mercoledì 1 dicembre 2021

Diospero




Non mi abbatto, non sono un albero (purtroppo), non so usare la motosega e l'ascia la uso giusto per spaccare i capelli in quattro (e in testa io ne ho due). Sicché mi lascio in pace, in piedi, allo stormir del vento e allo sgocciolar di nubi grige e fredde; alzo il bavero e guardo passeri e passere passare, piluccare qua e là, svolazzare su e giù, cantare forse, ritrovare il nido, cercare il caldo e aspettare che la notte dicembrina diventi primavera e io pure.

Amare il silenzio come metodo, il foglio bianco come pratica, l'orizzonte come fine. E le mani in tasca che si allungano per aggiustare la direzione del desiderio.



3 commenti:

Enzo ha detto...

Li amo anch'io

Olympe de Gouges ha detto...

le passere, soprattutto :)

Luca Massaro ha detto...

🐦🐦