venerdì 21 gennaio 2022

La protezione degli uccelli

1. 

Quando la prese sotto la sua ala, Luciano era diventato un piccione. Viaggiatore. Tubava da una cittadina all'altra sopra le condutture del gas. A volte pure fermandosi sui fili della luce. Lei, Cesira, si sentiva protetta. Sopratutto una, la destra, dalla forma più a pera. E gli occhi e le ali di Luciano cadevano lì, sulla pera. Vuoi un fruttino? Sì, spremi pure. E tirarono avanti, avanti più che poterono, nell'aria gelida, in quella umida, in quella rarefatta o strafatta dai miasmi delle città inquinate. Che puzzo di piombo! Gli disse lei, schifata. Lui le rispose che era meglio sentirne il puzzo che il peso delle cartucce. 


giovedì 20 gennaio 2022

Senz'altro

Senz'altro metterò piede in un parco
peraltro per garantire al piede 
di essere a piede libero
in un parco senz'altro impedimento
che un velo di brina a bacìo
dove ti stringerai a me 
e per non scivolare
e per un brivido dettato
e per sentire per un attimo
come si sta a essere amati
- cose che si dimenticano
in fretta in un parco
a piede libero
senz'altro.

***

E poi ci approssimiamo ai bordi di un piccolo lago
in una mattina in cui si potrebbe credere
di essere in un mese diverso da questo
un mese in cui le rane cantano
e gli aironi stanno nascosti a covare
mentre io e te ci fotografiamo
sul pontile sul quale dei giovani
hanno scritto l'essenziale
qualcosa che - affermano - sia tutto.
E ci poniano la stessa domanda:
è tutto?
Una parte del tutto, quella esposta al sole
che ci scalda più delle vesti pesanti
di un inverno che vorremmo spingere
più in là.

lunedì 17 gennaio 2022

Una regola alla gola

«Orandum est ut sit mens sana in corpore sano»
No, non voglia di
dire di sì, ecco qua, 
le faccio vedere, controlli
mi dica se tutto è in regola -
una regola alla gola
che la stringe, la strozza, le impedisce
di respirare per bene, salivare, degustare
regolarmente
massì, mannò
ma li vedi anche tu quella serie di puntini neri
su campo bianco
o quel quadrato bianco tempestato di puntini neri
tutti pieni di pus
tutti pieni di cognomi 
che a dirli ti prende la regola alla gola
ti viene voglia di sgolarti
ingozzarti, ingolfarti.

Siamo tutti motori a iniezione diretta
i carburatori, i miscelatori non esistono più.

Si scoppietta, si spetazza, si ruttazza
si digerisce come si può
per quel che si può 
tutto è così trattenuto
anidride carbonica in primis
tutto è così costipato:
la purga diventa una missione


E mi siedo sul cesso
e ti penso
Italia, ah.
E andar di corpo m'è dolce in questo mare.

mercoledì 12 gennaio 2022

Ufficio anagrafe

«Ho perso di vista l'interesse comune», sentenziò Enza Paola agli altri astanti in attesa come lei di entrare all'ufficio anagrafe. «Roma è fottuta per bene e io mi domando con che faccia uno possa continuare a esserne sindaco».

«A culo», rispose un'anziana signora con voce squillante, nonostante lo straccio umido davanti alla bocca.

Strade con voragini, immondizia ovunque, gente mascherata e inospitale, negozi chiusi o sostituiti da catene di negozi uguali in tutto il mondo, senz'anima de li mortacci sua.
Che senso ha Roma? Ha senso per un capo gabinetto ministeriale, forse, con cinquemila e passa euro al mese di stipendio e la faccia da mentecatto messo di lì dai ras di turno che seggono in parlamento.
Il mondo in genere, l'Italia in particolare, Roma soprattutto è fatta per far sopravvivere la feccia. Con gli applausi della gente impaurita.

«Signora, che numero ha?».
«Il 32 dicembre». 
«Ah, allora tocca a lei». 
«Sì, ma che je dico all'impiegata? Che non voglio essere più italiana?»

Mica facile. È più facile dimostrare di non essere nati, che non essere nati qui.


martedì 11 gennaio 2022

Se la Costituzione fosse vostra madre

31 Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 33 Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». 34 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35 Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; 36 se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37 So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. 38 Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!». 39 Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! 40 Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. 41 Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!». 42 Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43 Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, 44 voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45 A me, invece, voi non credete, perché dico la verità.

Vangelo di Giovanni, 8

lunedì 10 gennaio 2022

Cieli di gennaio

Un anno di Bidet, acqua corrente, a volte calda, a volte tiepida, a volte pure fredda. Guanto di spugna e mano: Guantanamo. Esiste ancora: aguzzini democraticamente eletti per il bene del popolo sovrano. Io sovrano poco, soprano meno, cantassi: voglio vivere così, col sole in fronte. Stupefatto. Non mi ricordo più nulla dei tempi di prima, quelli in cui andavo al supermercato, facevo la spesa e scambiavo un sorriso e un mezzo starnuto che, per educazione, avevo già prontamente rivolto al fazzoletto di carta. Ora non più. Non circola più un bacillo normale. Circola solo l'anormalità. Ma perché proprio all'Italia doveva capitare la classe politica più corrotta e infame di tutta la storia occidentale? Perché? 

Stamani, di rimbalzo, mi è venuta addosso una frase di Piero Calamandrei:
«Trasformare i sudditi in cittadini è il miracolo che la scuola può compiere».
E ho pensato che, in Italia, ciò che si può, non corrisponde mai a ciò che si vuole. 

***

Dalla finestra ho visto tante nuvole passare, di tanti colori, i colori delle nuvole: a strati, a cumuli, montate a neve o schiacciate come ghiaia. Ogni tanto, un filo di azzurro faceva capolino. Finché poi non si sono dirette tutte verso la Terra del Fuoco.

***

A un certo punto è venuta sera, una fredda sera di gennaio. Ho un debole per questo mese, perché i giorni iniziano a covare più luce e Orione è pronto a offrici un caffè senza bisogno di dimostrare alcunché. 

domenica 9 gennaio 2022

Maremma impestata ladra

La follia politica e collettiva prosegue a livelli tali che se si potesse da essa ottenere una forma di carburante, l'Italia avrebbe garantito decenni di indipendenza energetica, tanto che potremmo andare in culo agli americani, ai russi, agli arabi e a chi cazzo ne so.
Povere narici, povere gole umane vilipese per raccogliere tracce di saliva (che scendeva), prove di presenze occulte di salcazzo che.
E quanta gente ancora impaurita di morire, di morire, di morire, di morire, senza sapere che è morta di già.



Agitarsi non serve, imprecare nemmeno. Sicché si allarga la bocca più che si può per far finta di sorridere. E senza quella cazzo di mascherina effe effe loggia pi due. 

giovedì 6 gennaio 2022

Epifanie

Ho fatto due passi in campo aperto e, nel tratto più ripido del sentiero segnato da altri passi, altre tracce, comprese quelle di biciclette fuori strada, ho zampettato pure dentro l'acqua della pioggia notturna, non assorbita dal terreno, ciaf ciaf. Intorno, rami spogli debolmente illuminati da raggi timidi, ciuffi d'erba che sbadigliano dopo aver fatto da cuscino a qualche cinghiale, una quercia divelta e sdraiata a corpo morto lungo una scarpata, i pali della luce, un rapace che disegna cerchi sopra me. Lo invito a scendere, ma declina sibilando che, al momento, si trova senza scorta, sicché allarga il cerchio, vira verso ovest e si allontana da me.

Proseguo. Il cane annusa qualcosa in una forra. Si agita, tira: per fortuna siamo in salita: ne approfitto come fossi su una sciovia. Poi si ferma, piscia per l'ennesima volta e io per la mia prima. Abbiamo scopi svuotativi diversi. 

Ogni tanto alberi, cespugli, reti e lontani agriturismi, mi sentono imprecare come Saba. Camini fumano intorno, anziché pipe.


lunedì 3 gennaio 2022

Kafkianità

« Ci sono, nella storia moderna, delle tendenze che producono kafkianità sul vasto piano sociale: la progressiva concentrazione del potere che tende a divinizzare se stesso; la burocratizzazione dell'attività sociale che trasforma tutte le istituzioni in labirinti interminabili; la conseguente spersonalizzazione dell'individuo. »

« Se non ci si lascia ingannare da mistificazioni e da leggende, non si trova alcuna traccia significativa degli interessi politici di Franz Kafka; in questo senso, egli si distingueva da tutti i suoi amici praghesi, da Max Brod, da Franz Werfel, da Egon Erwin Kisch, come pure da tutte le avanguardie che, pretendendo di conoscere il senso della Storia, si compiacevano di evocare il volto del futuro. Come mai, allora, non le loro opere, ma quelle del loro solitario compagno, introverso e concentrato sulla propria vita e sulla propria arte, sono oggi leggibili come una profezia sociopolitica, e proprio per questo sono [erano] proibite in una vasta parte del pianeta?
Ho pensato a questo mistero un giorno in cui ero stato testimone di un piccolo episodio in casa di una vecchia amica. Essa era stata arrestata, durante i processi stalinisti di Praga del 1951, e condannata per delitti che non aveva commesso. Centinaia di comunisti, del resto, si sono trovati, a quell'epoca, nella sua stessa situazione. Tutti si erano sempre totalmente identificati con il Partito. Quando questo diventò tutt'a un tratto il loro accusatore, accettarono, al pari di Josef K., «di esaminare tutta la loro vita passata fin nei minimi dettagli» per trovare la colpa nascosta e, alla fine, confessare delitti immaginari. La mia amica riusci a salvarsi perché, grazie al suo straordinario coraggio, si rifiutò, a differenza dei suoi compagni, a differenza del poeta A., di mettersi alla « ricerca della sua colpa». Essendosi rifiutata di aiutare i suoi carnefici, diventò inutilizzabile per lo spettacolo del processo finale. Cosi, invece di essere impiccata, fu solo condannata all'ergastolo. In capo a quindici anni, fu completamente riabilitata e scarcerata.
Al momento del suo arresto, suo figlio aveva un anno. Quando usci di prigione, essa ritrovò dunque il figlio ormai sedicenne, ed ebbe la gioia di vivere con lui in una modesta solitudine a due. Non sorprende che nella madre nascesse un attaccamento appassionato per il figlio. Questi aveva già ventisei anni quando, un giorno, andai a trovarli. La madre stava piangendo, offesa e ferita. Il motivo era quanto mai insignificante: il figlio si era alzato troppo tardi quel mattino, o qualcosa del genere. 
Le dissi: «Perché te la prendi per questa sciocchezza? Ti sembra che valga la pena di piangere? Esageri!» 
Invece della madre, mi rispose il figlio: «No, mia madre non esagera. Mia madre è una donna eccellente e coraggiosa. Ha saputo resistere quando tutti cedevano. Vuole che io diventi un uomo onesto. È vero, mi sono alzato tardi, ma ciò che mia madre mi rimprovera è qualcosa di più profondo. È il mio atteggiamento. Il mio atteggiamento egoista. lo voglio diventare come mi vuole mia madre. E glielo prometto davanti a te».
Quello che il Partito non era mai riuscito a fare con la madre, la madre era riuscita a farlo con il figlio. L'aveva costretto a identificarsi con un'accusa assurda, ad andare a « cercare la sua colpa», a fare una confessione pubblica. Io guardavo, stupefatto, quella scena di miniprocesso stalinista, e all'improvviso capii che i meccanismi psicologici che funzionano all'interno dei grandi avvenimenti storici (e che sembrano incredibili e inumani) sono identici a quelli che determinano le situazioni private (banalissime e umanissime) »

Milan Kundera, L'arte del romanzo, Adelphi, Milano 1986

sabato 1 gennaio 2022

Ho scritto già una lettera

Buongiorno e buon anno. Ieri sera, poco dopo la mezzanotte, ho ripensato a Václav Havel. Siccome ho avuto vent'anni proprio intorno agli eventi storici che ci fecero credere che la storia, da lì in poi, fosse finita, ripenso spesso a chi pativa sulla propria pelle i dispostismi delle autorità, in quel caso "comuniste". Non importa niente se poi Havel, negli ultimi anni della sua presidenza, fu fagocitato dalla Nato e dagli Usa di Clinton e di Bush. Havel è stato un resistente. Insomma, per farla breve, ripensando a Havel ho ritrovato una lettera che ho provato a tradurre alla meno peggio, più che altro profanandola con degli inserti tra parentesi quadre.
Lui la scrisse al Dottor Husak. Io provo a inviarla, senza francobollo, ai dottori Draghi e Mattarella. Che risponderanno, va da sé...

« Anche se ogni giorno una persona prende degli ordini in silenzio da un superiore incapace e incompetente e, in modo formale, mette in pratica degli atti che privatamente trova ridicoli; anche se un individuo, capace di intendere e di volere, risponde senza esitare a questionari in modo opposto alle sue reali opinioni [per esempio firmando un consenso informato senza informarsi, oppure informandosi e vedendo palesi incongruenze, assurdità, impossibilità oggettiva di rispondere in modo consapevole e libero] e pertanto è disposto a firmarli lo stesso negando il proprio pensiero in pubblico; anche se, tale persona, non vede difficoltà a fingere simpatia o anche affetto là dove, in realtà, prova solo indifferenza o avversione, non significa comunque che abbia perso del tutto l'uso di uno dei sensi umani fondamentali; il senso della dignità.

Al contrario: anche se non ne parlano mai, le persone hanno un’opinione piuttosto elevata del prezzo che hanno dovuto pagare per la pace e la tranquillità esteriori: l'umiliazione permanente della loro dignità umana. Meno resistenza diretta gli oppongono – confortandosi con lo scacciare tale questione dalla loro mente o fingendo di credere che non abbia importanza; oppure semplicemente stringendo i denti – più profonda l'esperienza di tale umiliazione si incide nella loro memoria emotiva. L'essere umano che reagisce può dimenticare l’umiliazione rapidamente, ma l'essere umano che tollera a lungo di essere umiliato, deve ricordarlo a lungo. In realtà, quindi, nulla resta dimenticato. Tutta la paura che ha sopportato, la dissimulazione a cui è stato costretto, tutte le buffonate dolorose e degradanti e, peggio ancora, la sensazione di aver mostrato la propria codardia, tutto questo si deposita e si accumula da qualche parte nel fondo della nostra coscienza sociale e personale, e silenziosamente fermenta.

È chiaro che questa non è una situazione salutare. Se non trattati, gli ascessi suppurano; se il pus non può fuoriuscire dal corpo, la malattia si diffonde in tutto l'organismo. L'emozione umana naturale, la propria dignità umana, si deforma gradualmente in un crampo malato, in una sostanza tossica non dissimile dal monossido di carbonio prodotto da una combustione incompleta.

E allora non c'è da stupirsi che, quando la crosta si spezza e la lava della vita esce fuori, noi [vulcani minimi] sentiamo l’urgenza di correggere vecchi torti, ricerchiamo verità e forme corrispondenti ai bisogni della vita, senza nascondere i sintomi di odio bilioso, di  ira vendicativa e un desiderio febbrile d’immediato risarcimento per tutta la degradazione sopportata [dagli arresti domiciliari all’andrà tutto bene, dalle zone colorate al coprifuoco, dal certificato verde all’obbligatorietà di un trattamento sanitario inefficace per ottenere l'immunità di gruppo e, in certi casi, dannoso]. »

venerdì 31 dicembre 2021

Da chi imparare la lotta

« Nella nostra epoca, ogni giorno può portare alla ribalta sistemi inauditi di coercizione, di schiavitù e di sterminio - diretti contro alcune categorie sociali o estesi a interi territori. La legalità è invece rappresentata dalla resistenza, in quanto essa rivendica i diritti fondamentali del cittadino, che sono garantiti, nella migliore delle ipotesi, dalla Costituzione, anche se spetta al singolo metterli in atto. Esistono metodi efficaci a questo scopo, e chiunque si trovi sotto tiro, dev'essere preparato ed esercitato a farne uso. Anzi, è proprio questa la principale materia di insegnamento della nuova educazione. È già importantissimo che chiunque sia minacciato si abitui a pensare che la resistenza comunque è possibile: solo in seguito, una infima minoranza che avrà fatta sua questa idea sarà in grado di abbattere il colosso, che è si poderoso, ma anche estremamente impacciato. In questa immagine, che ritorna di continuo, la Storia ha i suoi fondamenti mitici sui quali edifica costruzioni durature.
I despoti tendono naturalmente ad attribuire un significato criminale alla resistenza legale e anche al semplice non accoglimento delle loro pretese: nascono a tal fine settori ben precisi a cui viene dato l'incarico di organizzare la violenza e di propagandarla. Per lo stesso motivo il delinquente comune occupa, nella scala di valori del despota, una posizione più elevata di quella che spetta all'oppositore.
E tanto più importante, dunque, che il Ribelle si differenzi nettamente dal criminale per moralità, conduzione della lotta e rapporti sociali e che tale differenza sia viva anche nel suo foro interiore. Egli può trovare il diritto solamente in se stesso, giacché oggi non c'è docente di diritto civile né di diritto pubblico che possa offrirgli il necessario bagaglio teorico. Sarà più facile per noi imparare dai poeti e dai filosofi quale posizione è giusto difendere. »

Ernst Jünger, Trattato del ribelle, (1951), Adelphi, Milano 1990

giovedì 30 dicembre 2021

Il treno va

Prendevo parte e gli toglievo la p, come uno scultore senza martello e scalpello. 
In direzione del mattatoio, ascoltavo annunci governativi come un vitello.
E ripensavo a Beppe Grillo, a quando se ne fregava dei trasporti.




Ma sono magro, galleggio poco, il fiato nautico punto dato che quel poco da dieci vasche fottuto dalla mancanza di allenamento.

Dicono pure che mi seccheranno il conto corrente e sarei preoccupato se in esso avessi tanti sghèi.

Diventerò un non consumatore, un consumatore da poco. Alimentato a secco.

A stento - se avessi la forza - mi vendicherò, anche perché livelli simili di cattiveria e vigliaccheria sono per me inimmaginabili persino adesso che sono realtà.


Può succedere di tutto con questi al governo, di tutto. 
E succederà




lunedì 27 dicembre 2021

Che cosa c'è

Ansa: notizia in primo piano: il commissario anti raffreddore e un po' di febbre, fai la fila che cosa vuoi che sia la fai per il black friday, generale alpino plurispillettato di stelle al petto, annuncia el triplete di dosi in your arms (sarebbe stato simpatico a Christiane F. dello Zoo di Berlino) e si dice preoccupato per i più di cinque milioni di persone che ancora non ne hanno fatta manco una (pensasse alla penna sul cappello, una, perché una sola, Geronimo?).

In secondo piano: notizia di persone iper famose triplamente addosate e supergrinpassate rafforzatamente, le quali risultano positive (pensavano positivo) e febbricitanti. Loggia ffp2.
In terzo piano: l'attesa dell'asteroide grande come un bus che sta per sfiorare la Terra: gli scienziati della nasa (antigenica) si dicono pronti a sparare razzi contro l'oggetto volante, purché il ministro della carità e della fede e dell'altra virtù teologale che ora mi sfugge, autorizzi i missili terra cielo senza che essi abbisognino della certificazione verde anti-che-cosa-c'è.


domenica 26 dicembre 2021

Raffreddori di Stato

Due giorni di raffreddore forte, forte, senza febbre, insistente, colante a tratti, a fiotti, il domandarsi donde si trovi la sorgente del muco, il frizzare delle narici continuo e discontinuo, il credere troppo alla tregua dopo una soffiata, il trattenersi dal soffiare, lo starnutire, l'imprecare a capo e dodici, il consumare copioso dei fazzoletti di carta, il lavarsi frequente delle mani, l'incartavetrarsi delle stesse, l'irrigarsi le narici di acqua e sale, il fare suffumigi, il chiudere gli occhi, l'assopirsi... 
E finalmente, dopo due giorni e due notti - e due tamponi salivari a due euro, di quelli ai quali il nostro ministero rifiuta di riconoscere validità (sono omologati ovunque nel mondo) - al mattino la tregua diventa una quasi pace per il naso che ha ritrovato il posto di sempre, invisibile tra gli occhi che guardano tutto fuori che lui.

Che fortuna che i raffreddori siano, per noi comuni mortali, di breve durata. Niente a che vedere coi raffreddori di Stato che si sa bene quando iniziano, ma quando finiranno - nonostante tanti illustri dottori a disposizione - non si sa.

Pratiche persecutorie

 Ripropongo, tal quale, lo stesso post di anno scorso per il giorno di Santo Stefano, con una piccola variante, spero apprezzabile e facilmente comprensibile.

Auguri a tutti gli Stefano. Oggi si celebra, infatti, il primo martire della storia cristiana (anche se, in realtà, fu il secondo, giacché il primo fu Giovanni il Battista, decollato da Erode). Stefano morì lapidato da una folla che lo giudicò "eretico" perché predicava il messaggio evangelico (tra la folla, c'era anche Paolo di Tarso, colui che poi diventerà San Paolo). A proposito di lapidazione - pratica di omicidio rituale molto in voga nei millenni passati - è universalmente noto l'episodio evangelico dell'adultera che stava per essere lapidata dalla folla (una volta, la gente si poteva assembrare sotto le feste) e che, in extremis, fu salvata da Gesù con la celebre frase «Chi è senza green-pass¹ scagli la prima pietra».

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¹ Non tutti i tesserati sono persecutori, ma tutti i persecutori hanno il green-pass.