venerdì 7 maggio 2021

Gialleggiare

I ranuncoli, che gialleggiano sulle distese verdi dei campi a riposo, fanno le veci ai raggi del sole nascosto dietro le facce di cobalto trasportate dal grecale. Pioverà? Oppure il cielo presto sarà liberato da questa moltitudine informe? Intanto camminiamo e, insieme, guardiamo la linea dell'orizzonte, dove il cielo è più chiaro e fa credere che presto lo sarà anche su questa strada. Due gocce, di cui una di dubbia fattura. Piscio di rondine o di quella cornacchia che si è appena alzata in volo perché spaventata dal mio arrivo, intenta com'era a piluccare la carne frollata di un povero riccio arrotato chissà quante ore fa? Mi pulisco con un fazzoletto di carta e non vedo segni particolari, a parte l'umido. Gocce di pioggia, mi rassicuro, però non molto. Il grigio tocca terra e quindi rifugio ancora lo sguardo sui ranuncoli che ondeggiano sulla spuma vaporosa del vento, certi che neanche una capra di passaggio li mangerà. Resistono e illuminano come le dinamo di una volta, a tratti, più o meno forte a seconda della pedalata. Sono tanti, migliaia, e velenosi, come i virologi. Però più bellini e se ne possono fare tanti mazzettini da portare negli studi televisivi o ai cimiteri dell'istat.

mercoledì 5 maggio 2021

Salvo


Art. 16 Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.

Negli articoli in cui si trova scritto «salvo», la Costituzione limita, diminuisce la sovranità del popolo per aumentare il potere di chi lo rappresenta.
La Costituzione non è dalla parte del popolo, ma del suo contenitore: lo Stato. Ed è cosa propria di uno Stato affamato di legittimità cercare, per via legislativa... no anzi: governativa e d'urgenza, motivi per limitare libertà e diritti dei cittadini. 

Aldilà delle convenienze politiche e di bottega che hanno caratterizzato gli ultimi tentativi di modificarla, da ignudo vivente che parla la lingua in cui si dice mamma e babbo, credo che sia urgente correggere o meglio: riscrivere la Costituzione a partire dai principi fondamentali.

domenica 2 maggio 2021

Piazza social

Nei luoghi della solitudine quali i social, mi accade spesso di leggere commenti ai fatti salienti del giorno e, caso vuole, che oggi molti abbiano commentato sulla vincita del campionato dell'Inter, in particolare dei festeggiamenti in piazza Duomo, a Milano. 

- Quanta gente! 
- Io non ho parole!
- Che dementi!
- Perché la polizia non fa rispettare le regole? Perché non disperde l'assembramento con delle cariche come fa quando protestano i lavoratori e in Valsusa?

A ciascuno di questi commenti avrei voluto rispondere, ma ho lasciato perdere, ché la solitudine social è difficile da scalfire. Lo faccio qui, seguendo l'ordine.

- Che bello!
- Non è vero: ne hai quattro, del cazzo, più un punto esclamativo.
- Intelligente sarà lei, s'informi.
- Perché la polizia ha sempre avuto riguardi per i "tifosi", ché non disturbano l'ordine costituito, anzi. Ma a parte questo, non so come interpretare il richiamo alle proteste dei lavoratori e dei cittadini della Val di Susa: le denigrate e quindi approvate la dura risposta dei celerini, oppure vorreste che le proteste avessero un analogo trattamento di riguardo e potessero occupare le piazze e le strade per manifestare liberamente il loro dissenso? La prima che ho detto, merde?

sabato 1 maggio 2021

Fiore di maggio

Con una propaganda a tambur battente, usando tutti i media disponibili, complice anche gli affanni delle terapie intensive e della forzata ospedalizzazione (e burocratizzazione sanitaria, che ha prodotto un assurdo numero di protocolli - e di ricoveri) della malattia, hanno fottuto la mente di gran parte della popolazione con la paura di ammalarsi e morire. Di qui l'interventismo parossistico governativo, ché non gliene frega un cazzo alla politica se la gente muore - succedeva, succede, succederà: dicono i "dati" istat, mediamente un seicentomila di morti all'anno negli ultimi dieci anni, solo non c'erano bollettini a ricordarlo.
Essi (i poteri) hanno fatto e fanno uso di tutti i mezzi (soliti) a disposizione: stato d'emergenza permanente, notiziari martellanti bollettini con la conta dei morti, filmati di corsie d'ospedale e di sale di rianimazione, medici e infermieri sudati e stremati, ambulanze, sirene, pronti soccorsi, facce addolorate, prefiche, virologi prezzolati e beccamorti, matematici, statistici che si attaccano ai dati come gli astrologi alle costellazioni; i vaccini sperimentali obbligatori; gli opinionisti ondivaghi che adeguano l'opinione a seconda di come si muove il mare dell'opinione pubblica. 

Hanno rotto i coglioni, tutti, soprattutto coloro che abusano della retorica dell'emergenza per consolidare la legittimità di potere, che mostrano - con slogan vari, video e foto - come si prendono cura delle persone, ingabbiandole dentro le sbarre dei protocolli, delle sicurezze, delle procedure, degli sbarramenti e delle chiusure. Facce di culo di vario tipo che nessuna mascherina del cazzo potrà mai nascondere, sindacalisti compresi che immagino oggi ricorderanno qualcosa, chissà cosa, chissà perché.

martedì 27 aprile 2021

Scomparire è un po' come apparire



Scomparire poco a poco non è altro che un apparire un tanto al chilo.


Se un intellettuale crede, ancora oggi, di diventare influente (un maître à penser)  stando dentro al solco della tradizione novecentesca, allora merita l'appellativo solo nella specificazione «de me cojoni». Cinquantuno retweet non bastano? Se ne vogliono cinquemila? Allora si vada (più spesso) dalla Gruber; allora si faccia l'interprete d'una serie televisiva (50 mila) o ospite di un reality show (500 mila retweet). Fare il direttore editoriale di un grande editore; scrivere per riviste e quotidiani; pubblicare libri pieni di citazioni e divenire esso stesso citato nelle tesi di laurea di scienza della comunicazione non basta. Attività logoranti, più della vita moderna. Essere un carciofo non basta per diventare un Cynar. 


domenica 25 aprile 2021

Tanto cemento

Se avessi qualcosa da dire, oggi, sul 25 aprile, lo direi, ma temo di non averlo, sicché sto zitto, al riguardo, e, come ai Tempi di Bellosguardo, me ne sto «nella corusca distesa che s'inarca verso i colli», lontano dal celebrare distorto delle museruole FFP2, dai gomiti alzati delle autorità ubriache di potere securitario, e dalla gente (troppa, tanta) che li applaude perché rassicurata dai protocolli delle Fave di Sion.
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Ai critici progressisti

Non mi parlate di primavere avvenire
le vostre bocche acide le disseccano.
Non dite che domani la giustizia vi farà vivi,
che sarà vendetta nei figli la schiena piagata dei padri.
Non consolate nessuno non toccate nessuno
non spostate le pietre pazienti delle macerie.

Lo sappiamo, ma molto più forte di voi:
i nostri fratelli verranno con picchi e badili
a rovesciare neve e cenere. Nei cortili
sarà spezzato il gelo che ai gennai passati fu eterno
la fogna renderà le scarpe all'assassinato
la calce cancellerà lo sgorbio stralunato
sarà dimenticato dimenticato l'inverno.

Ma oggi ancora la vendetta è al poeta
più dolce del vino e della dimenticanza.
E per farvi crepare, ottimisti,
oh colarvi dentro tanto cemento
quanto basti per un monumento
alla Salubrità dei Popoli Progressisti.

Franco Fortini, in Poesia e errore, 1948

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Oh, colarvi dentro tanto cemento
quanto basti per un monumento...




mercoledì 21 aprile 2021

Tenete aperto tutto

Insistono. Nella teoria e nella prassi, insistono. Hanno preso una piega - di merda - e la mantengono. Non posso smentirsi, cambiare idea, ritrattare, soprattutto finché il brontolio della vox populi convergerà con i loro fiati anticostituzionali decretati d'urgenza. 

Qualche sporadica protesta davanti a Montecitorio; qualche tratto d'autostrada bloccato; qualche lettera o grido... niente. Vanno avanti, come le ruspe e i celerini in Valsusa.

Forti del fatto che, tali lavoratori, non possono autospaccarsi le vetrine, tirano dritto, su consiglio dei consulenti tecnico-scientifici prezzolati e ingrifati dal credito mediatico offerto dai magnati della comunicazione.

Che protesta (pacifica) potrebbe essere organizzata? Tenere aperto, senza limite orario, tutto tutti. Senza chiedere tanti parere alle organizzazioni sindacali di categoria, che hanno assecondato e assecondano il governo. Tutto aperto e tutti fuori, anch'io che sono un pantofolaio uscirei la sera, sono pronto a rimettermi le scarpe e a tenere spento questo cazzo di schermo. Tutti farsi fare un verbale, tutti non pagarlo. 
No, non un flash mob, bensì una mobilitazione costante: tenere aperto tutto, tutti. Ma tutti davvero.

E voi giovani, o giovani, cazzo, fate i giovani: non vi fate castrare, sputate in faccia ai padri e alle madri, al potere tout court, ribellatevi, rompete il silenzio, uscite dal soffocamento e dalla paura dei sensi di colpa. Ricordate: non avrete la pensione, né baby, quota cazzo. Lo so che gran parte del vostro vivere dipende interamente dagli stipendi di chi vi ha generato e avete paura a rompere il cordone perché là fuori, sopra le mille euro al mese, è un miraggio... Ma se non fate qualcosa voi, sappiate, che noi rincoglioniti e piccoli agit-prop da tastiera non potremo sollevarvi dalla vostra depressione.

lunedì 19 aprile 2021

Le regole

 Guardo film vecchi perché non sopporto i nuovi, soprattutto quelli italiani, tutti, inguardabili, inascoltabili, da Sorrentino in giù. 
E questo vale anche per i libri e per i dischi - soprattutto i dischi che non li fanno più.
Ma per tornare ai film: nei film vecchi si scoprono cose nuove, per difendersi soprattutto dal logorio della vita moderna. 

Oggi, per esempio, leggendo la seguente dichiarazione del sindaco Nardella



in particolare la sua ultima frase perentoria sulle "regole", mi è tornato in mente questa scena di A Ovest di Paperino


Mi sembra pleonastico ricordare che il sindaco è anche il capo della Polizia Municipale.

domenica 18 aprile 2021

Una volta si poteva dire anche nei film

Prima che l'attuale temperie ideologico-sanitaria censuri i rilievi sulla vecchiaia del dottor Tanzanella, provo a conservarne una copia qui.

Mi riferisco, in particolare, alla scena dalla quale faccio partire il video, scena che dura circa un paio di minuti. 
Il film intero, se volete, riguardatelo daccapo: Totò e Tognazzi conviene sempre rivederli.

venerdì 16 aprile 2021

Alle 14

Domani, alle 14, la provincia di Firenze e di altre zone della Toscana, che erano in zona rossa, diventeranno zona arancione. Alle 14, di un sabato qualunque, un sabato italiano. Il peggio sembra non essere passato.

Se penso al M5S, al Casaleggio, ma soprattutto a lui: a Beppe Grillo, il blogger. Meno male hanno istituito la commissione contro l'odio, così mi riguardo a esprimere sentimenti e continuo a ignorarlo... Epperò non mi passa dalla mente quando andò in ricevimento all'ambasciata USA per rassicurare l'amico americano che il movimento (di corpo) politico da lui fondato non minava le basi dell'alleanza...

E l'idea del Pass. L'idea del Pass. L'idea del pass. E immagino il plauso della gente che farà la fila negli uffici preposti per ottenerlo. 
Io ho il pass! Io ho il pass! Io ho il pass!

Anche Gustavo Zagrebelsky - vada a fare in culo in punta di Costituzione - ce lo avrà.

giovedì 15 aprile 2021

O dolce terra pia

Ancora contano, i contabili (e i notabili). Io, dato che i numeri li so tutti, ho smesso, come le pecore, sennò m'addormento. Perché dire trentocinquantatre a tarda sera senza poi far notare che son rientrate tutte nell'ovile? Cani pastori fuori sorvegliano l'ingresso: non è dato avvicinarsi. A sera, vige solo il fuoco teletrasmesso, alimentato dai conduttori (che conducono) e da ospiti autorevoli (che cazzeggiano). Bisogna alimentare la menzogna, sì, ma ancor più il sortilegio. Sennò se ne esce e addio coprifuoco, addio Lugano bella.

Repubblica borghese, un dì ne avrai vergogna.

Per il momento, no; anzi: per il momento ne fanno motivo di orgoglio e programma politico. Non ravvisano neanche più la necessità di ricordare che si tratta di uno stato d'eccezione. Negano addirittura che ne facciano abuso. Come i tossicodipendenti, fingono, a sé stessi e agli altri, che si tratta dell'ultima dose. E non temono l'overdose. 

Spero solo che, per farli smettere, non siano utilizzati dei Muccioli.


sabato 10 aprile 2021

Come tutti perdo i pezzi


Ho perso il cazzo, così, per strada, e per poco neanche me ne accorgevo, non fosse stato per un bisogno impellente di orinare: non trovandolo, mi sono voltato e lui era lì, poco distante, per terra, tranquillo, sollevato di non più appartenermi, svincolato dalle mie perplessità esistenziali, dalle mie rotture, dai miei sbattimenti. Pronto, forse, per balzare ancora in cerca d'avventure e di conquiste, di polonie e di abissinie, di territori da marcare senza bisogno di far alzare la gamba a un padrone non in vena di alzarla.
Piscia un cane sulle spine
polverose di Fregene.
Cuor di cane, ombra di cane,
spruzzatina a fin di bene. ¹
Povero cazzo delle mie brame! Quanti ricordi conservo ancora di te, soddisfazioni e debacle comprese.
Ricordi le gloriose erezioni del mattino che ci sorprendevano vuoi per un sogno particolare o per un intenso bisogno di orinare? E com'era difficile fare centro dentro al cesso con te teso come un albero maestro! Pisciare dentro la doccia? E sia! Sì, tanto è un albergo e, in fondo, Venezia non se ne avrà a male di un po' d'acqua in più che scorre nei canali, così come lei di là che ci aspetta, nella semi oscurità provocata dalle persiane ancora chiuse, potrà capire e sopportare - forse - se, invece di un albero, troverà una vela ammainata.

Capitano, o mio capitano! Vola, ordunque, adesso che sei libero! Circumnaviga il globo terracqueo, ma non a guisa di un algido drone che spia di nascosto le altrui vite, ma come una freccia acrobatica che, sopra gli occhi ammirati della gente, spruzza i colori dell'arcobaleno dai suoi razzi motor. Ma infine, ti prego e riprego e che il mio prego valga mille, ritorna nel luogo donde partisti per assaporare il gusto elettrico della libertà.

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¹ Toti Scialoja, Il gatto bigotto, in La mela di Amleto, Garzanti, 1976

martedì 6 aprile 2021

Hanno rotto il cazzo (reloaded)

 


Forse perché stanno intuendo un generale e diffuso grado di stanchezza tra la popolazione (al netto di nessun tentativo di ribellione) che le Autorità - con la complicità vergognosa di tutti i media disponibili sul mercato dell'informazione - continuano a spargere panico come fosse stallatico nei campi arati di primavera?
Chi, dopo un anno di Stato d'Emergenza, ha incaricato il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri a compiere tali ispezioni per trovare il virus nei mezzi pubblici? Il Ministero della Sanità o la Magistratura? 

Nel primo caso, se l'ordine fosse partito dal Ministero, occorre chiedere e rinfacciare: perché cazzo li mandate a ispezionare ora, dopo un anno, e non l'avete fatto subito? Forse perché un anno fa il grado di terrore che eravate riusciti a diffondere fu che più sufficiente per ottenere, dalla pubblica opinione, il consenso sul lockdown? Mentre adesso, che sentite questo consenso scricchiolare, cercate nuovi argomenti per giustificare il protrarsi di assurde e inutili misure di costrizione e divieto promulgabili solo in vizio dello Stato d'Emergenza?

Nel secondo caso, se fosse stata l'Autorità Giudiziaria a inviare gli ispettori del N.A.S., bisognerebbe chiedere a essa: tale mandato è stato firmato perché avete ricevuto la denuncia di qualche cittadino, e/o associazione dei consumatori, o altro? E adesso che avete scoperto che «il virus viaggia su bus e treni», che fate, spiccate un mandato di cattura?

lunedì 5 aprile 2021

Vecchie pagine

“« Che cosa accadrà? » ci chiediamo tutti. « Per quanto tempo sopporteremo questo peso e questo tormento? ». Il palazzo imperiale ha attirato i [virologi e i direttori sanitari], ma non riesce a ricacciarli via. Il portone resta chiuso; la guardia, che prima entrava e usciva solennemente, se ne sta dietro le finestre colle inferriate. A noi artigiani e mercanti è affidata la salvezza della patria; ma noi non siamo all'altezza di un tale compito; né ci siamo mai vantati di esserne capaci. Un malinteso è questo, ed esso ci porterà alla rovina.”

Franz Kafka, Una vecchia pagina, in Il messaggio dell'imperatore, Adelphi, Milano.