituirsi dell'informazione alla più antica relazione, e della «sensazione» all'informazione, si rispecchia l'atrofia progressiva dell'esperienza. Tutte queste forme si distaccano, a loro volta, dalla narrazione, che è una delle forme più antiche di comunicazione. Essa non mira, come l'informazione, a comunicare il puro in-sé dell'accaduto, ma lo cala nella vita del relatore, per farne dono agli ascoltatori come esperienza. Così vi resta il segno del narratore, come quello della mano del vasaio sulla coppa d'argilla. 

Walter Benjamin, “Di alcuni motivi in Baudelaire”, in Angelus Novus, Einaudi. 

Storicamente, è un peccato che nelle sedi di partito non ci siano più discussioni con gli iscritti, forse perché sono pochi, forse perché tutti sono allineati. È un peccato ché non ci siano più i congressi dove molti delegati prendevano la parola e tutto sia affidato all'informazione, al comunicato, al tweet, al post, all'intervista lampo concessa ai microfoni dei tg 24 h dello stracazzo. E tutto ciò è un peccato perché, sono convinto, che - seppur nella sua vacuità - avremo il godimento di assistere a qualcuno che manda a fare in culo quegli stronzi dei segretari o presidenti di partito o di movimento o di associazione. Qualcuno che dica le cose come stanno - e le cose stanno male, assai, per quella che un tempo qualcuno chiamava politica.

martedì 23 agosto 2022

Stavo pensando

Stavo pensando a come il pensiero possa racchiudere dentro sé stesso tutto quello che non solo lo circonda, ma pure lo oltrepassa, in alto, in basso, al centro, con la riverenza o senza.
Stavo pensando al pensiero che si forma proprio un attimo prima di lasciare il sonno in favore della veglia, quel pensiero infante, crepuscolare, di nebbia che si dirada e improvvisa luce. E capivo. Capivo quanto sia difficile non credere che quello che siamo non sia tutto, ossia avere un'indefinita percezione che il nostro corpo sia come uno strumento di contenimento di qualcosa che potrebbe unirsi, mediante un certo tipo di lavoro, di conoscenza e di attrezzatura gnoseologica, alla vertigine del saliscendi in mondi che lo trascendono. 
Stavo pensando e poi ho letto, di sfuggita, il programma elettorale di alcuni partiti e ho smesso di pensare per un po’.

domenica 21 agosto 2022

Ho quasi tutto

Ho quasi tutto a disposizione: un divano,
uno schermo, due libri sul tavolino, un lapis,
un tovagliolo di carta per i baffi che
si bagnano di rosso mentre bevo vino.

Silenzio, anzi no. Due tuoni in lontananza
attutiti dai doppi vetri delle finestre. Piove.
Un lampo illumina i fiori di lavanda, un rospo
sale le scale, il cane chiede di entrare.

Io sono: soggetto e predicato. In un giorno
di festa è molto suggestivo ripetersi di essere
vivo e a sé cosciente quanto basta per credere
che tutto questo sia davvero sufficiente.

Lo è, inutile sottostare al giogo dell'ipocondria.
Il velo di tristezza vada via e i fari degli occhi
facciano luce a quanta strada ancora resta
da percorrere a braccetto a chissà chi o che.

martedì 16 agosto 2022

100%

 

Forse se facevamo caso a quando il Bourla scrisse il primo tweet (primo aprile), ci accorgevamo che ci stava prendendo per il culo. Al 100%.

Battute a parte, in questo caso, quel che è interessante segnalare, è come la fede nella scienza, per quanto forte e pervasiva voglia essere, da sola non basta a dimostrare che essa sia vera. Passare dalla entusiasta affermazione che«il nostro vaccino è efficace al 100% nella prevenzione dei casi di Covid-19» al sommesso annuncio di risultare positivo al virus nonostante quattro dosi, fa di quella fede un semplice oroscopo, nel quale puoi credere e regolarti di conseguenza, oppure anche no.

Inoltre, quale miglior conferma che sia una superstizione credere che avere in corpo quattro dosi, in caso di contagio, faccia avere sintomi lievi, se poi aggiungo anche una cura anti-virale perché sai, meglio aver paura che buscarne?





sabato 13 agosto 2022

Le susine

Ho una zia (la zia Luisa) di 92 anni che, da alcuni anni, risiede in una RSA. Nonostante gli acciacchi, ha ancora una buona presenza di spirito e sufficiente lucidità mentale. Ci sentiamo ogni tanto per telefono e talvolta lei mi chiama per chiederle di portarle i fazzoletti di carta. Ieri, oltre a ciò, mi ha chiesto anche di portarle delle susine del mio susino, mature in questi periodi, che le piacevano tanto, ha ricordato. Sicché stamani mi sono presentato in struttura con la roba. Un'infermiera mi prende i fazzoletti ma non le susine. Mi dice che il regolamento vieta d'introdurre roba da mangiare non confezionata dall'esterno all'interno della RSA. È il regolamento previsto dalle norme anticovid. Non faccio obiezioni e invito l'infermiera a prendersele lei le susine, non per mandare a cacare lei, bensì il regolamento e quella specie di ministro che ancora resta là, impunito.

venerdì 12 agosto 2022

Giudizio d'uccello

Da un po' di estati resto fermo, anti-viaggio, percorro millimetri, faccio le zone, mi affatico da fermo a Fano, fa niente, fa’ sì che lei ritorni tra le mie braccia una volta ancor. 
Desisto, in pratica e in teoria. Mi limito, ma non perché me lo ha suggerito la presidenza del consiglio dei ministri. No. Piuttosto è una congenita vocazione alla stasi, all'impercorrenza agostana, al niente turistico, che ho chiamato oggi pomeriggio per avere informazioni sugli immobili. E sui sonnambuli. Romanticismo, anarchia e realismo a Ferragosto. Un'amica di mia mamma, Assunta, mi ha detto che, sì,  sono dimagrito; epperò mi sono cresciuti i baffi. Come Nietzsche. 

da La Gaia Scienza


martedì 9 agosto 2022

Forza Trump

Nel 2016, quando vinse Trump, un po' mi vergognai nel dire che mi faceva piacere avesse vinto lui, piuttosto che quella stronza della Clinton. Lo dicevo sotto i baffi, a mezza voce, tra amici. Avevo come l'impressione che fosse meglio, ed è stato meglio, giacché con la suddetta arpia sicuramente il conflitto in Ucraina sarebbe scoppiato prima, forse sarebbe esploso anche un maggior casino in Siria, e la pace con Kim Jong Un non ci sarebbe certo stata... eccetera. 
Nel 2020, quando a seguito di brogli conclamati, Donald Trump ha perso e il Biden ha vinto, e mi è rincresciuto, ma non l'ho detto, no, non stava bene dirlo, in fondo come fai a tifare un riccone capitalista di tal fatta, odiato da tutti a Hollywood e dal New Yorker...
Bene, sono passati un paio d'anni e vi dirò: a me Trump sta simpatico e quello che ieri gli hanno fatto, perquisire casa sua, è una roba schifosa, una roba che - come dice Fabristol su Twitter - se l'avesse fatta Putin a uno dei suoi oppositori, avremmo tutte le nostre merde secche democratiche a urlare allo scandalo, alla sciagura, alla dittatura conclamata. 

Forza Trump, dunque. Tieni duro.

domenica 7 agosto 2022

Ero lì in un'orgia


A me piace perché alla fine i due si sposano
Ah si, anch'io sono per il lieto fine
Mica come quei film moderni lì che non si capisce assolutamente niente
In fondo sono un sentimentale
Scusi tanto, non ha mica visto le mie mutande?

venerdì 5 agosto 2022

Cara Perturbazione Atlantica

cara Perturbazione Atlantica, 
manchi. 
È tanto, troppo tempo che non ti manifesti 
per dissetare e intenerire il suolo. 
Pure la mente e il cuore, impolverati, 
patiscono la tua lontananza. 
Oh, cara, perché presto non torni, 
veloce veloce, volando sopra le Azzorre 
e passando attraverso il Golfo di Biscaglia 
per infine raggiungere questa parte d'Italia che 
non ha più lacrime da piangere per 
fingere la pioggia? Lo so che sei adirata: 
troppe volte ci siamo lamentati della tua presenza 
perché ci sembrava che, con te presente, 
le nostre vite fossero più esposte alla noia 
e alla malinconia; peggio ancora, e stoltamente, 
ti abbiamo sempre affibbiato l'etichetta di maltempo... 
Maltempo? Questo cocente, monotono azzurro lo è. 
Queste nuvole che, di tanto in tanto, sopravvengono 
e ci regalano soltanto ombre cinesi
o ciottoli di ghiaccio sulle nostre teste
frastornate dall'assenza e dalla cultura
sono il coito interrotto del nostro desiderio
di pioggia.

Cara Perturbazione Atlantica 
torna dunque a confortarci
a darci il senso di un'epoca diversa
che non si trasmuta totalmente in un deserto
di finzione e acqua dissalata
dal male di vivere.
Non farci diventare come arringhe appese
nei negozi dei vecchi pizzicagnoli 
che hanno tutti chiuso bottega 
per far spazio ai negozi dissoluti
che non hanno un padrone
con il quale discutere che l'Italia
non è più un repubblica fondata
sul lavoro. Arriva presto nei nostri cieli,
copri le scie chimiche di aerei
carichi di armi e vibratori per
i nazisti e le prefiche d'Ucraina.

Ti aspettiamo qui all'ombra di un castagno
nascosti come le spore dei porcini
per spuntare e profumare di bosco
una volta ancora.

giovedì 4 agosto 2022

Carr armati rottamati

 Tra i vari scombussolamenti succedutesi dal marzo 2020 in poi, c'è stato anche quello che mi ha fatto avvicinare a fonti informative diverse, non ufficiali, sovente (e a volte a ragione) tacciate di complottismo, anche se essere complottisti non è più un demerito, almeno per me, visti i soloni anti-bufale che hanno rotto il cazzo per farci credere che a) il lockdown era utile e b) i farmaci anti-coronavairus funzionavano ed erano sicuri: vadano a fare in culo insieme a Mentana e amen.

Detto questo, c'è un canale telegram che seguo da qualche settimana, diciamo dodici, che a poco a poco, nonostante tanta confusione (non a caso si chiama Soqquadro ’ntoqulo Etero Channel) e presunzione del so tutto io, so tutto io, mi sembra che di cose la Valeria (l'amministratrice) effettivamente ne sappia - e convincenti.

Non sto a dirle tutte le faccende che ho (o mi sembra di aver) appreso, che molte sono effettivamente spiazzanti, a cominciare dal giudizio su Draghi. Ci sarà occasione di parlarne. Per il momento, pare che la loro diceria sulle armi che il governo italiano ha inviato in Ucraina sembrerebbe vera. Vale a dire, al governo ucragno gli abbiamo inviato roba da rottamare che sarebbe costato un occhio smaltirla in modo più appropriato. Confesso che, se fosse vero, dovrei ammettere che questa dovrebbe essere considerata una mossa geniale.

martedì 2 agosto 2022

Pelosi sullo stomaco

 
Quella bella fica della Pelosi, o un suo clone, è atterrata a Formosa (isola dai culi). Chissà perché. Per rimarcare che.




Questo. Sì, ma perché adesso e non anche, ad esempio, un mese fa? O un anno fa? O, se non c'era lei, un altro speaker, tre anni fa, un lustro, una decade, vent'anni fa? Perché proprio ora? Che cosa c'è di diverso, adesso, che impone questi viaggi per fare queste rivendicazioni “democratiche” contro l'autocrazia, mentre nei tempi passati già descritti la democrazia stava zitta? Ma chi pensano di prendere per il culo? Perché neanche quando le carte sono tutte scoperte non ammettono “ok, facciamo questo perché vogliamo continuare a essere l'impero dominante e tutte le altre nazioni devono sottostare al nostro dominio”? Perché insistono con il concetto falso, marcio e fariseo secondo il quale sostengono di difendere la democrazia contro l'autocrazia, se poi tollerano e favoriscono altre  ben peggiori autocrazie sparse per il pianeta? In buona sostanza: perché è così stronzo il gruppo di potere del quale la Pelosa è portavoce?

lunedì 1 agosto 2022

I peggiori chierichetti


 «L’ape fa vergognare molti architetti con la costruzione delle sue cellette di cera. Ma ciò che fin da principio distingue il peggiore architetto dall'ape migliore è il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa di cazzo prima di costruirla in cera. Alla fine del processo lavorativo frodativo emerge un risultato che era già presente al suo inizio nella idea del lavoratore lavativo, che quindi era già presente idealmente», ossia come metterlo in culo a chi gli darà il voto perché a chi glielo ha dato, il peggiore (segue qualifica) glielo ha messo già.


Gasse


Guardate questa donna. Guardatela bene. E ogni volta che accendete il gas mandatela affanculo, lei e tutti i suoi parenti. Amen.

domenica 31 luglio 2022

Sennò vince la destra

- Addio, Federica, addio... Ti lascio, vado via.
- E perché mi lasci?
- Sennò vince la destra.

Aveva ragione Huxley

« Aspettavamo tutti il 1984. Venne, ma la profezia non si avverò; gli americani più riflessivi tirarono un sospiro di sollievo, congratulandosi per lo scampato pericolo. La democrazia aveva resistito. Altrove nel mondo forse c’è stato il terrore; a noi furono risparmiati gli incubi di Orwell.

Avevamo dimenticato che, oltre alla visione infernale di Orwell, qualche anno prima ce n’era stata un’altra, forse meno nota anche se altrettanto raggelante: quella del Mondo nuovo di Aldous Huxley. Contrariamente a un’opinione diffusa anche tra le persone colte, Huxley e Orwell non avevano profetizzato le stesse cose. Orwell immagina che saremo sopraffatti da un dittatore. Nella visione di Huxley non sarà il Grande Fratello a toglierci l’autonomia, la cultura e la storia. La gente sarà felice di essere oppressa e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare.

Orwell temeva che i libri sarebbero stati banditi; Huxley, non che i libri fossero vietati, ma che non ci fosse più nessuno desideroso di leggerli. Orwell temeva coloro che ci avrebbero privati delle informazioni; Huxley, quelli che ce ne avrebbero date troppe, fino a ridurci alla passività e all’egoismo. Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi; Huxley paventava l’avvento di una cultura volgare, interessata soltanto a cose frivole. Nel Ritorno al mondo nuovo, i libertari e i razionalisti – sempre pronti a opporsi al tiranno – “non tennero conto che gli uomini hanno un appetito pressoché insaziabile di distrazioni”. In 1984, aggiunge Huxley, la gente è tenuta sotto controllo con le punizioni; nel Mondo nuovo, con i piaceri. In breve, Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley, da ciò che amiamo.

Il mio libro si basa sulla probabilità che abbia ragione Huxley, e non Orwell. »

Neil Postman, Amusing Ourselves to Death: Public Discourse in the Age of Show Business, 1985, edizione italiana Divertirsi da morire, Luiss University Press 2021

mercoledì 27 luglio 2022

Facciamo chiodo

Stamani, all'alba, mentre impolveravo i piedi su una strada costeggiata da cipressi, m'è balenato un pensiero, tipo una massima alla Marco Aurelio: non devi cedere al timore di infangarti perché è dal fango che è nato l'uomo. 

Se un giorno tornerà a piovere, chiederò alla polvere.

Stanotte ho sognato una scimmia con un paiolo. Credo le servisse per cucinare una emergenza rapida.

«Ogni cosa sembrerà un chiodo a chi ha in mano un martello». E noi, chiodi, perché pensiamo di andare a farci martellare alle urne? 

Ve l'ho raccontato che io, a scuola, ho fatto pure ferro battuto? Pazienza. Sappiate che non c'ero portato, nel senso che, picchia picchia, non riuscivo quasi mai a dare al pezzo di ferro la forma voluta. Epperò picchiavo, e vedere la materia incandescente piegarsi sotto i miei colpi mi faceva sentire un biscotto della plasmon. Inzuppato di sudore, chiedevo spesso ai compagni più capaci di intervenire per non prendere di continuo cazziatoni dal professore. «Massaro, tu farai lo spazzino». E, infatti, feci pure quello...

Ma torniamo all'incudine e ai colpi di martello sull'arancione prima che diventa rosso e, a poco a poco, grigio e nero. All'immergere nell'acqua il pezzo per... non mi ricordo perché, serviva a qualcosa che ora mi sfugge e non ho voglia di ricercare, lasciamolo così il ricordo, il ferro, l'incudine e il martello, uno dei due strumenti incrociati dentro una bandiera che, ancora minorenne, non vedevo ingenuamente l'ora di votare, ma non ricordo proprio più perché.




lunedì 25 luglio 2022

Astensione come vocazione

Per quel che vale - niente - non ho votato alle politiche del 2018, non mi fidavo di nessuno, tanto meno dei cinque stronzi. Ero già sulla strada di un pio astensionismo (l'ultimo voto in-utile alle politiche lo detti a Bersani nel 2013... e capii). 
In vista delle future elezioni, da pio il mio è diventato un astensionismo feroce, soprattutto per quello che questa legislatura infame mi/ci ha fatto patire (a taluni, a tanti, a troppi). Il cosiddetto voto antisistema è stato sistematicamente confutato dal fallimento politico ed esistenziale degli apritori di scatole di tonno. Ci affogassero dentro all'olio o, meglio, finissero tutti come tonni pescati e sfilettati, ’sti untuosi beccamorti.

E sulla scia di quanto scritto oggi da Olympe de Gouges, vado sotto a copia-incollare ciò che Paolo Sceusa, ex magistrato, promotore delle marce della libertà contro la tessera verde e gli obblighi farmacologici, ha oggi scritto nel suo canale telegram:


« Avviso ai votanti “antisistema”.
Ecco come andrà la faccenda dell’unirsi tutti e andare a votare: molti dei movimentini e dei partitini in campo cercheranno di unirsi per presentare una lista unica.
Al momento di stilarla ciascuno di loro vorrà piazzare in cima alle liste dei vari collegi, in posizione più utile a cercare di spuntare un seggio, il nome corrispondente al culo del suo capoccia.
Quindi si vedrà che  i cosiddetti nuovi partiti, non sono altro che l’ennesimo progetto arrivistico del deretani che li guidano e che ambiscono solo ad accomodarsi su di uno scranno parlamentare.
Fine del tentativo di presentare liste unitarie.
Quindi i nuovi partiti “antisistema” decideranno di presentarsi divisi. Ognun per sé.
E lì si vedrà che ciascuno di loro chiederà a tutti voi di firmare per far presentare la propria lista.
E ognuno di voi andrà a firmare per ciascuno di loro: eh! Sono tutti antisistema…!
Devo continuare?
Continuo: a quel punto solo pochissimi tra quelli di quei tanti di voi che saranno corsi a firmare per la presentazione delle liste di cinque o sei distinte liste “antisistema”, si soffermeranno a considerare che la proprie firme di consenso alla presentazione di tutte le varie liste (divise) non si sommeranno in cabina elettorale, ma si divideranno: sì, perché lì ognuno dovrà scegliere a quale tra le varie liste “antisistema” dovrà dare la sua maledetta crocetta, sulla scheda elettorale.
Anche in quel momento solo pochi di voi speranzosi elettori cominceranno a sentire la puzza di bruciato provocata dall’attrito della pigna elettorale, nel posto in cui nessuno vorrebbe trovarsene una.
La fregatura la capirete finalmente tutti quando dallo spoglio, pronto in ogni caso a far scattare i brogli, risulterà che ciascuna lista “antisistema”  avrà conquistato zero seggi salvo, forse, una o due, che saranno riuscite a piazzare inutilmente uno o due deretani nel nuovo parlamento.
E dovrete stare tutti muti: sì perché avrete giocato. E avrete perso! Muti! 
La scacchiera avrà vinto di nuovo. La scacchiera.

Amen.

Invece non presentarsi alle urne fa contare quell’elettore come non votante. Punto. Zero possibilità di brogli, su questo. Non c’è alcuna “sua scheda” che qualcuno potrebbe riempire a tradimento.
Il suo nome risulta fra gli aventi diritto al voto, ma non fra quelli presentatisi al seggio (magari a inscenare opinabili manfrine).
L’unica conta che mi interessa è quella fra votanti e non votanti. Stop.
Questi sono gli unici due numeri che contano.
Ripeto: un governo lo formeranno anche se avranno votato due sole persone.
A quel punto, e solo a quel punto, cioè in caso di massiva astensione, la spinta unitaria si potrà realizzare. Perché non ci saranno liste “unitarie” da formare. Ci sarà una maggioranza di popolo, autocosciente di esserlo perché parte di una massa enorme di non votanti che non accetterà di farsi imporre tasse, greenpass e di farsi spedire in guerra da due votanti che hanno espresso un parlamento e un governo.
Quella massa sarà già unita. Senza l’ennesimo merdoso leader o leaderino pronto a rifarvi la festa [...] Ri-amen».

Mi sembra un buon punto di partenza (anche se non sono così ottimista sulla «spinta unitaria», ma vedremo).


sabato 23 luglio 2022

E lucean le stelle

È luglio, solleone, fa caldo, come quasi sempre di questi tempi ha fatto caldo. Piove meno, questo sì, e salutari acquazzoni estivi sono rari rispetto a qualche anno fa. Ogni tanto sento raccontare che esistono già tecnologie per favorire (produrre?) la pioggia... chissà, per il momento mi rivolgo a sant'Anna 

Sant'Anna Metterza

Ieri notte, verso le tre e mezzo, mezzo sudato e bisognoso d'aria fresca, mi sono allungato sulla sdraio in giardino, ho alzato gli occhi sopra di me e mi sono fatto tuffato dentro la Via Lattea. Nel volgere di pochi minuti, la spuma di stelle mi ha donato frescura bastante per farmi sentire il bisogno di avere addosso una leggera coperta sulla pelle nuda. Ma ho tenuto duro, gli occhi sempre rivolti al cielo, per osservare un puntino viaggiante (un Ufo?) che, silenzioso, zigzagava tra i corpi celesti. Quanto siamo piccoli, ho pensato, rivolgendomi ai testicoli che, grazie alla brezza notturna, ciondolanti qual erano, si sono ricomposti un po'. Quanta pazienza ci vuole a contare le stelle... Io a duecentotré  ho smesso e ho ripreso la via del letto, a pancia in giù.

mercoledì 20 luglio 2022

Guai a noi



Signori,

se avete ancora un briciolo di pietas, concentrate la vostra attenzione sullo sguardo del fanciullo, per qualche secondo, solo su quello e nient'altro e pensate a quello che è stato fatto ai bambini e ai ragazzi in questi anni e, se non capite, se sorridete leggiadri come tutti quelli che stanno intorno a lui, sarebbe meglio che vi metteste una macina da mulino intorno al collo e vi gettaste in mare, brutti bastardi. 

martedì 19 luglio 2022

A 80 km da Algeri

« Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall’ospizio: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.” Questo non dice nulla: è stato forse ieri.
L’ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri. Prenderò l’autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio. Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera. Ho chiesto due giorni di libertà al principale e con una scusa simile non poteva dirmi di no. Ma non aveva l’aria contenta. Gli ho persino detto: “Non è colpa mia.” Lui non mi ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo. Insomma, non avevo da scusarmi di nulla. Stava a lui, piuttosto, di farmi le condoglianze. Ma certo lo farà dopodomani, quando mi vedrà in lutto. Per adesso è un po’ come se la mamma non fosse morta; dopo il funerale, invece, sarà una faccenda esaurita e tutto avrà preso un andamento più ufficiale. »

Albert Camus, incipit de Lo straniero, (traduzione di Alberto Zevi, Bompiani editore).

«Voglio ricordare come nel 2021 il presidente Tebboune abbia conferito alla memoria di Enrico Mattei la medaglia di amico della rivoluzione algerina». Dal discorso di Mario Draghi

venerdì 15 luglio 2022

La scoperta dell'acqua calda

 


Nel mio piccolo, a casa mia ho fatto tentativi di risparmio energetico, quasi tutti fallimentari, soprattutto quelli legati al "solare" (un po' meglio con la termocucina). Non per causa mia, ma perché per gli "investimenti" (senza bonus) ho trovato, in due casi, dei tecnici-idraulici che mi hanno fatto spendere soldi invano, per me, mentre per loro utili per qualche rata del minivan.
Nello specifico, i pannelli solari: tre tentativi, tre insuccessi. E sul tetto ho pannelli solari termici che non funzionano più (rotti per la seconda volta, la prima in garanzia furono sostituiti). Così ho detto basta e produco l'acqua calda dei sanitari con una caldaia Riello a gasolio, che ha più di trent'anni, ma ancora va.


martedì 12 luglio 2022

lunedì 11 luglio 2022

Due per mille

Il segretario del partito scostumista, Nicola Frantùmami, ha sfilato al gheipraidde di Abbiategrasso con una falce in culo e un martello sui coglioni.

Il segretario del partito demoplutocratico, Enrico Lecca, durante l'assemblea della confarmamenti, ha ribadito che il segreto militare per la salute pubblica è sinonimo di libertà e che Assange è un criminale stupratore di renne svedesi.

Il segretario del partito per andare in centro, la prima a destra, Baby Cocomeri, è rimasto senza semi.

Il segretario della Sega, Matteo Panicucci ha lanciato un appello a Federica. 

Il segretario di Ponza Italia, Mara Regina Tenderly, ha smentito che nel suo partito ci siano lotte intestine.

Il portavoce del Momento-Cinque-Minuti-e-Arrivo, Giuseppe Conchi, dopo un prelavaggio senza candeggina, ritira e allunga la fiducia.

Il segretario della Ci-Gi-Eh-Elle moda, Maurizio New Hollande, ha dichiarato alla Santissima Annunziata che, essendoci un vuoto politico, a settembre sarà in campo come trattore senza gasolio agricolo perché non vuole lasciare spazio alla destra, anche in considerazione del fatto che, da tempo immemore, quell'ala politica la occupano lui e gli altri fattori sindacanisti.


domenica 10 luglio 2022

Tali cose esistono ancora?

“ Una sera ritornando dall’ufficio trovai con mio stupore Haller seduto sulla scala
fra il primo e il secondo piano. Si era seduto sull’ultimo gradino e si spostò per
lasciarmi passare. Gli domandai se si sentisse male e mi offrii di accompagnarlo
fin sopra.
Haller mi guardò e mi parve di averlo quasi destato da un sogno. Cominciò a
sorridere, di quel suo sorriso grazioso e doloroso che spesso mi ha stretto il
cuore, e m’invitò a sedermi accanto a lui. Lo ringraziai e dissi che non avevo
l’abitudine di mettermi a sedere sulle scale davanti agli appartamenti altrui.
«Già, già,» disse sorridendo ancora «ha ragione. Ma aspetti un momento,
devo pur farle vedere perché non ho potuto fare a meno di sedermi qui.»
E così dicendo indicava il pianerottolo del primo piano dove abitava una
vedova. Sul pianerottolo di legno fra la scala, la finestra e la porta d’entrata era
appoggiato alla parete un armadio di mogano con sopra vecchie stoviglie di
stagno, e per terra davanti all’armadio, su due sgabellini, c’erano due vasi con
un’azalea e un’araucaria. Erano piante molto belle e tenute sempre pulitissime,
tant’è vero che lo avevo notato anch’io con piacere.
«Ecco, vede,» continuò Haller «questo pianerottolo con l’araucaria ha un
odore delizioso, non riesco mai a passare senza fermarmi un momento. Anche
da sua zia regna il buon odore, c’è ordine e massima pulizia; ma questo posticino
con l’araucaria è così pulito, così spolverato e lavato e lustrato, così immacolato
che sembra luminoso. Non posso fare a meno di aspirare quest’aria a pieni
polmoni... Non lo sente anche lei? L’odore della cera e un lontano sentore di
trementina insieme con il mogano, con le piante lavate e tutto questo profumo
formano un superlativo di candore borghese, di precisione e accuratezza, di
fedeltà e dovere compiuto. Non so chi ci abiti, ma dietro questa porta ci
dev’essere un paradiso di pulizia e di borghesia spolverata, di ordine e di
meticolosa e commovente dedizione a piccole abitudini, a piccoli doveri.»
E poiché tacevo, soggiunse: «Non creda, per carità, che io faccia dell’ironia!
Caro signore, nessun pensiero è lontano da me quanto l’intenzione di deridere
quest’ordine borghese. Io sì, è vero, vivo in un altro mondo, non in questo, e
forse non sarei capace di resistere neppure un giorno in una casa con queste
araucarie. Ma pur essendo un vecchio e un po’ sordido lupo della steppa, sono
anch’io figlio di mamma, e anche mia madre era una buona borghese e coltivava
i fiori e badava alle stanze e alle scale, ai mobili e alle tendine, e si sforzava di dare
alla casa e alla vita la massima pulizia e accuratezza, il massimo ordine. Questo
mi rammenta il sentore di trementina, questo mi rammenta l’araucaria, e perciò
mi metto qui a sedere e a guardare la piccola silenziosa oasi di ordine e sono
felice che tali cose esistano ancora».

Hermann Hesse, Il lupo della steppa, traduzione di Ervino Pocar (Oscar Mondadori).

sabato 9 luglio 2022

Tempi d'Ulisse

Che mondo, che tempi: fibrillanti, scoppiettanti: persino un petardo basta per ammazzare un politico del Sol Levante che faceva notare cose che risultavano indigeste ad altri colleghi banchettanti, mentre da noi, in particolare nella città culla di tricche tracche e bombe a mano, i ministri degli esteri vegetano ancor.

È la dieta mediterranea, senz'altro, senza dubbio, senza fondamento.

In Georgia sono cadute le torri di granito, simbolo di qualcosa che (vedete), sulle quali c'erano scritte cose neo malthusiane. A Francoforte va all'asta la statua simbolo dell'Euro per via dei costi di manutenzione: è per questo che il Buonarroti non ha messo le mutande al David?

Stralci di televisione estiva, replicati in luoghi dove li possa vedere ché la televisione non ce l'ho più, mandano in onda sconcezze pregliasche, mature più delle marasche, che merli sfavorevoli beccano e ricacano sulle teste di spettatori fiduciosi nella scienza e nelle virtù teologali. 

Intanto, riprendo l'Ulisse: 

«Or dunque, uomo, chiunque tu sia, guarda a quella fine estrema che è la tua morte e alla polvere che afferra ognuno che sia nato di donna perché come egli uscì ignudo dal grembo della madre così ignudo dovrà egli dipartirsi alla fine per andarsene come se ne venne».

Quando sarò morto, se vorrò dipartirmene ignudo, nelle disposizioni dovrò lasciare scritto che mi si copra giusto con un lenzuolo e mi si posi sulla nuda terra, senza cassa da morto, soprattutto quella zincata, ché i vermi e altri simpatici decompositori facciano in fretta il loro lavoro e la terra digerisca presto il cadavere che sarò. 

Intanto, continuo l'Ulisse...

«E Sire Leopold che era il meglior commensale che mai avesse seduto al desco di quei clerici ed era l'uomo più mite e cortese che mai abbia posto man di massaro sotto cul di gallina ed era il più leal cavaliere del mondo che mai abbia servito donna gentile, levò a lui cortesemente la coppa. Doglie di donna con meraviglia meditando»...


mercoledì 6 luglio 2022

La banda dei disonesti

 Ci sono molti modi per far ragionare le persone in modo corretto, educato e convenevole alle direttive che l'azione di governo intraprende. I comunicati stampa, infatti, sono deputati a questo, così come i deputati sono deputati a far andare avanti il governo, nient'altro, perché il legislativo, è appurato, è un potere declassato, credo attualmente sia sesto in classifica, ma attendiamo i Pirenei.

Il nostro Principe ha incontrato il Sultano - che bello fare pace dopo aver fatto a schiaffi ed essersi sputati addosso. 
«Mi scuso se ti ho chiamato dittatore, ma parlavo sotto dettatura». 
«Mi scuso di averti chiamato vile strozzino affamapopoli, ma poi ho pensato che i popoli erano europei».
«Pace».
«Pace».
«Accidenti al diavolino che ci ha fatto litigar».
«Ma è lo stesso diavolo che ci chiede adesso di fare pace».
«Avete ragione signor Lo Curto...».
«Lo Turco, donn'Antò, Lo Turco».
«Lo Turco, già».

domenica 3 luglio 2022

La pan-demenza

Ho visto il ministro e-Speranza intervistato parlare boccheggiando, ché coperto da effeffepidue, per dare consigli su altre dosi che i “fragili” e gli ultra-ottantenni dovrebbero farsi e sono sinceramente preoccupato per costoro e per la salute degli italiani in generale, anche di coloro che - e sono probabilmente la maggioranza - continuano a credere che le sue deliberazioni ministeriali siano state e siano ancora giuste e corrette. 

Vedo anche che, nonostante il gran caldo, ci sono tante persone influenzate con raffreddori, mal di gola, tosse, dolori muscolari - cosa mai registrata, tra giugno e luglio, da decenni a questa parte. E vedo anche la difficoltà di farsi delle domande sul perché questa cosa accada o, peggio, di non darsi delle risposte autonome, che non ricalchino quelle dei notiziari o dei giornali che dicono e scrivono le stesse cazzate anti sanitarie di sempre.

Vedo anche medici vassinatori camminare da soli per le vie della città con effeffepidue appiccicata e se chiedi loro perché, essi rispondono: «Perché è un periodo di pandemia».

Ah.

venerdì 1 luglio 2022

Liberatori

Stamani sono stato a Bagdad, per un caffè. Nella piazza davanti al bar c'era una buca, grande quasi come un cratere. A un arrotino che, nei pressi, affilava scimitarre, ho chiesto che cosa fosse quel buco enorme nel quale lui, di tanto in tanto, sputava dentro mezzo stecchino, o mezza cicca, a seconda di quello che aveva fumato. 
«È stata una bomba, qualche anno fa. Una bomba americana, potente, ma profumata come un dentifricio: infatti, quando cadde, qui intorno l'abbiamo presa tutti nei denti». 
Mi sono seduto in un angolo all'ombra e subito si è presentato un cameriere bengalese che capiva l'italiano a tratti, come la nebbia. Si chiama Aladino, ha i denti gialli (lui sostiene per via della curcuma) e la camicia marrone, giustificandosi che è l'unico colore che inganna le mosche. Mi ha detto che vorrebbe emigrare in Italia per lavorare come mozzo per la Sardinia Ferry. È stato un suo amico connazionale a suggerirglielo: la paga non è male, c'è vitto e alloggio compreso e ogni tanto qualche milanese che dà una buona mancia per farsi lavare i piedi perché, data la trippa, non riesce a piegarsi a sufficienza.
Il caffè non sarebbe stato neanche male, ma l'immagine dei piedi con le unghie incarnite del milanese me l'ha fatto andar giù di traverso. 
Avrei voluto lasciare dieci dollari ma il titolare, tramite Aladino, ha detto che avrebbe preferito pagassi in rubli. 
«Ma come, ho chiesto, non vi va più bene la moneta dei vostri liberatori?». 
«Liberatori un cazzo», ha replicato in arabo una voce, in lontananza. Non conosco l'arabo, ma dal tono giurerei che ha detto proprio così.

domenica 26 giugno 2022

Aridatece Scalfari

Editoriale della domenica. 

La domenica era il giorno in cui compravo quattro o cinque giornali. E li leggevo pure. Di essi, la cosa che più m'interessava erano gli editoriali e le pagine culturali. Bei tempi. 
Gli editorialisti e gli scrittori delle pagine culturali sono tutti morti. E anche noi lettori, in parte, lo siamo, dacché non esistono più i giornali né tanto meno gli editoriali e, quindi, anche noi lettori di editoriali e quotidiani esistiamo più. A chi dirà: «Ma come, anche se le copie vendute sono drasticamente ridotte, i giornali non sono del tutto scomparsi e poi esistono pure in rete, nel formato online». Risponderò: «Sì, ma è roba transgenica, tenuta insieme con lo sputo e finanziamenti pubblici impropri, dopata, alterata, edulcorata, roba da chiamare i Nas.»
La produzione editoriale classica non offre più alcun contributo alla crescita culturale del Paese: è un prodotto scadente, un omogeneizzato andato a male e noi poppanti, piuttosto che buttare in corpo tale sbobba, restiamo digiuni o le notizie le diffondiamo e le commentiamo da soli, con tanti sbagli, tanti idee sbagliate, una miscellanea di memi che certamente non edifica, ma che non brucia i neuroni con le fiamme della voce del padrone.

In buona sostanza: oggi l'editoriale me lo sono scritto da me, breve, senza essere un lenzuolo di citazioni colte o elucubrazioni a culo.  

venerdì 24 giugno 2022

Transizione a carbone

 «Il CTEM [Comitato Tecnico Emergenza e Monitoraggio del sistema gas naturale: il dio degli acronimi ha colpito ancora] ha condiviso la proposta di una misura per programmare, con il coordinamento di Terna, acquisti di carbone in via prudenziale, in misura sufficiente all’eventuale piano di massimizzazione delle centrali a carbone, in vista dell’embargo su quello di provenienza russa stabilito dall’Unione Europea a partire dal mese di agosto». 

Con tutto il rispetto per il gender e le transizioni, mi sembra che qui siamo in presenza di una mutazione che, al posto delle tette, ci ha messo un par di coglioni.

martedì 21 giugno 2022

Un punto di luce nella notte

Stare zitti, subire, lasciare che non piova - tanto non piove, tanto pare che - persino - sia vero che dai cieli, con quei cazzo di aerei, oltre a spruzzare kerosene, spruzzino pure scie che impediscono alle nuvole di piovere - raramente il contrario. Oramai credo a tutto quello che viene detto a proposito dei complottismi, giacché ogni cosa si avvera, come si è avverato persino quello che alcuni, un semestre fa, prima ancora dunque che la Russia andasse a schiacciare il capo a quei pezzi di merda di nazisti ucragni e mercenari accidentali al servizio, si è avverato, dicevo, quello che veniva detto in certi ambienti complottisti e cioè che ci sarebbe stata scarsità di gas ed energia varia, e quindi interruzioni di corrente e porche. Tutto accade secondo i piani più assurdi, persino che Dima Io eccetera. E il Dr. Aghi a infilare siringhe non più nei deltoidi, d'altronde adesso non è più un ago, ma un cannone. E pensare che - in certi altri ambienti laterali e complottari - c'è addirittura chi lo elogia e lo pregia perché egli lavorerebbe nell'interesse esclusivo della nazione, Lui, e in certe occasioni sarei pure tentato di dar retta a costoro, perché sapermi comandato da qualcuno che lavorerebbe nel mio piccolissimo interesse esclusivo mi rincuora, mi alleggerisce il panico litù ano. Solo un attimo, giusto il tempo di godermi queste ultime ore notturne di solstizio illuminate da una lucciola che è sfuggita dalla ragnatela appesa al mio soffitto e io con un calzino l'ho catturata e, anziché metterla sotto un bicchiere per trovarci l'indomani un rublo, l'ho fatta uscire per illuminare un punto nella notte, questa notte prima degli esami dell'Italia immatura.

domenica 19 giugno 2022

Un'aria che non è più nostra

«Qualcosa deve essere accaduto, qui tra noi, anni fa. Ciò che io avverto come mutamento sembra essere soprattutto un improvviso salto di qualità - non in alto -, una caduta di convenzioni e memoria delle convenzioni; un improvviso passaggio dalla cultura di convenzioni e memoria a cultura di fisicità e di orrore della memoria. Di colpo, come da una falla, la vita senza aggettivi, la vita come pura esaltazione di momenti fisici e dittatura della fisicità assoluta, è entrata nella vita delle università, di ogni tipo di scuola, ha allagato la stampa. Il momento - della fisicità - è tutto. La parola viene rimandata al grido. Chiunque dica o scriva riferendosi a qualcosa che era prima - una legge, per esempio, una inclinazione alla pietà - non è udito. La sua voce si perde nel fragore generale. La grammatica non c'è più. La sintassi è casuale. Il vocabolario è stato invaso e distrutto. Da tutte le finestre e le porte del millenario edificio si affacciano i volti distorti e ottusi della beffa, del turpiloquio.

La degradazione è la dea del momento. Si portano fiori agli altari della degradazione, ma viene chiamata dissacrazione, che è cosa più lieve. Tutto è dissacrato, o sta per esserlo. Il patrimonio ultramillenario di modi, di intese, simboli, atti-simbolo è passato al macero. Chi vuol dire qualcosa, non spera più di essere capito. Se c'è bisogno di aiuto, l'aiuto è impossibile: ciò perché i segnali sono cambiati. Quali sono? La nostra vita non ha più segnali che siano riconoscibili un istante dopo, o a un metro di distanza. Il privato - come ora si dice - è il morto, a meno che non sia sacralizzato dal denaro. Il denaro, o una personale giustizia, resta il valore che non cade, che tutti riconoscono. Tutto questo, prima, [alcuni] anni fa, non era. Da vari anni, è la nostra vita, il nostro baratro quotidiano; ed appare ineliminabile. Ed è questa vita, così deturpata, questo quotidiano maligno e triste, che io stento a riconoscere come il mio paese e la vita che si prospettava. Dico che la vita di questo paese non si prospettava così; non aveva in programma di farsi inconoscibile. L'estraneità a noi stessi non era il nostro scopo. Ciascuno sperava di restare se stesso. Ora non lo è più nessuno. Ogni giorno si leva più strano. Quando stringiamo la mano a un amico che abbiamo salutato appena ieri sera, non siamo sicuri che in queste poche ore non sia diventato un altro. E perché c'è una invasione, quaggiù, da noi: non certo persone o soldati o autorità di altri Stati. Ma un'aria che non è più nostra. Il Mediterraneo non è più azzurro. Montagne e territori che credevamo lontanissimi ci hanno raggiunto. E crediamo siano effetto di nebbia. E forse lo sono. Ciò non toglie che non ci riconosciamo più, che non possiamo più intenderci, che siamo tristi.»

Anna Maria Ortese, Corpo celeste, Adelphi, Milano 1997

sabato 18 giugno 2022

La distanza

Se non ci fosse la distanza io,
in questo momento,
sarei distante lo stesso
perché... perché è inutile che finga
di esserti vicino col pensiero mio
di esserti vicino, non con quello tuo
che mi vorresti vicino veramente,
veramente presente e non con un passo
dentro e l'altro fuori della porta,
non con un occhio che ti guarda
come se desiderasse te e soltanto te
e l'altro che invece guarda altrove;
in breve: non saprei offrirti 
altro che un io diviso
che confonde il tuo intero
integralmente radicato in questa vita,
concentrato sull'essere qui e ora
perché la vita è questa è non un'altra,
un io che non porta pazienza e che è
capace di rivolgersi a se stesso,
per trovare tutto quello che basta;
inutile entrare nelle gabbie degli altri,
soprattutto quando ci si è messo
una vita intera ad uscire dalla propria.



mercoledì 15 giugno 2022

Accorgimento a tutte le nazioni

 Abitator del mondo, al Senno Primo

volgete gli occhi, e voi vedrete quanto
tirannia brutta, che veste il bel manto
di nobiltà e valor, vi mette all'imo.

Mirate poi d'ipocrisia, che primo
fu divin culto, e santità con spanto
l'insidie; e di sofisti poi l'incanto,
contrari al Senno, ch'io tanto sublimo.

Contra sofisti Socrate sagace,
contra tiranni venne Caton giusto,
contra ipocriti Cristo, eterea face.

Ma scoprir l'empio, il falsario e l'ingiusto
non basta, né al morir correre audace,
se tutti al Senno non rendiamo il gusto.

Tommaso Campanella

Commento dell'Autore

Parla a tutte le nazioni, mostrando che la tirannia falsificò in sé il valore, la sofistica il senno, la ipocrisia la bontà. Contra sofisti nacque Socrate, contra tiranni Catone; ma Cristo Dio contra ipocriti, che sono i pessimi, disputò più che contra ogni altro: perché in questo vizio s'inchiude il primo e 'l secondo. Ma non basta ch'e'ci abbia scoperto la verità di tre vizi contrari alla Trinità metafisicale e teologale, se non rendiamo il gusto tutti al Senno vero, ch'è la Sapienza divina incarnata, che col gusto, più che con l'orecchio, internata ci persuade. Vide Metaphysicam.

martedì 14 giugno 2022

Solitari geopolitici

Il solitario che gioco ultimamente è a carte scoperte; basta avere la pazienza di riordinarlo e, di solito, nove volte su dieci ci riesco, metto in fila i quattro segni, dall'asso al re, poi riunisco il mazzo per ricominciare una partita.
Anche le carte del mondo là fuori, se pur disordinate, sono scoperte e, con un po' di pazienza e volontà, sarebbe possibile rimetterle in fila; ma il gioco non è un solitario e ogni giocatore vede un ordine diverso dall'altro. Sicché sul tavolo le carte se stanno mescolate: rosse, nere, fanti lontani dalle regine e la solitudine dei re che si contano i peli della barba. Forse non resta che girarle, mostrando il dorso uguale di tutte. E con pazienza  costruire un castello - ma chiudete le finestre per impedire al vento e agli stronzi di buttarlo giù.

lunedì 13 giugno 2022

Il primo segreto


Guardare ogni mattina il semaforo sulla piattaforma di controllo predisposta dal ministero per vedere chi dei docenti segna rosso (ossia non ha la tessera verde) e dirgli stop.

domenica 12 giugno 2022

Il capitale mondo

«Nel mainstream della coscienza sociale (inclusa la cosiddetta scienza) si manifesta il degrado del presupposto fondamentale di ogni teoria, vale a dire la capacità di collocarsi in una prospettiva virtuale esterna o superiore, ossia di “distanziarsi” e di osservare la propria realtà da un punto di vista differente. Ma l'unica prospettiva riconosciuta dallo pseudo-dibattito dominante, che presuppone pur sempre il consenso universale sull' “economia di mercato” e sulla “democrazia”, è una prospettiva capovolta, tutta interna al capitalismo. Ed è questo a rendere il dibattito così deprimente e insulso. Una percezione immanente, deformata e priva di distacco, non potrà mai dar vita a una riflessione teorica. Ciò che appare come riflessione o che si contrabbanda come tale, resta confinata sin dal principio sul livello fenomenologico. D'altro canto questa limitazione si concilia perfettamente con il Credo postmoderno, che nega qualsiasi differenza tra l'essenza e l'apparenza e proclama la fine delle “grandi narrazioni”, ossia la fine di ogni teoria che abbia per oggetto la totalità, che si sforzi di ricostruire un nesso tra l'essenza e l'apparenza mediante la riflessione critica».
Robert Kurz, Il capitale mondo, Meltemi Editore 2022, 
traduzione a cura di Samuele Cerea e Massimo Maggini.


mercoledì 8 giugno 2022

I giorni dell'autofagia

Sto seriamente pensando di sostituire il citofono con una campana, così almeno essi leccheranno il batacchio.

***
Sento vociferare che per accedere al seggio elettorale e votare al referendum occorrerà indossare la mascherina costituzionale.

***
Ho letto che Letta è entusiasta del fatto che l'Unione europea abbia raggiunto un accordo che impone l'uso di un caricabatterie universale che ha la presa per il culo.

***
A considerare l'evoluzione del movimento politico da lui creato, era piuttosto evidente che Beppe Grillo finisse per auspicare l'autofagia: 
«Ci sono circa 2.000 specie di insetti commestibili in tutto il mondo, molti dei quali ricchi di proteine, come larve di mosca, vermi della farina, grilli, locuste etc…»


lunedì 6 giugno 2022

Adam Smith però leggeva

Siccome sono filorusso, "putiniano", Z, eccetera, l'Ambasciata russa m'informa che il 6 giugno 1799 nacque Puškin e per questo, tale giorno, è dedicato alla lingua russa che, ahimè, non conosco. Fatto sta che ho aperto l'Eugenio Onegin e, dalle edizioni che ho sott'occhio, estraggo una delle strofe iniziali del capolavoro puskiniano che dedico volentieri al ministro degli affari esteri in carica del governo italiano affinché comprenda.

[*]
Della stessa strofa, ecco la versione di Giovanni Giudici:

VII

Gran passione non sentiva
A tormentarsi per dei suoni,
Tra giambo e trocheo non riusciva
A stabilire distinzioni.
Teocrito e Omero derideva,
Ma Adam Smith però leggeva,
Era un profondo economista;
Come uno stato si arricchisca
Sapeva giudicare infine
E di che viva e anche perché
Necessario l'oro non è
Se vi sian materie prime.
Suo padre non lo comprendeva
E nuove ipoteche accendeva.

d

domenica 5 giugno 2022

Suggerimento pratico

 «Permettetemi di darvi un suggerimento pratico. La letteratura, la vera letteratura, non deve essere tracannata come una pozione che può far bene al cuore o al cervello - il cervello, lo stomaco dell'anima. Bisogna prenderla e farla a pezzetti, smontarla, spiaccicarla - e allora il suo amabile profumo si farà sentire nel cavo del palmo e la sgranocchierete e ve la farete passare sulla lingua con godimento; allora, e solo allora, la sua squisita fragranza potrà essere apprezzata nel suo vero valore e le parti frantumate e schiacciate torneranno a unirsi nella vostra mente e riveleranno la bellezza di un'unità alla quale avrete contribuito con qualcosa del vostro sangue»
Vladimir Nabokov, Lezioni di letteratura russa, Garzanti

sabato 4 giugno 2022

Quando la casa brucia


Fuori dalla calma ogni momento

vacilla – il senso che si dava al tempo

è senza – il cammino se ne va sospeso

come se l’appartenenza non avesse peso.


E si fluisce lentamente tra i sassi

del giugno dai muschi assetati perché

la rugiada non basta a spegnere il fuoco

dei sogni della casa che brucia.


«Resta la lingua», dice il filosofo

che ci sprona a pronunciare il nome

delle cose per quello che sono:

sono tutti figli di puttana quelli là - quelli,


quelle facce a culo che comandano

questa casa che brucia.

mercoledì 1 giugno 2022

Era meglio scrivere a Gramellini?

La scorsa estate, dopo che il governo italiano dette al green pass delle caratteristiche nazionali affatto particolari (a partire dalla traduzione nella nostra lingua del regolamento che non riportava la frase nella quale si evidenziava che il certificato verde non avrebbe dovuto discriminare chi, per scelta, non voleva vaccinarsi), come tanti altri miei connazionali (tanti, ma sempre pochi) scrissi all'Unione europea perché potesse ammonire l'Italia per le sue politiche del cazzo.
E già allora Europa Direct mi dette una risposta del cazzo.

Ora, dato che la mia mail è inserita nei loro databasali, essi mi hanno inviato la presente newsletter.

E, me sventurato, gli ho scritto:

spettabile Europa Diretta,
in una vostra lettera pubblica ho letto che l'Unione europea è a fianco dell'Ucraina. In quanto europeo, mi sia consentito di dissentire: io sono a fianco della Russia e contro il governo ucraino, contro la politica di espansione della Nato, contro i filo nazisti che hanno massacrato la popolazione russofona del Donbass. Quindi vi prego, non parlate a mio nome. 
L'Ucraina, secondo me, dovrebbe restare un paese neutrale e le nazioni europee dovrebbero smetterla di inviare armi al governo ucraino. E anche sull'accoglienza dei cosiddetti profughi ucraini ci sarebbe da capire perché a loro sia riservata un'accoglienza di lusso rispetto all'accoglienza da miseria subita da profughi di guerra di altre nazioni. 
L'Unione europea dovrebbe pacificare l'Europa non portarla nuovamente nel baratro del conflitto. La Russia è un paese fratello, non è il nemico. La cultura russa è parte dell'Europa stessa. Ed è l'ora di farla finita di essere vassalli dell'apparato militare ed economico americano. Guardate di ravvedervi. E mandate a casa la signora Ursula, che non è adatta per questo importante ruolo.
Grazie per l'attenzione
A stretto giro di posta, mi hanno risposto così:

Gentile Sig. Massaro,

Grazie per il Suo messaggio.

Molti cittadini dell'Unione Europea, e non solo, ci hanno contattato in merito alla guerra in Ucraina. La ringraziamo per il Suo impegno e per aver condiviso con noi le Sue opinioni e preoccupazioni. La vorremmo rassicurare che il Suo messaggio è stato ben accolto e trasmesso ai servizi interessati, che ne hanno preso nota.

L'UE è unita nella sua solidarietà con l'Ucraina e continuerà a sostenere l'Ucraina e il suo popolo insieme ai suoi partner internazionali, anche attraverso un ulteriore sostegno politico, finanziario e umanitario. Poiché la situazione sta cambiando rapidamente, La invitiamo a seguire i canali ufficiali sotto indicati. Qui troverà informazioni regolarmente aggiornate sull'assistenza dell'UE all'Ucraina, comprese le sanzioni contro la Russia e la Bielorussia, gli aiuti umanitari e le azioni per contrastare la disinformazione.

Il mio messaggio «è stato ben accolto». Mi auguro soltanto che i «servizi interessati» non siano quelli offerti dai nazisti del kAzov.