martedì 9 agosto 2022

Forza Trump

Nel 2016, quando vinse Trump, un po' mi vergognai nel dire che mi faceva piacere avesse vinto lui, piuttosto che quella stronza della Clinton. Lo dicevo sotto i baffi, a mezza voce, tra amici. Avevo come l'impressione che fosse meglio, ed è stato meglio, giacché con la suddetta arpia sicuramente il conflitto in Ucraina sarebbe scoppiato prima, forse sarebbe esploso anche un maggior casino in Siria, e la pace con Kim Jong Un non ci sarebbe certo stata... eccetera. 
Nel 2020, quando a seguito di brogli conclamati, Donald Trump ha perso e il Biden ha vinto, e mi è rincresciuto, ma non l'ho detto, no, non stava bene dirlo, in fondo come fai a tifare un riccone capitalista di tal fatta, odiato da tutti a Hollywood e dal New Yorker...
Bene, sono passati un paio d'anni e vi dirò: a me Trump sta simpatico e quello che ieri gli hanno fatto, perquisire casa sua, è una roba schifosa, una roba che - come dice Fabristol su Twitter - se l'avesse fatta Putin a uno dei suoi oppositori, avremmo tutte le nostre merde secche democratiche a urlare allo scandalo, alla sciagura, alla dittatura conclamata. 

Forza Trump, dunque. Tieni duro.

domenica 7 agosto 2022

Ero lì in un'orgia


A me piace perché alla fine i due si sposano
Ah si, anch'io sono per il lieto fine
Mica come quei film moderni lì che non si capisce assolutamente niente
In fondo sono un sentimentale
Scusi tanto, non ha mica visto le mie mutande?

venerdì 5 agosto 2022

Cara Perturbazione Atlantica

cara Perturbazione Atlantica, 
manchi. 
È tanto, troppo tempo che non ti manifesti 
per dissetare e intenerire il suolo. 
Pure la mente e il cuore, impolverati, 
patiscono la tua lontananza. 
Oh, cara, perché presto non torni, 
veloce veloce, volando sopra le Azzorre 
e passando attraverso il Golfo di Biscaglia 
per infine raggiungere questa parte d'Italia che 
non ha più lacrime da piangere per 
fingere la pioggia? Lo so che sei adirata: 
troppe volte ci siamo lamentati della tua presenza 
perché ci sembrava che, con te presente, 
le nostre vite fossero più esposte alla noia 
e alla malinconia; peggio ancora, e stoltamente, 
ti abbiamo sempre affibbiato l'etichetta di maltempo... 
Maltempo? Questo cocente, monotono azzurro lo è. 
Queste nuvole che, di tanto in tanto, sopravvengono 
e ci regalano soltanto ombre cinesi
o ciottoli di ghiaccio sulle nostre teste
frastornate dall'assenza e dalla cultura
sono il coito interrotto del nostro desiderio
di pioggia.

Cara Perturbazione Atlantica 
torna dunque a confortarci
a darci il senso di un'epoca diversa
che non si trasmuta totalmente in un deserto
di finzione e acqua dissalata
dal male di vivere.
Non farci diventare come arringhe appese
nei negozi dei vecchi pizzicagnoli 
che hanno tutti chiuso bottega 
per far spazio ai negozi dissoluti
che non hanno un padrone
con il quale discutere che l'Italia
non è più un repubblica fondata
sul lavoro. Arriva presto nei nostri cieli,
copri le scie chimiche di aerei
carichi di armi e vibratori per
i nazisti e le prefiche d'Ucraina.

Ti aspettiamo qui all'ombra di un castagno
nascosti come le spore dei porcini
per spuntare e profumare di bosco
una volta ancora.

giovedì 4 agosto 2022

Carr armati rottamati

 Tra i vari scombussolamenti succedutesi dal marzo 2020 in poi, c'è stato anche quello che mi ha fatto avvicinare a fonti informative diverse, non ufficiali, sovente (e a volte a ragione) tacciate di complottismo, anche se essere complottisti non è più un demerito, almeno per me, visti i soloni anti-bufale che hanno rotto il cazzo per farci credere che a) il lockdown era utile e b) i farmaci anti-coronavairus funzionavano ed erano sicuri: vadano a fare in culo insieme a Mentana e amen.

Detto questo, c'è un canale telegram che seguo da qualche settimana, diciamo dodici, che a poco a poco, nonostante tanta confusione (non a caso si chiama Soqquadro ’ntoqulo Etero Channel) e presunzione del so tutto io, so tutto io, mi sembra che di cose la Valeria (l'amministratrice) effettivamente ne sappia - e convincenti.

Non sto a dirle tutte le faccende che ho (o mi sembra di aver) appreso, che molte sono effettivamente spiazzanti, a cominciare dal giudizio su Draghi. Ci sarà occasione di parlarne. Per il momento, pare che la loro diceria sulle armi che il governo italiano ha inviato in Ucraina sembrerebbe vera. Vale a dire, al governo ucragno gli abbiamo inviato roba da rottamare che sarebbe costato un occhio smaltirla in modo più appropriato. Confesso che, se fosse vero, dovrei ammettere che questa dovrebbe essere considerata una mossa geniale.

martedì 2 agosto 2022

Pelosi sullo stomaco

 
Quella bella fica della Pelosi, o un suo clone, è atterrata a Formosa (isola dai culi). Chissà perché. Per rimarcare che.




Questo. Sì, ma perché adesso e non anche, ad esempio, un mese fa? O un anno fa? O, se non c'era lei, un altro speaker, tre anni fa, un lustro, una decade, vent'anni fa? Perché proprio ora? Che cosa c'è di diverso, adesso, che impone questi viaggi per fare queste rivendicazioni “democratiche” contro l'autocrazia, mentre nei tempi passati già descritti la democrazia stava zitta? Ma chi pensano di prendere per il culo? Perché neanche quando le carte sono tutte scoperte non ammettono “ok, facciamo questo perché vogliamo continuare a essere l'impero dominante e tutte le altre nazioni devono sottostare al nostro dominio”? Perché insistono con il concetto falso, marcio e fariseo secondo il quale sostengono di difendere la democrazia contro l'autocrazia, se poi tollerano e favoriscono altre  ben peggiori autocrazie sparse per il pianeta? In buona sostanza: perché è così stronzo il gruppo di potere del quale la Pelosa è portavoce?

lunedì 1 agosto 2022

I peggiori chierichetti


 «L’ape fa vergognare molti architetti con la costruzione delle sue cellette di cera. Ma ciò che fin da principio distingue il peggiore architetto dall'ape migliore è il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa di cazzo prima di costruirla in cera. Alla fine del processo lavorativo frodativo emerge un risultato che era già presente al suo inizio nella idea del lavoratore lavativo, che quindi era già presente idealmente», ossia come metterlo in culo a chi gli darà il voto perché a chi glielo ha dato, il peggiore (segue qualifica) glielo ha messo già.


Gasse


Guardate questa donna. Guardatela bene. E ogni volta che accendete il gas mandatela affanculo, lei e tutti i suoi parenti. Amen.

domenica 31 luglio 2022

Sennò vince la destra

- Addio, Federica, addio... Ti lascio, vado via.
- E perché mi lasci?
- Sennò vince la destra.

Aveva ragione Huxley

« Aspettavamo tutti il 1984. Venne, ma la profezia non si avverò; gli americani più riflessivi tirarono un sospiro di sollievo, congratulandosi per lo scampato pericolo. La democrazia aveva resistito. Altrove nel mondo forse c’è stato il terrore; a noi furono risparmiati gli incubi di Orwell.

Avevamo dimenticato che, oltre alla visione infernale di Orwell, qualche anno prima ce n’era stata un’altra, forse meno nota anche se altrettanto raggelante: quella del Mondo nuovo di Aldous Huxley. Contrariamente a un’opinione diffusa anche tra le persone colte, Huxley e Orwell non avevano profetizzato le stesse cose. Orwell immagina che saremo sopraffatti da un dittatore. Nella visione di Huxley non sarà il Grande Fratello a toglierci l’autonomia, la cultura e la storia. La gente sarà felice di essere oppressa e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare.

Orwell temeva che i libri sarebbero stati banditi; Huxley, non che i libri fossero vietati, ma che non ci fosse più nessuno desideroso di leggerli. Orwell temeva coloro che ci avrebbero privati delle informazioni; Huxley, quelli che ce ne avrebbero date troppe, fino a ridurci alla passività e all’egoismo. Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi; Huxley paventava l’avvento di una cultura volgare, interessata soltanto a cose frivole. Nel Ritorno al mondo nuovo, i libertari e i razionalisti – sempre pronti a opporsi al tiranno – “non tennero conto che gli uomini hanno un appetito pressoché insaziabile di distrazioni”. In 1984, aggiunge Huxley, la gente è tenuta sotto controllo con le punizioni; nel Mondo nuovo, con i piaceri. In breve, Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley, da ciò che amiamo.

Il mio libro si basa sulla probabilità che abbia ragione Huxley, e non Orwell. »

Neil Postman, Amusing Ourselves to Death: Public Discourse in the Age of Show Business, 1985, edizione italiana Divertirsi da morire, Luiss University Press 2021

mercoledì 27 luglio 2022

Facciamo chiodo

Stamani, all'alba, mentre impolveravo i piedi su una strada costeggiata da cipressi, m'è balenato un pensiero, tipo una massima alla Marco Aurelio: non devi cedere al timore di infangarti perché è dal fango che è nato l'uomo. 

Se un giorno tornerà a piovere, chiederò alla polvere.

Stanotte ho sognato una scimmia con un paiolo. Credo le servisse per cucinare una emergenza rapida.

«Ogni cosa sembrerà un chiodo a chi ha in mano un martello». E noi, chiodi, perché pensiamo di andare a farci martellare alle urne? 

Ve l'ho raccontato che io, a scuola, ho fatto pure ferro battuto? Pazienza. Sappiate che non c'ero portato, nel senso che, picchia picchia, non riuscivo quasi mai a dare al pezzo di ferro la forma voluta. Epperò picchiavo, e vedere la materia incandescente piegarsi sotto i miei colpi mi faceva sentire un biscotto della plasmon. Inzuppato di sudore, chiedevo spesso ai compagni più capaci di intervenire per non prendere di continuo cazziatoni dal professore. «Massaro, tu farai lo spazzino». E, infatti, feci pure quello...

Ma torniamo all'incudine e ai colpi di martello sull'arancione prima che diventa rosso e, a poco a poco, grigio e nero. All'immergere nell'acqua il pezzo per... non mi ricordo perché, serviva a qualcosa che ora mi sfugge e non ho voglia di ricercare, lasciamolo così il ricordo, il ferro, l'incudine e il martello, uno dei due strumenti incrociati dentro una bandiera che, ancora minorenne, non vedevo ingenuamente l'ora di votare, ma non ricordo proprio più perché.




lunedì 25 luglio 2022

Astensione come vocazione

Per quel che vale - niente - non ho votato alle politiche del 2018, non mi fidavo di nessuno, tanto meno dei cinque stronzi. Ero già sulla strada di un pio astensionismo (l'ultimo voto in-utile alle politiche lo detti a Bersani nel 2013... e capii). 
In vista delle future elezioni, da pio il mio è diventato un astensionismo feroce, soprattutto per quello che questa legislatura infame mi/ci ha fatto patire (a taluni, a tanti, a troppi). Il cosiddetto voto antisistema è stato sistematicamente confutato dal fallimento politico ed esistenziale degli apritori di scatole di tonno. Ci affogassero dentro all'olio o, meglio, finissero tutti come tonni pescati e sfilettati, ’sti untuosi beccamorti.

E sulla scia di quanto scritto oggi da Olympe de Gouges, vado sotto a copia-incollare ciò che Paolo Sceusa, ex magistrato, promotore delle marce della libertà contro la tessera verde e gli obblighi farmacologici, ha oggi scritto nel suo canale telegram:


« Avviso ai votanti “antisistema”.
Ecco come andrà la faccenda dell’unirsi tutti e andare a votare: molti dei movimentini e dei partitini in campo cercheranno di unirsi per presentare una lista unica.
Al momento di stilarla ciascuno di loro vorrà piazzare in cima alle liste dei vari collegi, in posizione più utile a cercare di spuntare un seggio, il nome corrispondente al culo del suo capoccia.
Quindi si vedrà che  i cosiddetti nuovi partiti, non sono altro che l’ennesimo progetto arrivistico del deretani che li guidano e che ambiscono solo ad accomodarsi su di uno scranno parlamentare.
Fine del tentativo di presentare liste unitarie.
Quindi i nuovi partiti “antisistema” decideranno di presentarsi divisi. Ognun per sé.
E lì si vedrà che ciascuno di loro chiederà a tutti voi di firmare per far presentare la propria lista.
E ognuno di voi andrà a firmare per ciascuno di loro: eh! Sono tutti antisistema…!
Devo continuare?
Continuo: a quel punto solo pochissimi tra quelli di quei tanti di voi che saranno corsi a firmare per la presentazione delle liste di cinque o sei distinte liste “antisistema”, si soffermeranno a considerare che la proprie firme di consenso alla presentazione di tutte le varie liste (divise) non si sommeranno in cabina elettorale, ma si divideranno: sì, perché lì ognuno dovrà scegliere a quale tra le varie liste “antisistema” dovrà dare la sua maledetta crocetta, sulla scheda elettorale.
Anche in quel momento solo pochi di voi speranzosi elettori cominceranno a sentire la puzza di bruciato provocata dall’attrito della pigna elettorale, nel posto in cui nessuno vorrebbe trovarsene una.
La fregatura la capirete finalmente tutti quando dallo spoglio, pronto in ogni caso a far scattare i brogli, risulterà che ciascuna lista “antisistema”  avrà conquistato zero seggi salvo, forse, una o due, che saranno riuscite a piazzare inutilmente uno o due deretani nel nuovo parlamento.
E dovrete stare tutti muti: sì perché avrete giocato. E avrete perso! Muti! 
La scacchiera avrà vinto di nuovo. La scacchiera.

Amen.

Invece non presentarsi alle urne fa contare quell’elettore come non votante. Punto. Zero possibilità di brogli, su questo. Non c’è alcuna “sua scheda” che qualcuno potrebbe riempire a tradimento.
Il suo nome risulta fra gli aventi diritto al voto, ma non fra quelli presentatisi al seggio (magari a inscenare opinabili manfrine).
L’unica conta che mi interessa è quella fra votanti e non votanti. Stop.
Questi sono gli unici due numeri che contano.
Ripeto: un governo lo formeranno anche se avranno votato due sole persone.
A quel punto, e solo a quel punto, cioè in caso di massiva astensione, la spinta unitaria si potrà realizzare. Perché non ci saranno liste “unitarie” da formare. Ci sarà una maggioranza di popolo, autocosciente di esserlo perché parte di una massa enorme di non votanti che non accetterà di farsi imporre tasse, greenpass e di farsi spedire in guerra da due votanti che hanno espresso un parlamento e un governo.
Quella massa sarà già unita. Senza l’ennesimo merdoso leader o leaderino pronto a rifarvi la festa [...] Ri-amen».

Mi sembra un buon punto di partenza (anche se non sono così ottimista sulla «spinta unitaria», ma vedremo).


sabato 23 luglio 2022

E lucean le stelle

È luglio, solleone, fa caldo, come quasi sempre di questi tempi ha fatto caldo. Piove meno, questo sì, e salutari acquazzoni estivi sono rari rispetto a qualche anno fa. Ogni tanto sento raccontare che esistono già tecnologie per favorire (produrre?) la pioggia... chissà, per il momento mi rivolgo a sant'Anna 

Sant'Anna Metterza

Ieri notte, verso le tre e mezzo, mezzo sudato e bisognoso d'aria fresca, mi sono allungato sulla sdraio in giardino, ho alzato gli occhi sopra di me e mi sono fatto tuffato dentro la Via Lattea. Nel volgere di pochi minuti, la spuma di stelle mi ha donato frescura bastante per farmi sentire il bisogno di avere addosso una leggera coperta sulla pelle nuda. Ma ho tenuto duro, gli occhi sempre rivolti al cielo, per osservare un puntino viaggiante (un Ufo?) che, silenzioso, zigzagava tra i corpi celesti. Quanto siamo piccoli, ho pensato, rivolgendomi ai testicoli che, grazie alla brezza notturna, ciondolanti qual erano, si sono ricomposti un po'. Quanta pazienza ci vuole a contare le stelle... Io a duecentotré  ho smesso e ho ripreso la via del letto, a pancia in giù.

mercoledì 20 luglio 2022

Guai a noi



Signori,

se avete ancora un briciolo di pietas, concentrate la vostra attenzione sullo sguardo del fanciullo, per qualche secondo, solo su quello e nient'altro e pensate a quello che è stato fatto ai bambini e ai ragazzi in questi anni e, se non capite, se sorridete leggiadri come tutti quelli che stanno intorno a lui, sarebbe meglio che vi metteste una macina da mulino intorno al collo e vi gettaste in mare, brutti bastardi. 

martedì 19 luglio 2022

A 80 km da Algeri

« Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall’ospizio: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.” Questo non dice nulla: è stato forse ieri.
L’ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri. Prenderò l’autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio. Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera. Ho chiesto due giorni di libertà al principale e con una scusa simile non poteva dirmi di no. Ma non aveva l’aria contenta. Gli ho persino detto: “Non è colpa mia.” Lui non mi ha risposto. Allora ho pensato che non avrei dovuto dirglielo. Insomma, non avevo da scusarmi di nulla. Stava a lui, piuttosto, di farmi le condoglianze. Ma certo lo farà dopodomani, quando mi vedrà in lutto. Per adesso è un po’ come se la mamma non fosse morta; dopo il funerale, invece, sarà una faccenda esaurita e tutto avrà preso un andamento più ufficiale. »

Albert Camus, incipit de Lo straniero, (traduzione di Alberto Zevi, Bompiani editore).

«Voglio ricordare come nel 2021 il presidente Tebboune abbia conferito alla memoria di Enrico Mattei la medaglia di amico della rivoluzione algerina». Dal discorso di Mario Draghi

venerdì 15 luglio 2022

La scoperta dell'acqua calda

 


Nel mio piccolo, a casa mia ho fatto tentativi di risparmio energetico, quasi tutti fallimentari, soprattutto quelli legati al "solare" (un po' meglio con la termocucina). Non per causa mia, ma perché per gli "investimenti" (senza bonus) ho trovato, in due casi, dei tecnici-idraulici che mi hanno fatto spendere soldi invano, per me, mentre per loro utili per qualche rata del minivan.
Nello specifico, i pannelli solari: tre tentativi, tre insuccessi. E sul tetto ho pannelli solari termici che non funzionano più (rotti per la seconda volta, la prima in garanzia furono sostituiti). Così ho detto basta e produco l'acqua calda dei sanitari con una caldaia Riello a gasolio, che ha più di trent'anni, ma ancora va.