martedì 29 novembre 2022

Alba concettuale


L’alba ha dipinto un cielo concettuale senza tante seghe mentali degli eletti dal mercato vaccartistico contemporaneo.
Che cosa si potrebbe fare per essere migliori di quel che si è? Invecchiare, come un supertuscan? Oppure stapparsi, e quindi concedersi sorsi di vita, dopo aver annusato il tappo occludente qualche orifizio interiore?
Una minuscola crosticina di fettunta mi ha ferito la lingua e così ho assaggiato il mio sangue, ossia un po’ del mio io: meglio tenerlo dentro la bottiglia.

domenica 27 novembre 2022

Nuovo anno liturgico


Prima domenica dell’Avvento: il grecale spira e azzurra lo specchio del firmamento, le nuvole si vanificano e io non posso lamentarmi, né tanto meno arrabbiarmi, perché la collera sfianca, fa consumare energie a ufo, gli oggetti volenti non identificati sono tanti, per esempio un’aquila ch'è ascesa rapida tra gli abeti e i faggi, stamani, dentro la valle ombrosa...

Come avrete capito, il mio è un rifuggire per rifulgere. 

Ieri mattina, sorridevo, quando sentivo alcuni astanti stanti davanti al bar lamentarsi del fatto che l’edicola di piazza sia definitivamente chiusa, le edicole stanno chiudendo tutte, perché la stampa monnezza; resiste la settimana enigmistica, e chissà perché. Lo sappiamo noi, il perché. Non fa niente che i quotidiani siano in perdita perché la loro non è una funzione commerciale, bensì parrocchiale, di diffusione del verbo mortacci loro padronale, cosicché se anche pure presto le vendite totali diverranno sotto zero e tutte le copie, fisiche e virtuali, gli fossero vomitate indietro, i giannini qualunque terranno aperta la saracinesca. Essi sono la realizzazione falsaria lo turca consustanziata. S’io fossi foco.

Il paragrafo sopra era la spiegazione, giacché non so quanto chi passa da queste parti capisca la mia aspirazione all'eterico, quindi devo bilanciare il vitale con il cadavere del quarto potere
Ritorniamo alle mele cotogne, alle nespole, allo splendore dei cachi altresì chiamati diosperi, in quanto concentrazione dei raggi divini di un intero anno solare. La Pro Vercelli ha vinto: sia lode alla serie C.

mercoledì 23 novembre 2022

Al bar Casablanca

Non ricordo bene, forse erano i primi anni del Duemila, quando Berlusconi rivinse e ridivenne presidente del consiglio, e i vertici dell'Ulivo fecero una prima manifestazione in piazza contro il governo e sul palco si presentò Nanni Moretti e disse che essi (Rutelli, Fassino, D'Alema, Veltroni) offrivano uno spettacolo penoso e che, con tale classe dirigente, la Sinistra avrebbe sempre perso alle elezioni...

Oggi non so se ci sia un Nanni Moretti ancora capace di simili enunciati: so solo che tutta, (aspetta, lo scrivo più grosso: TUTTA) la classe dirigente del partito democratico e degli altri cazzini mosci di sinistra, ogni volta che apre becco, per qualsiasi cosa, in particolare quando tenta di togliere i pidocchi al governo in carica senza accorgersi di avere cimici scorreggianti attaccate addosso, mi fa dire che non solo perderà consenso, ma si auto seppellirà spudoratamente come lacrime in diretta firmate Christian SoumaOr.

domenica 20 novembre 2022

Have You Ever Seen The Rain?

Tempo fa, durante un novembre giovane, di quelli in cui la pioggia la si amava insieme ai primi freddi, e le foglie accartocciate ammorbidivano i passi al rallentatore di chi si concedeva comunque una passeggiata con l'ombrello, quando l'inizio della stagione teatrale aveva un senso e il cartellone non serviva solo a riciclare attori bolliti tagliati fuori dai doppiaggi delle serie tv, due innamorati si recarono in una città dove avrebbero capito che, oltre agli impermeabili, sarebbero serviti pure gli stivali. 

Fu così che invece di consumar le suole, resero lise le lenzuola della camera d'albergo con le loro ossa puntute e la pelle ruvida dei calcagni. La gente abituata a portar gli zoccoli, portando mocassini fa presto a farsi venire i calli sotto a’ piedi. Il made in Italy. E le scarpe marchigiane firmate dagli stilisti di Milano comprate a centomila lire da un grossista, e due racchie newyorchesi che le avrebbero sfilate volentieri allo sposo che non aspettava un figlio, ma un quadro di Andy Warhol messo appeso alla parete dai turbocapitalisti JTD della Fiat. Andava meglio prima che il secolo cadesse, quando serviva ancora la marca da bollo annuale per la patente. Era più facile acquistare un mitra, anche se non mi sono mai informato. 

Gli innamorati sparavano altre raffiche, saffiche o eterosessuali non importa, perché quando si è innamorati ci si compenetra così tanto che non si sa più chi siamo, quale sesso si ha, e se i capezzoli maschili abbiano minore sensibilità dei femminili. La spuma al cedro con la quale si fecero uno shampoo, ché il Dom Perignon costava duecentomila lire, spinse lei a chiedere perché non si sposassero subito quel giorno, quel pomeriggio, con qualsiasi rito, il primo disponibile tra le tante religioni della città.

Lui soffocò un rutto. Lei gli dette voce. E scoppiarono a ridere sotto la pioggia che gli toglieva via lo zucchero dai capelli

Era novembre, un novembre giovane.

sabato 19 novembre 2022

Per quanto mi riguarda

« Per quanto mi riguarda, considerando le molteplici dimensioni del mio essere, non posso accontentarmi di un solo modo di pensare. In quanto poeta e artista io sono un politeista. In quanto scienziato della natura io sono panteista, e l’uno non meno risolutamente dell’altro. Avendo poi bisogno di un Dio unico, in quanto uomo morale, non ho nessun problema. Le cose celesti e le terrestri costituiscono un così vasto regno che solo gli organi di tutti quanti gli esseri riescono insieme ad afferrarlo. »
da una lettera di Goethe a Jacobi del 6 gennaio 1813

giovedì 17 novembre 2022

Lo stato presente dei costumi degli I

Caduto come un missile a cui dare la colpa; amareggiato, come il mare che spira tanto sentimento; derivato dopo la deriva... Dacché non esiste più un linguaggio condiviso tra altoparlanti e basso ascoltanti, e le calendule cazzulle, i letti allettati e allattati da capre foraggiate da chissà quali fondachi, ma noi lo sappiamo bene, vero, in camice aranchione e cavolelle con cognomi tutte consonanti sputate marce che vanno a Balì a farsi inculare dai sottosegretari all'incultura.

Questa è crittografia. Offendere manifestamente è fatica boldrina concentrata sui generis. Meglio giocare di conserva, da bravo triplo concentrato, che un giorno usai per dentifrigio con lo scopo di avere i denti rossi, come dragula. 

Lo stato presente dei costumi degl'Italiani è presente, appunto: lasciamo i giudizi alla storia. Purtuttavia, tenendo conto che il mio è solo un sentimento non scevro da pregiudizi contro l'imbecillità prezzolata, vorrei avere dieci schiaffi di Dio con i quali appiccicare al muro non tanto i piccolo borghesi, ma chi li informa, chi li rappresenta, chi li pasce. 

Comincerei da questi due figurini:


Me ne restano otto.

venerdì 11 novembre 2022

Man-into-wahpaow

Il pane della titubanza è fatto
di farina doppio zero canadese
che s'incolla ai villi intestinali
come cemento a pronta spalmato
sopra le indecisioni prese.

Spingo il corpo avanti, più
avanti che posso, più di Ponzio
Pilato seduto sulla tazza
con un Bartezzaghi in mano
in attesa di risolversi. Nel

frattempo potremo andar per boschi
rispettando il galateo zanzottiano:
raccogliere funghi nell'attesa
che questo caldo ottobre si disfaccia
e l'aria torni finalmente diaccia.

Una zanzara sfacciata mi punge
un avambraccio e io non oso più
guardare in basso tra il fogliame
che si compenetra nel terreno:
alzo gli occhi al cielo che continua

a essere sereno, a parte gli incroci
lattiginosi spruzzati da velivoli
che ci invitano a giocare a tris
e a scrivere x o x x o n i 
come summa di tutte le opinioni.


mercoledì 9 novembre 2022

Se questa è una donna

“Sui no vax io sarei stata molto più severa, avrei continuato ad essere severa, ma non sono un medico, il mio giudizio è assolutamente solo personale”. Liliana Segre, senatrice a vita.

Da giovani erano divertenti le gare a chi pisciava più lungo o a chi ruttava più forte. Da grandi, invece, le gare si fanno a chi vittima è stato di più; e chi più di un deportato ad Auschwitz lo è stato? Quindi, non c'è partita: quella della senatrice Segre è, tra i perseguitati da un regime, una delle voci più autorevoli e qualsiasi cosa dica, anche persecutoria, è legittimata dal suo essere stata vittima di fatto.

Tuttavia, non è assai paradossale e stridente che una vittima pronunci parole così persecutorie?

No.

Non è un caso che Liliana Segre sia - se non erro - la sola italiana ebrea, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, a essere diventata senatrice a vita: perché deve testimoniare non tanto il suo essere vittima, ma dare legittimità allo Stato quando esso, attraverso le sue leggi, persegue qualcuno che si presuppone, a torto marcio e schifo, sia un probabile persecutore (untore di che? di bruschette?) in potenza. Questo è.

Dall'evento del Golgota in poi, con un'accelerazione vertiginosa dal Novecento in poi l'unico modo per dare legittimità alla propria azione politica è fondarla su ragioni vittimistiche. Dalle guerre preventive, fino alla negazione dei diritti fondamentali (diritto al lavoro, allo studio, eccetera) per difendere i fragili, le vittime in potenza.

Quindi, nessuna meraviglia. Eppure, vorrei ricordare a lei e al presidente della repubblica che, in uno Stato di diritto, i colpevoli andrebbero giudicati ed eventualmente condannati portando in tribunale dei capi di accusa. Un po' come fu fatto, un tempo, persino da Israele con Adolf Eichmann. Invece, purtroppo, per la senatrice e per molti che la pensano come lei, i no vax hanno lo stesso statuto dei palestinesi per lo Stato e l'esercito israeliano.

E allora dateci una Gaza e non se ne parli più.

Ma prima leggiamo di Primo Levi Un altro lunedì

«Dico chi finirà all’Inferno:
I giornalisti americani,
I professori di matematica,
I senatori e i sagrestani.
I ragionieri e i farmacisti 
(Se non tutti, in maggioranza);
I gatti e i finanzieri,
I direttori di società,
Chi si alza presto alla mattina
Senza averne necessità.

Invece vanno in Paradiso
I pescatori ed i soldati,
I bambini,  naturalmente,
I cavalli e gli innamorati.
Le cuoche e i ferrovieri, 
I russi e gli inventori;
Gli assaggiatori di vino;
I saltimbanchi e i lustrascarpe,
Quelli del primo tram del mattino
Che sbadigliano nelle sciarpe». 

Cosi Minosse orribilmente ringhia
Dai megafoni di Porta Nuova
Nell’angoscia dei lunedì mattina
Che intendere non può chi non la prova.


sabato 5 novembre 2022

Pittore ti voglio parlare

Quel che il governo in carica farà spero non abbia la miccia, anche se Cro Magnon Setto non fa ben sperare con questo essere a fianco del tragicomico di Chiev...

Purtuttavia, non riesco a esserne critico a prescindere di esso, non perché pavidamente voglia sospendere il giudizio, piuttosto perché ho ancora l'eco dei precedenti due governi, di quelle compagini, degli esponenti piddini e panstellati, e ogni loro gracchio opponente, purché lo intenda a debita distanza e mediato dal ruminare di altri coraggiosi masticatori di notizie, mi indispone.

Prendo due esempiucci a casaccio: quello Cri Santi che, lamentando la deliberazione governativa di anticipare la scadenza dell'obbligo farmacologico per i sanitari al fine di far rientrare in servizio i sospesi, sostiene che questa non sia una decisione da Stato morale. Ecco, quando l'ho sentito, ho disperato di non essergli parente per avere il suo numero di telefono a mandarlo a fare in culo a voce; l'altro, quello del deputato Aboubakar Soumahoro, il quale ha dichiarato che 
"Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria".

Pittore, ti voglio parlare. 

lunedì 31 ottobre 2022

31 ottobre

Ottobre si conclude oggi e non è piovuto neanche un giorno uno. A parte le scie disegnate dagli aerei, provocate dalla combustione del kerosene e dallo spruzzo di altri veleni aeriformi, il cielo è sempre stato azzurro, sempre. Forse è piovuto di più in Iraq. 
Purtroppo l'Iraq non esiste più, è sparito, come il Vietnam.
La corda intorno al collo di Saddam adesso penzola sulla nostra memoria occidentale, così debole, strozzata, così facilmente suggestionabile. In Italia, soprattutto. E dire che ricordare dovrebbe essere un riportare al cuore... Invece, temo che chi condiziona la memoria (come chi spruzza in cielo robaccia velenosa) intenda riposizionarci i fatti accaduti in altre parti del corpo meno nobili.

Dunque, preghiamo.

Oggi si venerano, tra gli altri, Santa Lucilla di Roma e San Volfango di Ratisbona. Due nomi bellissimi, almeno per me.




 

giovedì 27 ottobre 2022

Due tuitti

 

Esattamente. Gli universitari che protestano ‘a prescindere’ contro l'appena insediato governo Meloni sono ridicoli scimmiottattori del nulla piddino boldriniano, gretini ottenebrati dai pifferai prezzolati dai predoni di Davos.
E non solo muti stettero un anno fa contro la Tessera Verde e obblighi annessi: sono stati e stanno altresì muti contro la Nato e l'invio di armi al regime ucraino e non fanno neanche mezza manifestazione per la pace.



Ha ragione la Undiemi. Forse Gramsci sarebbe meglio leggerlo alle riunioni di partito, oh yes.

venerdì 21 ottobre 2022

Tutto il complesso dei vostri guerrieri

Che peccato! Se l'audio carpito a Berlusconi, nel quale racconta ai propri deputati come sono andate e come stanno le cose riguardo alla faccenda ucraina, fosse stato divulgato prima delle elezioni, sono persuaso che Forza Itaglia avrebbe raddoppiato i consensi.

A margine di questa vicenda, ho sentito una vocina riferire che la Meloni avrebbe detto che il suo governo sarebbe stato arcisicuramente atlantista e chi non fosse d'accordo nel mantenere questa linea atlantica, beh, quella la porta, esca e non scassi le palle più.

Sebbene non mi sia chiaro che cosa s'intenda auto dichiararsi atlantisti, se non forse avere una vocazione atlantidea allo sprofondare, mi piacerebbe per un attimo interloquire con i responsabili del nuovo governo per propor loro quanto segue: dato che non muterà la linea di sostegno al governo ucraigno e che quindi fiotti di miliardi di euro gli saranno elargiti, perché non vincolare la spesa di quei soldi affinché siano spesi per qualcosa di più costruttivo invece di comprare petardi, mortaretti, bombe a mano e tric trac?

Possibile che nessuno stronzo pensi a cosa di buono si potrebbe fare con tutta quella massa di soldi a fondo perduto? Io credo ci riuscirebbe persino il sindaco di Roma.

mercoledì 19 ottobre 2022

Gulp, gli stronzi in tv

Un collega oggi mi ha detto che ha visto una scimmia in tv dire che il presidente della camera non va bene perché sarebbe contro le sanzioni alla Russia, mentre La Russa sarebbe ok perché atlantista. 
Sempre lo stesso collega - che guarda la televisione per me, gli offro un caffè ogni tanto - mi ha detto pure che, in quella trasmissione, erano in cinque bucaioli a favore dell'invio armi al governo nazista ucraino contro uno, uno storico accademico, il quale è stato invitato dai bucaioli a occuparsi di crociate.

- E poi come ha proseguito la trasmissione?, ho chiesto al collega.
- Ho spento, ha risposto.

sabato 15 ottobre 2022

Giorno della memoria

Un anno fa, forti della vox populi, il governo impose a tutti i lavoratori l'obbligo di possedere il Certificato Verde Anti... Anti che? Qualcuno se lo ricorda anti che? Anti comunismo? Anti fascismo? Anti diritti costituzionali? Anti che, perdio, anti che?

Ma qualcuno che si penta e si vergogni mai ci sarà? Qualcuno che si cosparga il capo di cenere, o che si dia fòco per fare luce nel buio in cui aveva riposto la propria ragione?








 

giovedì 13 ottobre 2022

Forza Dostoevskij

 Quanta poca voglia di affacciarsi su questa pagina, prima bianca, ora non più. Per scrivere che? Per pubblicare quali pensieri inutili? Sicché è come un sollievo non avere premura di venire qui a dire questo e quello perché quello e questo mi hanno fatto incazzare, ridere, adombrare, illuminare, odiare o amare.

Anno scorso, avevo tanta rabbia in corpo contro la maggioranza degli italiani che avevano aderito con convinzione alla campagna di vaccinazione obbligatoria imposta dai governanti (che ancora governano in attesa del nuovo governo), che avevo tante parole da dire contro la loro pezzodimerdaggine che adesso, a carte scoperte, non ho nemmeno la voglia di rinfacciargli quanto siano stati stronzi dentro, teste bacate che non si erano accorte che era tutta una presa di culo persecutoria, cosa che già gli esordi della primavera del ’20 doveva far presagire. E invece no, non presagirono e si comportarono di conseguenza. 

Ma non voglio parlare di questo, dell'odio o dell'olio. Voglio parlare della stretta che mi prese allo stomaco già quando i russi, invadendo - secondo me, a ragione - l'attuale Novorussia dettero la stura alle élite occidentali, con tanti sudici prezzolati pennivendoli e televendoli al seguito, all'attuale clima persecutorio contro la Russia, fino ad arrivare a un certuno, che un tempo scriveva per un foglio e che poi diresse persino un foglio giallino culturale, che ha definito i russi terroristi. E io devo ripetere la rabbia provata un anno fa nel dover fare i tamponi ogni 48 ore per dimostrare al prenditore di lavoro che - che cosa perdio? 

Quindi lasciamo stare. Risentirsi è una cosa inutile.

Io non dico più nulla. È tutto chiaro, lucente. Leggo e prego. Studio, lavoro, cerco funghi e castagne, faccio il fuoco, godo le cardane delle mie compagne di vita e avanzo ancora qualcosa da fare in questo autunno ancora mite. 




sabato 8 ottobre 2022

Verso l'estremo - Marco Guzzi

Una domanda per Stranamore

Inutile mi nasconda nel non detto, per scaramanzia. Trovo anzi urgente condividere questi pensieri, per capire se essi formino una rappresentazione plausibile e non siano soltanto ingenuità.

Tra i belligeranti formalmente in campo (Russia e Ucraina) la contesa non vede attualmente uno sbocco diplomatico, giacché ciascuno è fermo sulle proprie posizioni. Come ha rilevato più volte Olympe de Gouges, l'intento di Putin era quello di costringere l'Occidente a una trattativa, magari con rinnovati e imposti accordi di Minsk, cosa che invece adesso non è più realizzabile.

Se il conflitto proseguisse alla maniera di quello israeliano-palestinese, a parte qualche lacrimuccia di prassi, si continuerebbe a vivere tranquillamente in questa parte di mondo ‘illesa’.
Purtroppo, i capi della Morto (Washington D.C. e Londra in testa), che non sono Europa, vogliono fottere per bene le nazioni del continente, con la complicità delle élite e il rincoglionimento dell'opinione pubblica, cosicché ai territori in questione e al neo-colonizzatore non sarà concesso di fare quel che, da oltre cinquant'anni, lo Stato israeliano in Palestina fa.

E quindi? 

Quindi, quel che prima era una impossibilità, adesso è diventata una possibilità. E passare dal campo del possibile, a quello dell'attuabile il passo è molto più breve.

La possibilità è quella delle bombe nucleari.

Sul loro utilizzo da un punto di vista “militare” non so che dire.

Sulla possibilità di essere usate per altre ragioni, mi limito a questa suggestione.

Tranne per chi non vuole vedere e per i prezzolati informatori che non vogliono informare, è oramai acclarato che le Torri Gemelle sia stato un'attentato ideato, voluto (agognato) e compiuto (con complicità esterne o meno) dal governo statunitense. E dato che gli USA sono stati capaci di questo in casa propria (lasciando da parte che sono stati capaci di buttare loro le bombe a Hiroshima e Nagasaki), è inevitabile chiedersi se - dato che abbisognano di nuova linfa terroristica per il loro impero - saranno capaci pure di fare peggio.

Tra i motivi che indussero ad auto-provocarsi l'undici settembre, poi, ce n'è uno che mi fa preoccupare più del motivo principe (l'estensione del loro diritto a invadere e bombardare dove cazzo volevano e vogliono); ed è il fatto che la struttura dei tre grattacieli era piena zeppa di amianto e che la bonifica “civile” avrebbe comportato costi astronomici, impossibili da sostenere: meglio due razzi a forma di aereo, più l'esplosivo per autodemolizioni controllate e in un colpo, bum!, l'amianto non c'è più, sparito nell'aere di Nuova York.

Ecco che chiedo, ingenuamente. Tutti gli ordigni nucleari a disposizione, non è che siano “sorpassati” e da dismettere tanto che a bonificarli e/o aggiornarli sia troppo costoso e quindi convenga più farli esplodere per costruirne di nuovi?

Date le mascherine nei depositi dei ministeri che non si sa che cazzo farne, preferirei l'amianto.

giovedì 6 ottobre 2022

Un bambino che cerca il latte

Il brano che segue è tratto da La filosofia della libertà (1894), di Rudolf Steiner 
(traduzione di Dante Vigevani)

“ In una lettera dell’ottobre o del novembre 1674, Spinoza scrive: 
«Io chiamo libera una cosa che esiste e agisce per semplice 
volontà della sua natura, e forzata quella che viene invece determinata
all’esi­stenza e all’azione, in modo preciso e fisso, da qual-
cos’altro. Così, per esempio, Dio esiste liberamente, benché
necessariamente, perché sussiste soltanto per la necessità della
sua propria natura. E così Dio conosce liberamente se stesso
ed ogni altra cosa, poiché soltanto dalla necessità della sua
natura consegue che egli tutto conosca. Voi vedete dunque che
io faccio consistere la libertà non in una libera decisione, ma
in una libera necessità.
«Scendiamo ora alle cose create, che vengono tutte deter­-
minate all’esistenza e all’azione, in modo fisso e preciso, da cau-
se esterne. Per comprendere più chiaramente, consideriamo un
caso semplicissimo. Per esempio, una pietra, cui venga comuni-
cata da una spinta esterna una certa quantità di moto, continua
necessariamente nel moto, dopo che la spinta della causa esterna
sia cessata. La persistenza della pietra nel suo moto è quindi
forzata, e non necessaria, perché deve essere definita dalla spin-
ta di una causa esterna. Quello che qui vale per la pietra, vale per
qualsiasi altra singola cosa, per quanto complessa possa essere:
ogni cosa, cioè, viene necessariamente determinata ad esistere e
ad agire, in modo fisso e preciso, da una causa esterna.
«Immaginate ora voi, per favore, che la pietra, mentre si
muove, pensi e sappia che sta sforzandosi, per quanto può, a
perseverare nel suo movimento. Questa pietra, ora cosciente
del suo sforzo e per nulla indifferente nel suo comportamento,
crederà di essere completamente libera, e di persistere nel suo
movimento per nessun’ altra causa se non perché lo vuole. Ma
questa è quella libertà umana che tutti ritengono di possedere,
e che consiste solo in questo: che gli uomini sono coscienti dei
propri desideri, ma non conoscono le cause da cui essi vengo­
no determinati. Così il bambino crede di desiderare libera-
mente il latte, il ragazzo irato crede di desiderare liberamente
la vendetta, il timido la fuga. Così l’ubriaco crede di dire per
sua libera volontà quelle parole che, tornato in sé, vorrebbe
non aver dette; e poiché tale pregiudizio è innato in tutti gli uo-
mini, riesce molto difficile disfarsene. Infatti, se anche l’espe-
rienza insegna sufficientemente che nulla gli uomini sanno do-
minare così poco come i propri desideri e che, mossi da opposte
passioni, essi vedono il meglio ma seguono il peggio, pur tutta-
via si ritengono liberi; e proprio per questo: che vi sono cose che
essi desiderano di meno, e che certi desideri si possono facilmen-
te domare per mezzo del ricordo di altri, a cui si pensa spesso».

[fin qui Spinoza. Ora riprende Steiner]

Poiché abbiamo qui davanti a noi una concezione chiara e
chiaramente espressa, ci sarà anche facile scoprire l’errore fon-
damentale che in essa si nasconde. Come è necessario che la
pietra compia un determinato movimento in seguito ad una spin-
ta, cosi dovrebbe essere necessario che l’uomo compia una certa
azione, quando vi è spinto da una qualche causa.
E soltanto perché l’uomo ha coscienza della sua azione,
egli si riter­rebbe libero autore dell’azione stessa; trascurerebbe
però di vedere che vi è una causa che lo spinge, a cui egli deve
incondizionatamente assoggettarsi. L’errore di questo ragiona-
mento è presto trovato. Spinoza, e tutti quelli che pensano co-
me lui, dimenticano di notare che l’uomo non ha soltanto co-
scienza della propria azione, ma può aver coscienza anche
delle cause dalle quali è guidato all’azione. Nessuno contesta
che il bambino non è libero nel desiderare il latte, come non è
libero l’ubriaco, quando dice cose di cui più tardi si pentirà.
Entrambi ignorano completamente le cause che sono attive nel-
le profondità del loro organismo e sotto la cui incontrastabile
costrizione essi si trovano. Ma è giustificato mettere in un fa-
scio azioni di tal genere con azioni nelle quali l’uomo non sol-
tanto é cosciente del proprio agire, ma anche delle cause che ve
lo spingono? Sono forse le azioni degli uomini tutte di un unico
genere? L’azione del guerriero sul campo di battaglia, quella
dello studioso nel laboratorio scientifico, e quella dell’uomo
di stato nelle più intricate circostanze diplomatiche, possono
seriamente essere messe allo stesso livello con l’azione del
bambino che cerca il latte? 

[Zelenschi!]

È ben vero che un problema si risolve tanto più facilmente 
quanto più semplice è il caso di cui si tratta. 
Ma è anche vero che già molte volte l’incapacità di di-
scernimento ha portato ad una confusione senza fine. Ed è una
differenza assai profonda quella che corre fra il caso in cui so
perché faccio una cosa e il caso in cui non lo so. A tutta prima
questa sembra essere una verità evidente. Eppure gli opposito-
ri della libertà non si chiedono mai se un motivo della mia
azione, che io riconosca e compenetri, rappresenti per me una
coercizione nello stesso senso in cui per il bambino è coercizio-
ne il processo organico che lo fa gridare per il latte.

domenica 2 ottobre 2022

Sera d'ottobre

È sera, è ottobre e i fili di luce all’orizzonte
si richiudono dietro veneziane blu di vapore.
Se ci amassimo si potrebbe fare all’amore,
ma non ci amiamo più, e andiamo al fronte

a giocare ai notturni giochi di bengala
come in una festa che ci fa tutti monchi:
chi comanda il mondo non è un figlio di maiala
perché la maiala vuole bene ai suoi cioncoli.

Ah, se ci potessimo guardare negli occhi
senza l’elmetto in testa e abbassando le bandiere
nelle sere di luna piena, come innamorati:

ci vedremmo come foglie sugli albicocchi,
soldati consapevoli che basta un soffio per cadere
e un abbraccio per non finire morti ammazzati.

mercoledì 28 settembre 2022

Forza Angela



Mi manca la Merkel. Nonostante facesse gli interessi della sua nazione, mi sembrava che fosse una persona responsabile, autorevole, con le spalle larghe per resistere con sufficienza alla dittatura americana.
Mi fa dunque piacere abbia parlato in pubblico e spero la sua voce non resti inascoltata da chi in questo momento “guida” la Germania.
Non bisogna più fidarsi dei demoni dominanti le strutture di potere occidentali (americani e inglesi in particolare). Sono pericolosi, capaci di tutto, sprezzanti e senza un barlume di compassione e umanità. Più che altro sono determinati, niente li scrolla, o persuade al momento di trovare un accordo con la Russia. E sono spaventosi: a ricordare quello che hanno potuto fare nel passato, e in casa propria, per mantenere ed espandere il dominio (vedasi l'undici settembre 2001), il sabotaggio al gasdotto del Mar Baltico sembra solo un preludio. 
Quello che preoccupa è che ci sarebbero tutti gli elementi per mandarli a fare in culo, ma niente: restiamo vittime della sindrome di Stoccolma e non riusciamo a liberarci dagli aguzzini neanche con un timido, inutile avete rotto il cazzo, lasciateci campar.

martedì 27 settembre 2022

Deus sive natura


«E pensate quando sarà obbligatorio esservi iscritti [al partito di Giorgia] per avere un lavoro».

Che spiriti laidi. 
Io penso invece a quando è stato obbligatorio (è ancora obbligatorio per i sanitari) avere una tessera verde per lavorare. 


Non mi permetto certo di contestare tale studio dell'Università di Padova; tuttavia, m'incuriosisce sapere il metodo mediante il quale i ricercatori abbiano rilevato tali dati: telefonando alle mogli, alle (o agli) amanti o direttamente alle prostitute?
Imperdonabile comunque che, a fianco della notizia di tale studio, i francesi non abbiano riportato anche la crescita esponenziale del diametro dei coglioni degli italiani, probabilmente invidiosi del fatto che, su tale record, siamo campioni insuperabili.

giovedì 22 settembre 2022

We are the merde

Se non ricordo male, ma ricordo male senz'altro, le guerre più evidenti, che gli americani scatenarono tra la caduta del muro di Berlino e le bombe su Damasco, ebbero qualche riflesso di protesta di un certo peso mediatico avviata da rockstar che intonarono marce della pace; ci fu qualche monito papale bofonchiato durante la predica; c'erano almeno un paio di tg o giornali nazionali che riportavano e diffondevano accorati appelli, firmati da noti intellettuali, per promuovere la pace e auspicare la fine di ogni conflitto.
Adesso no. Tutti composti a fare da megafono ai ruttini inviperiti della von der Elle che indossa tailleur ucragni tagliati con l'accetta o a dare il microfono a cariatidi isteriche e democratiche belli ciao, anzi no: addio mia bella addio, tanto io non parto, non muoro, resto qua.

venerdì 16 settembre 2022

L’abisso che separa

L’abisso che separa le parole dalle cose,
il cielo dalle case, l’aria dalle maschere,
la pietra dalla statua che contiene
è tale che non so se mi conviene
saltare senza niente che sospenda
la caduta, due ali, un soffio, la mano
di colei che lontana mi saluta 
e io non riconosco perché macerata
come le ciliegie sotto spirito.

Mia nonna, bei tempi, le faceva
e me le dava di nascosto perché
davano alla testa anche a lei
soprattutto quando le mangiavamo
a digiuno. Sorrideva e l’autunno 
nella stanza se ne andava,
con il rosso delle nostre guance
che sembravano come le ciliegie
mature sugli alberi di giugno. 

Il pavimento lucidato a specchio
le sedie di legno e di tessuto
il tavolo più alto del mio mento
la tovaglia tutta fatta all'uncinetto
le tazzine in vetro, le posate d'argento
i cassetti della credenza che
il mio scetticismo non riusciva ad aprire.
Allora mi sedevo a rileggere una storia
a fumetti che non facevo mai finire.

E forse già sapevo che cosa la memoria
avrebbe trattenuto di quello che vedevo
e imparavo a nominare; c’era come un patto
tra la parola detta e il concetto della cosa
il nome della rosa, il volto della nonna
e la collana d’oro che poi ho visto al collo
di mia mamma e poi in un cassetto
che sono riuscito a aprire adesso che
ci arrivo, ma non riesco ancora a unire

l’abisso che separa le parole dalle cose...

mercoledì 14 settembre 2022

Titti



Stamani, ore 10, caffè al bar e questo schermo trasmetteva quanto sopra: nonostante lo zucchero, il caffè mi sembrava amaro. Non ho ascoltato cosa dicesse, non importa, bastava guardarla per comprendere che non serve essere maestri della scienza sacra per capire la stupidità simbolica di tale entità sub-lunare indossante un tailleur tagliato con l'accetta e dipinto a mano con una pennellessa Cinghiale. Facile anche indovinare il colore delle mutande: color merda, come la maglietta di quello scemo di guerra che tanto le è caro. Riguardo al look, imperdonabile la mancanza delle meches bluastre che avrebbero dato stile alla sua capigliatura.

***
«Autocrati stranieri prendono di mira i nostri paesi». Dato che Putin è uno ma non trino, chi sono gli altri? Gli americani?

«Produrremo vaccini in Africa». Perché, sinora che cosa avete fatto?

***
Ho chiesto al barista se avesse avuto un gatto. Più sveglio di Silvestro, sai com'è.

domenica 11 settembre 2022

Enduring Freedom

 «la libertà è alla portata di tutti, come la chitarra: ognuno suona come vuole e tutti suonano come vuole la libertà»
Giorgio Gaber, L'America


Il dizionario di Oxford, al primo significato della parola freedom, riporta:
the power or right to do or say what you want without anyone stopping you
È la definizione unica perfetta per descrivere che cosa intenda l'amministrazione governativa americana (non il popolo americano, beninteso) quando parla di libertà: il potere o il diritto di fare o dire quello che vuole senza che nessuno possa fermarla. Neanche tremila morti sacrificati per sentirsi poi autorizzati a invadere l'Afghanistan, l'Iraq, a bombardare Damasco, Tripoli (e uccidere Gheddafi), a sanzionare l'Iran, a controllare mezzo mondo tramite internet, a far arrestare Assange, a tenere a bagnomaria l'Europa, a pianificare scientemente tutto il marcio ucraino, a... - dimentico qualcosa?

Nel 2001, dieci anni dopo il crollo dell'URSS e senza alcun competitore equipollente, non potevano inventarsi un altro allunaggio, magari con una missione farlocca su Marte. Avevano bisogno di un diversivo di maggiore efficacia. Lo trovarono.

domenica 4 settembre 2022

Accanto alla voce

Nella Rivista di Psichiatria del marzo-aprile 2022, vol. 57, n. 2, pag. 101-105, c'è un articolo a firma di Giuseppe Bersani dal titolo L'altra epidemia.
Riporto il “riassunto”:
«L’articolo è una riflessione sul fenomeno psichico della negazione della realtà della pandemia di covid-19, dei dati della ricerca scientifica su di essa e delle finalità terapeutiche del vaccino e delle politiche sanitarie nazionali e internazionali, così come questo emerge nell’ambito dei cosiddetti movimenti no-vax. Vengono descritti i possibili quadri psicopatologici alla base o associati a tale fenomeno, valutate analogie e differenze di questi con quelli della nosografia psichiatrica classica, considerate ipotesi interpretative psicologiche e psichiatriche che possono in qualche misura caratterizzare una realtà vasta e complessa, nella cui conoscenza e nella cui gestione gli psichiatri potrebbero svolgere un ruolo molto più rilevante di quello attualmente svolto.»
Riassumo il riassunto: i no-vax sono degli idioti, 

E chi o cosa è un idiota secondo il Bersani? Leggiamo:
«“Idioti” sono coloro che nel contesto planetario della pandemia di covid-19 ne negano la stessa esistenza, o attribuiscono a essa un’origine intenzionale decisa da fantomatici centri di potere globale e finalizzata al controllo totale sulla popolazione mondiale, o non riconoscono efficacia o utilità della vaccinazione di massa o di altre misure rivolte al suo contenimento, o vedono in queste un ulteriore strumento di manipolazione e controllo. La gamma delle possibili teorie è, nella realtà, vastissima, ma tutte sono riconducibili a un comune denominatore ideativo che si declina nelle sue diverse forme in rapporto a suggestioni e influenze personali e ambientali: la negazione della realtà della pandemia nei termini in cui essa appare oggi presentata all’opinione pubblica dai mezzi di comunicazione sociale, la negazione della validità e dell’obiettività dei dati della ricerca scientifica su di essa, la negazione della finalità terapeutica reale delle politiche sanitarie nazionali e internazionali.»
Immagino, dunque, che il Bersani definisca “intelligenti” coloro che 
  1. non negano la pandemia, o non attribuiscono a essa una origine intenzionale decisa dal potere al fine del controllo totale della popolazione;
  2. sostengono che la vaccinazione di massa coi farmaci sperimentali sia stata utile ed efficace;
  3. ritengono che il confinamento, le mascherine, il distanziamento sociale siano misure anch'esse utili ed giovevoli;
  4. credono che i media mainstream abbiano trasmesso e pubblicato sempre notizie fondate, valide e obiettive;
  5. affermano che il protocollo paracetamolo e vigile attesa abbia avuto una grande utilità terapeutica.
Sbaglierò, ma nutro il sospetto che, di questi tempi, ci sia un considerevole numero di intelligenti che preferirebbero trasferirsi nel club degli idioti.

Comunque, nonostante il susseguirsi di tante seghe psichiatriche, la mia “idiozia” immagina che la motivazione principale per la quale il Bersani definisca i no-vax degli idioti, sia dovuta a un disturbo narcisistico della personalità, personalità che reclama, al pari di un Burioni o di un Bassetti, di sfilare sui tappetti rossi della mondanità mediatica, giacché egli, in conclusione del suo articolo, dichiara:
«Potrebbe forse concretizzarsi in un imminente futuro l’ipotesi, inizialmente impensabile ma adesso di sempre maggiore potenziale realismo, che accanto alla voce degli infettivologi, dei virologi e dei gestori della salute pubblica divenga necessario ascoltare anche quella degli psichiatri, alla fine costretti a riflettere e a prendere consapevolezza dell’esistenza e dell’urgenza di comprendere e gestire, accanto all’emergenza della pandemia di covid-19, anche quella di un’“epidemia parallela”, i cui sviluppi e le cui conseguenze sociali, culturali e mentali, potrebbero essere, se possibile, ancora più gravi e devastanti di quelli legati all’epidemia infettiva.»
Suvvia, dunque, direttori dei palinsensti tv, chiamate in studio il Giuseppe Bersani prima che la devastazione abbia inizio.

giovedì 1 settembre 2022

Puzzo Di

Più guardo il ghigno di Letta e più mi viene voglia di dargli una labbrata. 

Il cartellone elettorale, con lui da una parte, su sfondo rosso arancio che dice di scegliere il partito di cui è segretario per questa e quella ragione, in opposizione all'altra parte, su sfondo nero, che dice le sciagure occorrenti se un elettore, invece, non vota il pd, realizzato da pubblicitari astuti e consapevoli che non è tanto il messaggio da veicolare, quanto la riproduzione del meme su larga scala per imprimere - anche mediante simpatiche prese per il culo - quella faccia e quel ghigno in più menti possibili, in me produce un effetto di rabbia e antipatia istintiva che muove prima la mano della parola - e per fortuna sono soltanto un patetico schiaffeggiatore da tastiera. 

E da questa trappola è bene tolga le dita che già c'erano incastrate. Lasciamo quel ghigno ai masochisti e ai prezzolati amministratori locali, provinciali, regionali e nazionali; a tutti gli amministratori delegati di partecipate e consorzi di bonifica, bancari, sindacalisti, assicuratori e grand commis posizionati in quota e con il sostegno del più classista e vergognoso erede marcio di una tradizione che un tempo si collocava a sinistra di qualcosa che non so più bene che.

Vada a fare in culo lui e tutto il suo partito, tutti rimestando nel bottino autoprodotto dai propri bachi elettorali, saccheggiatori di un'Italia schifa e monnezzaia, gualtieresca e mocassina senza calzini così gli puzza meglio i piedi a ‘sti fascisti democratici che hanno fatto di un'emergenza farlocca il proprio baston da pollaio sul quale scacazzare il loro autoritarismo mentecatto. Sudici dentro l'essere, sempre che un essere dentro ce l'abbiano.

sabato 27 agosto 2022

Sono le otto

Sono le otto, sto
seduto sul cesso; il tempo 
è amaro. Il caffè,
invece, è troppo zuccherato: 
amore, lo sai
che di cucchiaini me ne
basta uno; come mai
insisti a mettercene tre?

Mi lavo i denti e poi mi rado 
con un rasoio a una sola lama.
Leggo: made in Egitto 
e già immagino la trama
di un giallo che conduce
dal Cairo alla Martesana.

Un ragno scende lento dal soffitto
“Vieni qua, caro, che ti faccio
uscire dalla finestra e non 
passare dallo scarico del lavandino”.
Di questi atti di pietas mi compiaccio
più di quando schiaccio
tra le mani una zanzara o un moscerino.

Quanti minuti ancora occorreranno
per capire che non c'è
più niente da capire come cantavamo
da ragazzi mentre lei
se ne andava con un altro
senza poterle dire ti amo?
Non tanti: tra poco sarà settembre
staranno immobili fino a Natale.
Rileggeremo Brecht?

Sono le otto di sera,
il cielo si è schiarito dopo 
un passaggio di nuvole balcaniche.
Poca pioggia, un po' più freddo,
i fagioli sul fuoco: sarà bello 
dal culo fare trombetta
pensando a te, Europa,
e al ghigno ferale di chi ti comanda.
Non ci sono più muri
da far cadere, basta solo alzare
gli occhi su verso il cielo di lavanda
e respirare.

mercoledì 24 agosto 2022

L'atrofia progressiva dell'esperienza

 “ La rigida esclusione dell'informazione dall'esperienza dipende anche dal fatto che essa non entra nella «tradizione». I giornali [le news in tv o sul web] appaiono in forti tirature. Nessun lettore ha più facilmente qualcosa da poter raccontare all'altro. C'è una specie di concorrenza storica fra le varie forme di comunicazione. Nel sostituirsi dell'informazione alla più antica relazione, e della «sensazione» all'informazione, si rispecchia l'atrofia progressiva dell'esperienza. Tutte queste forme si distaccano, a loro volta, dalla narrazione, che è una delle forme più antiche di comunicazione. Essa non mira, come l'informazione, a comunicare il puro in-sé dell'accaduto, ma lo cala nella vita del relatore, per farne dono agli ascoltatori come esperienza. Così vi resta il segno del narratore, come quello della mano del vasaio sulla coppa d'argilla. 

Walter Benjamin, “Di alcuni motivi in Baudelaire”, in Angelus Novus, Einaudi. 

Storicamente, è un peccato che nelle sedi di partito non ci siano più discussioni con gli iscritti, forse perché sono pochi, forse perché tutti sono allineati. È un peccato ché non ci siano più i congressi dove molti delegati prendevano la parola e tutto sia affidato all'informazione, al comunicato, al tweet, al post, all'intervista lampo concessa ai microfoni dei tg 24 h dello stracazzo. E tutto ciò è un peccato perché, sono convinto, che - seppur nella sua vacuità - avremo il godimento di assistere a qualcuno che manda a fare in culo quegli stronzi dei segretari o presidenti di partito o di movimento o di associazione. Qualcuno che dica le cose come stanno - e le cose stanno male, assai, per quella che un tempo qualcuno chiamava politica.

martedì 23 agosto 2022

Stavo pensando

Stavo pensando a come il pensiero possa racchiudere dentro sé stesso tutto quello che non solo lo circonda, ma pure lo oltrepassa, in alto, in basso, al centro, con la riverenza o senza.
Stavo pensando al pensiero che si forma proprio un attimo prima di lasciare il sonno in favore della veglia, quel pensiero infante, crepuscolare, di nebbia che si dirada e improvvisa luce. E capivo. Capivo quanto sia difficile non credere che quello che siamo non sia tutto, ossia avere un'indefinita percezione che il nostro corpo sia come uno strumento di contenimento di qualcosa che potrebbe unirsi, mediante un certo tipo di lavoro, di conoscenza e di attrezzatura gnoseologica, alla vertigine del saliscendi in mondi che lo trascendono. 
Stavo pensando e poi ho letto, di sfuggita, il programma elettorale di alcuni partiti e ho smesso di pensare per un po’.

domenica 21 agosto 2022

Ho quasi tutto

Ho quasi tutto a disposizione: un divano,
uno schermo, due libri sul tavolino, un lapis,
un tovagliolo di carta per i baffi che
si bagnano di rosso mentre bevo vino.

Silenzio, anzi no. Due tuoni in lontananza
attutiti dai doppi vetri delle finestre. Piove.
Un lampo illumina i fiori di lavanda, un rospo
sale le scale, il cane chiede di entrare.

Io sono: soggetto e predicato. In un giorno
di festa è molto suggestivo ripetersi di essere
vivo e a sé cosciente quanto basta per credere
che tutto questo sia davvero sufficiente.

Lo è, inutile sottostare al giogo dell'ipocondria.
Il velo di tristezza vada via e i fari degli occhi
facciano luce a quanta strada ancora resta
da percorrere a braccetto a chissà chi o che.

martedì 16 agosto 2022

100%

 

Forse se facevamo caso a quando il Bourla scrisse il primo tweet (primo aprile), ci accorgevamo che ci stava prendendo per il culo. Al 100%.

Battute a parte, in questo caso, quel che è interessante segnalare, è come la fede nella scienza, per quanto forte e pervasiva voglia essere, da sola non basta a dimostrare che essa sia vera. Passare dalla entusiasta affermazione che«il nostro vaccino è efficace al 100% nella prevenzione dei casi di Covid-19» al sommesso annuncio di risultare positivo al virus nonostante quattro dosi, fa di quella fede un semplice oroscopo, nel quale puoi credere e regolarti di conseguenza, oppure anche no.

Inoltre, quale miglior conferma che sia una superstizione credere che avere in corpo quattro dosi, in caso di contagio, faccia avere sintomi lievi, se poi aggiungo anche una cura anti-virale perché sai, meglio aver paura che buscarne?





sabato 13 agosto 2022

Le susine

Ho una zia (la zia Luisa) di 92 anni che, da alcuni anni, risiede in una RSA. Nonostante gli acciacchi, ha ancora una buona presenza di spirito e sufficiente lucidità mentale. Ci sentiamo ogni tanto per telefono e talvolta lei mi chiama per chiederle di portarle i fazzoletti di carta. Ieri, oltre a ciò, mi ha chiesto anche di portarle delle susine del mio susino, mature in questi periodi, che le piacevano tanto, ha ricordato. Sicché stamani mi sono presentato in struttura con la roba. Un'infermiera mi prende i fazzoletti ma non le susine. Mi dice che il regolamento vieta d'introdurre roba da mangiare non confezionata dall'esterno all'interno della RSA. È il regolamento previsto dalle norme anticovid. Non faccio obiezioni e invito l'infermiera a prendersele lei le susine, non per mandare a cacare lei, bensì il regolamento e quella specie di ministro che ancora resta là, impunito.

venerdì 12 agosto 2022

Giudizio d'uccello

Da un po' di estati resto fermo, anti-viaggio, percorro millimetri, faccio le zone, mi affatico da fermo a Fano, fa niente, fa’ sì che lei ritorni tra le mie braccia una volta ancor. 
Desisto, in pratica e in teoria. Mi limito, ma non perché me lo ha suggerito la presidenza del consiglio dei ministri. No. Piuttosto è una congenita vocazione alla stasi, all'impercorrenza agostana, al niente turistico, che ho chiamato oggi pomeriggio per avere informazioni sugli immobili. E sui sonnambuli. Romanticismo, anarchia e realismo a Ferragosto. Un'amica di mia mamma, Assunta, mi ha detto che, sì,  sono dimagrito; epperò mi sono cresciuti i baffi. Come Nietzsche. 

da La Gaia Scienza


martedì 9 agosto 2022

Forza Trump

Nel 2016, quando vinse Trump, un po' mi vergognai nel dire che mi faceva piacere avesse vinto lui, piuttosto che quella stronza della Clinton. Lo dicevo sotto i baffi, a mezza voce, tra amici. Avevo come l'impressione che fosse meglio, ed è stato meglio, giacché con la suddetta arpia sicuramente il conflitto in Ucraina sarebbe scoppiato prima, forse sarebbe esploso anche un maggior casino in Siria, e la pace con Kim Jong Un non ci sarebbe certo stata... eccetera. 
Nel 2020, quando a seguito di brogli conclamati, Donald Trump ha perso e il Biden ha vinto, e mi è rincresciuto, ma non l'ho detto, no, non stava bene dirlo, in fondo come fai a tifare un riccone capitalista di tal fatta, odiato da tutti a Hollywood e dal New Yorker...
Bene, sono passati un paio d'anni e vi dirò: a me Trump sta simpatico e quello che ieri gli hanno fatto, perquisire casa sua, è una roba schifosa, una roba che - come dice Fabristol su Twitter - se l'avesse fatta Putin a uno dei suoi oppositori, avremmo tutte le nostre merde secche democratiche a urlare allo scandalo, alla sciagura, alla dittatura conclamata. 

Forza Trump, dunque. Tieni duro.

domenica 7 agosto 2022

Ero lì in un'orgia


A me piace perché alla fine i due si sposano
Ah si, anch'io sono per il lieto fine
Mica come quei film moderni lì che non si capisce assolutamente niente
In fondo sono un sentimentale
Scusi tanto, non ha mica visto le mie mutande?

venerdì 5 agosto 2022

Cara Perturbazione Atlantica

cara Perturbazione Atlantica, 
manchi. 
È tanto, troppo tempo che non ti manifesti 
per dissetare e intenerire il suolo. 
Pure la mente e il cuore, impolverati, 
patiscono la tua lontananza. 
Oh, cara, perché presto non torni, 
veloce veloce, volando sopra le Azzorre 
e passando attraverso il Golfo di Biscaglia 
per infine raggiungere questa parte d'Italia che 
non ha più lacrime da piangere per 
fingere la pioggia? Lo so che sei adirata: 
troppe volte ci siamo lamentati della tua presenza 
perché ci sembrava che, con te presente, 
le nostre vite fossero più esposte alla noia 
e alla malinconia; peggio ancora, e stoltamente, 
ti abbiamo sempre affibbiato l'etichetta di maltempo... 
Maltempo? Questo cocente, monotono azzurro lo è. 
Queste nuvole che, di tanto in tanto, sopravvengono 
e ci regalano soltanto ombre cinesi
o ciottoli di ghiaccio sulle nostre teste
frastornate dall'assenza e dalla cultura
sono il coito interrotto del nostro desiderio
di pioggia.

Cara Perturbazione Atlantica 
torna dunque a confortarci
a darci il senso di un'epoca diversa
che non si trasmuta totalmente in un deserto
di finzione e acqua dissalata
dal male di vivere.
Non farci diventare come arringhe appese
nei negozi dei vecchi pizzicagnoli 
che hanno tutti chiuso bottega 
per far spazio ai negozi dissoluti
che non hanno un padrone
con il quale discutere che l'Italia
non è più un repubblica fondata
sul lavoro. Arriva presto nei nostri cieli,
copri le scie chimiche di aerei
carichi di armi e vibratori per
i nazisti e le prefiche d'Ucraina.

Ti aspettiamo qui all'ombra di un castagno
nascosti come le spore dei porcini
per spuntare e profumare di bosco
una volta ancora.

giovedì 4 agosto 2022

Carr armati rottamati

 Tra i vari scombussolamenti succedutesi dal marzo 2020 in poi, c'è stato anche quello che mi ha fatto avvicinare a fonti informative diverse, non ufficiali, sovente (e a volte a ragione) tacciate di complottismo, anche se essere complottisti non è più un demerito, almeno per me, visti i soloni anti-bufale che hanno rotto il cazzo per farci credere che a) il lockdown era utile e b) i farmaci anti-coronavairus funzionavano ed erano sicuri: vadano a fare in culo insieme a Mentana e amen.

Detto questo, c'è un canale telegram che seguo da qualche settimana, diciamo dodici, che a poco a poco, nonostante tanta confusione (non a caso si chiama Soqquadro ’ntoqulo Etero Channel) e presunzione del so tutto io, so tutto io, mi sembra che di cose la Valeria (l'amministratrice) effettivamente ne sappia - e convincenti.

Non sto a dirle tutte le faccende che ho (o mi sembra di aver) appreso, che molte sono effettivamente spiazzanti, a cominciare dal giudizio su Draghi. Ci sarà occasione di parlarne. Per il momento, pare che la loro diceria sulle armi che il governo italiano ha inviato in Ucraina sembrerebbe vera. Vale a dire, al governo ucragno gli abbiamo inviato roba da rottamare che sarebbe costato un occhio smaltirla in modo più appropriato. Confesso che, se fosse vero, dovrei ammettere che questa dovrebbe essere considerata una mossa geniale.

martedì 2 agosto 2022

Pelosi sullo stomaco

 
Quella bella fica della Pelosi, o un suo clone, è atterrata a Formosa (isola dai culi). Chissà perché. Per rimarcare che.




Questo. Sì, ma perché adesso e non anche, ad esempio, un mese fa? O un anno fa? O, se non c'era lei, un altro speaker, tre anni fa, un lustro, una decade, vent'anni fa? Perché proprio ora? Che cosa c'è di diverso, adesso, che impone questi viaggi per fare queste rivendicazioni “democratiche” contro l'autocrazia, mentre nei tempi passati già descritti la democrazia stava zitta? Ma chi pensano di prendere per il culo? Perché neanche quando le carte sono tutte scoperte non ammettono “ok, facciamo questo perché vogliamo continuare a essere l'impero dominante e tutte le altre nazioni devono sottostare al nostro dominio”? Perché insistono con il concetto falso, marcio e fariseo secondo il quale sostengono di difendere la democrazia contro l'autocrazia, se poi tollerano e favoriscono altre  ben peggiori autocrazie sparse per il pianeta? In buona sostanza: perché è così stronzo il gruppo di potere del quale la Pelosa è portavoce?

lunedì 1 agosto 2022

I peggiori chierichetti


 «L’ape fa vergognare molti architetti con la costruzione delle sue cellette di cera. Ma ciò che fin da principio distingue il peggiore architetto dall'ape migliore è il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa di cazzo prima di costruirla in cera. Alla fine del processo lavorativo frodativo emerge un risultato che era già presente al suo inizio nella idea del lavoratore lavativo, che quindi era già presente idealmente», ossia come metterlo in culo a chi gli darà il voto perché a chi glielo ha dato, il peggiore (segue qualifica) glielo ha messo già.


Gasse


Guardate questa donna. Guardatela bene. E ogni volta che accendete il gas mandatela affanculo, lei e tutti i suoi parenti. Amen.

domenica 31 luglio 2022

Sennò vince la destra

- Addio, Federica, addio... Ti lascio, vado via.
- E perché mi lasci?
- Sennò vince la destra.

Aveva ragione Huxley

« Aspettavamo tutti il 1984. Venne, ma la profezia non si avverò; gli americani più riflessivi tirarono un sospiro di sollievo, congratulandosi per lo scampato pericolo. La democrazia aveva resistito. Altrove nel mondo forse c’è stato il terrore; a noi furono risparmiati gli incubi di Orwell.

Avevamo dimenticato che, oltre alla visione infernale di Orwell, qualche anno prima ce n’era stata un’altra, forse meno nota anche se altrettanto raggelante: quella del Mondo nuovo di Aldous Huxley. Contrariamente a un’opinione diffusa anche tra le persone colte, Huxley e Orwell non avevano profetizzato le stesse cose. Orwell immagina che saremo sopraffatti da un dittatore. Nella visione di Huxley non sarà il Grande Fratello a toglierci l’autonomia, la cultura e la storia. La gente sarà felice di essere oppressa e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare.

Orwell temeva che i libri sarebbero stati banditi; Huxley, non che i libri fossero vietati, ma che non ci fosse più nessuno desideroso di leggerli. Orwell temeva coloro che ci avrebbero privati delle informazioni; Huxley, quelli che ce ne avrebbero date troppe, fino a ridurci alla passività e all’egoismo. Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi; Huxley paventava l’avvento di una cultura volgare, interessata soltanto a cose frivole. Nel Ritorno al mondo nuovo, i libertari e i razionalisti – sempre pronti a opporsi al tiranno – “non tennero conto che gli uomini hanno un appetito pressoché insaziabile di distrazioni”. In 1984, aggiunge Huxley, la gente è tenuta sotto controllo con le punizioni; nel Mondo nuovo, con i piaceri. In breve, Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley, da ciò che amiamo.

Il mio libro si basa sulla probabilità che abbia ragione Huxley, e non Orwell. »

Neil Postman, Amusing Ourselves to Death: Public Discourse in the Age of Show Business, 1985, edizione italiana Divertirsi da morire, Luiss University Press 2021

mercoledì 27 luglio 2022

Facciamo chiodo

Stamani, all'alba, mentre impolveravo i piedi su una strada costeggiata da cipressi, m'è balenato un pensiero, tipo una massima alla Marco Aurelio: non devi cedere al timore di infangarti perché è dal fango che è nato l'uomo. 

Se un giorno tornerà a piovere, chiederò alla polvere.

Stanotte ho sognato una scimmia con un paiolo. Credo le servisse per cucinare una emergenza rapida.

«Ogni cosa sembrerà un chiodo a chi ha in mano un martello». E noi, chiodi, perché pensiamo di andare a farci martellare alle urne? 

Ve l'ho raccontato che io, a scuola, ho fatto pure ferro battuto? Pazienza. Sappiate che non c'ero portato, nel senso che, picchia picchia, non riuscivo quasi mai a dare al pezzo di ferro la forma voluta. Epperò picchiavo, e vedere la materia incandescente piegarsi sotto i miei colpi mi faceva sentire un biscotto della plasmon. Inzuppato di sudore, chiedevo spesso ai compagni più capaci di intervenire per non prendere di continuo cazziatoni dal professore. «Massaro, tu farai lo spazzino». E, infatti, feci pure quello...

Ma torniamo all'incudine e ai colpi di martello sull'arancione prima che diventa rosso e, a poco a poco, grigio e nero. All'immergere nell'acqua il pezzo per... non mi ricordo perché, serviva a qualcosa che ora mi sfugge e non ho voglia di ricercare, lasciamolo così il ricordo, il ferro, l'incudine e il martello, uno dei due strumenti incrociati dentro una bandiera che, ancora minorenne, non vedevo ingenuamente l'ora di votare, ma non ricordo proprio più perché.




lunedì 25 luglio 2022

Astensione come vocazione

Per quel che vale - niente - non ho votato alle politiche del 2018, non mi fidavo di nessuno, tanto meno dei cinque stronzi. Ero già sulla strada di un pio astensionismo (l'ultimo voto in-utile alle politiche lo detti a Bersani nel 2013... e capii). 
In vista delle future elezioni, da pio il mio è diventato un astensionismo feroce, soprattutto per quello che questa legislatura infame mi/ci ha fatto patire (a taluni, a tanti, a troppi). Il cosiddetto voto antisistema è stato sistematicamente confutato dal fallimento politico ed esistenziale degli apritori di scatole di tonno. Ci affogassero dentro all'olio o, meglio, finissero tutti come tonni pescati e sfilettati, ’sti untuosi beccamorti.

E sulla scia di quanto scritto oggi da Olympe de Gouges, vado sotto a copia-incollare ciò che Paolo Sceusa, ex magistrato, promotore delle marce della libertà contro la tessera verde e gli obblighi farmacologici, ha oggi scritto nel suo canale telegram:


« Avviso ai votanti “antisistema”.
Ecco come andrà la faccenda dell’unirsi tutti e andare a votare: molti dei movimentini e dei partitini in campo cercheranno di unirsi per presentare una lista unica.
Al momento di stilarla ciascuno di loro vorrà piazzare in cima alle liste dei vari collegi, in posizione più utile a cercare di spuntare un seggio, il nome corrispondente al culo del suo capoccia.
Quindi si vedrà che  i cosiddetti nuovi partiti, non sono altro che l’ennesimo progetto arrivistico del deretani che li guidano e che ambiscono solo ad accomodarsi su di uno scranno parlamentare.
Fine del tentativo di presentare liste unitarie.
Quindi i nuovi partiti “antisistema” decideranno di presentarsi divisi. Ognun per sé.
E lì si vedrà che ciascuno di loro chiederà a tutti voi di firmare per far presentare la propria lista.
E ognuno di voi andrà a firmare per ciascuno di loro: eh! Sono tutti antisistema…!
Devo continuare?
Continuo: a quel punto solo pochissimi tra quelli di quei tanti di voi che saranno corsi a firmare per la presentazione delle liste di cinque o sei distinte liste “antisistema”, si soffermeranno a considerare che la proprie firme di consenso alla presentazione di tutte le varie liste (divise) non si sommeranno in cabina elettorale, ma si divideranno: sì, perché lì ognuno dovrà scegliere a quale tra le varie liste “antisistema” dovrà dare la sua maledetta crocetta, sulla scheda elettorale.
Anche in quel momento solo pochi di voi speranzosi elettori cominceranno a sentire la puzza di bruciato provocata dall’attrito della pigna elettorale, nel posto in cui nessuno vorrebbe trovarsene una.
La fregatura la capirete finalmente tutti quando dallo spoglio, pronto in ogni caso a far scattare i brogli, risulterà che ciascuna lista “antisistema”  avrà conquistato zero seggi salvo, forse, una o due, che saranno riuscite a piazzare inutilmente uno o due deretani nel nuovo parlamento.
E dovrete stare tutti muti: sì perché avrete giocato. E avrete perso! Muti! 
La scacchiera avrà vinto di nuovo. La scacchiera.

Amen.

Invece non presentarsi alle urne fa contare quell’elettore come non votante. Punto. Zero possibilità di brogli, su questo. Non c’è alcuna “sua scheda” che qualcuno potrebbe riempire a tradimento.
Il suo nome risulta fra gli aventi diritto al voto, ma non fra quelli presentatisi al seggio (magari a inscenare opinabili manfrine).
L’unica conta che mi interessa è quella fra votanti e non votanti. Stop.
Questi sono gli unici due numeri che contano.
Ripeto: un governo lo formeranno anche se avranno votato due sole persone.
A quel punto, e solo a quel punto, cioè in caso di massiva astensione, la spinta unitaria si potrà realizzare. Perché non ci saranno liste “unitarie” da formare. Ci sarà una maggioranza di popolo, autocosciente di esserlo perché parte di una massa enorme di non votanti che non accetterà di farsi imporre tasse, greenpass e di farsi spedire in guerra da due votanti che hanno espresso un parlamento e un governo.
Quella massa sarà già unita. Senza l’ennesimo merdoso leader o leaderino pronto a rifarvi la festa [...] Ri-amen».

Mi sembra un buon punto di partenza (anche se non sono così ottimista sulla «spinta unitaria», ma vedremo).