mercoledì 21 luglio 2021

Caffè tiepido bollente

Firenze, piazza della Repubblica, una mattina di luglio. Quattro colleghe, insegnanti (due erano già in compagnia e le altre per conto proprio), si ritrovano casualmente davanti all'ingresso di uno dei celebri bar della piazza, dopo aver fatto i classici giri in centro per i saldi di fine stagione.
Dato che c'era molta gente al bancone, decidono di sedersi in uno dei pochi tavoli ancora liberi. Il cameriere, solerte, si presenta subito per le ordinazioni, quattro caffè.

«Ah che combinazione!».
«Che bello, abbracciamoci!».
«Tanto siamo tutte vaccinate!».
«... No, lei no, lei non si è vaccinata».

Quando il caffè arriva, nonostante il caldo di luglio, è insolitamente tiepido.

martedì 20 luglio 2021

La cornice

«Questa è casa nostra, da qua non ce ne andiamo, da qua non uscirà una vite»
 ma 
«Se non ci sono strumenti legislativi per far sì che questa fabbrica chiuda, questi strumenti, evidentemente, si dovranno creare». 
Come?
Secondo me, l'unica soluzione sarebbe, oltre all'occupazione temporanea, la successiva espropriazione della proprietà privata dei mezzi di produzione. 
Potranno le istituzioni "creare" un siffatto strumento legislativo che non travalichi la cornice costituzionale? Non sto scherzando: la Costituzione italiana potrebbe, nel quadro dell'articolo Uno, prevedere il diritto di esproprio?
Corniciai di tutto il mondo, unitevi.

________

A parte. 
Ricordiamo, or non è molto, che le Istituzioni, quest'anno, hanno conferito il cavalierato del lavoro a John Elkann, la cui finanziaria di famiglia vendette, a suo tempo, la GKN, gioiellino dell'industria manifatturiera italiana, agli attuali finanzieri inglesi. Il Capitale soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato con la camicia, la cravatta aggiustata e tanti camerieri intorno, che adesso che l'hanno con gli egolatri.

domenica 18 luglio 2021

Hamlet, c'est moi

Essere: quante tessere verdi? Quanto essere al verde? Quanto perdersi nel divario tra il tutto e il poco più di niente? Tra quelli che sguazzano e quelli che niente, sotterra si stanno, a costruire le tombe per i propri cari, di legno, di pietra o cartone, piegati, per fare dritta la croce e cercare la foto più adatta tra tante o tra poche, quella che distrattamente fu fatta senza sapere che un giorno sarebbe stata il ritratto che ci accompagna nell'aldilà. 

Non essere: quanti protocolli richiede? Quante schede? Quanti richiami nelle fredde stanze in cui non incontri mai chi ami, solo gente che timbra e ti guarda come normalmente l'allevatore guarda la carne condotta al macello: quante parti? Quanti quinti quarti sortiranno fuori da questo costato? Quanto sarà costato vivere senza essere poc'altro che niente, una mezza misura che guarda i cipressi, gli stessi che il falegname poi serve per fare la tomba alla moglie che l'ha lasciato nella sua inconsolabile solitudine di pensionato? 

Quanto tempo ancora ci resta, sotto questa funesta penombra, senza poter dare uno schiaffo, assestato bene, a chi prepotente vorrebbe dirti che fare? Vada a fare, a essere, lui che può essere, lui che può scantonare col sigillo, col timbro, con il QR che attesta la sua santità. Farfarelli che si atteggiano ad angeli custodi, ah come li odi, ah come vorresti poter fuggire sulle spalle di virgili che mai ti abbandoneranno in questo cazzo d'inferno che è diventata l'Italia, la serva. E gridare: andate a cagare, andate di corpo, sciogliete il corpo nell'acido della vostra bile, unti che siete, bisunti, puntuti, con le vocette racchie che ripetono i diktat televisivi dei divi che, incipriati e guadenti, vi vendono pastura cerebrale.

I morti, tutti i morti hanno un nome e finché non me li direte tutti, i nomi di ogni vissuto e i loro vissuti, i vostri numeri asciutti, che non dicono niente – come niente dice il numero dei granelli di sabbia o delle stelle che in cielo si stanno a guardare quanto danno, per procurata mancanza di compassione, una delle specie viventi dell'universo che ha avuto la sfortuna di pensare, si auto infligge – i numeri, dicevo, infilateveli tutti... Rosencrantz, Guildenstern, dove siete?

sabato 17 luglio 2021

Un'incredibile tendenza alla farsa

 « Proprio questa incredibile tendenza della situazione-limite a rovesciarsi in abitudine è quanto tutti i testimoni, anche quelli sottoposti alle condizioni più estreme (i membri del Sonderkommando, ad esempio) concordemente ci attestano ( “A fare questo lavoro, o si impazzisce il primo giorno, oppure ci si abitua”). I nazisti avevano compreso così bene questo potere segreto insito in ogni situazione estrema, che essi non revocarono mai lo stato di eccezione che avevano dichiarato nel febbraio del 1933 ["o nel marzo 2020? non ricordo" ndb], all'indomani della presa del potere, così che il Terzo Reich ha potuto essere a ragione definito “una notte di S. Bartolomeo durata dodici anni”. »

Giorgio Agamben, Auschwitz, in Homo sacer, Quodlibet, Macerata 2018 (II edizione del 2021), pag. 794-5


La farsa democratica dello Stato di Eccezione (Stato d'Emergenza) continua a essere rappresentata. Pochi coloro che si rifiutano di esserne parte, di partecipare come pubblico plaudente. Dal Loggione, rarissimi i fischi. Fuori del teatro, le forze dell'ordine vigilano e zittiscono subito anche chi si limita a dire vergogna, vergognatevi [pezzi di merda, lo aggiungo io]. La salute prima di tutto. La salute del popolo prima ancora di tutto. E per vincere definitivamente la paura di morire, l'unica soluzione è smettere di vivere. E chissà se anche per entrare ai cimiteri - questi luoghi purtroppo poco visitati se non durante le feste dei santi e dei morti, forse perché, nell'ordinato silenzio tombale, anziché i numeri, i dati, le statistiche, siamo costretti a leggere i nomi - ci vorrà il green pass.

giovedì 15 luglio 2021

Capisco e desidero procedere

Grazie, amici francesi (e anche greci e irlandesi), grazie per le manifestazioni popolari nelle piazze e per le strade di molte città. Grazie, anche perché, come accade in Italia, i giornali principali, appiattiti sulla politica di regime, ne danno conto proprio perché sono costretti (vedi Libération, vergognosi, per tacere che pure in Italia per trovare notizia della protesta bisogna cercare, digitare, sennò è come se non fosse successo nulla).

Quello che sta accadendo non è niente di scientifico, ma politico e di natura autoritaria. Chissà perché sia Francia e Italia hanno preso questa piega. Chissà perché.

La mia idea ricalca quella che Mark Crispin Miller esprime qui.


Se volete capire e desiderate procedere... mandate affanculo la community e il proprietario di YouTube.

martedì 13 luglio 2021

Emergenze di Stato

«Sciopero generale, lunedì 19, di tutti i lavoratori, a qualsiasi categoria appartengano, del territorio fiorentino. Lo proclamano unitariamente tutti e tre i sindacati confederali provinciali, Cgil, Cisl e Uil,in segno di solidarietà con i 422 dipendenti di Gkn licenziati in tronco via mail e senza nessun segnale di preavviso venerdì scorso dal fondo finanziario britannico Melrose Industries, proprietario dal 2018 dello stabilimento produttore di semiassi per auto di Campi. » [via]

La questione è certamente più complessa e non è che, con un episodio, si possa invertire una tendenza. Tuttavia, uno Stato, anziché applicare a tempo indeterminato uno stato d'emergenza per una emergenza che non esiste più se non - pigiata a forza dai media - nelle teste di qualcuno, potrebbe, una tantum, operare d'emergenza per casi come questi. Come?
Beh, come sono stati capaci, rapidamente, nel chiudere in casa le persone e mettere divieti e obblighi assurdi per quella emergenza là, uno Stato che avesse a cuore le emergenze in generale, potrebbe d'emergenza espropriare la proprietà privata dei mezzi di produzione, semplice no? No. È più facile togliere la libertà alle persone che limitare quella dei capitali.

Grandi armi

 


Esimio sindaco, 

le auguro di andare a suonare il violino, con una corona in testa, in Place de la Concorde. 

Come danzatore scalzo e 'gnudo, le suggerisco di chiamare un certo Mante.


Allons enfans de la patrie

Buongiorno francesi, comment ça va? 

È vero, le attuali forze della difesa del regime, rinforzate molto anche per lo spauracchio, ora sopito, del "terrorismo" islamico, sono molto più efficaci, potenti e invasive che ai tempi della monarchia. E, tuttavia, mes amis, anni fa siete stati capaci di qualche piccolo fuoco d'artificio, di qualche giornata dello scombussolamento, di qualche regicidio ben assestato. Per favore, dunque, siate nuovamente da esempio e sprone a questa Europa addormentata, anzi no: cloroformizzata dalle museruole della disinformazione di massa. Spaccate qualcosa, magari anche domani durante la vostra festa: fateci vedere un autre défilé dessous l'Arc de Triomphe. Che il rumore dello schiaffo sia più forte questa volta.

domenica 11 luglio 2021

Ancora

Per strada tante facce
Non hanno un bel colore
Qui chi non terrorizza
Si ammala di terrore

[Ansia]


Domenica di luglio. Incollo qui questa schermata e non la commento perché sento vibrare dentro me corde bombarole. Purtroppo, io con il tritolo non ci so fare, dunque le redazioni, tutte le redazioni, compreso l'algoritmo malefico di gogol news stia tranquillo, non subiranno danni, se non morali, quelli che moralmente mi infliggono dal marzo 2020 (AVETE STRAROTTO E STRAMAZZATO IL CAZZO!).

Domenica di luglio. Gran giro in quota salvezza, dentro il parco. Venti km, a corsa e a marcia, dislivello (positivo) di oltre mille metri, dolore alla bandelletta verso la fine, comunque ce l'ho fatta al fresco dei faggi secolari e a cavallo di uno dei crinali più belli dell'Italia centrale. Per la prima volta ho visto la Gorga Nera, un piccolo laghetto verde dove vivono rane temporarie e ululoni; dipoi rivisto Capodarno (compreso la bevuta di un sorso in palmo di mano à la source) e il Lago degli Idoli.

Devo pensare e produrre queste notizie: una forma autoredazionale di resistenza.

venerdì 9 luglio 2021

Una missiva

Signore e Signori buonasera,

la presente, per ringraziare sentitamente il governo, l'Opec, i sultani e gli sceicchi arabi, e tutta la banda annessa e connessa per i significativi rincari dei carburanti e, a cascata, per tutti gli aumenti conseguenziali del "costo della vita" che deriveranno da ciò. 

Buon Piano da Ricovero a tutti.

mercoledì 7 luglio 2021

Il sogno di ogni lavoratore

[*]




Sulla questione - sugli aspetti di economia politica che la sottendono - lascio la parola a persone più informate e, soprattutto, più preparate di me.
Io mi limito a riportare l'incipit dell'articolo del quotidiano di Confindustria:

«Settimana corta, nessun calo di produttività, salari invariati. A leggerlo così l’esperimento islandese, reso noto in questo inizio estate, sembra il sogno di ogni lavoratore»

per complimentarmi con il redattore, il quale ha scritto "sembra" e non "è". 
Già, perché per quanto la coscienza di classe sia sedata sotto i cuscini del rincoglionimento generalizzato da tecniche, sempre più raffinate, d psi-patologia sociale, come - per esempio - la (imposta) emergenza pandemica, se ogni lavoratore dovesse sognare veramente qualcosa che riguarda, nel profondo, la propria forza lavoro (di qualsiasi genere essa sia, in qualsiasi settore produttivo) che il capitale compra senza ripagarne, per intero, lo sfruttamento, allora il sogno sarebbe sicuramente un altro e non certo quello di una minima riduzione dell'orario di lavoro settimanale.

  

martedì 6 luglio 2021

Una verità e mezzo

«Quando non si sa scrivere, un romanzo riesce più facile di un aforisma»
Karl Kraus

Credetti a poco. Cedetti a meno. Poi mi collocai all'ufficio di collocamento, dove mi rilasciarono un librettino verde, scritto a penna e timbrato con l'inchiostro nero, a inizio e a fine incarico. Il primo lavoro ufficiale furono tre settimane a luglio presso un tessitore che produceva maglioni di lana colorati, forse anche per Benetton, ma forse ricordo male. Erano macchine strane, diverse dai telai come uno se li immagina: quelle ruotavano, come i calcinculo, solo che, al posto delle seggioline, c'erano i supporti sui quali  noi apprendisti caricavamo le rocche quando si esaurivano; il resto era tutto programmato.
Guadagnai, mi ricordo, ottocentomila lire. Il tecnico specializzato che regolava tutto il processo di produzione, programmando le macchine e intervenendo prontamente a ogni guasto, prendeva - mi ricordo - sui tre milioni al mese. Lui aveva il Volvo. Io la centoventotto di mio babbo.
Con le ottocentomila lire non ci feci niente, forse una vacanza a Milano Marittima dove conobbi una svedese bassina dai capelli castano scuri, con la quale ci scambiammo dei baci a stampo, timbrati, come il bollo dell'ufficio di collocamento. 
La sera andavamo a Brisighella per cercare il fresco e mangiare prosciutto e melone con la piadina di accompagnamento. Poi ci abbracciavamo senza convinzione: d'altronde, non eravamo innamorati, ma entrambi intuivamo, già da giovani, quanto fosse importante il calore per la digestione. Fumavo? Fumava? Forse sì, ma lontano dai baci. Bevevamo birra, anche parecchia e per fortuna la campagna romagnola, di notte, concedeva il lusso di orinare senza troppe complicazioni, soprattutto per lei, ché quelle maschili sono meno complicate.
La vacanza finì con gli indirizzi scambiati: giusto per ricevere e per spedire una cartolina prima dell'inizio dell'autunno. Poi basta. Quei due che eravamo non esistono più, esiste un ricordo che parla giurando di essere vero, ma il ricordo - come l'aforisma per Kraus - non coincide mai con la verità: o è una mezza verità o una verità e mezzo.

domenica 4 luglio 2021

Viva la scïenza

Una parte dell'opinione pubblica, sensibile ai temi ambientali, lamenta che la politica non dia retta agli appelli degli scienziati per "lottare" contro l'effetto serra, l'inquinamento atmosferico, il depauperamento e l'avvelenamento del suolo e dei mari.

Forse questo accade perché, per esempio, le politiche ambientali suggerite dai climatologi sono assai meno redditizie, per i padroni del vapore, di quelle proposte (e imposte poi dai governi) dai virologi e dagli infettivologi?

Detto altrimenti: quanto la scienza è libera e quanto invece è vincolata agli interessi della classe dominante? 

Che domanda sciocca. Meglio vada a cospargermi di sale.

P.S.
Invito alla lettura

venerdì 2 luglio 2021

Attualmente

Non ho mai capito perché l'italiano medio non sia mai stato messo all'indice; sia, anzi, il soggetto più ricercato per modellarne l'opinione e carpirne il consenso politico nella speranza, finora fondata, di formare dipoi quei corpaccioni elettorali che garantiscono maggioranze bulgur cous cous e riso freddo condite con Di Maio sott'olio che si atteggia a statista. «Mangiar bene per sentirsi in forma».
Poi sarà perché si fa in fretta a imparare quando si hanno i segretari che fanno gli esami per te e ti aggiustano il nodo scorsoio alla cravatta.
E Nardella? Voi dovreste vedere come svolge la sua attività di sindaco su facebbooh.  Oggi ha persino varato una nave da crociera, la Costa Firenze («una nave dedicata al rinascimento fiorentino!»), che farà scalo sul Mugnone.
Ma ritorniamo agli esteri.
Non so che cosa succeda, che cosa stia esattamente accadendo, ma sembra che il sogno dell'Europa dei popoli si sia infranto, a parte quella minima parte di popolo stipendiata e contribuita a pioggia e a sole dalla stessa istituzione transnazionale: loro sì che tengono insieme lo specchio incrinato perché non vada in pezzi il riflesso dell'Unione. 
Sono riusciti a far diventare europei soltanto loro stessi: Sassoli, Taviani, oddio: chi si ricorda un altro nome di europeo nostrano eletto nell'epoca che fu?
E la Mogherini? che fa la Mogherini? Attualmente ricopre il ruolo di rettrice del Collegio d'Europa.

Io, di solito, mi faccio un bidet e un pediluvio prima di coricarmi.

mercoledì 30 giugno 2021

Espoir

Più che pensare mal comune, mezzo gaudio, mi viene da bestemmiare e stramaledirli tutti, anche in francese.

E se qualcuno dovesse dirmi che sente puzza di complottismo, j'espère qu'il enfonce sa tête dans son  trou de cul.

Segno di croce

G20 a Matera: tra tanti capi di stato, un unico re.




Quelli che suggeriscono il sicario
quelli che hanno dato suggerimento ai giudici

quelli che hanno salariato il boia
quelli decidono la sentenza quelli

che hanno stabilito il numero quelli
stabiliscono la colpa delle vittime

in nome del Padre e del Figliolo
e della Santa Responsabilità Collettiva

Corrado Costa, Pseudobaudelaire, in Poesie edite e inedite (1947-1991), Argolibri, Ancona 2021
 

lunedì 28 giugno 2021

Le favole erano finite

Si ripete - come prevedibile - l'andazzo dell'anno scorso: giovani assembrati, durante riti dionisiaci, spremono varianti dai loro turgidi capezzoli, che i media scandalizzati infiascano e danno dipoi a bere, ettolitro dopo ettolitro, a quegli spettatori che desiderano essere lubrificati dagli oli santi delle colpe. «Sono degli irresponsabili», tuonano i responsabili.
«Sono degli scriteriati», strillano i citreriati (neologismo).

«Andate a fare in culo, stronzi», replicano l'indomani i giovani stessi, con un cerchio alla testa poco angelico e molto alcolico.

Continua, inesorabile, la gran voglia di trovare delle cause, delle colpe, ossia di individuare dei colpevoli delle risalite (delle discese agli inferi ardite): è tutto un additare, un cercare pagliuzze con una trave intraversata nel retto, oddio come sto scomodo seduto. 
«Meno male hanno istituito il green pass», esultano i restringitori, i costrittori, i chiusisti, gli isolazionisti, i merdaioli in genere. 
«Mi è arrivato oggi sull'app IO il certificato verde!».
«E ci si pulisca il culo, provi, su (col palmare)».

Il green pass... un lebbroso, un tubercoloso, uno con la scabbia, uno con l'allergia a qualcosa che starnutisce e/o tossisce a ogni refolo di vento, uno scimunito, un Matteo  a caso, uno con la salmonellosi, uno con l'epatite eccetera, potrebbero averlo, il certificato di via libera, se vaccinati o tamponati molecolarmente?

Peccato ch'io non sia un Dioniso, sennò mi sarei davvero divertito a trasformare una buona parte dell'umanità in pipistrelli (1, 2):

«Le favole erano finite e le figlie di Minia continuavano intensamente il lavoro, nel totale disprezzo del dio e della sua festa. Ma ecco improvvisamente dei timpani che nessuno può scorgere rimbombano con le loro voci rauche, accompagnati dal suono della tibia ricurva e dal tintinnio dei bronzi: si sente il profumo della mirra e del croco. E accade una cosa incredibile: i telai cominciano a germogliare e le tele, ad essi appese, prendono l'aspetto di cascate d'edera; alcune diventano delle viti e i fili si mutano in tralci; dall'ordito spuntano pampini. Il colore splendente della porpora si stende sull'uva.
Già il giorno volge al termine e subentra quel momento che non si può definire né giorno né notte ma rappresenta il confine incerto tra la luce e l'ombra. Improvvisamente la casa sembra sussultare, grandi lumi ardono e le stanze rosseggiano di fuochi: si odono gli ululati di belve inesistenti. Le sorelle, in mezzo al fumo, cercano dei nascondigli nei luoghi più disparati della casa per evitare i fuochi e i bagliori; e mentre si rifugiano nelle tenebre, i loro arti si fanno piccoli, tra essi si distende una membrana e le braccia sono avviluppate da un piumaggio leggero. In che modo abbiano perso il loro aspetto, questo il buio non consente di saperlo. Non sono però le penne a permettere loro di alzarsi in volo, ma ali trasparenti le sostengono: se tentano di parlare emettono una vocetta proporzionata al corpo che ora posseggono ed esprimono deboli e striduli lamenti. La loro sede resta la casa, non i boschi: odiano la luce e volano durante la notte. Il loro nome è collegato alla parola "vespro"* che indica l'ora tarda della sera»
Publio Ovidio Nasone, Le metamorfosi, Libro Quarto, 389-415 (edizione BUR, traduzione di Giovanna Faralla Villa).

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* Vespertilio, infatti, si chiama il pipistrello.






giovedì 24 giugno 2021

Non pensavo che tu laico fossi

«Il nostro è uno Stato laico» (quanti like?), poco loico, dimolto locco, particolarmente duro di comprendonio in certi ministeri, perché la somma delle menti che li comprende è minore dell'inconsistenza delle parti. E, comunque, il nostro Stato laico qualche segreto ce lo avrebbe da confessare, forse più interessante di quelli di uno stato confessionale, il quale, nei millenni, ha sedimentato più segreti che santi in paradiso.
Lo Stato Vaticano, infatti, ha sempre avuto la sua influenza in Italia ma, politicamente - salvo rare eccezioni -, non è mai stato pensato di debellarla, portarla a zero, come lo speranzoso ministro della sanità vorrebbe invece portare a zero il coso come si chiama. Per il Vaticano vige il principio "Euchessina e vigile attesa": qualcosa prima o poi cade per effetto della gravità.


mercoledì 23 giugno 2021

Stile semi-libero

Cosa non devo fare
per togliermi di torno
la mia nemica mente:
ostilità perenne
alla felice colpa di esser quel che sono,
il mio felice niente.

Patrizia Cavalli, Vita meravigliosa, Einaudi, Torino 2020

Data la mia magrezza, andare in piscina con il mio fisico, ci vuole fisico; ma per fortuna la piscina dove vado è un luogo in cui, tendenzialmente, ognuno fa i fatti suoi e, poi, non ho dei tatuaggi che calamitano gli sguardi altrui. Le regole attuali non consentono di lasciare alcunché negli spogliatoi (adibiti soltanto per cambiarsi e fare la doccia), sicché, messo il costume, infilo l'accappatoio e mi avvicino alla vasca. Tolgo l'accappatoio prima del getto d'acqua pre-ammollo, lo recupero poi insieme alla borsa, appoggio il tutto in angolo dove possa buttarci un occhio durante la pausa a sponda e, via, giù in acqua, senza tuffi, ché non mi so tuffare, possibilmente in una corsia libera, e via andare, bracciata dopo bracciata, fermandomi a ogni sponda per recuperare un po'.  
Considerando che vado in piscina da pochi anni, sono piuttosto soddisfatto del risultato raggiunto, anche se dovrei migliorare lo stare a galla senza la fatica del movimento e potenziare la respirazione. L'acqua clorata mi costringe a portare il tappanaso, per evitare di starnutire un secolo a fine nuotata. Oggi ho fatto trenta vasche in mezz'ora: non sono niente, ma questo niente è molto per me. È il secondo ingresso in piscina dallo scorso settembre, va bene così.

lunedì 21 giugno 2021

Superiamo gli obblighi

 

Verrà un giorno in cui potranno essere prese decisioni politiche senza chiedere il parere al Cts? O meglio: verrà un giorno in cui la politica scioglierà (dimetterà, liquiderà) il comitato tecnico scientifico? O esso resterà un organo in carica fino al capezzale della repubblica?


domenica 20 giugno 2021

Tocca qui

Piazza antistante un centro commerciale. Sto aspettando che arrivi una collega per bere un caffè insieme seduti al tavolo di un bar. È qualche minuto in ritardo, sicché girello guardando le vetrine dei vari negozi: un gioielliere, un venditore di telefoni, una libreria, due negozi di abbigliamento. Alla colonna che divide questi ultimi due, c'è una zona d'ombra: mi soffermo e mi volgo verso la piazza ad osservare il viavai delle persone. Arriva un giovane uomo, presumo un corriere perché ha una divisa di una nota compagnia di spedizioni, ma non ha niente tra le mani. Entra nel negozio alla mia destra e, subito, riesce insieme a una (presumo) commessa, probabilmente la sua ragazza. Sorridono, si scambiano alcune effusioni. Io, per far finta di nulla e garantirmi il diritto di stare lì in quell'unico cono d'ombra, consulto il cellulare. Leggo un messaggio della collega: «Tre minuti e arrivo». Intanto la ragazza invita il ragazzo: «Senti, tocca qui» scoprendosi la pancia, già considerevolmente nuda (praticamente si alza la maglietta fin sotto i seni), colpendosela in zona ombelico (provvisto di piercing) con un dito del ragazzo: «Senti che addominali». Lui sorride, con un velo d'imbarazzo e le dice qualcosa sottovoce, che non riesco a sentire (non ch'io faccia sforzi per ascoltare). Lei, invece, parla con voce piuttosto alta e proprio non si cura di chi ha intorno (me). E dice al ragazzo che stasera, a fine turno, torna di nuovo in palestra e che presto avrà gli addominali di marmo; inoltre, dice che alle nove ha fissato in una pizzeria per andare a cena fuori. Poi gli giunge le mani al collo, gli china la testa (lei è carina, ma bassina) e lo bacia. Io mi giro definitivamente dall'altra parte e riconsulto il cellulare. Un minuto dopo, il giovane mi passa accanto e riguadagna la guida di un furgone blu. La commessa, intanto, ha acceso una sigaretta e cammina lenta guardandosi le unghie: forse la sigaretta è la giustificazione migliore da dare alla titolare per la pausa. Finalmente, la collega arriva, si avvicina e, mentre la commessa spegne la sigaretta in un portacenere posizionato sopra un cestino di rifiuti, mi scopro l'ombelico e le dico: «Ciao cara, dài, tocca qui». E lei, ridendo: «Ma vaffanculo, va’».

sabato 19 giugno 2021

La Zona

Amministratori locali, presidente della regione in testa, che gioiscono coi loro postini su facebook o su twitter perché da domani - per grazia concessa dal ministro - la Toscana è zona bianca. Zona bianca... Ma la zona nulla, il niente zona quando
A proposito di Stalker, Andrej Tarkovskij disse:
«Mi hanno sovente domandato cos'è la Zona, che cosa simboleggia, ed hanno avanzato le interpretazioni più impensabili. Io cado in uno stato di rabbia e di disperazione quando sento domande del genere. La Zona è la Zona, la Zona è la vita: attraversandola l'uomo o si spezza o resiste. Se l'uomo resisterà dipende dal sentimento della propria dignità, dalla sua capacità di distinguere il fondamentale dal passeggero»¹


______________
¹ A. Tarkoskij, Scolpire il tempo. Milano, UBULibri, 1988, pag. 178


venerdì 18 giugno 2021

La cosa peggiore

Spero di continuare a essere di libero di fare «la cosa peggiore». Ovvero, mi auguro che fare la cosa migliore non sia imposto per legge (come alcuni autorevoli pdm sul corsera caldeggiano). 

Dal marzo 2020, da quando cioè è entrato in vigore lo Stato d'Emergenza, la sequela dei provvedimenti governativi in favore della salute del popolo sono stati, allo stesso tempo, un atto di prevaricazione continuo e costante nei confronti dei vari uno del popolo. Anche di coloro che mettevano il tricolore alla finestra e cantavano l'inno di Mameli quando l'altoparlante della macchina dei carabinieri suonava.

Senz'altro starò esagerando (lo spero), ma continuando di questo passo, temo che nel piccolo spazio di noi cittadini viventi e coscienti, accadrà quello che accadde al corpo vivente e incosciente di Eluana Englaro. E ciò che più mi preoccupa è che chi per la propria indole soffre di tutto quello che il potere (spalleggiato dai media e da un'opinione pubblica plasmata similmente a quella che in piazza Venezia osannava «l'ora delle decisioni irrevocabili») impone, si senta smarrito di non avere al proprio fianco un padre, un amico, dieci sodali, un cazzo di partito, anche radicale, che aiuti a resistere contro l'attuale martellante campagna militare-sanitaria di imposizione del protocollo vaccino a, b, c, d, eterologa, fottetevi.

Ma forse sono troppo pessimista, qualche Bartleby come Gianni Rivera, o centravanti come Santoro alla televisione ogni tanto c'è (mi dicono). E poi Giorgio Agamben, anche se ho poca speranza che Speranza lo legga e ci rifletta su:
«In questione non è tanto la salute, quanto piuttosto una vita né sana né malata, che, come tale, in quanto potenzialmente patogena, può essere privata delle sue libertà e assoggettata a divieti e controlli di ogni specie. Tutti gli uomini sono, in questo senso, virtualmente dei malati asintomatici. La sola identità di questa vita fluttuante fra la malattia e la salute è di essere il destinatario del tampone e del vaccino, che, come il battesimo di una nuova religione, definiscono la figura rovesciata di quella che un tempo si chiamava cittadinanza. Battesimo non più indelebile, ma necessariamente provvisorio e rinnovabile, perché il neo-cittadino, che dovrà sempre esibirne il certificato, non ha più diritti inalienabili e indecidibili, ma solo obblighi che devono esser incessantemente decisi e aggiornati.»





martedì 15 giugno 2021

Lui, lei, una canzone

Lui la vide. Lei fece finta di non vederlo. Lui se ne accorse. Lei ricorse all'arte della dissimulazione. Lui si infatuò. Lei si fece brina. Lui cercava scuse per esserle, per quanto possibile, vicino. Lei trovava modalità sempre più fantasiose per scansarlo. Lui si innamorò. Lei ascoltava Bach su Spotify. Lui osò chiedere: «Ti piace la musica classica?». «Sì, tiene lontani i mosconi», lei rispose.  Lui si avvicinò per sussurrarle il suo desiderio. Lei fece un passo avanti e sporse i gomiti, per mostrare il suo disappunto. Lui si dette per vinto. Lei divise la sconfitta. Lui rimpianse. Lei affatto. Lui alzò le spalle. Lei lo spalleggiò.  

Insieme cantarono




domenica 13 giugno 2021

Hub OGM

Da molti anni, la posizione della Coop sugli Organismi Geneticamente Modificati è chiara:
Coop ha messo in campo da anni per garantire che i propri prodotti a marchio siano senza Ogm...
“La posizione di Coop non era e non è preconcetta o faziosa, – come spiega il responsabile sostenibilità innovazione e valori di Coop Italia, Claudio Mazzini – ma è frutto di una analisi approfondita che prende atto di tutti i dati disponibili. Per questo, già da anni, abbiamo lanciato lo slogan “Conoscenza e prudenza”, binomio attraverso il quale intendiamo esprimere e sintetizzare il mandato e la natura di Coop legata all’idea di responsabilità sociale di impresa. Non un atteggiamento di rifiuto, ma una richiesta di potenziare preventivamente la ricerca (soprattutto pubblica e non autoprodotta da chi vende Ogm) al fine di valutare accuratamente tutti gli effetti. Nel frattempo, Coop ha deciso di non impiegare Ogm nella produzione dei propri prodotti a marchio nonché nell’alimentazione degli animali destinati a diventare carni fresche di bovino, avicolo e suino. Analoga garanzia sulle filiere del latte fresco e microfiltrato, delle uova e molti dei salumi a nostro marchio”. L’impegno a garantire questi risultati ha costo complessivo stimabile intorno ai 10 milioni di euro all’anno. In esso vanno compresi gli interventi per tenere separate le strutture di lavorazione e impedire le contaminazioni, l’utilizzo di materie prime garantite (ad esempio la soia non Ogm, che costa più cara di quella Ogm), le attività di controllo.
In previsione della sentenza del Tar del Lazio, che ha confermato lo stop alla coltivazione di Ogm nel nostro paese, il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni, aveva scritto al governo ribadendo la preoccupazione Coop perché “la possibilità di seminare, anche in pochi casi, con OGM potrebbe provocare una crisi in moltissime filiere agroalimentari, mettendo in discussione il diritto dei cittadini italiani ad una libera scelta su quali alimenti consumare. Infatti immettere in ambiente materiale geneticamente modificato attraverso una semina è un atto irreversibile che contamina il patrimonio genetico delle nostre colture e rischia di colpire duramente quello che oggi è evidentemente uno degli asset principali della nostra economia: l’agricoltura e la produzione alimentare. 
Questo per quanto riguarda i prodotti alimentari a marchio Coop, siano essi di natura vegetale o animale.
Per quanto riguarda la forza lavoro, invece, l'impegno della Coop nel far assumere ai lavoratori - mi auguro su base volontaria e senza alcun tipo di mobbing verso chi si rifiuta - un farmaco geneticamente modificato è leggermente diversa:
Informatore

Se per i vegetali e gli animali, destinati alla alimentazione umana, conoscenza e prudenza sono un obbligo, per gli umani (una tipologia strana di esseri viventi che giustamente non rientrano nel gruppo perché non solo nascono, crescono, si riproducono, invecchiano e muoiono, ma altresì rompono i coglioni, soprattutto la categoria dei politici e dei giornalisti) no, fotte sega. 

sabato 12 giugno 2021

Fare l'indifferente

Fa' l'indifferente, fa' finta di niente, non dire niente, non fiatare, respira lentamente facendo attenzione alle fasi di inspirazione ed espirazione, om: Officine Meccaniche.
Ho visto un vecchio camion OM passare per una strada periferica, lasciando dietro sé una densa scia nera dal tubo di scappamento. Era verde, il camion. Era dell'esercito. Non lo guidava un generale, bensì una recluta alle prime armi, dubbioso se passare alle seconde: per fortuna il mezzo aveva tre marce avanti e una indietro, la cosiddetta retromarcia, anche se, per definizione, un mezzo militare non può fare marcia indietro. Figuriamoci un militare intero, uno con i nastrini al petto, incaricato delle inoculazioni di un intero popolo. «Ha il mandato! Ha il mandato governativo!»

F.



Stesso discorso, Figliuolo, stesso discorso #ffs

venerdì 11 giugno 2021

Basta un Seneca

«...al punto di ridurmi in un'estrema magrezza». 
Seneca, Epistole a Lucilio

Potrei dilungarmi. Invece no. Sarò stringente. Avvitante. Ma non riesco più, più a essere come vorrei. Neanche ci provo, cosicché ne esce un essere come viene viene, un va e vieni generale nei giorni che, come buchi spanati, vanno, soliti, insoliti, noti e - non nuoto più da un pezzo: sarò ancora capace di stare a galla? Ve lo dirò appena sarà caldo abbastanza per andare a fare un bagno in una piscina all'aperto ché quelle al chiuso sono ancora chiuse, le apriranno a luglio.
Mi piacerebbe dare uno schiaffo, ma non so a chi. Lo do a me stesso, così esso non avrà bisogno di essere morale.

domenica 6 giugno 2021

La scatola di vuoto è piena

«Una situazione degna di deliri da funghi allucinogeni»
Giuseppe Piero Grillo

Il prossimo autunno, questo blog compirà quattordici anni. Un adolescente a tutti gli effetti. 
Non ho l'abitudine di rileggermi, ma se lo facessi, son sicuro che non sarei del tutto d'accordo con quanto ho scritto e pubblicato nel corso degli anni. È normale e non me ne vergogno, giacché non ho mai rivendicato quella gran virtù puttana della coerenza; di più: non ho mai avuto l'intenzione di persuadere qualcuno a seguirmi, a darmi la fiducia, per creare, per esempio, un partito o movimento politico che avesse l'intenzione di cambiare, rivoluzionare riformare l'Italia. Non ho fatto promesse, sottoscritto patti, illuso qualcuno che se avessi avuto il potere, allora io avrei potuto soddisfare le illusioni, mantenere le promesse e i patti. E meno male, perché se avessi detto: “Votate il mio movimento e vedrete come il vuoto sarà riempito”, una volta eletto avrei fatto di tutto affinché quel Movimento, da me creato od organizzato e comandato, riempisse quel vuoto, foss'anche con un movimento di corpo per avere concime.

Nondimeno, se le avversità mi avessero impedito di mantenere le promesse, avrei cercato, od onestamente di scusarmi, mortificarmi, fare penitenza; oppure, disonestamente, avrei cercato di ritrattare o censurare quanto ero andato dicendo (anche se non conviene mai, giacché qualche rompicazzo potrebbe ritrovare facilmente la prova della mia malafede). Qual miglior soluzione, allora, che quella di far affidamento sulla labilità della memoria collettiva? Infatti, essa è talmente sommersa dal flusso di informazioni e messaggi contraddittori che difficilmente si troverà un congruo numero di persone disposte ad andare in piazza per sostenere quanto sono stato stronzo.

Tutt'al più uno o due che, dai loro blog sperduti nella rete, me lo dirà, ma tanto che vuoi che sia...

7 giugno 2013



Io no


Non lo dubito, visto che vi piace tanto ubbidire, dire Signorsì.
Vi piace essere comandati, ordinati, disciplinati, messi in riga. 
Vi piace che vi si dica che cosa fare, perché, nella vostra miseria umana, ignobili liberali del cazzo, siate essi di provenienza post-missino-fascista o post-socialdemocraticocomunistalottacontinuista - temete l'indipendenza di chi non ama gli ordini, la disciplina, l'ubbidienza e non si adatta alla e/o rifiuta la pressione sociale, si scrolla le spallate, frena le accelerate, si defila dalle adunate - e se la patria chiama risponde: «Ha sbagliato numero».

Volete i generali? Io no.

mercoledì 2 giugno 2021

A viso aperto

«Questo è tempo di costruire il futuro.»

- Semplice o anteriore?
- La seconda che hai scritto.
- Io sarò Stato, tu sarai Stato, egli sarà Stato, noi saremo Stato, voi sarete Stato, essi saranno Stato?
- Declina meglio il plurale e togli quella cazzo di maiuscola.
- E se invece fosse il tempo futuro di costruire?
- Io costruirò, tu costruirai... eccetera?
- Il settore immobiliare non è più il traino del Paese: abbiamo cementificato abbastanza.

«La Repubblica è, anzitutto, la storia degli italiani e della loro libertà.»

- Limitate.
- Lasciapassare.
- Uno davanti, due didietro, tutt'e tre con la mascherina.
- Il distanziamento.
- Documenti.
- Certificati.
- Bolli.
- In triplice copia.
- Coprifuoco sino alle 22, 23, 24
- Autodichiarazione d'amore: l'Italia è il paese che amo perché s'abbocca facile.
- E infatti:

«La democrazia è qualcosa di più di un insieme di regole: è un continuo processo in cui si cerca la composizione possibile delle aspirazioni e dei propositi, nella consapevolezza della centralità delle persone, più importanti degli interessi.»

- Ma che te lo dico a fa'.
- Sergio, Bruno le avete prese le misure di distanziamento dei tavoli?
- Nun rompe er cazzo e mettete a sede e «Se invece der vitello te danno er mulo / tu magna e sta' zitto e vaffanculo.
- Ecco.

«Il terrorismo è stato sconfitto e lo Stato ha prevalso con gli strumenti del diritto.»

- Anche il terrorismo dei settori deviati dello Stato è stato sconfitto? Chiedo perché da quanto Ella ha rimembrato, sembrerebbe che il terrore degli anni di piombo sia stato solo quello delle Brigate Rosse.
- No, quello è stato messo nelle secrete vie del cor soavemente tenute sotto chiave.

[...]

Poi il discorso prende una piega architettonica nell'aria con le mani - e prosegue e ricorda pure il sorriso di Luana. 
E volge al finale con:

«La Repubblica possiede valori e risorse per affrontare queste sfide a viso aperto.»

Benissimo, Presidente. A viso aperto, senza mascherina, detto da Lei vale di più.

lunedì 31 maggio 2021

Permette? Decio Cavallo

Ancora una volta, la nostra cara, amata repubblica fondata sul lavoro, premia i cavalieri e mai i cavalli. Ma è giusto così: se essa si fonda sul lavoro è naturale che il lavoro stia sul fondo del mar e a galleggiare sia qualcos'altro, ad esempio chiazze di greggio, brandelli di plastica, mascherine usate e venticinque pezzi di m... materia organica che ondeggiano or qua, or là.

domenica 30 maggio 2021

La speranza delle idee


Nessuno tocchi Speranza; ma con le idee che lui ha e che impone al ministero che dirige, beh, ci accenderei volentieri il fuoco. In particolare a quella messa in pratica (chissà su suggerimento di chi) di ricorrere al Consiglio di Stato per opporsi alla decisione del Tar del Lazio in favore delle cure domiciliari precoci anti coronavirus 

sabato 29 maggio 2021

Disertare non è mai stato così bello



La scïenza (mi raccomando alla dieresi). 
La guera (con una ‘r’ sola). 
Il senno (con tutte e due le ‘n’). 

venerdì 28 maggio 2021

Sangue e merda

La ragione principale per cui le forze politiche presenti in parlamento sono favorevoli al protrarsi dello Stato di Emergenza - Stato di Emergenza che, come un gorgo, ha fatto confluire tutti i partiti* in una grande coalizione di governo guidata dal più acclamato Uomo delle Istituzioni presente sul mercato - è perché esso fornisce (o almeno sembra) ai partiti, legittimità e consenso con poca spesa grazie a un'azione politica che asseconda e favorisce gli stati della paura convogliata nella popolazione per il tramite di una continua, nauseante pasturazione virologa che i media (classici e social) spargono a iosa.

Una politica "facile" basata sul presente, che non costruisce o programma un cazzo di nulla, protesa com'è a pubblicizzare sui social un attivismo quotidiano fatto di celebrazioni, incontri, festeggiamenti, con il vestito giusto nel posto giusto, il casco in testa se c'è da vedere un cantiere, il vestito nero se c'è un funerale, il sorriso se arriva il calciatore o la cantante, l'aspetto contrito se c'è da ricordare una tragedia, sempre con l'atteggiamento e l'aspetto da sepolcro imbiancato, belli a vedersi da fuori, «ma dentro sono pieni di ossa, di morti e di ogni putridume».

Una politica di merda e con poco sangue, se non quelle poche gocce - che fanno ettolitri - stillate dopo milioni di iniezioni vaccinali. Scemi che chiamano i vaccini cura (ToscanaSiCura un cazzo, stupidi). Le cure, che ci sono, sono un'altra cosa, ma sono ostracizzate, o convogliate in un unico protocollo ospedaliero che gonfia il potere burocratico sanitario dei direttori di dipartimento delle asl e degli algidi primari gallonati che saranno, prima o poi, fregiati di stellette come il generale Figliuolo.

Una politica affetta da paternalismo autoritario che non si fida della gente e che, per questo, la rinchiude e osteggia con norme, procedure, divieti, obblighi, lettere, certificazioni, impedimenti, ostacoli, eccetera. Una politica che ha rotto il cazzo nel profondo dell'anima ma che non si può neanche più mandare a fare in culo giacché il vaffanculo è maggioranza nel Parlamento. Un vaffanculo alla rovescia, quello della politica verso i cittadini che, consapevoli o meno, entusiasti o disillusi, sono più capaci d'indignarsi e ribellarsi contro chi ha il naso fuori della mascherina che contro coloro che, con le mascherine tricolori, celebreranno il due giugno ai Fori Imperiali o nelle piazze di ogni città. 
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* Tranne uno, che certo non è all'«opposizione», ma si è defilato perché ha sporto il naso su un sicuro, futuro vantaggio elettorale dalla faccenda.

lunedì 24 maggio 2021

Per non soccombere alla follia oggettiva

La situazione politica, sociale, economica e culturale è tale che, per non lasciarsi prendere dallo scoramento, è necessario munirsi di microresistenze individuali, di allontanamenti, di distacchi, per riuscire a sopravvivere nella finzione di sentirsi liberi e indipendenti dalle forze dominanti, dalla burocratizzazione dell'assurdo, dalla sanitarizzazione del vivente, dalle facce di culo immutandate dei politici e dei giornalisti che declamano sui media vecchi e nuovi le loro gesta, la loro responsabilità, la loro tabella di marcia verso il marcio. Mi fanno tanto schifo, mi danno talmente uggia e fanno tanta rabbia che, anziché bestemmiare e sfanculare tutto il giorno per l'assurdità continua della situazione e di come essi ne approfittino per cercare legittimità e consenso, che - come sapete - corro.

Come scrive Adorno (Minima moralia, 128, secondo paragrafo) «[...] quando cominciai a riflettere, mi rese sempre felice la canzone che comincia con le parole "tra il mondo e la profonda, profonda valle": la storia delle due lepri che, mentre si sollazzano sull'erba, sono abbattute dal cacciatore, e, quando si rendono conto di essere ancora in vita, scappano via. Ma solo più tardi ho compreso il monito contenuto in quella storia: la ragione può resistere solo nella disperazione e nell'eccesso; occorre l'assurdo per non soccombere alla follia oggettiva. Bisognerebbe fare come le due lepri; quando cala il colpo, cadere follemente come morti, raccogliersi e riprendere coscienza, e, se si è ancora in grado di respirare, scappare a tutta forza. La forza dell'angoscia e della felicità sono la stessa cosa: la stessa apertura illimitata - intensificata fino al sacrificio di sé - all'esperienza, in cui il soccombente si ritrova. Che cosa sarebbe una felicità che non si commisurasse all'incommensurabile tristezza di ciò che è? Il corso del mondo è sconvolto. Chi vi si adatta con prudenza, si rende partecipe della follia, mentre solo l'eccentrico sarebbe in grado di resistere e di imporre un alt all'assurdo. Egli solo potrebbe capacitarsi dell'apparenza del male, dell'irrealtà della disperazione, e rendersi conto, non solo di vivere ancora, ma dell'esserci ancora vita. L'astuzia delle lepri impotenti riscatta - con le lepri - anche il cacciatore, a cui invola la sua colpa».

a duecento metri dall'arrivo della 24


giovedì 20 maggio 2021

Ma i francesi non s'incazzano?

Ispettore: «Dovremo arrivare a una conclusione conciliante? Ha detto così? No, no, non è possibile. Ma d'altro canto non voglio dire che lei debba disperare. No, certo. Perché dovrebbe? È soltanto arrestato, nient'altro. Questo le dovevo comunicare, l'ho fatto, ho udito anche come l'ha presa. Per oggi basta. E possiamo accomiatarci, sia pure provvisoriamente. Adesso penso vorrà andare in banca».

«In banca?» domandò K. «Credevo di essere arrestato [...] Come posso andare in banca se sono arrestato?».
«Ah, vedo» disse l'ispettore, «lei mi ha frainteso. Certo, è in arresto, ma ciò non deve impedirle di attendere al suo ufficio. Non dev'essere neanche ostacolato nel suo solito tenore di vita»

Il processo, capitolo 1.

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Ho visto che, in Francia, per far rispettare il coprifuoco (e in Francia, in questa stagione, alle 21 è giorno pieno), l'Autorità ha ordinato alla police di sgomberare i locali e le piazze. E i gendarmi sono muniti di mitra. 
Ma i black bloc che fine hanno fatto?

martedì 18 maggio 2021

Senso


Premesso che io ho letto il titolo con la "f" al posto della "h", non capisco come potrà essere evitato e non mi dolgo certo per questo e, soprattutto, non si accusino gli elettori perché non voteranno Pd.

Forse che titoli del genere sono prodotti specificatamente per far scivolare meglio la supposta nel parterre degli scarsi e-lettori dei giornali padronali, tutti a modino e coccardine post-resistenziali e senza rutto libero dopo i pasti?


domenica 16 maggio 2021

Piazza Kafka

Rileggo e trascrivo alcuni passi de Il processo [traduzione di Ervino Pocar] che fanno parecchia luce per le strade e le piazze buie d'Italia, d'Europa in molti casi, del mondo intero forse.

***

 ... riconosceva quasi all'estraneo un diritto di sorveglianza...»

«Lei non può uscire, è in arresto.»
«E perché mai?»
«Non abbiamo il compito di dirglielo. Vada nella sua stanza e aspetti. Il procedimento è ormai avviato e lei saprà tutto a suo tempo».

Che razza di gente era? Di che cosa parlavano? Che autorità rappresentavano? Eppure K. viveva in uno Stato legale, dappertutto regnava la pace, le leggi erano tutte in vigore, chi osava assalirlo in casa sua?

... nell'agitazione non riuscì a trovare subito proprio i documenti personali che cercava. Infine trovò la sua tessera di ciclista ed era già sul punto di tornare con essa dai custodi, ma il documento gli parve troppo meschino e continuò a cercare finché trovò l'atto di nascita.

«Possibile che non voglia adattarsi alla situazione e miri, a quanto sembra, a irritare inutilmente proprio noi che tra tutte le persone di questo mondo siamo forse i più vicini a lei! [...] Noi siamo impiegati in sottordine, ci intendiamo poco di documenti personali e nella sua faccenda non abbiamo altro da fare che sorvegliare lei dieci ore al giorno, e perciò siamo pagati. Ecco che cosa siamo, ma non per questo siamo incapaci di intendere che le alte autorità dalle quali dipendiamo, prima di ordinare un siffatto arresto si informano molto esattamente intorno alle ragioni dell'arresto e alla persona dell'arrestato. Errori non ne avvengono. Le nostre autorità, per quanto le conosco, e ne conosco soltanto i gradi più bassi, non cercano già la colpa nella popolazione ma, come dice la legge, sono attirate dalla colpa e devono mandare noi a fare i custodi. Questa è la legge. Come potrebbe darsi un errore?»

«Codesta legge non la conosco», obiettò K.

«Tanto peggio per lei», disse il custode.

Per non essere schiavi



Il faut être toujours ivre. Tout est là : c'est l'unique question. Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve.

    Mais de quoi ? De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. Mais enivrez-vous.

    Et si quelquefois, sur les marches d'un palais, sur l'herbe verte d'un fossé, dans la solitude morne de votre chambre, vous vous réveillez, l'ivresse déjà diminuée ou disparue, demandez au vent, à la vague, à l'étoile, à l'oiseau, à l'horloge, à tout ce qui fuit, à tout ce qui gémit, à tout ce qui roule, à tout ce qui chante, à tout ce qui parle, demandez quelle heure il est ; et le vent, la vague, l'étoile, l'oiseau, l'horloge, vous répondront : « Il est l'heure de s'enivrer ! Pour n'être pas les esclaves martyrisés du Temps, enivrez-vous sans cesse ! De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise. »

Charles Baudelaire, Le Spleen de Paris, XXXIII
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P.S.
Avrei voluto dedicare il poemetto a Roberto Speranza, ma non l'ho fatto ché egli sceglierebbe sicuramente la virtù.

mercoledì 12 maggio 2021

La vita e le regole

«I diritti fondamentali si pongono a presidio della vita, che in nessuna sua manifestazione può essere attratta nel mondo delle merci.»¹ 

Penso che se Stefano Rodotà, non tanto fosse diventato presidente della repubblica (gli fu negato, dalla sinistra), fosse ancora vivo, forse (e dico forse), il coro unanime in favore dello stato d'emergenza, delle misure restrittive connesse, degli obblighi vaccinali e delle tessere lasciapassare, comincerebbe a stonare o a scorreggiare un po'. 

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da La vita e le regole. Tra diritto e non diritto, Feltrinelli, 2009 

lunedì 10 maggio 2021

Perfetto non sono

Non pensavo che ancora ci fossero in giro tanti aficionados di Renzi. Giornalisti intellettuali mezzi filosofi cirillini ci. Se ne trovano sui social e mal me ne incolse allorquando osai replicare a un cinguettio di uno che, per togliere un po' di guano della immerdatura nazional popolare da cui Renzi è ricoperto, riporta una citazione di René Girard per sostenere l'ipotesi ch'egli sia un capro espiatorio e che tutti gli schizzi di merda che gli arrivano addosso siano stereopiti della persecuzione (vedi l'ultima, inutile e uggiosa, intercettazione pubblicata da Report in cui si sente Berlusconi dire che Renzi farà cadere il governo Letta e diventerà a sua volta presidente del consiglio). 
Ma bellini che sono... fanno a gara a prendere le parti della vittima per difenderla con il proprio acume e spirito critico liberal e non si accorgono di essere nient'altro che degli infimi superciuk, ma con minore levatura morale e fiato ben peggiore.

La cosa simpatica è che, se gli fai notare che hanno la fiatella, mica ti ringraziano, no: ti dicono prima "cretino" e poi "trollino" e poi ti bloccano e mandano scagnozzi a darti dell'«imbecille». 

43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; 44ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, 45perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Mt, 5)

Purtroppo, dato che perfetto non sono, auguro loro soltanto che siano rinnovati i finanziamenti pubblici all'editoria da questo governo e prossimi venturi, finché la Repubblica fondata sul lavoro sussisterà.

venerdì 7 maggio 2021

Gialleggiare

I ranuncoli, che gialleggiano sulle distese verdi dei campi a riposo, fanno le veci ai raggi del sole nascosto dietro le facce di cobalto trasportate dal grecale. Pioverà? Oppure il cielo presto sarà liberato da questa moltitudine informe? Intanto camminiamo e, insieme, guardiamo la linea dell'orizzonte, dove il cielo è più chiaro e fa credere che presto lo sarà anche su questa strada. Due gocce, di cui una di dubbia fattura. Piscio di rondine o di quella cornacchia che si è appena alzata in volo perché spaventata dal mio arrivo, intenta com'era a piluccare la carne frollata di un povero riccio arrotato chissà quante ore fa? Mi pulisco con un fazzoletto di carta e non vedo segni particolari, a parte l'umido. Gocce di pioggia, mi rassicuro, però non molto. Il grigio tocca terra e quindi rifugio ancora lo sguardo sui ranuncoli che ondeggiano sulla spuma vaporosa del vento, certi che neanche una capra di passaggio li mangerà. Resistono e illuminano come le dinamo di una volta, a tratti, più o meno forte a seconda della pedalata. Sono tanti, migliaia, e velenosi, come i virologi. Però più bellini e se ne possono fare tanti mazzettini da portare negli studi televisivi o ai cimiteri dell'istat.

mercoledì 5 maggio 2021

Salvo


Art. 16 Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.

Negli articoli in cui si trova scritto «salvo», la Costituzione limita, diminuisce la sovranità del popolo per aumentare il potere di chi lo rappresenta.
La Costituzione non è dalla parte del popolo, ma del suo contenitore: lo Stato. Ed è cosa propria di uno Stato affamato di legittimità cercare, per via legislativa... no anzi: governativa e d'urgenza, motivi per limitare libertà e diritti dei cittadini. 

Aldilà delle convenienze politiche e di bottega che hanno caratterizzato gli ultimi tentativi di modificarla, da ignudo vivente che parla la lingua in cui si dice mamma e babbo, credo che sia urgente correggere o meglio: riscrivere la Costituzione a partire dai principi fondamentali.

domenica 2 maggio 2021

Piazza social

Nei luoghi della solitudine quali i social, mi accade spesso di leggere commenti ai fatti salienti del giorno e, caso vuole, che oggi molti abbiano commentato sulla vincita del campionato dell'Inter, in particolare dei festeggiamenti in piazza Duomo, a Milano. 

- Quanta gente! 
- Io non ho parole!
- Che dementi!
- Perché la polizia non fa rispettare le regole? Perché non disperde l'assembramento con delle cariche come fa quando protestano i lavoratori e in Valsusa?

A ciascuno di questi commenti avrei voluto rispondere, ma ho lasciato perdere, ché la solitudine social è difficile da scalfire. Lo faccio qui, seguendo l'ordine.

- Che bello!
- Non è vero: ne hai quattro, del cazzo, più un punto esclamativo.
- Intelligente sarà lei, s'informi.
- Perché la polizia ha sempre avuto riguardi per i "tifosi", ché non disturbano l'ordine costituito, anzi. Ma a parte questo, non so come interpretare il richiamo alle proteste dei lavoratori e dei cittadini della Val di Susa: le denigrate e quindi approvate la dura risposta dei celerini, oppure vorreste che le proteste avessero un analogo trattamento di riguardo e potessero occupare le piazze e le strade per manifestare liberamente il loro dissenso? La prima che ho detto, merde?

sabato 1 maggio 2021

Fiore di maggio

Con una propaganda a tambur battente, usando tutti i media disponibili, complice anche gli affanni delle terapie intensive e della forzata ospedalizzazione (e burocratizzazione sanitaria, che ha prodotto un assurdo numero di protocolli - e di ricoveri) della malattia, hanno fottuto la mente di gran parte della popolazione con la paura di ammalarsi e morire. Di qui l'interventismo parossistico governativo, ché non gliene frega un cazzo alla politica se la gente muore - succedeva, succede, succederà: dicono i "dati" istat, mediamente un seicentomila di morti all'anno negli ultimi dieci anni, solo non c'erano bollettini a ricordarlo.
Essi (i poteri) hanno fatto e fanno uso di tutti i mezzi (soliti) a disposizione: stato d'emergenza permanente, notiziari martellanti bollettini con la conta dei morti, filmati di corsie d'ospedale e di sale di rianimazione, medici e infermieri sudati e stremati, ambulanze, sirene, pronti soccorsi, facce addolorate, prefiche, virologi prezzolati e beccamorti, matematici, statistici che si attaccano ai dati come gli astrologi alle costellazioni; i vaccini sperimentali obbligatori; gli opinionisti ondivaghi che adeguano l'opinione a seconda di come si muove il mare dell'opinione pubblica. 

Hanno rotto i coglioni, tutti, soprattutto coloro che abusano della retorica dell'emergenza per consolidare la legittimità di potere, che mostrano - con slogan vari, video e foto - come si prendono cura delle persone, ingabbiandole dentro le sbarre dei protocolli, delle sicurezze, delle procedure, degli sbarramenti e delle chiusure. Facce di culo di vario tipo che nessuna mascherina del cazzo potrà mai nascondere, sindacalisti compresi che immagino oggi ricorderanno qualcosa, chissà cosa, chissà perché.

martedì 27 aprile 2021

Scomparire è un po' come apparire



Scomparire poco a poco non è altro che un apparire un tanto al chilo.


Se un intellettuale crede, ancora oggi, di diventare influente (un maître à penser)  stando dentro al solco della tradizione novecentesca, allora merita l'appellativo solo nella specificazione «de me cojoni». Cinquantuno retweet non bastano? Se ne vogliono cinquemila? Allora si vada (più spesso) dalla Gruber; allora si faccia l'interprete d'una serie televisiva (50 mila) o ospite di un reality show (500 mila retweet). Fare il direttore editoriale di un grande editore; scrivere per riviste e quotidiani; pubblicare libri pieni di citazioni e divenire esso stesso citato nelle tesi di laurea di scienza della comunicazione non basta. Attività logoranti, più della vita moderna. Essere un carciofo non basta per diventare un Cynar. 


domenica 25 aprile 2021

Tanto cemento

Se avessi qualcosa da dire, oggi, sul 25 aprile, lo direi, ma temo di non averlo, sicché sto zitto, al riguardo, e, come ai Tempi di Bellosguardo, me ne sto «nella corusca distesa che s'inarca verso i colli», lontano dal celebrare distorto delle museruole FFP2, dai gomiti alzati delle autorità ubriache di potere securitario, e dalla gente (troppa, tanta) che li applaude perché rassicurata dai protocolli delle Fave di Sion.
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Ai critici progressisti

Non mi parlate di primavere avvenire
le vostre bocche acide le disseccano.
Non dite che domani la giustizia vi farà vivi,
che sarà vendetta nei figli la schiena piagata dei padri.
Non consolate nessuno non toccate nessuno
non spostate le pietre pazienti delle macerie.

Lo sappiamo, ma molto più forte di voi:
i nostri fratelli verranno con picchi e badili
a rovesciare neve e cenere. Nei cortili
sarà spezzato il gelo che ai gennai passati fu eterno
la fogna renderà le scarpe all'assassinato
la calce cancellerà lo sgorbio stralunato
sarà dimenticato dimenticato l'inverno.

Ma oggi ancora la vendetta è al poeta
più dolce del vino e della dimenticanza.
E per farvi crepare, ottimisti,
oh colarvi dentro tanto cemento
quanto basti per un monumento
alla Salubrità dei Popoli Progressisti.

Franco Fortini, in Poesia e errore, 1948

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Oh, colarvi dentro tanto cemento
quanto basti per un monumento...