giovedì 14 febbraio 2019

Eurotropismi

Del fatto che Verhofstadt (complimenti per il suo italiano) abbia dato del burattino a Conte, ho da obiettare due cose: a) dacché un burattino non può essere mosso contemporaneamente da due mani appartenenti a due persone diverse (in questo caso: le mani di Di Maio e Salvini), il termine più corretto da usare sarebbe stato marionetta; b) per quanto legittime le critiche rivolte dal capogruppo dei Liberaldemocrati al Parlamento europeo al nostro Presidente del Consiglio, opportunità avrebbe voluto che, dato che il suo discorso è stato introdotto dal Presidente Tajani, Verhofstadt si fosse dapprima rivolto a costui affibbiandogli un congruo epiteto[*] per le "patriottiche" dichiarazioni di Basovizza.

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[*] Chiedo venia ma, al momento  la mia debole immaginazione suggerisce soltanto epiteti passibili di querela.

lunedì 11 febbraio 2019

Tribuna politica

Da una corretta analisi del voto alle regionali in Abruzzo, estraggo il capoverso finale:
«Gli iscritti ad esercitare il diritto di voto erano 1.211.204, gli elettori che lo hanno esercitato sono stati 643.287, con un calo in termini assoluti sia rispetto alle precedenti politiche (786.533) che rispetto alle precedenti regionali (745.865). Le schede bianche sono state 6.057 e quelle nulle 12.679, calando rispetto alle precedenti politiche (rispettivamente 9.277 e 17.118) ed alle precedenti regionali (rispettivamente 25.122 e 29.251).»
Si dirà: l'astensionismo è una questione fisiologica delle democrazie mature. Forse che la democrazia stessa è caduta dall'albero come una nespola? Non per negare il dato che il centro destra e, soprattutto, la Lega abbiano vinto le elezioni. No. È semplicemente per notare che, se non si confrontano i numeri in dote del vincitore, con il numero complessivo dei non votanti, si fanno dei lillipuziani dei giganti. 

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Io, come non mi capacitavo di Berlusconi, figuriamoci se mi capacito di Salvini.

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Chi sarà il primo boccaperta a chiedere a Mario Draghi - un minuto dopo che gli sarà scaduto il mandato alla Bce - di salvare la patria? Orfini, che intanto firma il manifesto di Calenda a nome del Pd?

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Un gruppo politico scozzese ha lanciato una proposta radicale e pragmatica: una settimana lavorativa più breve (quattro giorni). Quanto sarebbe opportuno che un partito cosiddetto progressista la potesse fotocopiare (oltre ad altri consigli: vedi qui) e proporre anche da noi, in Italy.

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La dichiarazione di Tajani a Basovizza dimostra solo una cosa: che gli italiani, una gran parte degli italiani, non ha fatto, non vuole fare i conti con la storia, perché la storia racconta che hanno torto marcio e a loro non va giù sentirselo dire

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Il presidente Mattarella è stato invitato oggi a Firenze a inaugurare il tratto di tranvia che collega la stazione all'aeroporto. Che evento. Chissà chi inviteranno i fiorentini quando riusciranno a togliere dalle palle tutte le macchine dal centro, tutte, elettriche comprese. Dio?

domenica 10 febbraio 2019

Oh, Sheep

1. «I pastori sardi chiedono che il latte di capra e di pecora – venduto prevalentemente all’industria casearia – venga pagato di più ai produttori e sostengono che i grandi produttori di formaggi si siano accordati per fare abbassare i prezzi del latte. Il prezzo di 60 centesimi al litro che viene pagato in queste settimane ai produttori di latte – dicono gli allevatori – non è sufficiente a coprire le spese di produzione e per questo in molti hanno deciso di buttare via centinaia di litri di latte, piuttosto che venderlo sottocosto». 

2. Gli operai e i dirigenti della RWM chiedono che le bombe a grappolo e le mine antiuomo - vendute prevalentemente all'industria bellica dei paesi arabi - siano pagate di più ai produttori e sostengono che i grandi distributori di armamenti si siano accordati per fare abbassare i prezzi degli esplosivi. Il prezzo di X euro a bomba che viene pagato in queste settimane ai produttori - dicono gli operai - non è sufficiente a coprire le spese di produzione e per questo in molti hanno deciso di buttare e quindi far esplodere per strada centinaia di bombe, piuttosto che venderle sottocosto. 

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Il fatto che, purtroppo, l'industria bellica non conosca crisi, spero non veli la nuda assurdità del modo di produzione capitalistico. Dato lo sviluppo delle forze produttive, quasi tutto, oggi, potrebbe essere prodotto sottocosto, affinché tutti (e non solo pochi) godano del prodotto sociale complessivo.

Nella Critica al programma di Gotha si può leggere:

«In una fase più elevata della società comunista, dopo che è scomparsa la subordinazione servile degli individui alla divisione del lavoro, e quindi anche il contrasto di lavoro intellettuale e corporale; dopo che il lavoro non è divenuto soltanto mezzo di vita, ma anche il primo bisogno della vita; dopo che con lo sviluppo generale degli individui sono cresciute anche le forze produttive e tutte le sorgenti delle ricchezze sociali scorrono in tutta la loro pienezza, - solo allora l'angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato, e la società può scrivere sulle sue bandiere: - Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni!» 

Ma attenzione: come Marx stesso spiega più avanti, non è una questione di distribuzione, bensì di produzione, di come, cioè, si produce e di cosa si produce.

«La ripartizione dei mezzi di consumo è in ogni caso soltanto conseguenza della ripartizione dei mezzi di produzione. Ma quest'ultima ripartizione è un carattere del modo stesso di produzione. Il modo di produzione capitalistico, per esempio, poggia sul fatto che le condizioni materiali della produzione sono a disposizione dei non operai sotto forma di proprietà del capitale e proprietà della terra, mentre la massa è soltanto proprietaria della condizione personale della produzione, della forza-lavoro. Essendo gli elementi della produzione così ripartiti, ne deriva da se l'odierna ripartizione dei mezzi di consumo. Se i mezzi di produzione materiali sono proprietà collettiva degli operai, ne deriva ugualmente una ripartizione dei mezzi di consumo diversa dall'attuale. Il socialismo volgare ha preso dagli economisti borghesi (e a sua volta da lui una parte della democrazia), l'abitudine di considerare e trattare la distribuzione come indipendente dal modo di produzione, e perciò di rappresentare il socialismo come qualcosa che si aggiri principalmente attorno alla distribuzione. Dopo che il rapporto reale è stato da molto tempo messo in chiaro, perché tornare nuovamente indietro?»

Sciaguratamente, siamo tornati molto indietro. Ciò che era stato messo in chiaro, è stato offuscato. Forse però la lotta, d'accordo giustificata epperò retrograda, dei pastori potrebbe far trapelare qualcosa.

sabato 9 febbraio 2019

Signora Lia

Come se fossi una sentinella della Nasa che sorveglia la caduta di possibili meteoriti, faccio varie piroette per difendermi dall'invasione periodica degli eventi: mi tappo le orecchie, devio lo sguardo, cambio discorso e canale, scorro rapidamente la barra laterale delle pagine web, fischietto Stravinskij. Tuttavia, contrariamente alla suddetta sentinella, non svolgo tale missione di sorveglianza altro che per me: lungi da me la pretesa di biasimare e quindi giudicare chi non sente la necessità di adottare una simile barriera anti-notizia e che, anzi, volentieri si fa bombardare il sistema nervoso dai duetti delle cariatidi (ahimè, qualche bruscolino passa lo stesso) con il volto siliconato.

Scrive Pascal:
«Divertissement. Les hommes n'ayant pu guérir la mort, la misère, l'ignorance, ils se sont avisés, pour se rendre heureux, de n'y point penser». (Pensées, 133-168
Non che io sia contrario al panem et circenses, no. Mi dà solo da pensare il fatto che, anno dopo anno, decennio dopo decennio, (secolo dopo secolo? L'Italia come repubblica millenaria), una settimana all'anno si tributi mediaticamente tanta attenzione su una manifestazione canora di merda.

Signora mia.

giovedì 7 febbraio 2019

I sensi cantati

Bancarella di donazioni librarie di basso conio, situata presso supermercato ove abitualmente faccio spesa. Mi soffermo e, tra trante Steel, Grisham e Connelly, l'unico titolo che trovo degno d'attenzione è questo



Apro pagina a caso, lo giuro: a caso. Mi sono guardato intorno peggio che se avessi avuto tra le mani l'ultimo libro di Fabrizio Corona.

martedì 5 febbraio 2019

Google -

Vedo sfuggirmi. Tipo fossi Google +. E mi chiedo: prima di sparire, di lasciarsi morire d'aprile (dicono dalla base che già da ieri non avrei potuto utilizzarlo e che il 2 aprile - perché non il primo così per celia? - tutto sarà chiuso ed eliminato e chissene tanto non l'ho mai considerato più di tanto il G+) non sarebbe stato meglio vivere per un po' da Google - ? Tipo me, Luca - (meno... il can per l'aia) da tempo, una vita - che vita! - che il tempo passato lo vedo lontano, da una certa altezza, o bassezza, non metaforizziamo troppo sennò perdo l'uditorio - e insomma, Luca il minus habens sotto certi aspetti perché - perché? - non so perché, perché sono un idiota a stare qui a sbattermi senza concludere niente? Senza uno scopo? Senza scopo? Mi vengo in faccia da egregio segaiolo che sta qui a sbattersi (avevo promesso di non metaforizzare troppo e non ho mantenuto) (man tenuto ferma) (sembro Sanguineti a Parigi che conta quanti gatti sono grigi e quante coppie di tette hanno le parigine). Suvvia! Stoppati! È bello però stare qui. Mi dà conforto. Mi fa sentire - lo dico con somma presunzione - come Patrizia Cavalli dopo che ha scritto una poesia. 

È inutile fare sforzi
diventare più adulti più maturi
interessarsi alle tante sorti
del mondo nei giornali
e intanto guardare con sensi approssimati
scomparse e ricomparse
dentro e fuori e i minuscoli regali
della memoria inacidita
nelle scatole e nelle scatolette.¹

È bene che l'intelligenza (il minus habens) (o quello che) si dispieghi (ho disposto così). Nel cassetto ci starà o sparirà perché magari un giorno Google deciderà di far morire anche Blogger. E io non avrò di pubblicato alcunché. Io che non mi sono peritato di alcun backup (o almeno, di pochissimo). Oh, bella piattaforma bloggeristica non mi lasciare nell'oceano del nulla, almeno, se proprio devi, diventa rifiuto e aggregati al Plastic Trash Vortex (tanta roba: ho riconosciuto una mia Ferrarelle).

Ma io amo. All'amo. E anche. Io sono un uomo (se questo). Praticamente una cosa.

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da Il cielo, Einaudi, 1981


domenica 3 febbraio 2019

Come fare poesia?

Si chiede Fabio Galli (editorialista del Gruppo Alfabeta 2). Lui dà la sua risposta (che non linko, è su facebook), e anch'io provo a dire la mia, in dieci punti:

1. andando a capo ogni tanto;
2. guardandosi allo specchio e non vedersi.
3. con l’impressione di comunicare (farsi mangiare: sacramento!);
4. respirando (la polvere dell’auto che ti porta via);
5. con brevità e sospensione;
6. andare in vacanza nel luogo comune, per es. Pisa, e fare una foto facendo finta di sostenere la Torre e vergognarsene;
7. da innamorati o da incazzati a mente fredda;
8. con urgenza e l’intestino libero;
9. con la presunzione che saremo in due a leggerla
10. applaudendo con una mano sola.

Far credere

Su Facebook, tramite Riccardo Bellofiore (ordinario di economia all'Università di Bergamo) ho trovato questa notizia riportata da Mauro Gallegati (anch'egli professore presso l'Università Politecnica delle Marche)
Sotto riporto il commentino che ho depositato in quella pagina.

Chi fa credere? Il 20% degli italiani? Oppure: chi detiene i mezzi d'informazione fa credere che...? Nello specifico: quanti dell'80% degli italiani che credono che la colpa sia dei migranti fanno parte del 20% benestante e quanti invece sono "proletari"¹? Insomma, anziché semplicemente pubblicare delle statistiche, sperando che esse da sole bastino a scuotere le coscienze, sarebbe meglio spiegare che, tali dati, non sono una questione di "credenza" o di "fede", ma delle condizioni che determinano la riproduzione sociale ed economica. Dato che è oggettivamente (e storicamente) improponibile far "credere" ai proletari che sia sufficiente l'assalto alla diligenza borghese (il 20% dei benestanti che se la spassa) per ottenere giustizia sociale e prosperità economica diffuse (almeno: nessun partito è più capace di convogliare nelle masse tale credenza), allora - visto che, ahinoi, nessuna critica radicale del capitalismo fa presa nella coscienza sociale - è chiaro che per sedurre il proletariato sia sufficiente qualche imbonitore (populista o sovranista e anche un po' razzista) che non promette più il sol dell'avvenire, ma un semplice riempimento del «tristo sacco che merda fa di quel che si trangugia» e tale promessa - urlano o cinguettano i sovran-populisti - sarà mantenibile solo coi porti chiusi. 
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¹ Con proletariato intendo, credo marxianamente, tutti coloro che per vivere (sopravvivere) devono (o dovranno o hanno dovuto) vendere la propria forza lavoro in cambio di un salario. 

sabato 2 febbraio 2019

L'oroscopo del giorno prima

Riguardo alla supercazzola venezuelana, per ovvie ragioni onomastiche, tra Maduro e Guaidò sarebbe preferibile lo scappellamento a "sinistra".

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L'ex presidente e l'ex direttore generale di Banca Etruria sono stati condannati a cinque anni di carcere con il rito abbreviato. E chiedo: i ministri Salvini e Bonafede andranno a tradurli in carcere personalmente?

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Ho visto arance tarocco a più di due euro al chilo.

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Segretaria bresciana licenziata perché passava molte ore su Facebook al lavoro, assunta da Facebook e licenziata perché passava molte ore su Facebook al lavoro.

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Conte: «Il 2019 sarà bellissimo». Era una poesia.

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Gli Stati Uniti si ritirano dal trattato nucleare sulle armi. Speriamo che decidano di spararsele sulla Luna.


giovedì 31 gennaio 2019

Lo so del mondo e anche del resto

Ero stanco di Tutto, detersivo anticalcare, sgrassatore, disinfettante. Cambiai marca, misi la quintana e mi recai a Foligno.
- Buongiorno Angela, che cosa mi racconti della tua gioventù selvaggia, adultera e sacrilega?
- Mi fece diventare santa.
- Fosti una trap italiana ante litteram.
- Ebbi mentori migliori e minor possibilità di diventare un oggetto mimetico. Tanti giovani oggi sbavano dietro a personaggi di dubbia non dico moralità, che sarebbe il meno, ma di indubbia e assoluta melensaggine intellettuale, privi come sono di lateralità, tutti concentrati sul mantra occidentale della mercificazione degli istanti, foto di sé compresi, compiacenti.
- Una bella tirata.
- Fui mistica non a caso.
- In attesa della misticanza.
- Purga di malva.

Presi il primo treno disponibile per Terontola ed ebbi modo. Mi incontrai. E non lessi niente durante il tutto sommato breve tragitto. Pensai e basta, anche alle tette di una viaggiatrice casuale più di me, pensatrice meno, giacché lesse tutto il tempo un romanzo di De Carlo, Due di due, uguale. Bene.
Arrivai. Me ne accorsi quando un raggio di sole lacustre si franse sulla punzonatrice del controllore. Trasecolai sul Trasimeno perdipiù. Mi divisi: lo spirito continuò il viaggio verso nord con la lettrice, il corpo scese e prese la corriera. La Chiana mi chiamava, con l'andamento maestoso dei suoi paesaggi coltivati e il puzzo dei pesticidi spruzzati di fresco. Mi chiesi se tutto questo aveva un senso. Ogni tanto mi facevo domande retoriche da solo per darmi un contegno. Cantai una canzone a caso, forse questa. Mi dissi bravo. Venne sera.

lunedì 28 gennaio 2019

Moderato io?

Da un po' di anni questo blog pratica una politica (politica?) di moderazione dei commenti.
Iniziai quando qualche legislatore carciofo impose una norma che prevede che, qualora taluno si ritenesse offeso dai commenti di talaltro pubblicati nel blog, passibile di querela sarebbe non l'autore del commento, ma il tenutario del blog. 
Tuttavia, non è questa la vera ragione della moderazione dei commenti perché, se ho capito bene la regola, se un commentatore, anonimo o no, offendesse qualcuno, il blogger avrebbe un certo margine di tempo per cancellare il commento pubblicato senza ricorrere in denunce o sanzioni e io raramente salto un giorno senza visitare la mia pagina.

Il solo motivo per cui ricorro alla moderazione è questo:

All'inizio lo spam si depositava su vari tipi di post. Adesso si concentra soprattutto su uno: Cane capitaleE non so capire perché. Forse perché una volta, per sbaglio, ho cliccato su pubblica e questo ha aperto una breccia nei cuori dei rompicoglioni? Ma anche non fossero singoli individui anonimi, bensì una sorta di generatore automatico di cazzate quasi sempre in inglese (sporadico in spagnolo, raro in russo, rarissimo in italiano), perché il cervello elettronico che le produce non è così intelligente da distribuire e quindi camuffare più equamente gli sputi in forma di complimenti?

Ma adesso basta: sebbene in ritardo, colgo l'occasione della chiusura dei porti del patrio suolo, per aprire quelli miei, sotto l'egida della buoncostume. Orsù, commentate liberamente... e saggiamente. Beninteso, le teste di rapa e di cazzo non sono gradite. 

domenica 27 gennaio 2019

sabato 26 gennaio 2019

Il giorno prima della memoria

Nell'imminenza del giorno della memoria, vorrei ricordare un crimine contro l'umanità avvenuto in terra israeliana pochi giorni or sono, perpetrato da israeliani stessi.


Dei coloni, coi loro Land Rover con le loro Toyota, sono andati a visitare un boschetto di ulivi d'un signore palestinese e gliel'hanno ridotto così, come foto e servizio mostrano, marchiando anche il territorio con una Stella di David rossa disegnata su un sasso. Bravi.
E hanno fatto questo tre giorni prima della (o del) Tu Bi Shvat, la festa ebraica degli alberi; quale miglior modo, nevvero... o forse, i non gentili, volevano cortesemente anticipare la potatura primaverile?

L'ulivicoltore palestinese, il signor Abed al Hai Na’asan, mette da parte le frasche per la domenica delle palme.
Oh, Sion, Sion! Farti colonizzare da siffatte testedicazzo è poco simpatico, non?

E siccome io, modestamente, non ho bisogno del giorno della memoria per ricordarmi della persecuzione e del genocidio degli ebrei, ché mi sarebbe piaciuto essere ebreo, anzi: io che mi sento ebreo dentro (e non importa citi i santi numi ebraici verso quali va la mia smisurata devozione), io che non solo difendo il diritto di Israele ad esistere, ma persino ad invadere l'Arabia Saudita, credo che questi episodi di violenza e prevaricazione offendano la memoria stessa degli ebrei perseguitati dal nazismo, perché sono gesti nazisti essi stessi.

Quindi, o Yahweh, la prossima volta che quei marrani verranno al muro del pianto a lasciare foglietti con le loro preghiere, o Elohim, fa cadere mattoni sulle loro testedicazzo. Amen.

venerdì 25 gennaio 2019

L'è Maduro

Che strano, stavo ragionando intorno all'economia circolare, di cui marginalmente si discute a Davos, quando, d'improvviso, ho sentito la necessità di mettermi spalle al muro, casomai l'economia circolasse troppo, e bassa, altezza padulo.

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Maduro! Maduro! Come un frutto, cadrà dall'albero? O, viceversa, sarà inalberato?

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I dittatori moderni hanno indubbiamente più vantaggi in confronto ai loro colleghi d'antan. Quest'ultimi, infatti, i tapini, dovevano accontentarsi di qualche marginale manifestazione di piazza in loro sostegno davanti alle ambasciate americane delle varie capitali, mentre oggi, l'opinione pubblica anti-imperialista può gridare il proprio sdegno dai social.
Certo, con Gheddafi ci è andata male (siamo stati colti di sorpresa: non pensavamo che, dopo l'accoglienza in pompa magna al G8 di L'Aquila, il Colonnello rischiasse brutte sorprese), ma forse Saddam l'avremmo potuto salvare.
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Un dubbio: se un giorno gli americani riusciranno a estendere la loro influenza "imperiale" a tutto il globo terracqueo, Russia, Cina e Venezuela compresi, anziché delle normali elezioni, saranno indette delle autoproclamazioni? Un futuro per Renzi?

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A me sta sul cazzo Maduro; ma quello che si è autoproclamato, vogliamo parlarne?

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Della morte di Marchionne all'elezione a segretario Cgil di Landini: che cosa dicono gli aruspici? 

lunedì 21 gennaio 2019

Antidoping della memoria

Mio padre era per Bartali, mia madre per Coppi. E, talvolta, a tavola, si disputavano per condizionare la mia preferenza per uno dei due campionissimi¹. Sebbene mi raccontassero per filo e per segno le prodezze delle loro epiche imprese (anche della vita privata, soprattutto quella di Coppi), nessuno di loro parlò mai del fatto che Bartali, durante il periodo bellico, si prodigò per procurare a centinaia di ebrei fiorentini documenti falsi per metterli in salvo dalla persecuzione nazi-fascista.
In verità, di queste gesta eroiche, se non erro, si è venuti a sapere soltanto dopo la morte del ciclista toscano. Perché non ne avrà mai parlato? Secondo la nipote, perché

«per non mettere in pericolo la famiglia, meno sapevano meno rischiavano. Ma soprattutto perché per lui il bene bisognava farlo non raccontarlo. Era cattolico e uomo di profonda umanità, ma sopratutto era un umile, pregio principale per i carmelitani. Lui non si sarebbe mai vantato. Trovava giusto farlo, e l'ha fatto, senza tante ciance »

Bartali, insomma, fu un vero e proprio giusto e anche Israele ne ha lodato l'impresa riconoscendo i suoi meriti e tributandogli un posto tra i Giusti delle Nazioni allo Yad Vashem.

Sì, ma... e ora
«l’attività di corriere tra Firenze e Assisi attribuita da Ramati-Niccacci a Gino Bartali non è menzionata né nelle testimonianze degli organizzatori del soccorso fiorentino, né in suoi scritti privati o parole pubbliche; le pubblicazioni che la descrivono si basano in modo più o meno esplicito sul libro di Ramati-Niccacci»
E
«Ramati-Niccacci ha inventato quel ruolo di corriere di Bartali.»
Gli israeliani faranno come i francesi che hanno tolto i titoli ad Armstrong? 
Il problema è che qui si farebbe torto a un morto, Bartali, che in vita non si "vantò" (pare) di una cosa che, quasi sicuramente, non aveva fatto (e che la leggenda gli ha voluto attribuire perché era così plausibile e hollywoodiano²). E dunque? Fosse per me, anziché togliere un santino  dal memoriale dello Yad Vashem, ne aggiungerei un altro, magari facendolo un po' più vistoso per onorarlo ancor di più: quello di un fattorino di Bologna, un vero eroe riguardo alla falsificazione delle carte di identità per gli ebrei di Firenze e dintorni: Mario Finzi.
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¹Io, indeciso, ho aspettato Paolo Conte per decidere.
²A leggere Sarfatti e a pensare a tutte le lodi tributate a Bartali post-mortem mi sono sentito come dopo aver visto La vita e bella.